aiutatemi a capire: quand'è che il datore di lavoro concede il contributo?
Solo se il lavoratore destina il tfr al fondo di categoria oppure il
lavoratore, oltre a destinare il tfr, deve anche aderire con versamenti
volontari al fondo medesimo?
"matteo 43" <matti@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ev0djh$k9l$1@tdi.cu.mi.it...
> aiutatemi a capire: quand'è che il datore di lavoro concede il contributo?
> Solo se il lavoratore destina il tfr al fondo di categoria oppure il
> lavoratore, oltre a destinare il tfr, deve anche aderire con versamenti
> volontari al fondo medesimo?
>
> grazie
>
> Matteo43 wrote: come pensavo: allora i soliti giornalisti straparlano
> quando dicono che destinando il tfr al Fondo esso godrà anche del
> contributo aziendale.
>
> Stando così le cose mi terrò stretto il tfr (lo lascio in azienda=fondo
> speciale inps)
>
> grazie
Speriamo che gli Italiani non costruiscano il proprio futuro pensionistico
ascoltando i telegiornali!!!!! ARRRRRGH
"DigitalAndy" <DigitalAndy@libero78.it> ha scritto nel messaggio
> Speriamo che gli Italiani non costruiscano il proprio futuro pensionistico
> ascoltando i telegiornali!!!!! ARRRRRGH
Infatti, se poi aggiungiamo che "tutti", sindacati, assicurazioni, banche e
anche aziende, vogliono che si dirotti il tfr nei fondi questa è già la
prima ragione per lasciarlo dov'è.
In campo finanziario spesso il bastian contrario è quello che guadagna di
più rispetto al gregge (o al famoso parco buoi)
matteo 43 ha scritto:
> Infatti, se poi aggiungiamo che "tutti", sindacati, assicurazioni, banche e
> anche aziende, vogliono che si dirotti il tfr nei fondi questa è già la
> prima ragione per lasciarlo dov'è.
Però se l'azienda ha meno di 50 dipendenti, è difficile che vuole farti
dirottare il TFR in un fondo...
Potrebbe essere utile verificare, caso per caso, quanto debba essere il
contributo minimo del lavoratore per poter usufruire del contributo
dell'azienda.
Ci sono casi in cui il lavoratore contribuisce per lo 0.2% (il minimo)
mentre l'azienda per il 3.75%.
In ogni caso la scelta è soggettiva.
Il 04 Apr 2007, 16:42, "matteo 43" <matti@tin.it> ha scritto:
> aiutatemi a capire: quand'è che il datore di lavoro concede il contributo?
> Solo se il lavoratore destina il tfr al fondo di categoria oppure il
> lavoratore, oltre a destinare il tfr, deve anche aderire con versamenti
> volontari al fondo medesimo?
>
> grazie
>
E aggiungo che in futuro l'aliquota che è a carico del lavoratore può anche
aumentare, rimane la possibilità dello stesso a rinunciarvi perdendo quello
datoriale.
la non convenienza di adesione ai FP deriva dal fatto che:
La scelta è irrevocabile, mentre gli altri possono cambiarti le carte del
gioco tu resti nel laccio
se ti licenzi non ricevi più la liquidazione, la dovrai aspettare quando
scatta la pensione dell'obbligo
non conosci quale potrà essere la pensione, che verrà elargita da una
assicurazione e non dal tuo fondo
un valore prossimo alla realtà è il 5% lordo annuo del capitale (montante),
il capitale resta all'assicurazione
pensione significa rateizzarti la liquidazione, non potrai disporre in
libertà
dovrai aspettare la paghetta a fine mese e se muori dopo un anno addio
capitale
un semplice btp ti garantisce la stessa cosa, in più disponi sempre del
capitale che potrai lasciarlo agli eredi e non alle assicurazioni!!!!!
il FP è un prodotto per chi è privo di testa e non riesce a pianificare le
sue spese (tanto prende tanto spende)
difetti ce ne sono altri dieci, qualcuno ti dirà dei benefici fiscali, sono
sempre poca cosa in confronto alle perdite elencate sopra.
La garanzia del TFR in azienda è data dall' INPS il quale ha sempre gestito
e gestisce tutt'ora il fondo di solidarietà pari allo 0.5% proprio per quei
datori di lavoro che per qualche motivo si troveranno insolventi .
Ti ricordo che le ultime modifiche in materia di previdenza complementare
hanno introdotto la parola "assicurare" il capitale al posto della parola
"garantire " a te le considerazioni.
Prima di decidere sulla destinazione del TFR prendere tempo perchè indietro
non si torna più e si rischia di prendere una vitalizia (pensione) che
equivale agli interessi del capitale (montante) !!
Solo una buona informazione indipendente come sul sito di Beppe Scienza potà
farti diventare ricco e libero.
On 4 Apr, 22:02, tor...@torino.it (Tarandin) wrote:
> Il 04 Apr 2007, 16:42, "matteo 43" <m...@tin.it> ha scritto:> aiutatemi acapire: quand'è che il datore di lavoro concede il contributo?
> > Solo se il lavoratore destina il tfr al fondo di categoria oppure il
> > lavoratore, oltre a destinare il tfr, deve anche aderire con versamenti
> > volontari al fondo medesimo?
Il contributo del datore e' dovuto solo:
- se il lavoratore da' quello suo volontario,
- se lo versa nel fondo di categoria gestito da sindacati e
rappresentanti dei datori di lavoro: http://www.tuapensione.it/faq_FondoP...re_Quando.html
"***" <massimi.liano@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4613f165$0$20808$5fc30a8@news.tiscali.it...
> Potrebbe essere utile verificare, caso per caso, quanto debba essere il
> contributo minimo del lavoratore per poter usufruire del contributo
> dell'azienda.