del quale cmq qua sotto riporto la parte interessata
--> Condizioni di cambio (euro/dollaro) applicate alle transazioni su titoli
in dollari effettuate tramite conti in euro: - cambio provvisorio: calcolato
al momento dell'inserimento dell'ordine, sulla base del cambio di mercato -
cambio definitivo: cambio ufficiale BCE (del giorno successivo alla
compravendita titoli) +/- 0.05%
Come vedete parla di comm valutarie dello 0,05%....
e invece che succede ....succede che mi applicano una comm fissa di 0,0026
sul cambio + uno 0,15 %
ROBA DA MATTI.
Come me ne accorgo .....dalla nota informativa degli esegiuti ......i conti
non tornano e allora perdi 3/4 ore per controlli e telefonate (chi mi paga
il mio tempo e il mio stress!!!!????)fino a che una gentile
signorina svela il segreto......applicazione di comm NON specificate da
nessuna parte !!!!!!
Altro che trasparenza. !!!!!!!!!
Sfido B. Sella a rispondermi ed affermare che quello che posto non e
realta'......allego immediatamente la nota informativa e le righe di conto
corrente !!!!!!!!!!!
Il 20 Nov 2003, 18:07, "traderone" <ggino@virgilo.it> ha scritto:
>
> cambio definitivo: cambio ufficiale BCE (del giorno successivo alla
> compravendita titoli) +/- 0.05%
>
La cosa migliore da fare è controllare sul tuo contratto; purtroppo quello
che è scritto sul sito non ha nessun valore legale.
>
> Altro che trasparenza. !!!!!!!!!
>
Premetto che assoutamente non voglio fare pubblicità.
Io ho scelto Banca Sella per operare sul mercato italiano e fino ad ora mi
sono trovato abbastanza bene nel servizio di customer care: operatori e
impiegati di banca (direttore compreso) molto gentili e disponibili, cosa
che non mi era capitata nella banca precedente in cui ero cliente. Devo dire
però che leggendo le commissioni per il mercato estero (in particolare mi
riferisco a quello americano), nel link da te sopra riportato, mi sembrano
veramente spropositate; in particolare nel chiedere una commissione minima
di $12: a questo punto è quasi impossibile tradare a questi prezzi; lo
stesso vale per operare in short multiday; non conosco le condizioni di
altre banche o sim, ma sicuramente quelle di Sella in questo caso mi
sembrano poco competitive e sicuramente andrebbero riviste.
>
> Okkio ragazzi !!!!
>
Sempre aperti!!!
Ciao
Il 20 Nov 2003, 23:43, "Fred®"
>
> Stai scherzando vero?
>
No. Quello che ha valore legale sono i contratti firmati dalle controparti.
Al limite, se le condizioni riportate sono completamente difformi da quelle
che si trovano sul contratto, potrebbero essere ripresi per pubblicità
ingannevole; ma anche per questo ricorda: siamo in Italia.
> No. Quello che ha valore legale sono i contratti firmati dalle
controparti.
Ma non solo.
Cito da Bankitalia:
"Tecniche di comunicazione a distanza
(omissis)
Con specifico riferimento alla rete Internet o a sistemi analoghi, l'
"avviso
delle principali norme di trasparenza" e i "fogli informativi" sono
accessibili
direttamente dalla pagina di apertura del sito utilizzato (home-page)
e, mediante
collegamento ipertestuale, da ogni pagina del sito dedicata ai
rapporti commerciali
con i clienti.
I fogli informativi sono integrati con l'indicazione dei costi e degli
oneri
specifici connessi con il mezzo di comunicazione utilizzato nonché dei
recapiti che
permettono di contattare rapidamente l'intermediario e di comunicare
efficacemente con lo stesso.
Gli intermediari comunicano alla Banca d'Italia l'indirizzo dei siti
Internet
eventualmente utilizzati, nei confronti dei clienti residenti in
Italia, per la
promozione o il collocamento di prodotti finanziari (con esclusione
degli annunci
pubblicitari) ovvero per l'operatività con i clienti stessi. Gli
intermediari finanziari
iscritti solo nell'elenco generale inoltrano tale comunicazione all'
UIC.
Annunci pubblicitari
Gli annunci pubblicitari devono essere chiaramente riconoscibili come
tali. In
particolare, essi specificano:
- la propria natura di messaggio pubblicitario con finalità
promozionale;
- che per le condizioni contrattuali è necessario fare riferimento ai
"fogli
informativi", indicando le modalità in cui questi ultimi sono messi a
disposizione dei clienti.
Gli annunci pubblicitari relativi a operazioni di finanziamento nei
quali
l'intermediario dichiara il tasso di interesse o altre cifre
concernenti il costo del
credito, indicano - ove previsti - il TAEG o l'indicatore sintetico di
costo,
specificando il relativo periodo di validità.
===========
Mi sembra chiaro che l'intermediario deve ben distinguere la mera
pubblicità dalla corretta (e completa) informazione.
Siamo noi che dobbiamo "vigilare".
Non è affato chiaro invece cosa succede se l'intermediario non si
comporta bene. A chi ci si rivolge, quali sono le sanzioni, previsioni
di risarcimenti, ecc.
A parte il solito, costoso, privato ricorso alle vie legali,
Bankitalia su queste cose è assolutamente NON trasparente, in linea
con il suo stile generale.
> Siamo noi che dobbiamo "vigilare".
> Non è affato chiaro invece cosa succede se l'intermediario non si
> comporta bene. A chi ci si rivolge, quali sono le sanzioni, previsioni
> di risarcimenti, ecc.
> A parte il solito, costoso, privato ricorso alle vie legali,
> Bankitalia su queste cose è assolutamente NON trasparente, in linea
> con il suo stile generale.
Si è svegliato anche lui. http://www.soldionline.it/SOL_Editor...56DE5003602EB/
§ Gruppo Intesa (27,2%)
§ Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
§ Gruppo Capitalia (11,15%)
§ Gruppo Unicredito (10,97%)
§ Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
Tali numeri necessitano di una riflessione. Tre istituti posseggono il
controllo assoluto di Bankitalia, ed i primi 5 "soci" raggiungono quasi il
75%. Un tale assetto proprietario potrebbe far nascere qualche dubbio
sull'operato di un organo, che fa della vigilanza una delle sue attività
principali. Di certo la situazione nasce dall'evoluzione del sistema
bancario italiano, prima polarizzato in una miriade di sportelli, poi
coinvolto in una decisa e netta riorganizzazione. Tale aggregazione ha
portato alla nascita di gruppi più ampi, il cui potere è evidentemente
aumentato.
Trilussa wrote:
> http://www.soldionline.it/SOL_Editor...56DE5003602EB/
> § Gruppo Intesa (27,2%)
> § Gruppo San Paolo IMI (17,23%)
> § Gruppo Capitalia (11,15%)
> § Gruppo Unicredito (10,97%)
> § Gruppo Assicurazioni Generali (6,33%)
>
>
>
> Tali numeri necessitano di una riflessione. Tre istituti posseggono il
> controllo assoluto di Bankitalia, ed i primi 5 "soci" raggiungono
> quasi il 75%. Un tale assetto proprietario potrebbe far nascere
> qualche dubbio
> sull'operato di un organo, che fa della vigilanza una delle sue
> attività
> principali.
Nessun dubbio in proposito per quanto mi rigurda : non essendo al disopra
delle parti ( anzi e' parte in causa) Bankitalia non puo' svolgere nessuna
forma di vigilanza e garanzia CREDIBILE.
Mi piacerebbe sapere le percentuali esatte per Borsa Italia che anch'essa mi
risulta essere quasi completamente in mano alle banche.
" A questo punto le proteste di alcune associazioni che riuniscono molti
degli istituti e dei professionisti interessati (Aiaf e Assosim in
particolare) sono venute allo scoperto. E i toni si sono fatti aspri, non
solo perché gli studi vengono realizzati soprattutto per i clienti degli
istituti stessi, ma anche perché tra i più importanti produttori di report
vi sono proprio alcuni tra i principali soci di Borsa italiana (Sanpaolo
Imi, Unicredito, Inte-saBci, Banca Sella, Banca Intermobiliare,
Montepaschi, eccetera)."
-------------
Continuo la ricerca.
Trilussa
Attenti a B.Sella
traderone: > Sono stato contattato da B.Sella la quale ha ammesso ''''diciamo cosi'''
un
> disallineamento
> tra quanto scritto e quanto applicato......mi hanno assicurato che
sistemano
> la posizione.
>...
Trading Online
1
24-11-2003 12.19.24
attenti all'ago
albatros: puo' far scoppiare la bolla......
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