Secondo voi è logico vendere in caso di buon risultato e magari rientrare
sulle stesse posizioni?
E' quello che alcuni promotori consigliano; -portiamo a casa gli utili poi
ripartiamo-
A mio avviso serve solo a far crescere le spese, non è più logico mantenere
le posizioni e mettere degli stop a ipotizziamo meno 5 o 10% dalle attuali
quotazioni?
E' troppo semplice il mio ragionamento e c'è qualcosa che mi sfugge?
Ciao Amedeo
Il Sat, 1 Dec 2007 18:38:44 +0100, "Amedeo" <mail_amedeo@alice.it> ha
scritto:
>Secondo voi è logico vendere in caso di buon risultato e magari rientrare
>sulle stesse posizioni?
>E' quello che alcuni promotori consigliano; -portiamo a casa gli utili poi
>ripartiamo-
Evidentemente hanno la palla di vetro. Se non l'hanno il consiglio è
di per sé sbagliato.
>A mio avviso serve solo a far crescere le spese, non è più logico mantenere
>le posizioni e mettere degli stop a ipotizziamo meno 5 o 10% dalle attuali
>quotazioni?
>E' troppo semplice il mio ragionamento e c'è qualcosa che mi sfugge?
>Ciao Amedeo
>
Dipende tutto da obiettivi ed orizzonti temporali.
Ma se uno vuole veder crescere il capitale nel tempo ( e quindi
occorre aver tempo a disposizione) occorre che resti investito a
lasciar che il capitale faccia lavori per lui. E' dimostrato da
diverse ricerche empiriche che le uscite con successivi rientri fanno
perdere quel po' di redditività che a volte vanifica completamente il
rischio assunto.
Ovviamente questo non vale per chi fa trading, ossia per chi specula,
che ha da confrontarsi con altre logiche molto più difficili da
mettere in campo con successo.
L'investitore vero ( o the intelligent investor come lo chiama Graham
) non applica mai stop meccanici ma esce dall'investimento solo quando
percepisce che ha sbagliato o che il quadro di riferimento è cambiato.
Del resto anche negli altri settori economici è così: se io investo in
un negozio di scarpe cosa faccio vendo il negozio quando va bene con
la speranza di ricomprarlo poi a prezzo inferiore?
"> Dipende tutto da obiettivi ed orizzonti temporali.
>
> Ma se uno vuole veder crescere il capitale nel tempo ( e quindi
> occorre aver tempo a disposizione) occorre che resti investito a
> lasciar che il capitale faccia lavori per lui. E' dimostrato da
> diverse ricerche empiriche che le uscite con successivi rientri fanno
> perdere quel po' di redditività che a volte vanifica completamente il
> rischio assunto.
>
Va bene l'orizzonte temporale, ma pur avendolo lungo se parte un orso deciso
è pur sempre meglio limitare le perdite o no?
Nel mio post intendevo però vendere quando si è in attivo e non ci sono
segni di inversione, questo credo sia utile solo al promotore mentre io
avrei solo da perdere.
> Ovviamente questo non vale per chi fa trading, ossia per chi specula,
> che ha da confrontarsi con altre logiche molto più difficili da
> mettere in campo con successo.
>
> L'investitore vero ( o the intelligent investor come lo chiama Graham
> ) non applica mai stop meccanici ma esce dall'investimento solo quando
> percepisce che ha sbagliato o che il quadro di riferimento è cambiato.
>
> Del resto anche negli altri settori economici è così: se io investo in
> un negozio di scarpe cosa faccio vendo il negozio quando va bene con
> la speranza di ricomprarlo poi a prezzo inferiore?
"Amedeo" <mail_amedeo@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:4751a3f7$0$36444$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
>
> Va bene l'orizzonte temporale, ma pur avendolo lungo se parte un orso
> deciso è pur sempre meglio limitare le perdite o no?
certo che si, il problema è riuscire a identificarlo in tempo.
> Nel mio post intendevo però vendere quando si è in attivo e non ci sono
> segni di inversione, questo credo sia utile solo al promotore mentre io
> avrei solo da perdere.
beh, questo dubbio lo risolvi facilmente chiedendogli se ci sono dei
costi a fare questo giochino. Se non ce ne sono, magari è un
consiglio disinteressato.
Ad ogni modo, se il tuo orizzonte è di lungo periodo e non ci sono
segni di inversione del trend, in effetti non vedo perchè dovresti uscire
dall'investimento. A meno che il tuo sia un portafoglio bilanciato,
nel qual caso un ribilanciamento ogni tanto è assolutamente
consigliabile
g
In data Sat, 1 Dec 2007 19:35:07 +0100, g ha scritto:
> "Amedeo" <mail_amedeo@alice.it> ha scritto nel messaggio
>> Nel mio post intendevo però vendere quando si è in attivo e non ci sono
>> segni di inversione, questo credo sia utile solo al promotore mentre io
>> avrei solo da perdere.
>
> beh, questo dubbio lo risolvi facilmente chiedendogli se ci sono dei
> costi a fare questo giochino. Se non ce ne sono, magari è un
> consiglio disinteressato.
E' molto probabile che non ci siano i costi. anche se il consiglio
ovviamnete non puo' essere disinteressato. questo non e' un male a
prescindere.... cmq tralasciamo questo discorso.
Probabilmente il promotore lo fa perche' almeno chiude con successo un
periodo di investimento e tu ne rendi merito a lui. Oppure potrebbe
ritenere utile variare il protafolgio in modo piu' consono al tuo profilo
di rischio.
Se ti tiene sulla stessa posizione, alle prime perdite, potresti dirgli che
non ti ha avvertito.
Magari sembrera' strano ma non sai quanta gente e' stata avvertita delle
cirio e le ha mantenute uguale in portafoglio per poi denunciare tutti poco
dopo perche' non erano stati avvertiti.
Il Sat, 1 Dec 2007 19:12:07 +0100, "Amedeo" <mail_amedeo@alice.it> ha
scritto:
>Va bene l'orizzonte temporale, ma pur avendolo lungo se parte un orso deciso
>è pur sempre meglio limitare le perdite o no?
Io parto dal forte convincimento che per un investitore ( sottolineo
investitore) il market timing ( entrate ed uscite dall'investimento) è
una tecnica assolutamente perdente a livello professionale: a maggior
ragione a livello dilettantesco.
Il mio convincimento è basato su un enorme mole di studi seri che lo
documentano.
Nel lungo periodo - è stato documentato - l'influenza di questa
tecnica sul risultato finale è marginale ( meno del 3% della
bvariabilità della performance) se misurata in termini lordi ed
assolutamente negativa se misurata il termini netti per via dei costi
di transazione.
>Nel mio post intendevo però vendere quando si è in attivo e non ci sono
>segni di inversione, questo credo sia utile solo al promotore mentre io
>avrei solo da perdere.
>
Che ci siano segni o non ci siano è del tutto ininfluente perché
questi segni sono sempre e comunque soggettivi e quindi sopra o
sottovalutati salvo che si parli di gente priva della palla di vetro.
L'errore connesso a falsi segni è enorme se misurato nel lungo periodo
dove la performance già di suo se misurata correttamente ossia
rendimento rettificato per rischio non è poi così generosa da poter
permettere errori di impostazione iniziale salvo dover pagare uno
scotto che mette in discussione la convenienza ad assumere rischi.
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:8go4l31f2u2q9na8sp4ou79i2227ctip4o@4ax.com...
> Io parto dal forte convincimento che per un investitore ( sottolineo
> investitore) il market timing ( entrate ed uscite dall'investimento) è
> una tecnica assolutamente perdente a livello professionale: a maggior
> ragione a livello dilettantesco.
> Il mio convincimento è basato su un enorme mole di studi seri che lo
> documentano.
On 2 Dic, 12:50, "g" <nos...@nospam.com> wrote:
> "Ergo" <x...@yy.it> ha scritto nel messaggionews:8go4l31f2u2q9na8sp4ou79i2227ctip4o@4 ax.com...
>
> > Io parto dal forte convincimento che per un investitore ( sottolineo
> > investitore) il market timing ( entrate ed uscite dall'investimento) è
> > una tecnica assolutamente perdente a livello professionale: a maggior
> > ragione a livello dilettantesco.
> > Il mio convincimento è basato su un enorme mole di studi seri che lo
> > documentano.
>
> qualche esempio di questa enorme mole?
> grazie
> g
Alla risposta di Ergo, che condivido totalmente, vorrei aggiungere che
non si vende ( o si compra) in base al proprio guadagno. Questo è del
tutto ininfluente. Lo si fa (o meglio lo si farebbe) solo in base alle
prospettive *future* dei mercati.
Ti senti di sicuro di queste prospettive ?
Sei sicuro che una volta monetizzato, il successivo rientro sarebbe
conveniente ?
Se sei convinto di essere in prossimità di una fase orso, devi
smobilizzare, ma questo indipendentemente dal fatto che tu sia in
attivo o meno.
Il Sun, 2 Dec 2007 12:50:10 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
>news:8go4l31f2u2q9na8sp4ou79i2227ctip4o@4ax.com.. .
>> Io parto dal forte convincimento che per un investitore ( sottolineo
>> investitore) il market timing ( entrate ed uscite dall'investimento) è
>> una tecnica assolutamente perdente a livello professionale: a maggior
>> ragione a livello dilettantesco.
>> Il mio convincimento è basato su un enorme mole di studi seri che lo
>> documentano.
>
>qualche esempio di questa enorme mole?
>grazie
>g
>
>
Uno su tutti lo studio fatto da Brinson, Hood, and Beebower su una
novantina di fondi pensione statunitensi.
Poi c'è uno studio di Ibbotson and Kaplan fatto sui fondi comuni di
investimento.
Ed infine alcuni scritti memorabili tra i quali quelli di Sharpe (
premio nobel).
Il Sun, 2 Dec 2007 06:20:32 -0800 (PST), romyr <tiziano45@gmail.com>
ha scritto:
>Se sei convinto di essere in prossimità di una fase orso, devi
>smobilizzare, ma questo indipendentemente dal fatto che tu sia in
>attivo o meno.
Osservò il celebre Keynes che quello che ciascuno di noi, lui
compreso, pensa di un singolo titolo o di un intero mercato non ha la
minima importanza perché l'importante è quello che pensano tutti gli
altri che partecipano attivamente a quel mercato.
Il giorno Sat, 1 Dec 2007 18:38:44 +0100, "Amedeo"
<mail_amedeo@alice.it> ha scritto sul newsgroup it.economia.investire:
>Secondo voi è logico vendere in caso di buon risultato
Premesso IMVHO che si entra in borsa non per restarci a vita ma per
portare a casa, prima o poi, possibilmente dei guadagni e non delle
perdite, non c'è nulla di male ad impostare la propria operatività in
modo da fare presa di profitto e restare flat se si sono raggiunti i
propri target d'investimento e di remunerazione del capitale in
relazione al tempo lungo cui è stata immobilizzata la propria
liquidità.
Diverso sarebbe il caso in cui si fosse ormai subita una grave perdita
(vedi il caso di coloro che non sono usciti per tempo alla fine del
2000) poichè in questi casi, ma non sempre, se non si è nella
necessità di tornare liquidi per soddisfare i propri bisogni primari e
quindi potendo resistere ancora per lungo tempo, in genere il mercato
azionario ha la possibilità di riprendersi nel lungo periodo e quindi
consentire il ritorno almeno sui propri livelli di prezzo di carico
minimizzando le perdite (poichè riprendersi solamente i propri soldi
dopo molti anni costituisce comunque una perdita dal punto di vista
della rendita del capitale).
>................................................. .................................................. ...... e magari rientrare
>sulle stesse posizioni?
Ecco, su questo punto sarei più cauto...
Quando si entra in borsa è bene impostare la propria operatività
secondo una strategia di ragionevole aspettativa di profitto per il
futuro, in relazione al proprio orizzonte temporale (non si resta
infatti in borsa a vita...) e non su una base di puro e semplice
ritorno delle quotazioni sui propri precedenti livelli di "take
profit" dopo un eventuale storno, questo parametro di riferimento non
è di per se stesso significativo.
Insomma è importante rispettare l'operatività che ci si era prefissati
nel momento in cui si è entrati in borsa e si era calcolato fosse
conveniente entrare in relazione alla propria situazione economica ed
alle proprie aspettative di guadagno o di rendita.
A proposito del discorso della rendita, è comunque bene ricordare che
in genere ad un investitore orientato alla rendita (chiamiamolo
"cassettista" per intenderci meglio) è comunque sconsigliabile mettere
in portafoglio titoli seguendo solamente l'unico parametro della
corposità del dividendo distribuito nel passato, perchè sono opinabili
le garanzie che tale parametro resti invariato nel futuro e nel caso
la rendita del titolo diminuisse, ben difficilmente il risparmiatore
riuscirebbe a reagire efficacemente per tempo, poichè reagirebbero
certamente molto prima di lui gli operatori speculativi che in questi
casi sono sempre molto reattivi ai primi sentori di difficoltà del
titolo ed il risparmiatore si troverebbe in questo caso incastrato
dentro un consistente ribasso delle quotazioni che potrebbe essere
tale da consumare tutta la rendita, talvolta anche di più anni,
ricavata attraverso il dividendo e quindi si troverebbe nella
situazione di dover rinunciare alla propria liquidità per un peridio
certamente lungo, semprechè il titolo riesca poi a tornare redditizio
od a recuperare almeno le quotazioni perdute.
Alla risposta di Ergo, che condivido totalmente, vorrei aggiungere che
non si vende ( o si compra) in base al proprio guadagno. Questo è del
tutto ininfluente. Lo si fa (o meglio lo si farebbe) solo in base alle
prospettive *future* dei mercati.
Se sei convinto di essere in prossimità di una fase orso, devi
smobilizzare, ma questo indipendentemente dal fatto che tu sia in
attivo o meno.
Questo sarebbe agire con saggezza , purtroppo per uno strano meccanismo si
tende spesso a chiudere posizioni in utile e restare su posizioni perdenti,
aspettando un recupero che spesso non arriva.
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:6fq5l39etj40cm637kg00107mmrpknrdes@4ax.com...
> Uno su tutti lo studio fatto da Brinson, Hood, and Beebower su una
> novantina di fondi pensione statunitensi.
>
> Poi c'è uno studio di Ibbotson and Kaplan fatto sui fondi comuni di
> investimento.
>
> Ed infine alcuni scritti memorabili tra i quali quelli di Sharpe (
> premio nobel).
magari quello pubblicato sul faj... CFA?
ad ogni modo, a parte le pecche di quegli studi (alcune inevitabili,
altre un po' meno), mi pare che essi mostrino una realtà lievemente
diversa da quella che indichi tu.
Primo, essi si riferiscono a fondi bilanciati: non ho ancora capito
se Amedeo ha un portafoglio bilanciato oppure no. Se si, prendere
profitto non significa fare market timing ma semplicemente ribilanciare
il portafoglio. Il ribilanciamento è fondamentale, e non mi azzarderei
a sconsigliare di prendere profitto rischiando di far passare l'idea
che "muovere" il portafoglio è dannoso in qualunque caso: non è
così. Tra l'altro non si capisce se e come viene trattato il ribilanciamento
del benchmark in quegli studi... una delle pecche.
Secondo, tu dici che il market timing (che per me è un'altra cosa,
ma mi adeguo al modo in cui se ne parla qui) è una tecnica
assolutamente perdente. In realtà gli studi che citi non mi sembrano
così drastici: ibbotson e kaplan fanno una bella tabella riassuntiva
con i risultati del "market timing": a parte il primo studio di brinson
e colleghi (-1.1%), gli altri mostrano risultati meno peggiori.
Soprattutto, se si guarda alla mediana (che è certamente più utile
della media in questo caso), il risultato è lievemente positivo per i
fondi pensione e neutrale per i fondi comuni. Si dirà che non vale la
pena fare gestione "attiva" per avere uno 0.18% in più di risultato...
può darsi, ma dipende da come è stato ottenuto quello 0.18%. Se
è stato ottenuto con scelte di asset allocation piccole (quindi con
piccoli rischi), starei attento a dire che non vale la pena. Purtroppo
quegli studi non hanno analizzato l'information ratio dei fondi.
Terzo, modificare la propria allocazione nel tempo è pienamente
giustificato dalla variabilità delle condizioni economiche. Rimanere
appiccicato all'allocazione decisa inizialmente, qualunque cosa
succeda, non mi sembra affatto intelligente. E anche tu sembri di
questa opinione dicendo "L'investitore vero esce dall'investimento
solo quando percepisce che ha sbagliato o che il quadro di
riferimento è cambiato". Peccato che poi sembri tornare sui tuoi
passi dicendo "Che ci siano segni o non ci siano è del tutto ininfluente
perché questi segni sono sempre e comunque soggettivi e quindi
sopra o sottovalutati salvo che si parli di gente priva della palla
di vetro". Per quanto soggettivi, a me sembra che una analisi
macroeconomica di tanto in tanto non possa che portare
beneficio al portafoglio. Fermo restando che il ribilanciamento
è necessario.
g
"Amedeo" <mail_amedeo@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:47530d0e$0$37207$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>
>> Primo, essi si riferiscono a fondi bilanciati: non ho ancora capito
>> se Amedeo ha un portafoglio bilanciato oppure no.
>
> Carmignac patrimoine
> Carmignac investissement
> Carmignac emergent
> Merrill Lynch World Mining
> Fidelity S.E. asiatico eur
ah, praticamente tutto azionario... allora bisogna vedere
se il suggerimento di prendere profitto era relativo a qualche
fondo in particolare, o all'investimento complessivo in
generale.
Nel primo caso direi che un ribilanciamento ci sta tutto.
Nel secondo sta a te decidere se continuare a cavalcare
l'onda che ti ha portato sin qui.
g
Il Sun, 2 Dec 2007 20:25:01 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>magari quello pubblicato sul faj... CFA?
non capisco a cosa ti riferisci.
>ad ogni modo, a parte le pecche di quegli studi (alcune inevitabili,
>altre un po' meno), mi pare che essi mostrino una realtà lievemente
>diversa da quella che indichi tu.
>Primo, essi si riferiscono a fondi bilanciati: non ho ancora capito
>se Amedeo ha un portafoglio bilanciato oppure no. Se si, prendere
>profitto non significa fare market timing ma semplicemente ribilanciare
>il portafoglio.
il problema non è che si riferiscono a fondi bilanciati ma a fondi
professionali ed istituzionali che come arcinoto sono agevolatissimi
in termini di costi. Se applichiamo la teoria ai fondi di un comune
risparmiatore la validità è ancor maggiore perché l'incidenza dei
costi di entrata ed uscita è enorme.
>Il ribilanciamento è fondamentale, e non mi azzarderei
>a sconsigliare di prendere profitto rischiando di far passare l'idea
>che "muovere" il portafoglio è dannoso in qualunque caso: non è
>così.
Non mi pare che chi ha postato la domanda parlasse di ribilanciamento.
>Tra l'altro non si capisce se e come viene trattato il ribilanciamento
>del benchmark in quegli studi... una delle pecche.
>Secondo, tu dici che il market timing (che per me è un'altra cosa,
>ma mi adeguo al modo in cui se ne parla qui) è una tecnica
>assolutamente perdente. In realtà gli studi che citi non mi sembrano
>così drastici: ibbotson e kaplan fanno una bella tabella riassuntiva
>con i risultati del "market timing": a parte il primo studio di brinson
>e colleghi (-1.1%), gli altri mostrano risultati meno peggiori.
>Soprattutto, se si guarda alla mediana (che è certamente più utile
>della media in questo caso), il risultato è lievemente positivo per i
>fondi pensione e neutrale per i fondi comuni. Si dirà che non vale la
>pena fare gestione "attiva" per avere uno 0.18% in più di risultato...
>può darsi, ma dipende da come è stato ottenuto quello 0.18%. Se
>è stato ottenuto con scelte di asset allocation piccole (quindi con
>piccoli rischi), starei attento a dire che non vale la pena. Purtroppo
>quegli studi non hanno analizzato l'information ratio dei fondi.
>Terzo, modificare la propria allocazione nel tempo è pienamente
>giustificato dalla variabilità delle condizioni economiche. Rimanere
>appiccicato all'allocazione decisa inizialmente, qualunque cosa
>succeda, non mi sembra affatto intelligente. E anche tu sembri di
>questa opinione dicendo "L'investitore vero esce dall'investimento
>solo quando percepisce che ha sbagliato o che il quadro di
>riferimento è cambiato". Peccato che poi sembri tornare sui tuoi
>passi dicendo "Che ci siano segni o non ci siano è del tutto ininfluente
>perché questi segni sono sempre e comunque soggettivi e quindi
>sopra o sottovalutati salvo che si parli di gente priva della palla
>di vetro".
> Per quanto soggettivi, a me sembra che una analisi
>macroeconomica di tanto in tanto non possa che portare
>beneficio al portafoglio. Fermo restando che il ribilanciamento
>è necessario.
>g
>
>
Il Sun, 2 Dec 2007 20:25:01 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>magari quello pubblicato sul faj... CFA?
non capisco a cosa ti riferisci.
>ad ogni modo, a parte le pecche di quegli studi (alcune inevitabili,
>altre un po' meno), mi pare che essi mostrino una realtà lievemente
>diversa da quella che indichi tu.
Tu parli di pecche però non dicendo quali non aiuti certo la
comprensione del tuo pensiero. Poi sai in finanza non siamo nel campo
scientifico ma ci affidiamo alle ricerche empiriche e qui - di
conseguenza - conta molto il pulpito dal quale parte la predica.
E quel pulpito ha raccolto molti consensi ben informati..........
>Primo, essi si riferiscono a fondi bilanciati: non ho ancora capito
>se Amedeo ha un portafoglio bilanciato oppure no.
il problema non è se si riferiscono a fondi bilanciati o meno, il
problema è che si riferiscono a fondi istituzionali che come noto
hanno grossi vantaggi in termini commissionali. La situazione sarebbe
ancor più sfavorevole per l'investitore se l'applicassimo
all'allocazione di un risparmiatore privato che paga, tra implicito e
non, quel che paga.
> Se si, prendere
>profitto non significa fare market timing ma semplicemente ribilanciare
>il portafoglio. Il ribilanciamento è fondamentale, e non mi azzarderei
>a sconsigliare di prendere profitto rischiando di far passare l'idea
>che "muovere" il portafoglio è dannoso in qualunque caso: non è
>così.
non c'è traccia nel post originario di richiesta di consigli relativi
al ribilanciamento ma solo di generica presa di profitto.
>Tra l'altro non si capisce se e come viene trattato il ribilanciamento
>del benchmark in quegli studi... una delle pecche.
>Secondo, tu dici che il market timing (che per me è un'altra cosa,
>ma mi adeguo al modo in cui se ne parla qui) è una tecnica
>assolutamente perdente. In realtà gli studi che citi non mi sembrano
>così drastici: ibbotson e kaplan fanno una bella tabella riassuntiva
>con i risultati del "market timing": a parte il primo studio di brinson
>e colleghi (-1.1%), gli altri mostrano risultati meno peggiori.
>Soprattutto, se si guarda alla mediana (che è certamente più utile
>della media in questo caso), il risultato è lievemente positivo per i
>fondi pensione e neutrale per i fondi comuni. Si dirà che non vale la
>pena fare gestione "attiva" per avere uno 0.18% in più di risultato...
>può darsi, ma dipende da come è stato ottenuto quello 0.18%. Se
>è stato ottenuto con scelte di asset allocation piccole (quindi con
>piccoli rischi), starei attento a dire che non vale la pena. Purtroppo
>quegli studi non hanno analizzato l'information ratio dei fondi.
Guarda che ibbotson e soci non hanno esaminato i fondi del signor
brambilla.................
>Terzo, modificare la propria allocazione nel tempo è pienamente
>giustificato dalla variabilità delle condizioni economiche. Rimanere
>appiccicato all'allocazione decisa inizialmente, qualunque cosa
>succeda, non mi sembra affatto intelligente. E anche tu sembri di
>questa opinione dicendo "L'investitore vero esce dall'investimento
>solo quando percepisce che ha sbagliato o che il quadro di
>riferimento è cambiato". Peccato che poi sembri tornare sui tuoi
>passi dicendo "Che ci siano segni o non ci siano è del tutto ininfluente
>perché questi segni sono sempre e comunque soggettivi e quindi
>sopra o sottovalutati salvo che si parli di gente priva della palla
>di vetro". Per quanto soggettivi, a me sembra che una analisi
>macroeconomica di tanto in tanto non possa che portare
>beneficio al portafoglio. Fermo restando che il ribilanciamento
>è necessario.
>g
Infatti anch'io sono favorevole al ribilanciamento per ragioni non
genericamente macroeconomiche ma per una semplice questione di
trade-off ossia perchè credo che il successo dell'investimento dipenda
dal rispetto del profilo di rischio che ognuno si è dato.
Per quanto riguarda la contraddizione che tu vedi, io distinguo tra il
riconoscimento dei miei errori ( o quelli dell'investitore in
generale) ed il generico segno di mercato che è spesso fuorviante
perché come ho scritto il mercato agisce inddipendentemente dalle
nostre convinzioni ed aspettative.
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:8jb7l3tqc8t1ql55lkgkfr3qc767vvdbdd@4ax.com...
>
> Tu parli di pecche però non dicendo quali non aiuti certo la
> comprensione del tuo pensiero.
in realtà se avessi letto attentamente il mio messaggio ne
avresti scorto un paio. Comunque l'argomento non era
criticare quegli articoli.
> Poi sai in finanza non siamo nel campo
> scientifico ma ci affidiamo alle ricerche empiriche e qui - di
> conseguenza - conta molto il pulpito dal quale parte la predica.
ah già, dimenticavo che in questo ng è in voga l'apartheid nei
confronti di determinati soggetti... povero galileo, dopo 4
secoli siamo ancora in un mondo dove le affermazioni vengono
giudicate per chi le pronuncia invece che per il loro contenuto
> E quel pulpito ha raccolto molti consensi ben informati..........
in realtà molti non hanno capito l'articolo originario di brinson
e hanno preso lucciole per lanterne. Mi sembra che tu non
abbia letto le critiche successive.
> il problema non è se si riferiscono a fondi bilanciati o meno, il
> problema è che si riferiscono a fondi istituzionali che come noto
> hanno grossi vantaggi in termini commissionali. La situazione sarebbe
> ancor più sfavorevole per l'investitore se l'applicassimo
> all'allocazione di un risparmiatore privato che paga, tra implicito e
> non, quel che paga.
finchè si usano fondi senza commissioni di ingresso e uscita non
ci sono costi di transazione, quindi non capisco l'obiezione. E
comunque se il portafoglio è bilanciato o meno fa una grande
differenza: nel caso di un portafoglio mono-asset class (tutto
azionario europa, ad es.) il problema dell'asset allocation si
riduce effettivamente a un "market timing" (cercare di comprare
ai minimi e vendere ai massimi, a meno di coinvolgere l'allocazione
settoriale, ma non complichiamoci la vita). Se il portafoglio è
bilanciato non si può prescindere dal ribilanciamento periodico
del portafoglio, che nulla a che vedere con il market timing.
> non c'è traccia nel post originario di richiesta di consigli relativi
> al ribilanciamento ma solo di generica presa di profitto.
a parte che "prendere profitto" si adatta perfettamente al
ribilanciamento (che consiste appunto nel prendere profitto
dalle asset class che sono andate bene e integrare le perdite
in quelle andate male, al fine di mantenere inalterato il
profilo di rischio), non puoi certo attenderti che chiunque
scriva qui usi termini tecnici e si faccia capire come farebbe
un professionista (senza offese per nessuno, sia ben chiaro).
Bisogna anche saper capire le situazioni.
> Guarda che ibbotson e soci non hanno esaminato i fondi del signor
> brambilla.................
embè? a maggior ragione, avrebbero dovuto fare uno sforzo in
più e cercare di capire il rischio che i fondi hanno dovuto prendere
per generare quello 0.18% in più rispetto al benchmark. Sta di
fatto che la situazione non è così drasticamente e inappellabilmente
negativa come mi sembra l'hai dipinta tu.
> Per quanto riguarda la contraddizione che tu vedi, io distinguo tra il
> riconoscimento dei miei errori ( o quelli dell'investitore in
> generale) ed il generico segno di mercato che è spesso fuorviante
> perché come ho scritto il mercato agisce inddipendentemente dalle
> nostre convinzioni ed aspettative.
ok, ma come fai a distinguere il segno di mercato "generico" che
non vale la pena seguire da quello "specifico" che ti suggerisce
che hai sbagliato analisi? Intuisco quello che vuoi dire, ma alla
fine si riduce sempre a interpretare la situazione corrente al meglio
delle proprie capacità.
g
On 3 Dic, 21:10, "g" <nos...@nospam.com> wrote:
> "Ergo" <x...@yy.it> ha scritto nel messaggionews:8jb7l3tqc8t1ql55lkgkfr3qc767vvdbdd@4 ax.com...
>
>
>
> > Tu parli di pecche però non dicendo quali non aiuti certo la
> > comprensione del tuo pensiero.
>
> in realtà se avessi letto attentamente il mio messaggio ne
> avresti scorto un paio. Comunque l'argomento non era
> criticare quegli articoli.
>
> > Poi sai in finanza non siamo nel campo
> > scientifico ma ci affidiamo alle ricerche empiriche e qui - di
> > conseguenza - conta molto il pulpito dal quale parte la predica.
>
> ah già, dimenticavo che in questo ng è in voga l'apartheid nei
> confronti di determinati soggetti... povero galileo, dopo 4
> secoli siamo ancora in un mondo dove le affermazioni vengono
> giudicate per chi le pronuncia invece che per il loro contenuto
>
> > E quel pulpito ha raccolto molti consensi ben informati..........
>
> in realtà molti non hanno capito l'articolo originario di brinson
> e hanno preso lucciole per lanterne. Mi sembra che tu non
> abbia letto le critiche successive.
>
> > il problema non è se si riferiscono a fondi bilanciati o meno, il
> > problema è che si riferiscono a fondi istituzionali che come noto
> > hanno grossi vantaggi in termini commissionali. La situazione sarebbe
> > ancor più sfavorevole per l'investitore se l'applicassimo
> > all'allocazione di un risparmiatore privato che paga, tra implicito e
> > non, quel che paga.
>
> finchè si usano fondi senza commissioni di ingresso e uscita non
> ci sono costi di transazione, quindi non capisco l'obiezione. E
> comunque se il portafoglio è bilanciato o meno fa una grande
> differenza: nel caso di un portafoglio mono-asset class (tutto
> azionario europa, ad es.) il problema dell'asset allocation si
> riduce effettivamente a un "market timing" (cercare di comprare
> ai minimi e vendere ai massimi, a meno di coinvolgere l'allocazione
> settoriale, ma non complichiamoci la vita). Se il portafoglio è
> bilanciato non si può prescindere dal ribilanciamento periodico
> del portafoglio, che nulla a che vedere con il market timing.
>
> > non c'è traccia nel post originario di richiesta di consigli relativi
> > al ribilanciamento ma solo di generica presa di profitto.
>
> a parte che "prendere profitto" si adatta perfettamente al
> ribilanciamento (che consiste appunto nel prendere profitto
> dalle asset class che sono andate bene e integrare le perdite
> in quelle andate male, al fine di mantenere inalterato il
> profilo di rischio), non puoi certo attenderti che chiunque
> scriva qui usi termini tecnici e si faccia capire come farebbe
> un professionista (senza offese per nessuno, sia ben chiaro).
> Bisogna anche saper capire le situazioni.
>
> > Guarda che ibbotson e soci non hanno esaminato i fondi del signor
> > brambilla.................
>
> embè? a maggior ragione, avrebbero dovuto fare uno sforzo in
> più e cercare di capire il rischio che i fondi hanno dovuto prendere
> per generare quello 0.18% in più rispetto al benchmark. Sta di
> fatto che la situazione non è così drasticamente e inappellabilmente
> negativa come mi sembra l'hai dipinta tu.
>
> > Per quanto riguarda la contraddizione che tu vedi, io distinguo tra il
> > riconoscimento dei miei errori ( o quelli dell'investitore in
> > generale) ed il generico segno di mercato che è spesso fuorviante
> > perché come ho scritto il mercato agisce inddipendentemente dalle
> > nostre convinzioni ed aspettative.
>
> ok, ma come fai a distinguere il segno di mercato "generico" che
> non vale la pena seguire da quello "specifico" che ti suggerisce
> che hai sbagliato analisi? Intuisco quello che vuoi dire, ma alla
> fine si riduce sempre a interpretare la situazione corrente al meglio
> delle proprie capacità.
> g
Io credo che il post originario fosse semplicemente la domanda se
prendere profitto di una situazione di guadagno e rientrare
successivamente.
Siamo quindi fuori sia dal trading, con relativo market timing, che
dal ribilanciamento.
Personalmente io vedo la monetizzazione solo nel caso si voglia
uscire, anche solo parzialmente, dagli investimenti in quanto si è
raggiunto un obiettivo prefissato (casa, auto, vacanza ecc) senza più
rientrare con quel capitale.
In caso contrario, come affermato in precedenza, l' unico fattore da
prendere in considerazione è la prospettiva dei mercati: se Amedeo la
vede negativa deve uscire, altrimenti rimanere.
Questo in maniera assolutamente indipendente dal fatto che sia in
attivo o in passivo.
Il Mon, 3 Dec 2007 21:10:42 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>in realtà molti non hanno capito l'articolo originario di brinson
>e hanno preso lucciole per lanterne. Mi sembra che tu non
>abbia letto le critiche successive.
>
si è vero che lo studio originario come disse ibbotson è stato
frainteso dal 90% dei suoi recensori per via di una questione
statistica.
Il Mon, 3 Dec 2007 21:10:42 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>finchè si usano fondi senza commissioni di ingresso e uscita non
>ci sono costi di transazione, quindi non capisco l'obiezione.
ma perché le commissioni di gestione, quelle di performance ed i costi
implici legati al turn-over di portafoglio, secondo te, non contano
proprio niente?
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:9o8bl3tg9tivjqe6pfrdgbb1sga1aatfk4@4ax.com...
> Il Mon, 3 Dec 2007 21:10:42 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>
>>
>>finchè si usano fondi senza commissioni di ingresso e uscita non
>>ci sono costi di transazione, quindi non capisco l'obiezione.
>
> ma perché le commissioni di gestione, quelle di performance ed i costi
> implici legati al turn-over di portafoglio, secondo te, non contano
> proprio niente?
altrochè se contano, e infatti la mancata considerazione dei costi
è stata una delle critiche fatte agli studi che hai citato. Ma tu dicevi:
"il problema è che si riferiscono a fondi istituzionali che come noto
hanno grossi vantaggi in termini commissionali. La situazione sarebbe
ancor più sfavorevole per l'investitore se l'applicassimo
all'allocazione di un risparmiatore privato che paga, tra implicito e
non, quel che paga."
ora, se il problema sono i costi di transazione, l'operatività in
fondi ne è sostanzialmente esente, visto che i costi di ingresso
e uscita sono in larga parte evitabili, se solo si insiste un po'.
E' vero che i fondi fanno pagare commissioni salate, ma qui
si sta discutendo dell'opportunità di cambiare l'allocazione
del proprio portafoglio, non se costa meno investire in fondi
o etf o singoli titoli o altro.
Insomma, posto che uno ha il suo portafoglio investito in un
certo modo tramite fondi, addurre i costi di transazione come
giustificazione per il fatto che conviene non modificare
l'allocazione non mi sembra molto sensato, perchè le
transazioni in fondi non hanno costi associati (ci sarebbero
invece per etf e titoli). Di conseguenza il costo associato
ai cambiamenti di asset allocation di un fondo pensione,
per quanto piccolo, è quasi certamente superiore a
quello che affronterebbe un piccolo risparmiatore che
usa fondi, semplicemente perchè con i fondi non ci sono
costi di transazione (o comunque sono evitabili). I
fondi pensione risparmieranno su qualcos'altro, ma non
sui costi di transazione.
Se poi si vuole suggerire di investire in etf anzichè in
fondi perchè costano meno va bene, ma questo è un
problema diverso dalla "monetizzazione dei guadagni" da
cui è partito il discorso.
g
Il Tue, 4 Dec 2007 20:33:12 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>altrochè se contano, e infatti la mancata considerazione dei costi
>è stata una delle critiche fatte agli studi che hai citato. Ma tu dicevi:
>
Ma io ...ma tu...
discussione totalmente inutile. La chiudo qui.
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:cqjcl3l6dmfq0ot01d9smtq2eg2p965u8t@4ax.com...
> Il Tue, 4 Dec 2007 20:33:12 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>
>>
>>altrochè se contano, e infatti la mancata considerazione dei costi
>>è stata una delle critiche fatte agli studi che hai citato. Ma tu dicevi:
>>
> Ma io ...ma tu...
> discussione totalmente inutile. La chiudo qui.
mi sembra di aver fatto obiezioni motivate razionalmente,
e con citazioni verificabili da tutti: non vedo cosa ci sia di
sbagliato nel "ma io ma tu" giustificato con ragionamenti
consequenziali. Questo è un newsgroup di discussione, e
si discute.
Se poi ritieni inutile spiegare le tue discutibili prese di
posizione, è un altro discorso. In tal caso puoi anche
fare a meno di intervenire.
g
Il Wed, 5 Dec 2007 23:24:35 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>Se poi ritieni inutile spiegare le tue discutibili prese di
>posizione, è un altro discorso. In tal caso puoi anche
>fare a meno di intervenire.
>g
>
No, io ritengo semplicemente iniutile continuare una discussione con
il signor G.
Se altri vorranno intervenire sono pronto a proseguire.
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:256fl35lakcaqjrsjvulqdphila50dpfcf@4ax.com...
> Il Wed, 5 Dec 2007 23:24:35 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
>
>
>>Se poi ritieni inutile spiegare le tue discutibili prese di
>>posizione, è un altro discorso. In tal caso puoi anche
>>fare a meno di intervenire.
>>g
>>
> No, io ritengo semplicemente iniutile continuare una discussione con
> il signor G.
>
> Se altri vorranno intervenire sono pronto a proseguire.
cioè, fammi capire: se qualcun altro facesse le mie stesse
obiezioni ma si chiamasse m invece di g, tu saresti disposto
a proseguire? ah ah ah aha ah! questa è la cosa più infantile
che abbia mai sentito!! quanti anni Ergo, 12? forse un po'
meno... vai a dirlo alla mamma, vai.
g
Il Thu, 6 Dec 2007 20:58:57 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha scritto:
e altri vorranno intervenire sono pronto a proseguire.
>
>cioè, fammi capire: se qualcun altro facesse le mie stesse
>obiezioni ma si chiamasse m invece di g, tu saresti disposto
>a proseguire? ah ah ah aha ah! questa è la cosa più infantile
>che abbia mai sentito!! quanti anni Ergo, 12? forse un po'
>meno... vai a dirlo alla mamma, vai.
>g
>
No, devi imparare a leggere.
Io sono pronto a discutere ma non con un muro.
Ricapitoliamo:
1) sei entrato in discussione già prevenuto con una richiesta di
conoscere l'enorme mole etc.etc.
2) ti ho risposto con il BHB, Ibbotson, Kaplan e Sharpe ( tutti
presenti nei migliori testi di finanza e tutti ancora studiati nelle
migliori scuole di finanza)
3) hai controreplicato con un criptico faj CFA ( ti ho chiesto lumi ma
hai driblato ma ora ti dico che è inutile che tu lo faccia ora perché
la mia risposta sarebbe feroce perché da professionsta so già dove
volevi parare)
4) poi hai tirato fuori l'apartheid e galileo che c'entrano nel
discorso come i cavoli a merenda anche perché la finanza non è scienza
e quindi le idee si pesano e non si contano.
5) hai proseguito dando praticamente dei deficienti a Brinson e soci
dicendo a me che evidentemente non avevo letto le critiche, come se io
di mestiere facessi l'ortolano. Di fatto Brinson e soci sono studiati,
tu non credo proprio.
Tralascio per pena il resto della discussione perché sarebbe umiliante
per me correre dietro a certe alle farfalle.
dopodiché, non contento, finisci con gli insulti di cui sopra che ero
sicuro che non sarebbero mancati vista la pochezza degli argomenti che
hai a sostegno. E' un classico dei NG.
Ed ora non solo non proseguo ma ti do in pasto al cestino con un plonk
definitivo
"Ergo" <xx@yy.it> ha scritto nel messaggio
news:25rgl314kgod00t60qj3t6ehmofgb8rmgs@4ax.com...
>
> Io sono pronto a discutere ma non con un muro.
ah capisco. Un muro che motiva le sue opinioni (discutibili o
meno) con argomentazioni, mentre tu ti trinceri dietro un
"ma io... ma tu... discussione totalmente inutile". Chi è il
muro?
> 1) sei entrato in discussione già prevenuto con una richiesta di
> conoscere l'enorme mole etc.etc.
chiedere informazioni sulle tue fonti (che non avevi citato) è
essere prevenuto? rifiutarsi di rispondere "al signor g." perchè
tanto è inutile non è essere prevenuto? ma che dizionario di
italiano usi scusa?
> 2) ti ho risposto con il BHB, Ibbotson, Kaplan e Sharpe ( tutti
> presenti nei migliori testi di finanza e tutti ancora studiati nelle
> migliori scuole di finanza)
embè? per questo non sono criticabili? fanno errori anche loro
sai? pensi che nessuno li abbia criticati, oltre al povero
sottoscritto che non è studiato da nessuno?
> 3) hai controreplicato con un criptico faj CFA ( ti ho chiesto lumi ma
> hai driblato ma ora ti dico che è inutile che tu lo faccia ora perché
> la mia risposta sarebbe feroce perché da professionsta so già dove
> volevi parare)
non ho dribblato, tu hai fatto il finto tonto (ora confessi di sapere
benissimo cosa significava, quindi hai praticamente ammesso di
tendere tranelli... complimenti) e siccome non era essenziale alla
discussione non ho proseguito.
Ad ogni modo lo spiego, a beneficio degli altri: gli articoli citati
da Ergo (almeno i primi due, quelli di sharpe non lo so visto che
ha fatto il finto tonto) sono stati pubblicati sul FAJ (Financial
Analyst Journal), una rivista specializzata edita dal CFA institute.
Mi è venuto quindi spontaneo pensare che Ergo aderisse al
CFA institute e quindi avesse la qualifica di CFA charterholder
(una specie di attestato di professionalità, mettiamola così).
Volevo solo avere una conferma che eri CFA, nulla di più. Ma
tu (che non sei prevenuto) hai pensato chissà che...
> 4) poi hai tirato fuori l'apartheid e galileo che c'entrano nel
> discorso come i cavoli a merenda anche perché la finanza non è scienza
> e quindi le idee si pesano e non si contano.
peccato che tu non pesi le idee, pesi il nome di chi esprime
quelle idee. Cose che farebbero drizzare i capelli non solo al
povero galileo, ma a chiunque abbia un po' di buon senso.
Saper leggere un articolo o valutare un'affermazione con
spirito critico, senza pendere dalle labbra di qualcuno solo
perchè "è studiato da tutti", è fondamentale per qualunque
professionista. Tu invece sembri accontentarti delle qualifiche
degli autori... "l'ha detto lui!!! lo studiano tutti!!! è premio
nobel!!!"
ma va là...
> 5) hai proseguito dando praticamente dei deficienti a Brinson e soci
> dicendo a me che evidentemente non avevo letto le critiche, come se io
> di mestiere facessi l'ortolano. Di fatto Brinson e soci sono studiati,
> tu non credo proprio.
ripeto: embè? il fatto che non sono studiato rende prive di
valore le mie affermazioni? e tu, da chi sei studiato? vedi che non
valuti le idee, ma valuti chi le esprime? e sarei io il prevenuto? hai
parecchio da imparare, mio caro professionista.
Che tu faccia l'ortolano spiegherebbe molte cose in effetti...
> dopodiché, non contento, finisci con gli insulti di cui sopra che ero
> sicuro che non sarebbero mancati vista la pochezza degli argomenti che
> hai a sostegno. E' un classico dei NG.
pochezza degli argomenti che però ti sei ben guardato dal
controbattere... ma in fondo che bisogno c'era? io non sono
mica studiato da nessuno, perchè perdere tempo a valutare le
mie affermazioni?
Del resto, quando uno prende ogni critica (motivata) per un
insulto, quando la richiesta delle fonti diventa "essere prevenuto",
in effetti c'è poco di cui discutere. Ah già scusa, il muro
sono io! ;-)
> Ed ora non solo non proseguo ma ti do in pasto al cestino con un plonk
> definitivo
bravo.
invece, a beneficio di quelli che non solo sono disposti ad
ascoltare il signor g., ma vogliono imparare qualcosa e soprattutto
ad avere una mente aperta, vediamo come ti sei comportato tu:
1) hai risposto a un quesito con una sentenza inappellabile: eppure,
lo dici tu stesso, "la finanza non è scienza" (esatta, aggiungerei io):
allora perchè togliere spazio ad altre possibilità diverse da quelle
che difendi tu?
2) hai dapprima ignorato, poi cercato di confutare l'attinenza
del ribilanciamento col quesito posto inizialmente
3) hai tirato in causa i costi di transazione per giustificare
l'inopportunità di modificare il portafoglio; quando poi ti ho
fatto notare che questi costi di transazione, operando in fondi,
sostanzialmente sono nulli, ti sei rifugiato nei costi di gestione
che nulla avevano a che fare con la discussione. A quest'ultima
obiezione non hai risposto. Anzi si, hai risposto: "discussione
inutile"
4) hai continuato a difendere gli studi da te citati nonostante
io abbia accennato a qualche punto debole, giustificandoti con
un banale "conta il pulpito dal quale si predica, e quel pulpito
ha raccolto consensi bene informati". Peccato che quei
consensi, lo ammetti tu stesso dopo che *IO* te l'ho fatto
notare, sono di persone che in buona parte non hanno capito
l'articolo di Brinson. E a questo punto mi viene il dubbio
che non l'abbia capito neanche tu (e non è un insulto, è una
critica, motivata dal tuo comportamento)
5) questo dubbio è rafforzato dal fatto che non hai notato
che ibbotson e kaplan mostrano risultati un po' diversi da
quelli che hai propalato tu. Ma naturalmente anche in
questo caso ti sei guardato bene dall'argomentare... tanto
a che serve, io non sono studiato da nessuno!
6) infine, mi accusi di essere prevenuto, di insultarti ecc. ecc.
una storia già vista, peccato che fino a prova contraria (i
messaggi sono lì a disposizione di tutti per chi voglia leggere
l'intera discussione) sei tu che ti sei rifiutato di argomentare,
vista la chiara, indiscutibile, inappellabile inutilità di
discutere con "il signor g."
grazie per non avermi letto.
g
Il giorno Fri, 7 Dec 2007 00:04:38 +0100, "g" <nospam@nospam.com> ha
scritto sul newsgroup it.economia.investire:
-----------omissis---------
>vista la chiara, indiscutibile, inappellabile inutilità di
>discutere con "il signor g."
Non te la prendere, tempo fa si è comportato in modo analogo anche con
me, rigirando in continuazione il discorso secondo i suoi comodi e
dando dell'ignorante a chi non adotta i suoi stessi criteri di
valutazione di borsa.
Lui studia la borsa sui libri e quindi le sue sono le tipiche
valutazioni "ex post" che emergono da analisi storiche su lunghi
periodi di andamenti di borsa nel passato, le cui conclusioni sono
scarsamente significative al fine di assumere "ex ante" delle
decisioni operative.
Tu avevi chiesto, all'origine del thread, di avere un parere di
metodo, di tipo "operativo", basato sull'analisi tecnica grafica, con
lo scopo di monetizzare quei guadagni che fintantochè invece si resta
investiti sono puramente teorici e sottrarli quindi al rischio di
borsa in momenti in cui si teme che questo possa essere più elevato.
Quindi la diatriba in cui ti ha coinvolto Ergo, basata sui suoi
presupposti di analisi storica e statistica applicati a corsi borsa di
lunghissimo periodo, tutto sommato non riguarda la domanda che tu
avevi posto ed è completamente avulsa dai presupposti che tu avevi
assunto nel tuo messaggio originario.
"Ilmondo2001" <ilmondo2001@x-xyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:tp1il3trv2cf2snt5m8ms4q94uoqp5di7t@4ax.com...
>
> Tu avevi chiesto, all'origine del thread,
giusto per onor di cronaca, non ero io bensì Amedeo.
Io ho solo cercato di rispondere come meglio potevo.
> Quindi la diatriba in cui ti ha coinvolto Ergo, basata sui suoi
> presupposti di analisi storica e statistica applicati a corsi borsa di
> lunghissimo periodo, tutto sommato non riguarda la domanda che tu
> avevi posto ed è completamente avulsa dai presupposti che tu avevi
> assunto nel tuo messaggio originario.
fosse solo questo, passi. Ma che uno che si rifiuta di
argomentare le sue opinioni, che fa domande-trabocchetto
attribuendo all'interlocutore chissà quali malvagie
intenzioni, che non legge con attenzione nè gli articoli
accademici nè i messaggi di questo ng, che uno così
mi venga a dire che sono prevenuto solo perchè gli
chiedo quali sono le sue fonti... beh questo è davvero
il colmo!
nonostante sia finito in battibecco, penso che questo
thread sia stato molto istruttivo per tutti: questa è la mia
consolazione.
g
guadagni etf
Gabriele: Ho visto che hanno tutti rese percentuali annuali a due cifre , possibile ?
Sarà perchè tutti si sono buttati a pesce su sti prodotti che sono
aumentate le quotazioni?
ciao
Investire
3
06-11-2005 10.04.13
informazione guadagni
carlo0000: Salve al tutto NG
volevo sapere ma voi che fate del trading online, ci guadagnate da vivere,
o lo fate per passare il tempo?
a mè sembra che vadi a catasfascio tutto, e non peso che si possa...
Trading Online
3
14-04-2005 17.10.47
Guadagni?
mario the great: So che in questo forum ci sono persone alquanto addentro la gestione dei
risparmi, mi permetto di chiedere qualche parere ed una richiesta su un dato
che mi ha un po sconcertato.
Premetto che vivo...