.......in una tribuna affermava una cosa che mi ha lasciato stupito.
A parte il discorso dell'Euro forte che dovrebbe bilanciare l'aumento del
petrolio (altrimenti a che serve?), sosteneva che i contratti che le
compagnie stipulano con i fornitori sono settennali, e quindi realizzati in
un periodo in cui il greggio è stato incamerato a prezzi nettamente
inferiori.
Devo arguire che degli speculatori ce lo stanno mettendo nel culo!?
>
> Devo arguire che degli speculatori ce lo stanno mettendo nel culo!?
>
sul fronte benzina è chiaro che i petrolieri ci marciano.... basta
vedere anche com'è correlato il prezzo del carburante con il prezzo del
petrolio in fase di salita ed in fase di discesa dei prezzi.
"SEMTEX" <luridacasella@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:47dd5c5f$0$17941$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> ......in una tribuna affermava una cosa che mi ha lasciato stupito.
>
> A parte il discorso dell'Euro forte che dovrebbe bilanciare l'aumento del
> petrolio (altrimenti a che serve?), sosteneva che i contratti che le
> compagnie stipulano con i fornitori sono settennali, e quindi realizzati
> in un periodo in cui il greggio è stato incamerato a prezzi nettamente
> inferiori.
Mah, mi sembra strano che i petrolieri comprino oggi il greggio del
2014....capirei 7 mesi...ma 7 anni.
io non darei tutta la colpa ai petrolieri, certo ci marciano un po'...come
immagino fanno tutti, e sono certo più potenti dei nostri fragili e
asserviti governi. credo semplicemente che comprino petrolio correntemente,
cioè a cadenze frequenti, per costituire una riserva (un po' come fa la
casalinga con il pane per casa) che duri alcuni mesi.
Poi l'euro non può bilanciare l'aumento del greggio, infatti in 12 mesi
l'euro si è apprezzato sul dollaro del 19 %, mentre il greggio wti è
aumentato nello stesso periodo del 98%. C'è poi da tenere conto che il costo
della materia prima incide per mi sembra un terzo del prezzo finale dei
carburanti per auto...
il lato positivo è che *finalmente* dovranno trovare incentivo le
rinnovabili...
Il Sun, 16 Mar 2008 18:43:36 +0100, "SEMTEX"
<luridacasella@hotmail.com> ha scritto:
>Devo arguire che degli speculatori ce lo stanno mettendo nel culo!?
fuochino, fuochino :-)
battute a parte, c'e' una domanda che mi piacerebbe sentire rivolta ai
grandi "petrolieri": ma voi comprate mai il greggio allo spot market?
E se non lo comprate allo spot market, quanto vi costa mediamente?
Per intenderci, gli spot market sono quei mercati "al dettaglio" sui
quali si determinano i prezzi paurosi strombazzati giorno per giorno
dai media.
Quindi un'altra domanda interessante potrebbe essere: ma chi e' mai
che compra il greggio allo spot market?
"Pointbreak" <BuonTrading@tutti.i> ha scritto nel messaggio
news:47dd666d$0$4790$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
>
> (.....)
> il lato positivo è che *finalmente*
> dovranno trovare incentivo le rinnovabili...
Sarebbe bello, ma a me risulta che Chi si accinge a governare durante i
prossimi 5 anni, più che pensare a incentivi per l'energie rinnovabili Stia
parlando di rivedere il bando alle centrali nucleari...
> A parte il discorso dell'Euro forte che dovrebbe bilanciare l'aumento del
> petrolio (altrimenti a che serve?), sosteneva che i contratti che le
> compagnie stipulano con i fornitori sono settennali, e quindi realizzati
> in un periodo in cui il greggio è stato incamerato a prezzi nettamente
> inferiori.
Definisci compagnie: parli di ENI, dei raffinatori, dei produttori di
energia, di chi???
Cmq è possibile che facciano contratti pluriennali (anzi, la media è take or
pay ventennale), ma il prezzo è sempre quello di mercato!
"Lillo" <lillo1980NOSPAM@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:frlcb6$rh7$1@tdi.cu.mi.it...
> Definisci compagnie: parli di ENI, dei raffinatori, dei produttori di
> energia, di chi???
> Cmq è possibile che facciano contratti pluriennali (anzi, la media è take
> or pay ventennale), ma il prezzo è sempre quello di mercato!
Sono sicuro che lui parlasse del primo anello, quello che vede il soggetto
acquistare direttamente dai produttori (diciamo arabi per fare un esempio).
Insisteva su questo arco di 7 anni nel quale, chi acquistava, faceva scorta
"al prezzo di mercato" fissato 7 anni prima. E su questo si incazzava.
Non ha parlato di variabili che aggiornavano il prezzo nel corso di quel
periodo.
> Sono sicuro che lui parlasse del primo anello, quello che vede il soggetto
> acquistare direttamente dai produttori (diciamo arabi per fare un
> esempio).
> Insisteva su questo arco di 7 anni nel quale, chi acquistava, faceva
> scorta "al prezzo di mercato" fissato 7 anni prima. E su questo si
> incazzava.
E allora non capisce nulla: è quasi tecnicamente impossibile "fare scorta",
l'unico grosso deposito di petrolio è la SPD americana (le riserve
strategiche).
Credo anche che per legge in Italia sia anche proibito fare depositi sopra
una certa quantità.
Ah, i politici italiani...Quanta retorica sull'energia...
> Non ha parlato di variabili che aggiornavano il prezzo nel corso di quel
> periodo.
Prendiamo ad esempio il contratto che Edison ha firmato con l'Algeria per
l'acquisto del gas. Il contratto è un "take or pay" ovvero "il gas te lo
prendi in ogni caso, anche se non ti serve" ventennale dove le quantità sono
fissate, ma il prezzo è aggiustato giornalmente in base a una serie di
valori (petrolio in primis).
E questo è lo schema contrattuale standard del downstream (ovvero la
trasmissione dalla produzione detta upstream al consumatore finale)
> Prendiamo ad esempio il contratto che Edison ha firmato con l'Algeria per
> l'acquisto del gas. Il contratto è un "take or pay" ovvero "il gas te lo
> prendi in ogni caso, anche se non ti serve" ventennale dove le quantità
> sono fissate, ma il prezzo è aggiustato giornalmente in base a una serie
> di valori (petrolio in primis).
> E questo è lo schema contrattuale standard del downstream (ovvero la
> trasmissione dalla produzione detta upstream al consumatore finale)
"Uplbet" <nessuno@nessunia.it> ha scritto nel messaggio
news:7b5rt3dvjr278g3pu5g1gobirb3cn5q5ll@4ax.com...
> Il Sun, 16 Mar 2008 18:43:36 +0100, "SEMTEX"
> Quindi un'altra domanda interessante potrebbe essere: ma chi e' mai
> che compra il greggio allo spot market?
>
1 Altra Domanda Sarebbe:
Visto che di Greggio ne esistono diverse Qualita', come mai utilizzate (e
pubblicizzate) solo il Costo del Greggio di qualita' Migliore mentre gran
parte del petrolio prodotto-utilizzato e' di qualita' (e prezzo di molto
inferiore) ??
Sarebbe come -in 1 mercato del Vino- Parametrare (e pubblicizzare) i prezzi
al Migliore Champagne, ignorando che si compra anche Barbera di infima
Qualita'.......
Se a questo ci aggiungiamo che il petrolio di 3-4 categoria compone i 3/4 di
quello prodotto-utilizzato... i dubbi aumentano.
--
Alle prossime elezioni (Se ancora ti Rechi alle Urne) Ti Esorto a ***Non
Votare*** per Quei Partiti che Candidano Inquisiti e/o
Condannati-Pregiudicati (o loro Parenti-Sodali) nelle loro Liste !!
Le Potenze in gioco i milioni, MILIARDI, FANTASTILIARDI di Watt che
necessitano alla ns societa' nn possono che essere prodotti ***in maniera
marginale*** dalle energie alternative..... (Solare, Eolico, Biogas ecc
ecc) questa la DURA REALTA'.
Diciamo dal 3 al 5% dei ns ATTUALI CONSUMI..... (posto che RESTINO FERMI
invece di AUMENTARE di anno in anno, ma questo e' 1 altro problema)
Ma pur FACENDO FINTA chei consumi Restino Fermi e pur FACENDO FINTA di poter
coprire il 20% del ns Fabbisogno con questi FANTOMATICI Sistemi Alternativi.
il Restante 80% dell'energia che consumiamo, come lo produciamo ??
--
Alle prossime elezioni (Se ancora ti Rechi alle Urne) Ti Esorto a ***Non
Votare*** per Quei Partiti che Candidano Inquisiti e/o
Condannati-Pregiudicati (o loro Parenti-Sodali) nelle loro Liste !!
Il Tue, 18 Mar 2008 08:47:06 +0100, "Lillo"
<lillo1980NOSPAM@tiscali.it> ha scritto:
>> Quindi un'altra domanda interessante potrebbe essere: ma chi e' mai
>> che compra il greggio allo spot market?
>
>E' un mercato fatto principalmente da scambi fisici quindi limitato a
>raffinatori, produttori, trasportatori, ecc...
allora mettiamola cosi': quanto sara' costato *realmente* il greggio
da cui e' stato estratto il carburante dei vari distributori dai quali
ci riforniamo? Io dico, certamente *molto meno* del prezzo corrente
praticato in questi mesi sugli spot market, prezzo che invece viene
preso come base da tutti: sbaglio?
> allora mettiamola cosi': quanto sara' costato *realmente* il greggio
> da cui e' stato estratto il carburante dei vari distributori dai quali
> ci riforniamo? Io dico, certamente *molto meno* del prezzo corrente
> praticato in questi mesi sugli spot market, prezzo che invece viene
> preso come base da tutti: sbaglio?
Una cosa è il prezzo del petrolio, un'altra il prezzo della benzina. La
differenza tra i due fa il margine di raffinazione ovvero gli utili di erg,
saras, neste oil, ecc. (in realtà il discorso è più complesso, ci sono tanti
prodotti e tanti tipi di crudo...), poi ci aggiungiamo il margine downstream
(i soldi che vanno al gestore della pompa, trasporto, ecc. che sono stabili
attorno a qualche centesimo) e le tasse e arriviamo al prezzo alla pompa.
Questa settimana il gasoline crack spread in europa è negativo di 0.5$
circa, ovvero la benzina costa meno del petrolio per tutta una serie di
motivi, in primis la minore domanda in USA che porta a un aumento dei
magazzini.
Al contrario il diesel crack è vicino ai 30 $ a causa dell'aumento del
numero delle auto diesel in europa che ha portato il nostro continente in
deficit di diesel (mentre siamo in surplus di benzina che esportiamo) e
quindi siamo dipendenti dagli import esteri di prodotto finito...
Si usano il Brent (che non è la migliore qualità, ma quella più disponibile
sui mercati europei) e l'Ural (petrolio russo disponibile in elevate
quantità nel mediterraneo) come benchmark perchè il 90% delle raffinerie
usano un mix di queste due qualità. Per cause ambientali (i governi non
danno le autorizzazioni ad installare coking units in grado di operare con
greggi più pesanti) i greggi ricchi di zolfo e acidi (tipo kirkuk, maya,
mars, ecc.) non vengono utilizzate dalle raffinerie europee perchè non sono
in grado di raffinarli.
Non riesco a capire cosa intendi come "spot market"...
I prezzi futures rispecchiano le vendite di petrolio che ancora no e'
stato estratto un esempio:
Eni acquista da una piccola compagnia le sue attivita'..diciamo..in
congo.
Il pagamento avviene "cash", per finanziare l'acquisizione Eni vende
il corrispettivo a termine a...5 anni (periodo in cui sara' in grado
di consegnare il greggio, appunto sul mercato spot), incassa il
margine e, con parte di questo, compra una call per la stessa scadenza
"out of the money", cioe' con uno strike lontano dal prezzo di
vendita.
A questo punto l'operazione e' protetta e, se calcolata bene ci salta
fuori un piccolo margine, se va male la perdita e' limitata dalla
call option.
Questo per spiegare la logica che sottosta' a contratti di 5 o piu'
anni.
Sfatiamo un mito:
il petrolio NON e' di proprieta' della compagnia petrolifera ma del
governo (o della compagnia petrolifera governativa, per es NAOC in
Nigeria, PDVSA in venezuela ecc..ecc..) i costi di estrazione,
esplorazione, sono riconosciuti attraverso politiche di sconto sul
prezzo del greggio in base alla qualita' estratta.
Su questo sconto, poi, la compagnia paga tasse che arrivano
nell'ordine dell'80, 85%, lasciando un margine di utile veramente
ridotto.
Ovviamente, anche un margine dll'8, 12% dovete immaginarlo per la
durata della concessione (10 o piu' anni) e considerare che, una volta
trovato il giacimento basta aprire o chidere il rubinetto per
soddifare la domanda, poche spese di gestione insomma.
Quando si tratta di incrementare la produzione con nuovi interventi
sul giacimento si tratta ancora con la proprieta' per un contratto
nuovo e eventuali nuovi rebates.
> il petrolio NON e' di proprieta' della compagnia petrolifera ma del
> governo (o della compagnia petrolifera governativa, per es NAOC in
> Nigeria, PDVSA in venezuela ecc..ecc..) i costi di estrazione,
> esplorazione, sono riconosciuti attraverso politiche di sconto sul
> prezzo del greggio in base alla qualita' estratta.
Dipende dal tipo di contratto: se è un PSA il petrolio rimane sempre di
proprietà dello stato, se è una concessione o licenza diventa di proprietà
della società nel momento in cui è estratto e vengono pagate le royalties.
Le riserve invece sì, sono sempre dello stato...
> Ovviamente, anche un margine dll'8, 12% dovete immaginarlo per la
> durata della concessione (10 o piu' anni) e considerare che, una volta
> trovato il giacimento basta aprire o chidere il rubinetto per
> soddifare la domanda, poche spese di gestione insomma.
Poche mica tanto: i lifting costs sono > di 10$ in questo momento e su certe
aree (deepwater in primis) sfiorano i 20...
cercavo di non confondere le idee.
Di riffa o di raffa il petrolio e' sempre proprieta' dello stato,
anche se viene dato "in concessione" (ma ne esistono ancora?) si
tratta solo di pura aria fritta burocratica, nella pratica la
situazione si e' da tempo rovesciata e sono le societa' petrolifere ad
essere "sfruttate".
I costi di estrazione vengono in caricati al proprietario (che di
utili ne fa tanti), figurando come costi e sui quali non si pagano
imposte.
Se vi chiedete perche' questi paesi sono poveri ricordate che, per
esempio, in Nigeria, per il petrolio, entrano circa 10 $ per abitante
Mentre in venezuela ne entra(vano) 1000$.
Qindi i ladri non sono in Nigeria (anche se sembrerebbe) ma in
Venezuela...anche se sventolano le bandierine rosse.
Brrr, freddure politico-giudiziarie
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