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  #1  
Vecchio 26-02-2008, 21.49.20
Fabio G.
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Predefinito Switch di fondi in perdita?

Ho letto più volte su questo NG come il trattamento fiscale dei fondi
comuni italiani sia altamente penalizzante, in particolare dopo che i
fondi siano scesi di quotazione.
Ovvero una volta che il sottostante sia sceso di valore e vi siano stati
dei riscatti, il fondo praticamente ha grosse difficoltà a salire anche
se il sottostante aumenta di valore.

In base a questo ragionamento credete abbia senso uscire da un tale
fondo in perdita e dirottare quei soldi su un fondo "nuovo" creato da
poco (che non ha problemi di debito/credito d'imposta) o comunque su un
altro strumento (ETF?) ?

--
http://www.my-ray.com/
SkyView, the dental CBCT

Per rispondermi sostituisci l'asterisco con la chiocciola e il punto
Alt 26-02-2008, 21.49.20
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 26-02-2008, 22.11.34
Nikkei
Guest
 
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Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

Scriveva Fabio G. martedì, 26/02/2008:
> Ho letto più volte su questo NG come il trattamento fiscale dei fondi
> comuni italiani sia altamente penalizzante, in particolare dopo che i
> fondi siano scesi di quotazione.
> Ovvero una volta che il sottostante sia sceso di valore e vi siano stati
> dei riscatti, il fondo praticamente ha grosse difficoltà a salire anche
> se il sottostante aumenta di valore.
>
> In base a questo ragionamento credete abbia senso uscire da un tale
> fondo in perdita e dirottare quei soldi su un fondo "nuovo" creato da
> poco (che non ha problemi di debito/credito d'imposta) o comunque su un
> altro strumento (ETF?) ?


Certo.
Se un fondo italiano subisce un grosso deprezzamento, è quasi
inevitabile che durante questo deprezzamento ci sia una grossa
fuoriuscita di investitori, il fondo si carica di liquidità e 'si
addormenta', perdendo quindi la possibilità di risalire.
In questo caso, qualunque altro strumento è preferibile. Se si intende
rimanere investiti nella stessa tipologia di asset del fondo da
abbandonare, allora esistono centinaia di soluzioni fra Sicav, Etf e
certificati.

Ma questo oggi è rarissimo.
La perdita seria i fondi l'hanno avuta fra il 2000 e il 2003 (quella di
questi mesi fa ridere, non è neppure un vero orso), e dopo tale data i
fondi hanno iniziato a erodere la liquidità virtuale accumulata, grazie
ad anni di rialzi. Oggi come oggi, sono quasi tutti 'puliti', anche se
chi è rimasto dentro non ha beneficiato dei rialzi.

Ciao

Nikkei

--
Interessano delle Tecnodiffusione d'antan?


  #3  
Vecchio 01-03-2008, 09.40.02
Mitico
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Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

Nikkei wrote:

> Scriveva Fabio G. martedì, 26/02/2008:
> > Ho letto più volte su questo NG come il trattamento fiscale dei
> > fondi comuni italiani sia altamente penalizzante, in particolare
> > dopo che i fondi siano scesi di quotazione.
> > Ovvero una volta che il sottostante sia sceso di valore e vi siano
> > stati dei riscatti, il fondo praticamente ha grosse difficoltà a
> > salire anche se il sottostante aumenta di valore.
> >
> > In base a questo ragionamento credete abbia senso uscire da un tale
> > fondo in perdita e dirottare quei soldi su un fondo "nuovo" creato
> > da poco (che non ha problemi di debito/credito d'imposta) o
> > comunque su un altro strumento (ETF?) ?

>
> Certo.
> Se un fondo italiano subisce un grosso deprezzamento, è quasi
> inevitabile che durante questo deprezzamento ci sia una grossa
> fuoriuscita di investitori, il fondo si carica di liquidità e 'si
> addormenta', perdendo quindi la possibilità di risalire. In questo
> caso, qualunque altro strumento è preferibile. Se si intende rimanere
> investiti nella stessa tipologia di asset del fondo da abbandonare,
> allora esistono centinaia di soluzioni fra Sicav, Etf e certificati.
>
> Ma questo oggi è rarissimo.
> La perdita seria i fondi l'hanno avuta fra il 2000 e il 2003 (quella
> di questi mesi fa ridere, non è neppure un vero orso), e dopo tale
> data i fondi hanno iniziato a erodere la liquidità virtuale
> accumulata, grazie ad anni di rialzi. Oggi come oggi, sono quasi
> tutti 'puliti', anche se chi è rimasto dentro non ha beneficiato dei
> rialzi.
>
> Ciao
>
> Nikkei


Ho acquistato quote Fondo SanPaolo Euro tra 1998/2000 (Ancora prima
della bolla quindi ) dopo 10 anni sono al -10% SE AVESSI AVUTO UN ETF
sarei come minimo al +10% visto che ogni anno quelli del SanPaolo su
cuccano una commissione del 1,8% e che i dividendi che incassano non
ho mai capito che fine fanno

FUORI DA FONDI SOPATTUTTO PER CHI E UN CASSETTISTA E LI TIENE PER
ALMENO 15/20 ANNI FUORI FUORI FUORI CI FREGANO COMPRIAMO ETF E LI
ASPETTIAMO

--

  #4  
Vecchio 02-03-2008, 22.23.54
Nikkei
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

Mitico ha usato la sua tastiera per scrivere :
> Nikkei wrote:
>
>> Scriveva Fabio G. martedì, 26/02/2008:
>>> Ho letto più volte su questo NG come il trattamento fiscale dei
>>> fondi comuni italiani sia altamente penalizzante, in particolare
>>> dopo che i fondi siano scesi di quotazione.
>>> Ovvero una volta che il sottostante sia sceso di valore e vi siano
>>> stati dei riscatti, il fondo praticamente ha grosse difficoltà a
>>> salire anche se il sottostante aumenta di valore.
>>>
>>> In base a questo ragionamento credete abbia senso uscire da un tale
>>> fondo in perdita e dirottare quei soldi su un fondo "nuovo" creato
>>> da poco (che non ha problemi di debito/credito d'imposta) o
>>> comunque su un altro strumento (ETF?) ?

>>
>> Certo.
>> Se un fondo italiano subisce un grosso deprezzamento, è quasi
>> inevitabile che durante questo deprezzamento ci sia una grossa
>> fuoriuscita di investitori, il fondo si carica di liquidità e 'si
>> addormenta', perdendo quindi la possibilità di risalire. In questo
>> caso, qualunque altro strumento è preferibile. Se si intende rimanere
>> investiti nella stessa tipologia di asset del fondo da abbandonare,
>> allora esistono centinaia di soluzioni fra Sicav, Etf e certificati.
>>
>> Ma questo oggi è rarissimo.
>> La perdita seria i fondi l'hanno avuta fra il 2000 e il 2003 (quella
>> di questi mesi fa ridere, non è neppure un vero orso), e dopo tale
>> data i fondi hanno iniziato a erodere la liquidità virtuale
>> accumulata, grazie ad anni di rialzi. Oggi come oggi, sono quasi
>> tutti 'puliti', anche se chi è rimasto dentro non ha beneficiato dei
>> rialzi.
>>
>> Ciao
>>
>> Nikkei

>
> Ho acquistato quote Fondo SanPaolo Euro tra 1998/2000 (Ancora prima
> della bolla quindi ) dopo 10 anni sono al -10% SE AVESSI AVUTO UN ETF
> sarei come minimo al +10% visto che ogni anno quelli del SanPaolo su
> cuccano una commissione del 1,8% e che i dividendi che incassano non
> ho mai capito che fine fanno


Non necessariamente.
Quando il 'mondo crolla', i fondi italiani scendono più lentamente (in
quanto restituiscono il credito d'imposta nel NAV).
Ma quando il mondo riparte dopo un crollo, i fondi italiani risalgono
molto più lentamente (essendo carichi di liquidità virtuale).
Gli strumenti vanno saputi utilizzare. Va bene il fondo italiano quando
si teme che si stia per crollare, ma quando si è crollati, via dal
fondo italiano e si sale su strumenti diversi, sfruttando quindi le
peculiarità positive di entrambi e evitando le peculiarità negative di
entrambi.

I dividendi dei fondi comuni italiani si considerano reinvestiti al
lordo, quindi decisamente meglio di chi i dividendi li distribuisce
(per fortuna alcuni ETF non distribuiscono i dividendi ma li
reinvestono).

Per concludere, va detto che San Paolo è un caso particolarmente
sfigato...

Nikkei

--
Interessano delle Tecnodiffusione d'antan?


  #5  
Vecchio 04-03-2008, 22.00.42
matteooooo
Guest
 
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Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

Nikkei wrote:

> Gli strumenti vanno saputi utilizzare. Va bene il fondo italiano quando
> si teme che si stia per crollare, ma quando si è crollati, via dal fondo
> italiano e si sale su strumenti diversi, sfruttando quindi le
> peculiarità positive di entrambi e evitando le peculiarità negative di
> entrambi.


Quindi in previsione di un crollo tu consigli fondi comuni italiani...
scuola di masochismo?
  #6  
Vecchio 05-03-2008, 14.38.49
Luca Logi
Guest
 
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Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

Nikkei <vaccariTOGLI@hotmail.com> wrote:

> Va bene il fondo italiano quando
> si teme che si stia per crollare


Scusa, ma se io dovessi essere ragionevolmente convinto che stesse per
crollare tutto, anzichè tenere il fondo italiano - di qualsiasi natura -
non avrebbe molto più senso disinvestire tutto e prendere titoli di
stato a breve termine? O è maggior godimento vedere che il fondo
italiano si mangia i miei quattrini più lentamente di quello estero?

--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: llogi@dada.it
  #7  
Vecchio 05-03-2008, 17.18.38
Nikkei
Guest
 
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Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

Dopo dura riflessione, Luca Logi ha scritto :
> Nikkei <vaccariTOGLI@hotmail.com> wrote:
>
>> Va bene il fondo italiano quando
>> si teme che si stia per crollare

>
> Scusa, ma se io dovessi essere ragionevolmente convinto che stesse per
> crollare tutto, anzichè tenere il fondo italiano - di qualsiasi natura -
> non avrebbe molto più senso disinvestire tutto e prendere titoli di
> stato a breve termine? O è maggior godimento vedere che il fondo
> italiano si mangia i miei quattrini più lentamente di quello estero?


Che cazzo di ragionamento...

Io ho detto "quando si teme che", non quando si è "ragionevolmente
convinti che". Qua si ha l'abitudine a ribaltare ciò che viene scritto
pur di poter dire la propria, anche se a sproposito...

Intendo che se si è su livelli che potrebbero essere dei massimi
(diciamo quello che si diceva un annetto fa, e tutto sommato non si
sbagliava), ma forse no, può essere molto sensato investire la
componente azionaria su fondi italiani, che, venendo da anni di toro,
non hanno la liquidità virtuale come zavorra ma restituirebbero il
credito d'imposta in caso di forte discesa.

Certo che se tu vivi di certezze, e sei sempre in una situazione in cui
sai già se si scenderà o si salirà, allora non ti servono nè i fondi
italiani nè le Sicav nè gli Etf, ma basta comprare dei certificati
leverage al rialzo o al ribasso e diventi ricco.

Nikkei

--
Interessano delle Tecnodiffusione d'antan?


  #8  
Vecchio 05-03-2008, 17.23.57
Nikkei
Guest
 
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Predefinito Re: Switch di fondi in perdita?

matteooooo ha detto questo martedì :
> Nikkei wrote:
>
>> Gli strumenti vanno saputi utilizzare. Va bene il fondo italiano quando si
>> teme che si stia per crollare, ma quando si è crollati, via dal fondo
>> italiano e si sale su strumenti diversi, sfruttando quindi le peculiarità
>> positive di entrambi e evitando le peculiarità negative di entrambi.

>
> Quindi in previsione di un crollo tu consigli fondi comuni italiani... scuola
> di masochismo?


Se 'si teme' che si stia per crollare, ma non se ne ha la certezza
(ovviamente), una componente azionaria la si può continuare a detenere.
Giusto?
Bene, quindi limitiamoci a considerazioni sugli strumenti: se siamo in
una situazione in cui l'eventuale calo che dovesse verificarsi, sarebbe
rovinoso, quale strumento consente di partecipare al rialzo,
eventualmente con partecipazione meno 'ardente', limitando le perdite
in caso di crollo?
La risposta sarebbe ovviamente i certificati con protezione. Ma volendo
andare su fondi comuni, sicuramente in quella specifica situazione i
fondi italiani avrebbero una marcia in più rispetto alle Sicav,
consentendo sia di recuperare in contanti il credito d'imposta (pari al
12.5% della perdita, mica fuffa su certi importi), sia di evitare di
trovarsi col credito sullo zainetto e non avere strumenti validi per
recuperare (azioni e certificati).


Nikkei

--
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fondi, perdita, switch
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