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  #1  
Vecchio 08-09-2008, 13.19.32
M.
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Predefinito =?ISO-8859-1?Q?Il_successo_in_Borsa_non_ha_niente_a_che_fare_ con_l_?==?ISO-8859-1?Q?capacit=E0_di_prevedere_il_futuro?=

Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di
prevedere il futuro.

L'ho letto in un libro,
e voi, cosa pensate al riguardo?

Gianni
Alt 08-09-2008, 13.19.32
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 08-09-2008, 13.46.00
Zanx
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Predefinito =?iso-8859-1?Q?Re:_Il_successo_in_Borsa_non_ha_niente_a_che_f are_con_l_ca?==?iso-8859-1?Q?pacit=E0_di_prevedere_il_futuro?=

M. wrote:
> L'ho letto in un libro,


il libro ti dice anche da cosa dipende, allora?

Z.
  #3  
Vecchio 08-09-2008, 14.35.33
matteooooo
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Predefinito =?ISO-8859-1?Q?Re=3A_Il_successo_in_Borsa_non_ha_niente_a_che _fare_co?==?ISO-8859-1?Q?n_l_capacit=E0_di_prevedere_il_futuro?=

On Sep 8, 12:19*pm, "M." <Monicabe...@mp4.it> wrote:
> Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di
> prevedere il futuro.
>
> L'ho letto in un libro,
> e voi, cosa pensate al riguardo?
>
> Gianni


sapere oggi le chiusure di domani sarebbe già un grande aiuto :-)
  #4  
Vecchio 08-09-2008, 22.14.24
g
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Predefinito Re: Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di prevedere il futuro


"Zanx" <zanx@zanx.com> ha scritto nel messaggio
news:48c50268$0$11370$5fc30a8@news.tiscali.it...
> M. wrote:
>> L'ho letto in un libro,

>
> il libro ti dice anche da cosa dipende, allora?


no, quello sta scritto in un altro libro, che ti invoglierà a
comprarne un terzo... :-)
g


  #5  
Vecchio 08-09-2008, 22.16.43
g
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Predefinito Re: Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di prevedere il futuro


"M." <Monicabella@mp4.it> ha scritto nel messaggio
news:bfef1d1d-fde7-47f9-85f4-cb72b9309d6d@8g2000hse.googlegroups.com...
>Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di
>prevedere il futuro.
>
>L'ho letto in un libro,
>e voi, cosa pensate al riguardo?


che dipende dall'orizzonte temporale. Più si allunga, più
quell'affermazione è sbagliata. Più si accorcia, più bisogna
stare attenti all'umore del mercato invece che al trend
sottostante. Ma dire che "non ha niente a che fare" è
ovviamente una cazzata per attirare l'attenzione degli
ingenui (e, sia ben chiaro, non voglio insinuare che tu sia
un ingenuo)
g


  #6  
Vecchio 09-09-2008, 14.34.51
simpli
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Predefinito Re: Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di prevedere il futuro


"M." <Monicabella@mp4.it> ha scritto
>Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di
>prevedere il futuro.


C'è del vero, almeno per quel che riguarda alcuni investitori di successo
che basano la loro scelta sulla filosofia del valore. Di solito sfruttano
gli errori previsionali degli altri investitori. Sono convinti che la
valutazione dei titoli sia affetta di uno strano fenomeno che potremmo
definire "autoridimensionamento delle aspettative".
Vale a dire che quanto maggiori sono le aspettative di crescita su un
determinato settore, tanto più i titoli diventano cari e, ancor peggio,
all'interno del settore si genera una concorrenza sfrenata.
Nei fatti il settore probabilmente avrà una crescita superiore, ma i singoli
titoli tendono a avere rendimenti pessimi.
Per fare un esempio, nei primi mesi del 2000, e forse ancora oggi, c'era la
convinzione generalizzata che le biotecnologie avrebbero avuto uno sviluppo
assolutamente straordinario, mentre nessuno avrebbe scommesso una lira sul
futuro del settore tabacco.
Da allora Amgen, leader nel settore biotech, ha perso quasi il 30%, mentre
British American Tobacco ha guadagnato il 750%. Più o meno vale lo stesso
per tutti i titoli dei due settori.
Se uno si chiede quanto costavano l'uno e l'altro, e quanti nuovi
concorrenti sono nati nei due settori citati, si accorge che probabilmente
vale la pena di prendere in considerazione questo punto di vista.
Ti riporto le considerazione di due grandi investitori, come Graham e Lynch.

Ciao
Simpli

Peter Lynch - One up on Wall Street
Le persone preferiscono investire in settori a forte crescita, là dove c'è
del rumore e del movimento. Io no. Se proprio non riesco a trovare un
settore a crescita zero come quello delle pompe funebri, sono costretto ad
arrangiarmi su un settore a crescita molto debole, come quello delle posate
in plastica.
Non vi sarà alcuna emozione in un settore a forte crescita e a forte
sensazione, salvo il fatto di vedere prima o poi crollare i prezzi. Le
moquettes negli anni sessanta, l'elettronica negli anni settanta, i computer
negli anni ottanta furono tutti dei settori a forte crescita nei quali un
elevato numero di piccole e grandi aziende non riuscirono a prosperare per
molto tempo. Semplicemente perché per ogni prodotto posizionato in un
settore divenuto alla moda, vi sono un centinaio di laureati del MIT
(Massashussets Institute of Technology) che cercano di imitare lo stesso
prodotto a minor costo a Taiwan.
Non appena una società concepisce il miglior trattamento testi del mondo,
dieci concorrenti spendono 100 milioni di dollari per fabbricarne uno
migliore e che sarà sul mercato otto mesi più tardi. Questo non succede mai
con i tappi di bottiglia, i servizi di buoni sconto al supermercato, lo
sgrassaggio dei motori, o le catene di motel.
SCI (società di pompe funebri) è stata aiutata dal fatto che la crescita nel
settore delle pompe funebri è infima. Si aggira intorno all'1% all'anno,
troppo poco per i cacciatori di azioni che preferiscono rivolgersi al
settore informatico. Eppure il servizio di pompe funebri è una attività
stabile, con la clientela più affezionata che potreste mai sperare di
incontrare.
In un settore senza crescita, soprattutto senza alcun interesse e magari
anche sgradevole, non avrete mai problemi di concorrenza. Non c'è bisogno di
proteggervi da tutti i lati da potenziali rivali, per il semplice fatto che
non interessa a nessuno. Avrete il campo libero per continuare a sviluppare
e conquistare quote di mercato, come ha fatto SCI.


Benjamin Graham - The intelligent investor
Secondo una diffusa opinione, l'arte del successo negli investimenti poggia
in primo luogo sulla capacità di scegliere il settore economico più
promettente in termini di crescita, e poi di identificare le migliori
imprese in questo settore. Per esempio, gli investitori intelligenti e i
loro bravi consulenti, avrebbero individuato molto tempo addietro il grande
potenziale di crescita dell'industria informatica in generale, e di IBM in
particolare. Lo stesso è vero per molti altri settori e imprese a rapida
crescita.
Ma le cose non sono mai così semplici come possono apparire ad un'analisi
retrospettiva. Riguardo questo punto cito il paragrafo che segue, estratto
dalla prima edizione di questo libro (1949).
"Un certo tipo di investitore può per esempio acquistare dei titoli di
compagnie aeree perché pensa che il loro futuro sarà ancora più brillante di
quanto non sia già scontato nel prezzo. Per questo tipo di investitore
l'interesse verso il valore contabile sarà essenzialmente quello di metterlo
in guardia contro questi tipi di ragionamento."
Queste trappole si sono rivelate particolarmente pericolose proprio nel
settore del trasporto aereo. Era senz'altro molto facile prevedere
l'esplosione del traffico aereo. Per questa ragione i titoli del settore
erano tanto bramati dagli investitori istituzionali. Ma nonostante la
crescita del volume di affari ad un ritmo addirittura superiore a quello del
settore informatico, il duplice problema dell'obsolescenza tecnologica e
della sovraccapacità provocò una grande volatilità ed anche una caduta del
rendimento di questo settore. Nel 1970, malgrado il record di traffico, il
settore del trasporto aereo perse più di 200 milioni di dollari (come già
era successo nel 1945 e nel 1961). Quell'anno i titoli delle compagnie aereo
caddero molto più pesantemente che non il mercato nel suo insieme. E la
storia ricorderà che i professionisti che gestivano i fondi comuni si sono
completamente sbagliati sulle prospettive di questo settore, tuttavia
essenziale e poco specializzato.
Al contrario, nonostante i fondi comuni avessero ottenuto dei guadagni
consistenti su IMB, il fatto che il titolo sembrasse sopravvalutato, così
come la difficoltà di prevedere con certezza il suo tasso di crescita, aveva
reso i gestori indecisi, al punto da non investire diciamo più del 3% del
loro portafoglio nel titolo. Ad aggravare il tutto, gli altri investimenti
nello stesso settore furono perdenti in larga maggioranza.
Partendo da questi due esempi possiamo ricavarne due insegnamenti:
Prospettive di crescita praticamente sicure in un certo settore economico
non si traducono in profitti per l'investitore.
Gli esperti non hanno mezzi di selezione abbastanza affidabili da permettere
loro di concentrarsi sui migliori titoli dei migliori settori.
L'autore non ha mai seguito questo approccio nella sua carriera di gestore e
non saprebbe dare consigli a coloro che volessero intraprendere questa
strada.


  #7  
Vecchio 09-09-2008, 17.50.43
Pointbreak
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Predefinito Re: Il successo in Borsa non ha niente a che fare con l capacità di prevedere il futuro

Perfettamente d'accordo. Certo il libro dovrebbe spiegare, forse, perchè
dice quel che dice...lasciartela lì appesa è, come dice g, un po' una
provocazione...atta a vendere un altro libro?
D'accordo sì, ma lo dicono in tanti trader. Lasciate prevedere agli altri,
sbaglieranno, perchè, essenzialmete, prevedere è impossibile, no?! Allora se
lo fanno è perchè si basano su assunti, se va bene, errati o peggio su
emotività, sensazioni, o peggio ancora paura, avidità, come noto.
L'approccio dovrebbe invece essere: "if, then" Ovvero: "se" accade questo
e/o questo, "allora" vado Long/Short etc. Ma se accade cosa? Quello che
statisticamente denota un movimento nella direzione *non* "prevista", bensì
"attesa". Quindi ad es. le fuoriuscite da TrendLines, il superamento dei
massimi precedenti, le medie mobili a x gg che girano il completamento di
una figura grafica e chi più ne ha più ne metta e anche parecchi insieme.
Questo ha poco a che vedere con il prevedere, che significa "vedere prima".
Questo è vedere-e-poi-agire. Di pre- non c'è nulla. Ma è un concetto non
nuovo e come si vede un po' banale, anche se magari poco noto. Purtroppo.



 


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