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  #1  
Vecchio 24-02-2004, 19.48.33
seguret
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Predefinito Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

Tratto dalla puntata di: domenica 29 febbraio 2004 ore 23:20 - Rai 3

sito della trasmissione http://www.report.rai.it/


I risparmiatori italiani sono sul piede di guerra. Dopo i fallimenti
dei titoli "Argentina", Cirio e Parmalat chiedono di essere rimborsati
dalle banche e le accusano di averli rassicurati quando invece
avrebbero dovuto metterli in allarme, perché tutto il mondo degli
analisti e degli esperti conosceva ormai da tempo la fragilità di quei
bond. Report comincia dal basso, dai lavoratori Parmalat e Cirio che
temono di perdere il posto e che si interrogano sul comportamento di
uomini come Tanzi e Cragnotti. Si chiedono come è stato possibile che
le banche non vedessero i falsi e i debiti. La Banca d'Italia e l'ABI
replicano che non si poteva prevedere un crack come quello della
Parmalat, perché i bilanci falsi hanno imbrogliato pure i banchieri.
Mentre Tanzi e Cragnotti sono in carcere, a Milano, Parma, Monza e
Roma si indaga per comprendere gli intrecci della finanza creativa e
sul comportamento degli istituti bancari. Report ha incontrato anche i
titolari dei bond del primo dei "default", il più pesante, quello
argentino. Parmalat ha emesso bond per 8 miliardi di euro, Cirio per
1,2 miliardi ma il "buco" argentino ammonta a 25 miliardi di euro. E
qui i risparmiatori chiedono conto nientemeno che al Fondo monetario
internazionale, reo a loro dire di aver spinto quello stato a emettere
un prestito che non avrebbe mai potuto restituire. E alle banche
italiane, esattamente come per il caso Parmalat, si sommano le
responsabilità delle principali banche internazionali.
Una curiosità: le proprietà Parmalat sono tutte sotto sequestro? Sono
state tutte perquisite?
Alt 24-02-2004, 19.48.33
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 27-02-2004, 07.14.55
Rataplan
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Predefinito Re: Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

"seguret" :

| Tratto dalla puntata di: domenica 29 febbraio 2004 ore 23:20 - Rai 3
|
| sito della trasmissione http://www.report.rai.it/

Alle 23.20 ?
Troppo presto!
Simili porcherie sarebbe bene trasmetterle a notte fonda,
quando i bambini/risparmiatori(che altrimenti potrebbero
impressionarsi) sicuramente dormono.
Consiglierei le 2 o le 3 di notte!



  #3  
Vecchio 27-02-2004, 23.44.12
Trilussa
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Predefinito Re: Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

Rataplan ha scritto:

> "seguret" :


> | Tratto dalla puntata di: domenica 29 febbraio 2004 ore 23:20 - Rai 3
> |
> | sito della trasmissione http://www.report.rai.it/


> Alle 23.20 ?
> Troppo presto!
> Simili porcherie sarebbe bene trasmetterle a notte fonda,
> quando i bambini/risparmiatori(che altrimenti potrebbero
> impressionarsi) sicuramente dormono.
> Consiglierei le 2 o le 3 di notte!


Meglio alle tre, dato che si può scegliere tra:

tre default bond, tre default Rai-network, tre XXX

Trilussa



--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it

  #4  
Vecchio 29-02-2004, 15.56.27
Rataplan
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Predefinito Re: Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

"Trilussa":
|
| Meglio alle tre, dato che si può scegliere tra:
|
| tre default bond, tre default Rai-network, tre XXX
|
| Trilussa

D'accordo per le tre, vale a dire quando anche
gli spettacoli a "luci rosse" vanno in onda:
in fondo si tratta sempre di "porcherie" .
Le porcherie a luci rosse, pero', sono molto piu' divertenti.



  #5  
Vecchio 01-03-2004, 08.27.56
Stefano Orsi
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

Son sicuro che il giorno 24 Feb 2004 10:48:33 -0800,
seguret@rocketmail.com (seguret) ha scritto:

>Tratto dalla puntata di: domenica 29 febbraio 2004 ore 23:20 - Rai 3


E' stato molto triste e molto istruttivo, non che abbiano detto cose
che non si sapevano, ma vederle cosi' concentrate e tutte insieme mi
ha fatto una certa impressione. :-(


A presto


--
Stefano Orsi
Email: *Attenzione: non sempre rispondo alle email* :-)
http://biv2533.supereva.it
  #6  
Vecchio 05-03-2004, 01.21.59
seguret
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Predefinito Re: Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

In attesa che tutti possano vedere la puntata su RAIclick WEB
http://www.raiclicktv.it/raiclick/pc/website eccone alcuni passaggi:

PARZIALMENTE SCREMATI di Paolo Mondani
Tratto dalla puntata di: domenica 29 febbraio 2004 ore

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Ogni giorno ce n'è una: Mercoledì su tutte le prime pagine Antonio
Fazio indagato a Trani nell'inchiesta sulla ex Banca 121, finita sotto
il controllo del Monte dei Paschi di Siena. Un atto dovuto dicono i
magistrati, "Noi siamo stati lineari e corretti" replica la Banca
d'Italia. Secondo l'accusa i prodotti finanziari ad alto rischio erano
un imbroglio.
Fra il 2000 e il 2001, per vendere i suoi prodotti Banca 121 aveva un
testimonial miliardario e d'eccezione.

IMMAGINI SPOT BANCA 121 - TESTIMONIAL L'ATTRICE SHARON STONE

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Tanto al sicuro non è rimasto con i My way e 4 you, e nella trappola
sarebbero finiti migliaia di risparmiatori. Ma quello di cui ci
occuperemo questa sera sono le obbligazioni Argentina, Cirio, e
inevitabilmente il caso dell'anno Parmalat. Ed è il primo processo
penale al mondo per aggiotaggio, che vuol dire manipolazione del
mercato da parte del mondo finanziario. Tutto comincia il 19 dicembre
quando Bank of America dichiara di non avere mai avuto sul conto quei
4.5 miliardi di euro complessivi, che rappresentavano l'attivo della
società. Questo significa che tutte le comunicazioni sociali della
Parmalat a partire dal collocamento in borsa nel 1990, erano false.
Paolo Mondani

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Tanzi è un caso molto speciale che verrà studiato antropologicamente
perché partire dalla bottega di salami, da Collecchio, e farne la più
grande truffa finanziaria probabilmente del secolo! Significa che c'è
qualcosa che va studiato. Non come materia di giudici ma di altre
specialità.

AUTORE
A dicembre Parma si sveglia e trova Tangentopoli.

RISPARMIATORE DI PARMA
Il 15 gennaio sono andato in banca e un funzionario mi ha detto che
era in previsione l'uscita in febbraio di obbligazioni, bond della
Parmalat

D - Bond sicuri le ha detto?

RISPARMIATORE DI PARMA
Ha detto che alla scadenza avrebbero pagato senz'altro il valore
nominale.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Di falsificatori di bilanci è piena l'Italia e non ce ne è uno in
galera. In un ambiente così in cui gli ultimi arrivati, tali erano
questi di Collecchio, possono fare qualsiasi cosa e la fanno !E gli va
bene per 15 anni di fila!

GIULIO SAPELLI - Economista
Hanno fatto una legge ad hoc per non far fallire Parmalat, che è già
fallita tecnicamente, e continua ad andare avanti e invece sarebbe
educativo altamente educativo se la Parmalat chiudesse i suoi
battenti, così la gente impara che quando uno fa cose di questo tipo
si chiude.

AUTORE
Nelle sentenze della sezione del riesame del tribunale di Bologna
viene ricostruito cosa è accaduto negli ultimi giorni del crack
Parmalat. Il 4 dicembre si viene a scoprire che i 600 milioni di
dollari presso il fondo Epicurum alle isole Cayman semplicemente non
esistono, l'8 dicembre non viene restituito il bond da 150 milioni di
euro emesso da Parmalat. Ci pensa Enrico Bondi nuovo amministratore
straordinario: restituisce i soldi il 12 dicembre ma scopre che 80 dei
150 milioni sono spariti, a quel punto il 15 dicembre si dimettono
tutti, Tonna, Silingardi e Callisto Tanzi, dal consiglio di
amministrazione ma si deve ancora scoprire la cosa più pesante: il
conto presso la Bank of America intestato alla società Bonlat
nientemeno che per 3,9 miliardi di euro è un conto inventato dai
falsari di Collecchio.

D - Quanti bond Parmalat ha comprato lei?

RISPARMIATORE DI PARMA
Ho comprato 31.000 euro che è più della metà dei risparmi perché gli
altri erano finiti in bond dell'Argentina e quindi ci sono dentro fino
al collo.

AUTORE
Sergio Cragnotti fu il braccio destro di Raul Gardini che lo portò ai
vertici di Enimont. Enrico Cuccia lo definì la fattucchiera, cioè un
mago e uno stregone. All'esplosione di tangentopoli, per evitare
troppi fastidi, Cragnotti rivelerà ai magistrati di Milano delle
tangenti che Gardini aveva pagato ai politici. Nel '91 si mette in
proprio e coi soldi di banca di Roma, banco di Napoli, Monte Paschi e
Popolare di Milano compra il gruppo Cirio De Rica. Nel 92 acquista la
Lazio con la quale nel 2000 vince lo scudetto. Indebitato, emette
obbligazioni per un miliardo e 125 milioni di euro. A fine 2002
l'annuncio di insolvenza, sotto il peso dei debiti lascia la Cirio e
tre settimane fa l'arresto per bancarotta con il figlio e il genero.
Gli operai di Caivano temono che la Cirio riuscirà a vendere solo il
marchio e che le produzioni verranno chiuse.

DIPENDENTE CIRIO
Di Cragnotti lo sappiamo bene è un finanziere e non un industriale
perché se fosse stato un industriale ci sono anche industriali onesti.

CARMINE PERINO - Segr. Flai Cgil Napoli
Tutto il sistema Cirio che riguarda l'agricoltura non solo della
regione Campania ma anche della regione Puglia, che riguarda
l'agricoltura della Calabria e della Basilicata, riguarda circa 20.000
persone.

1 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Per sono gente senza cuore hanno pensato soltanto a loro e non agli
operai e alle famiglie e anche ai figli.

2 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Incivili.

D - Come mai le viene la parola incivile?

2 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Perché non sono stati corretti nei confronti degli altri.

3 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Con due milioni al mese non si possono mettere in banca i soldi.

D - Lei ce l'ha il conto in banca?

3 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
No.

D - Mai avuto?

3 DONNA DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
No.

D - Quanti giorni l'anno lavorate per la Cirio?

UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Una quarantina.

D - E quanti soldi prendete?

1 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
A seconda delle ore che facciamo.

D - E durante il resto dell'anno che lavoro fate?

1 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Sono disoccupato.

D - Con che banca ce l'ha il conto?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
San Paolo.

D - Sa che il San Paolo di Torino è una delle banche più esposte nel
caso Parmalat?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Sì, lo so.

D - Che riflessioni ha fatto?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Mi sono ripreso i soldi in banca e li ho messi "in coppa" alla posta.

DIPENDENTE CIRIO
La cosa più preoccupante è che se Cragnotti ha fatto duemila miliardi
di debiti e la Cirio valeva un miliardo, le banche come hanno fatto a
darci questi soldi?

2 UOMO DIPENDENTE STAGIONALE CIRIO
Se la fabbrica non va avanti, che fine faranno questi operai e
impiegati e per colpa di chi?

AUTORE
Il banchiere di Tanzi e Cragnotti è Cesare Geronzi, il dominus di
Capitalia, indagato per bancarotta fraudolenta aggravata in relazione
al crack Cirio e per truffa in relazione all'emissione dei bond della
ex società di Cragnotti. È l'uomo dei debiti: la Fininvest è
indebitata e lui garantisce, i Ds sono indebitati e lui garantisce,
Tanzi e Cragnotti sono indebitati e lui garantisce. Una superpotenza
anche nel calcio dove la sua banca presta soldi alle squadre e
protegge la Gea World la società che intermedia i contratti di
calciatori e allenatori--creatura di Peppe de Mita figlio di Ciriaco,
Alessandro Moggi figlio di Luciano, Francesca Tanzi figlia di
Callisto, Andrea Cragnotti figlio di Sergio e Chiara Geronzi figlia di
Cesare-- tutti giovani e di famiglia solida.
Collecchio è sulla vecchia via francigena verso Parma, ovunque
prosciuttifici, salumifici, caseifici, il signorotto di questa terra
benedetta Callisto Tanzi ha provocato il più grande crack finanziario
della storia, 14,3 miliardi di euro, 28 mila miliardi di vecchie lire.

1 DIPENDENTE PARMALAT
Nessuno di noi pensava a una cosa del genere, nel senso che Parmalat e
il nome stesso di Tanzi sono stati negli anni passati una certezza,
una sicurezza.

2 DIPENDENTE PARMALAT
Lavoravamo bene, vendevamo e tutto. Mi sono stati offerti questi bond
dalla Cassa di Risparmio di Parma. Li ho acquistati. Meglio di me che
vedevo che le cose andavano bene!

3 DIPENDENTE PARMALAT
Sul latte ci sono stati dei risultati eccezionali, sulla Santal, sullo
yogurt.

2 DIPENDENTE PARMALAT
Sì, una cosa più grande di Tangentopoli, perché qua le cifre che
leggiamo sui giornali sono il bilancio di una finanziaria.

D - Quanti bon d ha acquistato lei?

2 DIPENDENTE PARMALAT
Non lo dico.

AUTORE
Bond è la parola inglese che significa obbligazione, si tratta cioè di
un titolo di credito, in soldoni è un prestito accordato da un grande
investitore tipo una banca o da un piccolo risparmiatore all'impresa
privata che lo emette. La Parmalat aveva emesso bond per circa 8
miliardi di euro comprati per lo più da piccoli risparmiatori
attraverso le banche.

2 DIPENDENTE PARMALAT
Sembra un mezzo per le banche per non tirare fuori i soldi. Sembra, a
leggere i giornali, che avessero capito che la situazione finanziaria
della Parmalat non era chiara. Quale modo migliore, per continuare a
farle avere soldi e non perdere i suoi crediti, che emettere dei bond?

La lira che fine avrebbe fatto?

D - E che impressione avevate di un uomo come Tonna ad esempio?

ANTONIO MATTIOLI Segr. Flai Cgil Parma
Borioso, presuntuoso, autoreferenziato, per cui a Tonna contestavamo
l'emissione di bond. In un'azienda quotata in borsa, quando tu emetti
bond, sollevi due dubbi: uno, che la liquidità sia falsa, non ci sia o
eventualmente che l'espansione finanziaria richieda ulteriore
liquidità. Le prime risposte furono quelle dell'espansione, le
seconde: "sono affaracci miei, sono io che decido e queste cose non vi
riguardano".

AUTORE
Marco Rosi guida la Confindustria di Parma ed è il signor Parmacotto,
"accattatevillo" come dice Sofia ovvero compravetelo.

D - Chi è Callisto Tanzi?

MARCO ROSI - Presidente Parmacotto e Confindustria Parma
La domanda non è giusta. "Chi era", le posso rispondere. Chi è, la
risposta, purtroppo, alla luce di quanto sta avvenendo è che era un
truffatore.

ANTONIO MATTIOLI Segr. Flai Cgil Parma
Quella di Parma è una economia molto appoggiata al credito. Lavora con
l'indebitamento. Fra l'altro il Presidente della Confindustria di
Parma, Rosi, è uno che d'indebitamento ne sa qualcosa.

D - La Parmacotto ha contratto dei debiti con le banche, verrebbe da
dire da che pulpito critica uno come Callisto Tanzi.

MARCO ROSI - Presidente Parmacotto e Confindustria Parma
Dipende se voi volete dare ascolto ad alcuni fogli oppure no. Noi
abbiamo un bilancio pubblicato. Abbiamo un 35% di indebitamento sul
fatturato dopo un'acquisizione molto onerosa che abbiamo fatto un anno
e mezzo fa. Non credo che la nostra sia un'azienda indebitata.

D - Vi dicono: ora fate le verginelle--

MARCO ROSI - Presidente Parmacotto e Confindustria Parma
Noi siamo un sistema imprenditoriale, e Parmacotto è inserito in
questo sistema imprenditoriale, sano, forte e dedito al lavoro. Come
ho detto in più occasioni, ci si alza al mattino presto e si finisce
la sera tardi.

AUTORE
Anch'io mi sono alzato di mattina presto e nel tessuto imprenditoriale
sano la visibilità era scarsa, direzione aeroporto Giuseppe Verdi di
Parma. Questa è la parete dell'hangar dove Barilla tiene il suo aereo
privato, ci ha messo anche la pubblicità ma qui la grandeur di Tanzi
dà il meglio di sé, nello stesso hangar Callisto ci teneva anche il
suo aereo e ovviamente ci fece mettere la pubblicità--ma un giorno
disse: voglio un aereo più grande di quello dei Barilla, e quindi
anche un hangar più grande e se lo fece costruire. È questo enorme
cubo di cemento dal quale partiva con il suo splendido bombardier.
Bombardier bd 700 global express come leggo su internet, niente male
davvero--
Lo gestisce la eli air, compagnia aerea della Parmalat, ma dicono di
non sapere dove sia, l'ufficio stampa dice che a gennaio è stato
portato fuori italia per fare manutenzione, ma non sanno dove. L'aereo
del mistero. Aeroporto di Ginevra, l'aereo non è arrivato qui alla
metà di gennaio, ma il 17 dicembre, e i piloti sarebbero stati
invitati a tornare a Parma in treno. Philippe Roy addetto stampa
dell'aeroporto mi dice che se non faccio domande su Tanzi mi
accompagna a vedere il suo aereo che vale nientemeno-- eccolo qui,
posso avvicinarmi a non più di 50 metri--60 milioni di dollari e
soltanto 5 anni di vita, ma quanti uomini potenti non disdegnavano un
passaggio! E quanti politici aveva finanziato, da destra al centro a
sinistra.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
E' sempre lì a Ginevra e le autorità dell'aeroporto dicono che non è
mai stata fatta nessuna manutenzione. Sappiamo che era in leasing e
che la società si chiama Leasingroma, del gruppo Capitalia. Sarà stato
restituito visto che un aereo da 60 milioni di dollari costa dei
soldi? La compagnia della Parmalat dice di no, l'ufficio stampa della
Parmalat dice di no, lo staff del commissario Bondi dice di si, la
Leasing Roma non parla. Un bel mistero!
Se fosse un romanzo, il tesoro di Tanzi sarebbe nascosto dentro ai
sedili, visto che per ora non è stato sequestrato il libro di bordo e
tantomeno perquisito. E torniamo a Parma, al consiglio
d'amministrazione e al comitato di controllo due organi che dovrebbero
essere indipendenti e che invece facevano insieme i pranzi di natale.

AUTORE
Massimo Ferrari è stato un alto dirigente di Capitalia, poi se ne è
andato senza rammarico.

MASSIMO FERRARI - ex direttore Fineco Capitalia
Sono andato a rileggermi la relazione sulla corporate governance della
Parmalat presentata all'assemblea che ha approvato il bilancio del
2002.

AUTORE
Per corporate governance si intende l'insieme delle regole per il
controllo manageriale e direttivo atte a ridurre per esempio il
rischio di frodi.

MASSIMO FERRARI - ex direttore Fineco Capitalia
Questo comitato che per il codice di autodisciplina doveva essere
composto in prevalenza da consiglieri indipendenti, e il nostro
auspicio è che sia composto esclusivamente da consiglieri
indipendenti, era composto dal Presidente Luciano Silingardi, che
faceva delle perizie per conto della Parmalat, da Francesco Giuffredi
e da Fausto Tonna che era il direttore finanziario di Parmalat.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
La strada è molto semplice. Basta imporre che tutte le società quotate
abbiano nei loro consigli di amministrazione una maggioranza di
consiglieri indipendenti, cioè non legati al gruppo di controllo.

AUTORE
Parmalat vuol dire latte e yogurt e un infinita' di altri marchi come
Kir, Pomi' Panna chef, Santal. 139 stabilimenti sparsi in 30 paesi del
mondo. Canada Stati Uniti, Australia, Cina, Sudafrica, Cuba,
Argentina, Venezuela, Brasile e persino in Colombia e in Ecuador.
36356 dipendenti di cui quasi 15 mila solo in sudamerica.

GIULIO SAPELLI - Economista
È un'azienda che industrialmente ha sempre avuto degli enormi
problemi. Problemi di margini, perché è difficilissimo fare soldi sul
latte. Se vendo una cosa a cento lire e ne spendo centoventifarla, è
spaventoso! Parmalat non era più la piccola azienda in cui si lavorava
su prodotti di nicchia e di altissima qualità e non era ancora neanche
diventata una grande multinazionale come la Nestlè. Aveva sempre
cercato di nascondere la sua bassa produttività. Come? Facendo
acquisizioni.

AUTORE
Acquisizioni a raffica, solo nel 1999 per 632 milioni di euro, nel
2000 per 718 milioni di euro, nel 2002 per 179 milioni di euro. Spesso
sono state acquisizioni di aziende indebitate fatte per coprire i
propri debiti, debiti che coprono debiti, le cifre venivano poi
occultate con trucchi contabili, connivenze dei revisori e transiti
incontrollabili nei conti dei paradisi fiscali.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Questi si comprano squadre di calcio, nel caso di Tanzi inventano
tutto un settore turistico, comprano atolli. Chiaramente a un certo
punto è scattato un meccanismo per cui hanno perso la dimensione di
quello che erano.

AUTORE
Leggiamo nelle carte dei magistrati che Fausto Tonna direttore
finanziario di Parmalat ammette che i bilanci del gruppo venivano
sistematicamente falsificati da parecchi anni e a tale scopo si erano
create due società offshore con sede nelle Antille, la Curcustle e la
Zilpa a tale scopo. Ciò fino al '98, allorché venne ideata la Bonlat
con sede nelle Cayman Island. Queste creazioni servivano a occultare
le sistematiche distrazioni di denaro in favore di Tanzi e delle
società Parma calcio Parma tour e altre facenti capo a lui stesso e ai
suoi famigliari.

MASSIMO FERRARI, Ex direttore Fineco Capitalia
Perché ci sono dei paesi come l'Ecuador o la Colombia dove è difficile
capire o immaginare quale tipo di interessi industriali vi possano
essere.

AUTORE
Ma come faceva Callisto Tanzi a distrarre i soldi della Parmalat a suo
favore? li prendeva da una sua società del sudamerica, li faceva
trasferire al paradiso fiscale delle isole Cayman, poi al paradiso
fiscale americano dello stato del Delaware, quindi al paradiso fiscale
del Lussemburgo e infine al paradiso fiscale di Malta dal quale
ripartivano verso una sua società a Parma. A quel punto pero'
dell'origine dei soldi non si sapeva più nulla.

D - Si può pensare al riciclaggio?

MASSIMO FERRARI - ex direttore Fineco Capitalia
Questo non sta a me dirlo. Certo ogni sospetto in questa vicenda può
essere lecito.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Riciclare vuol dire far fare al denaro un giro tale per cui se ne
perde l'origine. In questo caso si ipotizza, non è detto che sia vero,
che la famiglia abbia preso i soldi dalla cassa e se li sia messi in
tasca dopo averli fatti transitare anche dalla Colombia e
dall'Ecuador. C'è chi si chiede quali interessi industriali potessero
esserci in questi due paesi. Intanto però le casse Parmalat erano
vuote e si è pensato di riempirle attingendo alle tasche dei
risparmiatori.

AUTORE
Il signor Giuseppe desidera parlare nell'oscurità, è un siciliano
venuto a Milano nel '43 a fare il dirigente centrale della Comit, oggi
Banca Intesa.

D - Poi succede che lei smette di lavorare in borsa. Perché?

SIGNOR GIUSEPPE
Smetto di lavorare in borsa perché nasce mia figlia. La cosa mi
sconvolge notevolmente. Mi aspettavo un figlio normale invece mia
figlia è nata down.

AUTORE
E da allora comincia a investire tutti i suoi soldi per il futuro di
sua figlia Quando ha cominciato a comperare bond?

SIGNOR GIUSEPPE
Ho iniziato a comperarli un paio di anni fa: Argentina, Cirio,
Parmalat.

AUTORE
Mi può dire quanto ha speso?

SIGNOR GIUSEPPE
Poco più di duecento milioni. L'Argentina possiamo anche definirla una
creatura della Banca Commerciale perché la Banca Commerciale è in
Argentina dal 1910. Quindi lei vuole che una banca commerciale lì dal
1910 non sappia cosa stia succedendo in quel paese? Ma a chi la
racconta?

D - E invece Cirio e Parmalat?

SIGNOR GIUSEPPE
Cirio e Parmalat sono esplosioni tipo mortaretto. Uno ci si trova
dentro e subisce.

D - Lei dice che le banche non sapevano?
SIGNOR GIUSEPPE
No, le banche sapevano, non tutte ma sapevano. Per semplici ragioni di
bilancio: la prima cosa che la banca richiede è il bilancio.

D - Però dicono che perlomeno nel caso di Parmalat il bilancio fosse
falso

SIGNOR GIUSEPPE
Lì però è un altro ragionamento. Se il bilancio è falso, la banca se
ne accorge. Lo denuncia e punto e basta. Il bilancio nella sua falsità
contrasta non poco con la realtà. Dato che la banca è informata della
realtà, la banca automaticamente si accorge del falso.

AUTORE
La legge valida fino al 1 gennaio 2004 dice che le società per azioni
non possono emettere bond in quantità superiore al loro capitale
sociale per aggirarla quasi tutte le imprese italiane sono andate in
Lussemburgo come risulta da questo documento di Bankitalia, parliamo
di Pirelli, Telecom, Fiat, Parmalat, Italenergia, Cofide De Benedetti
fondiaria, Cirio, Benetton, Impregilo, Barilla e c'è anche un'impresa
pubblica come l'ENI. Ma molte di queste aziende e molte banche hanno
società controllate nei paradisi fiscali, come dimostra la tabella di
borsa italiana, insomma Tanzi non era solo, e dal due gennaio la poca
trasparenza di banche e imprese è legalizzata dal nuovo diritto
societario che permette alle società di rastrellare soldi dai
risparmiatori per un importo doppio rispetto al loro capitale sociale.
Organizzata dalle associazioni dei consumatori questa gente protesta
perché si sente imbrogliata dalle banche.. sono davanti a palazzo Kock
sede della banca d'Italia a Roma.

RISPARMIATORE
Sono un possessore di 150 milioni di vecchie lire di bond Parmalat. Mi
servivano per integrare la cassa integrazione. Li ho comprati
attraverso il San Paolo Imi di Torino.

RISPARMIATORE 2
Sono carta straccia. Non li vuole più nessuno. Eccoli qua i bond
Parmalat. Carta straccia. I controllori non esistono.

ROSARIO TREFILETTI - Federconsumatori
Bisogna sanzionare chi ha messo in mutande centinaia di migliaia di
famiglie d'Italia.

RISPARMIATORE 2
È San Vittore l'unico protettore del risparmiatore.

FEDERICO MEROLA - Esperto finanza internazionale
Il caso Parmalat è frutto di un grande abbaglio collettivo dove la
società di rating ha messo sotto osservazione per molto tempo la
società ma ha formalizzato il down rating, solo poco prima del crollo
finale.

AUTORE
Rating o classamento creditizio rappresenta la probabilità che
l'emittente, ovvero lo stato o l'impresa, non siano in grado di
onorare i propri obblighi di pagamento. Per questo ci sono delle
agenzie internazionali come la Standard & Poor's che forniscono
quotidianamente il parametro di rischio, che si esprime con lettere
dalla tripla A "ottimo", alla D "fallimento". La standard & Poor's ha
preso in esame i bilanci falsi di Parmalat e aveva dato "il suo voto":
cioè un discreto. Perché non si sono accorti di nulla?

MARIA PIERDICCHI, Managing director Standard and Poor's
Noi ci dobbiamo fidare dei dati che la società ci fornisce. È chiaro
che è solo dopo quel mancato pagamento che la liquidità è diventata
una questione ma non solo per noi ma per tutto il mercato. Nessuno
metteva in dubbio il pagamento di un bond di cento milioni di euro.

AUTORE
Come dire che alla carte false di Tanzi, ci credevano tutti. Infatti,
ad un certo punto a Parmalat non è bastato l'appoggio di Luciano
Silingardi capo della cassa di risparmio di Parma e Franco Gorrieri
presidente della Banca del Monte, ma ha dovuto farsi aiutare da
Capitalia, San Paolo Imi, Bankintesa e molte altre banche. Ma per
piazzare i circa 8 miliardi di euro in bond sono stati necessari altri
aiuti-- ecco perché i magistrati hanno indagato Giampiero Fiorani,
amministratore delegato della popolare di lodi ed altri tredici
dirigenti di union de Banque Suisse, Jp Morgan, banco Santander,
Deutsche Bank, Morgan Stanley, Bank of America e Nextra, società
legata a Bankintesa.

GIUSEPPE ZADRA - Direttore generale ABI
Non ci pare che quanto è successo, per quello che ne sappiamo, mostri
un mal funzionamento del sistema. Ci sono sicuramente stati dei casi
singoli di colpa e di errore. Sarebbe assurdo negarli ma non vedo
elementi per dire che denotino un non funzionamento o un mal
funzionamento del sistema, io sinceramente non ne vedo gli elementi.

GIUSEPPE TURANI - giornalista de "La Repubblica"
Non credo che qualche truffatore di Collecchio, che faceva truffe alla
Totò falsificando le fatture con lo scanner, sapesse organizzare una
truffa di queste dimensioni e di questa sofisticatezza. Lì c'è
l'impronta di grandi banche internazionali. La SEAT infatti è stata
individuata e ha già chiesto i danni.

ELIO LANNUTTI - Adusbef
Bisogna anche fare un'indagine per verificare questa commistione di
rapporti fra banche e imprese, questo fenomeno di imprenditori di
credito che acquistano il 2% delle azioni delle banche. Poi entrano
nei comitati esecutivi delle banche e danno, loro, ordini al comitato
fidi che deve verificare se quell'azienda, loro, è meritevole o meno
di credito.

IMMAGINI DELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2004 SENATO DELLA REPUBBLICA:
AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
E gli italiani come cittadini quando hanno dovuto mettere mano al
portafogli per sistemare i 18 mila miliardi del Banco di Napoli, della
Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele Orlando di Palermo e del Banco di
Sicilia? E gli italiani come risparmiatori quando si sono trovati nel
portafoglio i titoli argentini o i titoli Cirio o Parmalat,
incoraggiati dalle banche che adesso lo ammettono? Lei stesso
Governatore ha detto: "ridategli indietro i soldi".

AUTORE
Perché le banche non l'hanno informata?

SIGNOR GIUSEPPE
Guardi che la cosa ancora più grave è che io mi sono attivato in banca
non solo in quanto collega ma in quanto padre di mia figlia. E questo
era noto. Io possedevo 100 e 99 li avevo già girati a favore di mia
figlia.

IMMAGINI DELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2004 - SENATO DELLA REPUBBLICA:
AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Le chiedo cosa ha fatto la Banca d'Italia per assicurare l'efficienza.

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Benissimo--

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Non benissimo!

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Benissimo, posso risponderle!

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Aspetti, abbia la pazienza di ascoltare questa perorazione. Non vorrei
che ci fosse un conflitto di interessi. Come ha accennato l'on.
Tabacci, la Banca d'Italia è stretta sul problema.
AUTORE
E il problema è che Bankitalia è una società per azioni nella quale il
gruppo Intesa ha il 27 per cento, San Paolo Imi il 17, Capitalia l'11,
Unicredit il 10 e cosi' via. Nel resto del mondo la proprietà dello
Stato va dal 50 al 100 per cento solo in Italia i privati hanno il 100
per cento della banca centrale e allora ouò Bankitalia tutelare gli
interessi dei risparmiatori e insieme quello dei suoi padroni?

IMMAGINI DELLA SEDUTA DEL 27 GENNAIO 2004 - SENATO DELLA REPUBBLICA:
AUDIZIONE DI ANTONIO FAZIO

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
In passato la Banca d'Italia è stata spesso attaccata dal mondo
politico--

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Certo.

GIORGIO LA MALFA - Presidente commissione Finanze Camera dei Deputati
Anche se non da tutto perché una parte la difendeva. Ma quando il
mondo politico attaccava quella Banca d'Italia che noi amavamo, quella
di Baffi e Sarcinelli, il mondo politico protestava perché la Banca
d'Italia era troppo severa, perché non consentiva il finanziamento dei
Caltagirone, dei Rovelli, il salvataggio dei Sindona. Oggi, e me ne
dispiace, lei non può dire che il mondo politico attacca perché lei è
stato severo. Perché tutte le persone che come me esprimono delle
perplessità sulla condotta sua e della sua banca lamentano la vostra
debolezza, la vostra partigianeria, parzialità.

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Le banche sono state indotte in grave errore. Moltissime sono state
indotte in errore, anche la Deutche Bank. Io non so se voi avevate
delle informazioni: lei sapeva delle difficoltà della Parmalat? Se lo
sapevate avreste dovuto dirlo. Io non lo sapevo, anche se cominciavano
ad arrivare dubbi ma mi dicono che--avevi capito la difficoltà della
Parmalat tu o no?

"Governatore, per favore, non intavoliamo dialoghi, risponda alle
domande della commissione".

ANTONIO FAZIO - Governatore Banca d'Italia
Ci si meraviglia che non si sapesse. Non sapevano la Morgan Stanley,
la Deutche Bank, l'Unicredito, il Credit Suisse di Boston.
Evidentemente non erano solo le banche italiane che non avevano capito
ma tutto il sistema bancario. Mi sembra che purtroppo nessuno,
compresi noi, sapesse. Mi chiedo: se qualcuno afferma che sapeva da
tempo, perché non ha fatto riferimento ai giudici o alla Consob?

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Non c'è molto da ridere, chi avrebbe dovuto sapere, prima di tutto, è
la banca d'Italia perché fra i suoi compiti c'è quello di vigilare
sulla trasparenza del sistema bancario, c'è un settore che si chiama
"centrale rischi". Antonio Fazio ha detto, lo abbiamo sentito, "io non
sapevo, non me ne sono accorto". Allora vuol dire che non ha fatto
bene il suo mestiere, o che non era in grado di farlo! Anche se
sicuramente in buona fede Magari. E quindi? Cosa dovrebbe fare oggi il
capo di una istituzione che non ha saputo evitare quello che è sotto
agli occhi di tutti?
Se ci fossero dei dubbi diamo un occhiata alle carte della Procura di
Monza sul caso Cirio.

AUTORE
Walter Mapelli ha indagato 33 dirigenti di banche che avrebbero
truffato i risparmiatori vendendo bond Cirio.

WALTER MAPELLI - Magistrato procura di Monza
Noi stiamo cercando di verificare esclusivamente se alcuni istituti di
credito abbiano venduto titoli Cirio ai propri clienti consapevoli
dello stato di difficoltà del gruppo Cirio, venendo poi rimborsati in
parte delle loro esposizioni nei confronti del gruppo Cirio, con gli
importi raccolti dal gruppo Cirio attraverso la vendita delle
obbligazioni da parte del circuito bancario.

GIUSEPPE ZADRA - Direttore generale ABI
A me sembra molto dietrologa come tipo di interpretazione. Tenga
presente che abbiamo alcuni operatori che aiutano l'impresa a
organizzare un prestito e poi, decine, centinaia di banche che vendono
quei titoli, che non hanno con quell'impresa nessuna relazione.

AUTORE
Le banche non sanno cosa vendono, e il risparmiatore non sa cosa
compra, un gioco nel quale la banca non ci rimette mai! Questi sono i
documenti raccolti dalla guardia di Finanza nell'inchiesta di Monza.
Dai verbali si legge che i bond Cirio erano riservati esclusivamente a
investitori istituzionali cioè banche e assicurazioni, invece sono
stati venduti solo ai risparmiatori privati. E non solo. Una volta
raccolto il denaro attraverso i bond che ne fa Cragnotti? Come si vede
ne rida' buona parte proprio alle banche. Ma le banche sapevano che
Cragnotti era agli sgoccioli? Questo documento, che elenca le
esposizioni delle banche verso la Cirio, dimostra che tra il 1999 e il
2002, nei tre anni precedenti il fallimento, le banche sono
progressivamente rientrate dei debiti-Cirio e si sono disimpegnate.
Cragnotti ha raccolto coi bond 1 miliardo e 125 milioni di euro, la
meta' di questi sono andati a ripianare i suoi debiti con le banche,
al San Paolo sono tornati 79 milioni di euro, 58 al gruppo Intesa, 53
a Capitalia, 18 all' Antonveneta, 12 alla Banca Nazionale del Lavoro e
cosi' via. Prova del nove è questo verbale del comitato esecutivo
della banca Antonveneta il cui ex amministratore delegato è indagato a
Monza. data 6 novembre2000, 2 anni prima del fallimento Cirio, il
comitato esecutivo scrive: fido da considerare a rientro e non più
ripristinabile, entrare nell'ordine di idee di disimpegnarsi dal
gruppo e invece sono andati avanti altri due anni a piazzare bond.
A gennaio i tranvieri milanesi scioperavano per l'aumento dello
stipendio, ma l'Atm non ha i soldi, perché?

NINO CORTORILLO - Segretario FILT CGIL Milano
La vicenda dei bond noi l'abbiamo conosciuta ovviamente dalla stampa.
C'è stata qualche prima indiscrezione dalla quale abbiamo appreso che
da un investimento realizzato attraverso banche o finanziarie legate
ai bond della Cirio, Atm avrebbe iscritto a bilancio una perdita pari
a 5 milioni di euro. Certo che per noi è molto problematico, a seguito
di questa vicenda, sentirci dire dall'impresa che per dare ai
lavoratori dell'Atm di Milano una cifra modesta, stiamo parlando di 25
euro, l'impresa e il Comune non hanno risorse a disposizione e le
risorse andrebbero trovate esclusivamente aumentando i carichi di
lavoro, riducendo le pause, eliminando anche le pause mensa.

AUTORE
E cosi' mentre Cragnotti ha tolto il sonno anche ai tranvieri di
Milano la procura di Roma che lavora sul crack ha indagato Rainer
Masera presidente di san paolo imi e Giampiero Fiorani presidente
della banca Popolare di Lodi, loro dicono che non sapevano nulla.
Dal verbale di interrogatorio del 7 gennaio: Fausto Tonna dice che
alcuni dirigenti di banche italiane ed estere come Citibank, Bank of
America, JP Morgan, Monteparma e Popolare di Lodi "erano a conoscenza
della nostra reale situazione finanziaria" "almeno dal marzo o aprile
del 2003, se non già dal 2001" Anche gli analisti di
Caboto/Bankintesa, in questo rapporto del marzo del 2003, davano
credito a Parmalat e pero' sapevano che le cose andavano male, questo
è il disastroso grafico della performance, e nella valutazione
dicevano "riguadagnare la fiducia degli investitori non sarà
facile"--fiducia tradita dai falsi conti della Parmalat, eppure
nell'estate del 2001 il governo approvava una legge che depenalizzava
il falso in bilancio.

LIBERO MANCUSO, Presidente Corte di Appello Bologna
Prevedeva essenzialmente la riduzione della pena massima iniziale che
veniva portata da 5 anni a 4 anni. Questo significava il dimezzamento
dei termini prescrizione. Una volta questo reato prevedeva un termine
di prescrizione di 15 anni c questa piccola riforma, il termine di
prescrizione veniva portato a 7 anni e mezzo, cioè una durata
inferiore a quella media di un processo penale. P cui in maniera assai
astuta, con questa semplice riduzione di pena, veniva in qualche modo
depenalizzato il falso in bilancio, con questa semplice riduzione di
pena.

D - Perché mai nessun processo sarebbe durato così poco--

LIBERO MANCUSO - Presidente Corte di Appello Bologna
Nessun processo per falso in bilancio è durato così poco.

D - Con questa legge è possibile indagare sui 15 anni di falsi bilanci
fatti da Tanzi?

LIBERO MANCUSO - Presidente Corte di Appello Bologna
Su Tanzi e Parmalat non dico nulla. Per quanto riguarda la questione
della prescrizione, è chiaro che sono coperti dalla prescrizione tutti
i fatti costituenti reato che vengono accertati 5 anni dopo il loro
compimento.

GIUSEPPE ZADRA - Direttore generale ABI
Ci è sembrato di dover segnalare in Parlamento che probabilmente va
riaccentuata la gravità delle false comunicazioni perché se un caso
come Parmalat è successo vuol dire che già le sanzioni precedenti, pur
serie, erano in un certo senso non sufficienti a essere un deterrente
per coloro che fabbricano i falsi.

GIULIO SAPELLI - Economista
I paesi anglosassoni hanno un numero infinito di società quotate in
borsa e quelle in cui si sono rivelati questi scandali sono una esigua
minoranza. Proporzionalmente sono nulla rispetto a noi. E poi per
quelle che sono state scoperte, le sanzioni, in primo luogo quelle del
mercato, sono state terribili una grande società di revisione , la
Arthur Andersen, è scomparsa. Una grande società come Enron è fallita.

AUTORE
Lei conosce questa proposta di legge del deputato Sergio Cola di
Alleanza Nazionale che prevede la sostanziale depenalizzazione della
bancarotta fraudolenta?

LIBERO MANCUSO, Presidente corte di appello tribunale Bologna
Sì, la conosco. Prevede delle pene assolutamente insignificanti che
non permettono neanche gli arresti domiciliari e che quindi consentono
una sostanziale impunità dell'imprenditore che distrae danaro, che lo
consegna a creditori preferenziali e che crea danni all'economia
nazionale oltreché a soci, creditori e risparmiatori.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
La proposta di legge sulla bancarotta fraudolenta è in discussione
alla Commissione Giustizia della Camera mentre la legge introdotta due
anni e mezzo fa dall'attuale maggioranza ha cambiato in maniera
radicale la gestione degli affari. Prima la normativa tutelava la
trasparenza del mercato e la competizione leale, oggi invece si tutela
il patrimonio dei soci e dei creditori. Norme complicate e farraginose
il cui scopo finale e il depotenziamento fino alla neutralizzazione
dell'effetto punitivo del reato.

GIANNI IPPOLITI
Per tutti i risparmiatori italiani, non c'è cosa peggiore del dubbio
quindi diamo una certezza: i soldi delle obbligazioni argentine non li
rivedremo mai più.

AUTORE
L'imbroglio ai creditori dei bond emessi dallo stato argentino fino
alla fine del 2001 è tre volte più grande dell'imbroglio Parmalat:
coinvolge 450 mila risparmiatori che hanno perduto 50 mila miliardi di
vecchie lire.

RISPARMIATORE
Non è assolutamente giusto che uno stato venga qui da noi a proporci
dei bond e poi, quando è il momento di pagare, richiami la sua
sovranità di Stato. E non solo! Come inadempiente ci vuole dire
addirittura quello che ci deve restituire. È la prima volta al mondo
che succede una cosa del genere.

D - Lei faceva parte di un consiglio di amministrazione di una banca
piccola o grande?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Piccola, molto piccola. Ero una socia.

D - La sua banca ha acquistato bond?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Sì.

D - E li ha rivenduti o li ha ancora in portafoglio?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
No, li ha rivenduti tutti, non ne ha neanche uno.

D - E quando li hanno rivenduti?
Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Secondo me in tempi già molto sospetti.

D - Cioè a dire? A ridosso dei fallimenti?

Consigliere di amministrazione banca (in anonimato)
Sì, è riuscita a non averne neanche più uno.

RISPARMIATORE
Ognuno di noi si è rivolto alla propria banca ed è stato tradito. A me
adesso non interessa che vengano fuori con patti chiari ora che ci
ritroviamo con danni per miliardi.

AUTORE
Mi chiedo: ma dove è finito tutto il denaro raccolto coi bond
argentini?

RENATO SANDRI - Comitato Creditori Argentina
Noi ci siamo fatti l'idea che in Argentina di denaro ne sia arrivato
molto poco, noi riteniamo che il sistema bancario internazionale possa
effettivamente possedere il denaro che astrattamente dovrebbe essere
in Argentina. È evidente che aveva potere decisionale e quindi il
Fondo Monetario Internazionale era perfettamente consapevole di quale
sarebbe stato l'esito finale dell'economia argentina.

D - Ma visto che ritenete responsabile il Fondo Monetario
Internazionale, non è che farete causa anche a loro?

RENATO SANDRI - Comitato Creditori Argentina
Noi non rinunceremo ai nostri diritti quindi il Fondo Monetario verrà
citato in giudizio.

AUTORE
A rovereto si ritrovano in assemblea le famiglie del ceto medio,
accusano le casse rurali di aver riempito il loro portafoglio di bond
argentini.

RISPARMIATORE
La mia posizione è quella di chi non ha in nessun modo acquistato
questi titoli. Se li è trovati nel proprio portafoglio e basta.

D - Può dirmi la banca e l'importo?

RISPARMIATORE
La banca è la principale di Biella. L'importo è di 300 milioni.

RISPARMIATRICE
Non mi hanno chiesto quanto volessi investire. L'hanno deciso loro e
punto.

D - E quanto le hanno impegnato?

RISPARMIATRICE
Quaranta milioni.

D - E che banca era?

RISPARMIATRICE
La Cassa Rurale.

DONNA
Volevo chiedere se posso partecipare alla causa, che non ci sia
conflitto di interessi, essendo dipendente di una banca. Il mio datore
di lavoro mi ha detto che faccio la figura di paperino perché avrei
dovuto conoscere i rischi a cui andavo incontro. Io non faccio parte
dell'ufficio titoli, lavoro in un altro ufficio e a me non vengono
dati gli strumenti materiali che i colleghi dell'ufficio titoli invece
hanno.

D - Quanto?

RISPARMIATORE
Molto rilevante.

D - Non vuole dirmelo?

RISPARMIATORE
Due milioni di dollari.

D - Dove ha lavorato?

RISPARMIATORE
Soprattutto in Argentina, in Sudamerica.

D - È stato in Argentina, quanto tempo?

RISPARMIATORE
Trent'anni.

D - Cosa faceva, mi racconti

RISPARMIATORE
Avevo una casa di altamoda.

RENATO SANDRI - Comitato Creditori Argentina
Noi chiederemo alla magistratura di accertare una circostanza: quanti
bond argentini erano nel possesso, negli asset dei fondi comuni di
investimento controllati dalle banche nel momento in cui l'Argentina è
fallita. Noi sappiamo già quale è la risposta: nulla. Le banche, nel
momento in cui è accaduto il default argentino, non avevano nei loro
fondi comuni d'investimento neanche un titolo argentino. Cosa
significa questo? Significa che hanno fatto dell'insider trading.

AUTORE
Insider trading è la compravendita vantaggiosa di titoli da parte di
chi è in possesso di informazioni riservate.

D - La sua banca, secondo lei, poteva aver saputo in anticipo che
prodotti argentini come i Parmalat e i Cirio fossero prodotti a
rischio?

Consigliere amministrazione banca (in anonimato)
Sicuramente sì. Si sentono Certo! Si sentono impuniti e impunibili. E
poi scoperti illimitati, garanzie zero, Per gli amici, per i parenti,
per i figli, per chicchessia. Poi invece, l'imprenditore normale che
non ha conoscenze, non ha appoggi, deve fare la scalata del monte
Bianco per avere 10 milioni di vecchie lire di scoperto di conto. Non
parlo di grosse cifre. E lì vogliamo sapere, lo rivoltiamo come un
calzino!

GIULIO SAPELLI - economista
Qui in questo paese non c'è sanzione! Non c'è sanzione! Tra un po' di
anni i signori che hanno fatto queste cose usciranno e si goderanno i
soldi che hanno portato in qualche paradiso. La Parmalat non avrà
insegnato nulla perché non andrà fallita e andrà avanti così, e questa
è l'Italia! Prima "ma anche gli americani, anche gli inglesi--" e no
ragazzi c'è una bella differenza tra paesi civili e paesi incivili.

IN STUDIO MILENA GABANELLI
Se l'Italia è questa però non sarà neanche tutta colpa delle banche o
della politica, il male forse sta anche nella cultura di un paese dove
ognuno pensa per sé. Le cose potrebbero cambiare se tutti i
risparmiatori, quelli truffati sul serio, decidessero di unirsi ed
esercitare i loro diritti, senza patteggiare
  #7  
Vecchio 05-03-2004, 01.33.23
seguret
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Parmalat su RAI3 domenica 29 febbraio 2004 Ore 23:20

Mi sono arrivate delle e-mail privatamente, ma io non lavoro per
http://www.report.rai.it queste sono le info che si trovano su web per
chi
vuole rivedere la puntata...non so altro!

Ogni informazione più specifica può essere richiesta alla redazione di
Report, in V. Teulada 66. 00195 ROMA. Tel 06.36866393. E-mail:
report@rai.it

Per vedere integralmente in streaming le ultime inchieste visitare la
pagina "Le puntate" - scegliere la stagione e cliccare sull'icona
video.

Si ringrazia Rai Teche per la fornitura del prodotto multimediale.

Le puntate di Report sono disponibili sul sito di Rai Click
all'indirizzo www.raiclick.rai.it (e' necessaria una connessione
veloce, tipo ADSL).

Acquisto puntate
Associazioni, università, scuole, sindacati, organismi ed enti senza
scopo di lucro possono richiedere le puntate di Report alla direzione
Rai Teche (fax 0636226217, e-mail service@rai.it). Il materiale sara'
fornito entro una settimana, a fronte di un rimborso spese di € 103,29
+ eventuale spedizione + iva, in cassette analogiche VHS, oppure in
formato digitale su CD Rom, con un rimborso spese di € 51,65 +
eventuale spedizione + iva.

Le tariffe sono dimezzate per studenti e docenti di tutte le scuole e
università italiane.

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