Dal 1 gennaio 2008 le prestazioni del Fondo Pensione (sia in rendita sia in
capitale) saranno tassate, per la parte derivante dai redditi non ancora
tassati (essenzialmente i contributi dedotti e il TFR, mentre la parte dei
rendimenti è esente), con un'aliquota del 15%. Dopo 15 anni di
partecipazione al fondo, questa aliquota sarà ridotta di una quota dello
0,30% per ogni anno di partecipazione in più, con un limite massimo di
riduzione di 6 punti. Dunque, tale aliquota potrà scendere fino al 9% nel
caso in cui l'aderente abbia partecipato per almeno 36 anni (senza riscatti
totali).
Il D.lgs 252/2005 prevede che al massimo il 50% del montante accumulato può
essere erogato sotto forma di capitale. E' stabilito comunque che l'aderente
può ricevere il 100% in capitale quando la posizione accumulata non
raggiunge livelli sufficienti per generare una rendita abbastanza elevata:
più precisamente, quando convertendo il 70% del montante finale in rendita
si ottiene una rendita annua inferiore al 50% del valore dell'assegno
sociale (per il 2005 l'importo annuo è pari a ? 4.874,61).
Per la tassazione delle anticipazioni, è necessario distinguere due casi.
Le anticipazioni erogate per spese sanitarie a seguito di gravissime
situazioni patologiche (per un importo non superiore al 75% della posizione
individuale) avranno lo stesso regime fiscale previsto per le prestazioni
pensionistiche menzionato in precedenza (aliquote che variano dal 15 al 9%
in relazione al periodo di permanenza nel fondo).
Le anticipazioni per acquisto di prima casa, o ristrutturazioni della
stessa, (per un importo non superiore al 75% della posizione individuale e
solo dopo aver maturato otto anni di iscrizione al fondo pensione) e le
anticipazioni per le ulteriori esigenze degli aderenti (per un importo non
superiore al 30% della posizione individuale e solo dopo aver maturato otto
anni di iscrizione al fondo) saranno soggette a una ritenuta con aliquota
fissa pari al 23%.
Anche i riscatti (le tipologie espressamente disciplinati dalle norme)
percepiti a seguito di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo
saranno soggetti allo stesso regime previsto per le prestazioni
pensionistiche (aliquote che variano dal 15 al 9% in relazione al periodo di
permanenza nella previdenza complementare).
Altri tipi di riscatti non specificatamente indicati dal decreto saranno
soggetti a una ritenuta a titolo d'imposta, con aliquota fissa pari al 23%.
In tutte le tipologie previste, non sarà tassata la parte della prestazione
derivante dai rendimenti del Fondo Pensione e da eventuali contributi non
dedotti nel corso della permanenza del fondo, in quanto già tassati in
precedenza.
On Thu, 23 Nov 2006 23:26:33 +0100, "brax" <brax@fastwebnet.it> wrote:
>Dal 1 gennaio 2008 le prestazioni del Fondo Pensione (sia in rendita sia in
>capitale) saranno tassate, per la parte derivante dai redditi non ancora
>tassati (essenzialmente i contributi dedotti e il TFR, mentre la parte dei
>rendimenti è esente), con un'aliquota del 15%. Dopo 15 anni di
>partecipazione al fondo, questa aliquota sarà ridotta di una quota dello
>0,30% per ogni anno di partecipazione in più, con un limite massimo di
>riduzione di 6 punti. Dunque, tale aliquota potrà scendere fino al 9% nel
>caso in cui l'aderente abbia partecipato per almeno 36 anni (senza riscatti
>totali).
Dopo questa conferma (io ne avevo sentito parlare solo a voce, dove
l'hai trovata?) il mio dubbio se "approfittare" o no della deduzione
dall'imponibile resta... soprattutto se si ragiona sull'aliquota
marginale piu' alta + addizionali varie che oggi sfiora il 45%.
E' ovvio che si divide il vantaggio con chi gestisce questi
prodotti... ma limitandosi alla cifra massima deducibile e facendo
altri tipi di investimento/risparmio fai da te per consolidare le
entrate odierne, mi sembra che ci siano solo benefici. O no?
> E' ovvio che si divide il vantaggio con chi gestisce questi
> prodotti... ma limitandosi alla cifra massima deducibile e facendo
> altri tipi di investimento/risparmio fai da te per consolidare le
> entrate odierne, mi sembra che ci siano solo benefici. O no?
A parte che avrei molto da dire sui dettagli economici (l'unica cosa
sicura sono le commissioni che pagherai e i rischi che dovrai assumere
per tentare -tentare!- di migliorare il rendimeno NETTO del TFR)
sottovaluti alcune cosette.
In caso di morte (corna) prima della pensione che cosa succede al
capitale accumulato?
Col TFR viene versato agli eredi... e con i FondiPensione?
In caso di morte (altre corna) una mese dopo essere andato in pensione
cosa succede?
Col TFR ha già ritirato tutto il capitale (che rimane a disposizione
degli eredi)... e con i FondiPensione la tua rendita mensile che fine
farà?
Il tutto rientra in una strana filosofia: ti fai del male all'inizio
(togli il TFR alla tua azienda, ovvero ne abbassi la competitività e
metti a rischio il tuo posto di lavoro), ti fai del male durante (paghi
decenni di commissioni ai simpatici bancari), ti fai del male alla fine
(non hai il pieno controllo del capitale accumulato). E il tutto
viene fatto passare "nell'interesse del lavoratore" ... si ride per non
piangere.
"YuryssG" <yuryssg@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:1164624593.767336.130690@j44g2000cwa.googlegr oups.com...
>In caso di morte (corna) prima della pensione che cosa succede al
>capitale accumulato?
>Col TFR viene versato agli eredi... e con i FondiPensione?
In caso di morte dell'iscritto prima dell'esercizio del diritto alla
prestazione pensionistica, la posizione individuale è riscattata dagli
eredi. Per l'aderente su base contrattuale collettiva il riscatto è
effettuato dal coniuge ovvero dai figli ovvero, se già viventi a carico dell'iscritto,
dai genitori; in mancanza di tali soggetti, e in assenza di diverse
disposizioni dell'iscritto, la posizione resta acquisita al Fondo.
>In caso di morte (altre corna) una mese dopo essere andato in pensione
>cosa succede?
>Col TFR ha già ritirato tutto il capitale (che rimane a disposizione
>degli eredi)... e con i FondiPensione la tua rendita mensile che fine
>farà?
Dipende dal tipo di scelta che hai fatto. Se hai optato per una rendita
vitalizia "normale" la posizione resta acquisita dal Fondo, se hai optato
per una rendita vitalizia "certa" per 5/10/15 anni la rendita continua ad
essere pagata per il periodo di tempo indicato. La rendita può anche essere
contemporaneamente reversibile su un altro soggetto in tutto o in parte.
Faccio notare che però le tempistiche della rendita "certa" e la
reversibilità possono differire tra adesioni individuali e collettive.
Il 27 Nov 2006, 11:49, "YuryssG" <yuryssg@yahoo.it> ha scritto:
> > E' ovvio che si divide il vantaggio con chi gestisce questi
> > prodotti... ma limitandosi alla cifra massima deducibile e facendo
> > altri tipi di investimento/risparmio fai da te per consolidare le
> > entrate odierne, mi sembra che ci siano solo benefici. O no?
>
> A parte che avrei molto da dire sui dettagli economici (l'unica cosa
> sicura sono le commissioni che pagherai e i rischi che dovrai assumere
> per tentare -tentare!- di migliorare il rendimeno NETTO del TFR)
> sottovaluti alcune cosette.
>
> In caso di morte (corna) prima della pensione che cosa succede al
> capitale accumulato?
> Col TFR viene versato agli eredi... e con i FondiPensione?
> In caso di morte (altre corna) una mese dopo essere andato in pensione
> cosa succede?
> Col TFR ha già ritirato tutto il capitale (che rimane a disposizione
> degli eredi)... e con i FondiPensione la tua rendita mensile che fine
> farà?
>
> Il tutto rientra in una strana filosofia: ti fai del male all'inizio
> (togli il TFR alla tua azienda, ovvero ne abbassi la competitività e
> metti a rischio il tuo posto di lavoro), ti fai del male durante (paghi
> decenni di commissioni ai simpatici bancari), ti fai del male alla fine
> (non hai il pieno controllo del capitale accumulato). E il tutto
> viene fatto passare "nell'interesse del lavoratore" ... si ride per non
> piangere.
Prima di dare risposte INFORMATI.........................
E' la centesima volta che lo scrivo
INFORMATI e impara pure a fare i calcoli da solo......
> E' la centesima volta che lo scrivo
> INFORMATI e impara pure a fare i calcoli da solo......
E' la centesima volta che eludi le risposte, ad esempio che se muori
(cosa che purtroppo a tutti) ci sono forti probabilità che i TUOI
soldi vengano intascati dal Fondo. Ma mi raccomando, non diciamolo
troppo in giro...
Rispetto ai calcoli, visto che il genio sei tu, illuminami...
(si fa per dire, sappiamo entrambi che il problema non è la tassazione
agevolata ma l'impossibilità per un fondo di avere un profilo
rischio/rendimento paragonabile a quello del TFR)
=====================================
IPOTESI
Incomincio a lavorare oggi, lavoro per 35 anni, TFR lordo 1000 euro
annui per i primo 5 anni, 1500 per ulteriori 15 , 2000 per i 15 finali
(in pratica parto da impiegato per finire quadro).
SVOLGIMENTO
A) lascio il TFR in ditta, rendimento 3% annuale, quale sarà il
montante lordo dopo i 35 anni ?
Una volta tassato quale sarà il netto? (ricordo che avrò subito tutto
il capitale)
B_1) entro in un FondoPensione "obbligazionario" con rendimento del 3%.
Montante, tassazione & rendita mensile netta? (non ritiro il capitale,
voglio tutto come rendita mensile)
B_2) come il B_1 , ma voglio tutto il capitale subito
C_1) entro in un fondo "azionario", rendimento del 5%
Montante, tassazione & rendita mensile netta? (non ritiro il capitale,
voglio tutto come rendita mensile)
C_2) come il C_1 , ma voglio tutto il capitale subito
D_1) entro in un fondo "azionario", la borsa gira male , ho un
rendimento dello 0%
Montante, tassazione & rendita mensile netta? (non ritiro il capitale,
voglio tutto come rendita mensile)
D_2) come il D_1 , ma voglio tutto il capitale subito
> > E' la centesima volta che lo scrivo
> > INFORMATI e impara pure a fare i calcoli da solo......
>
> E' la centesima volta che eludi le risposte, ad esempio che se muori
> (cosa che purtroppo a tutti) ci sono forti probabilità che i TUOI
> soldi vengano intascati dal Fondo. Ma mi raccomando, non diciamolo
> troppo in giro...
quando il capitale viene convertito in una rendita puoi avere fortuna
oppure sfortuna ... puoi morire dopo due giorni o dopo quarantanni...
> dai genitori; in mancanza di tali soggetti, e in assenza di diverse
> disposizioni dell'iscritto, la posizione resta acquisita al Fondo.
> Dipende dal tipo di scelta che hai fatto. Se hai optato per una rendita
> vitalizia "normale" la posizione resta acquisita dal Fondo, se hai optato
Mi piacerebbe sapere quanti sottoscrittori di FondiPensione hanno
presente questi piccoli particolari. O meglio come mai è stato
"dimenticato" di dirglielo.
Il 27 Nov 2006, 16:41, "YuryssG" <yuryssg@yahoo.it> ha scritto:
> > E' la centesima volta che lo scrivo
> > INFORMATI e impara pure a fare i calcoli da solo......
>
> E' la centesima volta che eludi le risposte, ad esempio che se muori
> (cosa che purtroppo a tutti) ci sono forti probabilità che i TUOI
> soldi vengano intascati dal Fondo. Ma mi raccomando, non diciamolo
> troppo in giro...
Il fondo non si intasca proprio nulla.
O meglio, i fondi negoziali non possono avere utili; se c'è un vantaggio o
un guagagno in più, i relativi benefici vengono suddivisi tra gli altri
soci.
Da presisare, comunque, che va distinta la fase dell'accumulo delle risorse,
ossia prima del pensionamento dove il maturato va agli eredi legittimi o un
designato e la fase prestazionale dove è normale che se muori non prenderari
più nulla a meno che non avrai scelto una rendita reversibile.
Prima di dire cose che non conosci. INFORMATI!!!!!
Quanto ai conti li ho fatti e li tengo per me...
se vuoi li puoi fare da solo ti ho dato tutti gli strumenti per farli nei
miei post.
"YuryssG" <yuryssg@yahoo.it>:
>> Dipende dal tipo di scelta che hai fatto. Se hai optato per una rendita
>> vitalizia "normale" la posizione resta acquisita dal Fondo, se hai optato
>
>Mi piacerebbe sapere quanti sottoscrittori di FondiPensione hanno
>presente questi piccoli particolari. O meglio come mai è stato
>"dimenticato" di dirglielo.
Beh, è quello che succede con le attuali pensioni, no? Voglio dire, è
quel che tutti sono abituati ad aspettarsi da una pensione.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87irh0akbm.fsf@tucano.isti.cnr.it...
>
> Beh, è quello che succede con le attuali pensioni, no? Voglio dire, è
> quel che tutti sono abituati ad aspettarsi da una pensione.
La differenza sostanziale è che in questa situazione, ti obbligano a
"scegliere" democraticamente di affidare la TUA liquidazione, in realtà una
parte dei TUOI emolumenti, a terzi per avere un qualche cosa domani; ho
volutamente detto "un qualche cosa" perchè le norme di attuazione e quindi i
l'erogazione dei vitalizi, in che misura e per quanto, non sono ancora state
definite nei particolari. Una norma è già stata definita: che nel
trascorrere del tempo, quelli che dovrebbero essere vincoli contrattuali,
possono essere bellamente modificati.
La differenza con l'attuale tfr è che se un mese dopo l'entrata in
quiescenza il lavoratore muore il capitale o l'investimento da lui fatto
rimane agli eredi, con il nuovo sistema ciccia. Mentre la pensione ha una
reversibilità verso il coniuge o in mancanza si perde ma è stata regolata
così all'inizio del contratto, cioè quando è stata definiita; in ogni caso è
parte integrante di un contratto di lavoro. Così come fa parte di un
contratto l'erogazione degli emolumenti, ancorché differiti quale il tfr, ma
rimane sempre denaro di tua spettanza.
Se vogliamo discutere se il tfr sia ancora attuale e se oggi siano venute
meno le condizioni per cui è stato istituito, questo per l'appunto è da
discutere e probabilmente ci troveremmo anche d'accordo, ma da qui a dire
che su una parte del mio stipendio, ripeto ancorché differito, tutti abbiano
detto la sua: confindustria, sindacati, assicurazioni, gestori di fondi,
governo, parlamento e perfino il cugino del fratello del vicino della
portinaia, tutti meno i legittimi proprietari, beh è una cosa che mi fa
andare in bestia.
Vigliacca se c'è stato uno, dico uno, che abbia sollevato problemi di
incostituzionalità, e ce ne sarebbe.... ma chi i sindacati che godono come
ricci per l'alluvione di denaro da gestire che gli arriveranno?
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:4t0vtuF11hd6hU1@mid.individual.net...
> "Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
> news:87irh0akbm.fsf@tucano.isti.cnr.it...
>>
>> Beh, è quello che succede con le attuali pensioni, no? Voglio dire, è
>> quel che tutti sono abituati ad aspettarsi da una pensione.
>
> La differenza sostanziale è che in questa situazione, ti obbligano a
> "scegliere" democraticamente di affidare la TUA liquidazione, in realtà
> una parte dei TUOI emolumenti, a terzi per avere un qualche cosa domani;
> ho volutamente detto "un qualche cosa" perchè le norme di attuazione e
> quindi i l'erogazione dei vitalizi, in che misura e per quanto, non sono
> ancora state definite nei particolari. Una norma è già stata definita: che
> nel trascorrere del tempo, quelli che dovrebbero essere vincoli
> contrattuali, possono essere bellamente modificati.
> La differenza con l'attuale tfr è che se un mese dopo l'entrata in
> quiescenza il lavoratore muore il capitale o l'investimento da lui fatto
> rimane agli eredi, con il nuovo sistema ciccia. Mentre la pensione ha una
> reversibilità verso il coniuge o in mancanza si perde ma è stata regolata
> così all'inizio del contratto, cioè quando è stata definiita; in ogni caso
> è parte integrante di un contratto di lavoro. Così come fa parte di un
> contratto l'erogazione degli emolumenti, ancorché differiti quale il tfr,
> ma rimane sempre denaro di tua spettanza.
> Se vogliamo discutere se il tfr sia ancora attuale e se oggi siano venute
> meno le condizioni per cui è stato istituito, questo per l'appunto è da
> discutere e probabilmente ci troveremmo anche d'accordo, ma da qui a dire
> che su una parte del mio stipendio, ripeto ancorché differito, tutti
> abbiano detto la sua: confindustria, sindacati, assicurazioni, gestori di
> fondi, governo, parlamento e perfino il cugino del fratello del vicino
> della portinaia, tutti meno i legittimi proprietari, beh è una cosa che mi
> fa andare in bestia.
> Vigliacca se c'è stato uno, dico uno, che abbia sollevato problemi di
> incostituzionalità, e ce ne sarebbe.... ma chi i sindacati che godono come
> ricci per l'alluvione di denaro da gestire che gli arriveranno?
> Cordialità
> Gi
Ritengo le sue perplessità legittime.
Spossessarsi di un diritto acquisito come il TFR è indubbiamente un problema
sociale oltre che economico.
Dobbiamo però capire le motivazioni che hanno portato il governo e le parti
sociali a questa svolta epocale. La riforma Dini degli anni '90 e il ritocco
al sistema pensionistico del governo nella scorsa legislatura hanno
determinato un "buco previdenziale" importante a carico delle nuove
generazioni che porterà le pensioni ad un sostanziale taglieggiamento (si
parla del 50% dell'ultimo stipendio).
L'unico istituto che permette il rentegro di parte dello svantaggio
pensionistico creato, non attingendo a nuove risorse pubbliche, è il TFR.
La riforma deve essere vista in quest'ottica.
Nessuno però le nega la possibilità di lasciare il TFR in azienda e
mantenere inalterate le sue caratteristiche. Se non crede nel sistema
privato pensionistico; se secondo lei non sono sufficienti gli sgravi
fiscali legati alla previdenza integrativa faccia la sua scelta.
Non ne facciamo però una questione politica .
Le incostituzionalità da rilevare sarebbero ben altre.
Mi spieghi infatti le motivazioni che dovrebbero spingermi a pagare tasse e
contributi sociali per mantenere diritti acquisiti a generazioni più
vecchie.
Ben venga un sistema privato capace di creare un sistema pensionistico con
regole private e capaci di durare nel tempo.
I politici non ci sono riusciti e forse non ci potranno mai riuscire!
"brax" <brax@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:CHJah.14635$4M6.656@tornado.fastwebnet.it...
>
> L'unico istituto che permette il rentegro di parte dello svantaggio
> pensionistico creato, non attingendo a nuove risorse pubbliche, è il TFR.
>
> La riforma deve essere vista in quest'ottica.
Il TFR non è mai stato classificato come un contributo prevedinziale e
tantomeno come una imposta. Il TFR è un emolumento differito e quindi
espropriandolo, perché di questo si tratta, è come diminuire dal 1° Gennaio
quanto il lavoratore dipendente percepisce in busta paga.
>
> Nessuno però le nega la possibilità di lasciare il TFR in azienda e
> mantenere inalterate le sue caratteristiche.
No, questa possibilità è stata di fatto negata; aggiungo: all'italiana.
Perché sotto il paravento della libera scelta si fa ciò che si vuole;
infatti se il dipendente sceglie, ripeto sceglie di lasciare il SUO denaro
in azienda, lo stato bellamente se ne infischia e fa dirottare quel denaro
all'INPS. Orbene non mi si dica che questa sia stata una libera scelta del
lavoratore.
Vado oltre con una domanda, cosa se ne farà mai l'INPS di tale denaro? Non è
che in carenza di liquidità, è un eufemismo ovvio, vada ad utilizzare quel
denaro per pagare pensioni, cassa integrazione, invalidità e via dicendo? Ma
è, come dire, lapalissiano che sarà così; e questo a Suo parere non
significa forse aumentare il debito pubblico, quel debito pubblico che tutti
dicono, a parole, di voler ridurre?
>Se non crede nel sistema privato pensionistico; se secondo lei non sono
>sufficienti gli sgravi fiscali legati alla previdenza integrativa faccia la
>sua scelta.
>
Non ho mai detto ciò; per quanto mi riguarda non è questo il problema. Un
sistema trasparente non crea e non creerà mai un problema.
> Non ne facciamo però una questione politica .
>
Egregio signore, credo che invece sia proprio una questione politica; il
discuterne ora ci porterebbe troppo lontano dall'argomento e rischieremmo di
andare troppo OT. E poi, una discussione politica seria non può che essere
fatta davanti ad un buon bicchiere di vino.
> Mi spieghi infatti le motivazioni che dovrebbero spingermi a pagare tasse
> e contributi sociali per mantenere diritti acquisiti a generazioni più
> vecchie.
>
Mai detto una cosa simile; che il sistema pensionistico attuale non possa
reggere è un fatto, ma si abbia il coraggio di rivedere il sistema
pensionistico e non inventarsi ogni giorno formule per sottostare a lobby
più o meno occulte. Che poi più che il sistema in quanto tale è la gestione
del sistema ad essere sbagliato. Perché mai non lo si comincia ad utilizzare
come qualsiasi sistema pensionistico privato? Io pago un premio per tot
anni: i contributi previdenziali, e l'INPS li impiega al meglio e, nero su
bianco, quando vado in pensione mi eroga tot in vitalizio. La parte
assistenziale, che nel mio stato ideale deve esistere, deve essere
finanziata separatamente, tutto in trasparenza, con le tasse. Si vuole lo
stato sociale? Bene, si pagano le tasse senza rincorrere questo o quello o,
peggio ancora, una volta questo un'altra volta quello.
> Ben venga un sistema privato capace di creare un sistema pensionistico con
> regole private e capaci di durare nel tempo.
Il sistema privato è fatto funzionare da uomini, quindi si tratta di
prendere gli uomini che sanno fare un certo mestiere e fargli fare per lo
stato lo stesso mestiere. Certo è troppo facile e utopico, ma solo perché
non lo si vuole e, intercalo:
> I politici non ci sono riusciti e forse non ci potranno mai riuscire!
riprendo, e i signori che Lei menziona non è vero che non ci potranno mai
riuscire, non vorranno mai riuscirci, si cammina così bene a piedi nudi su
una moquette alta e morbida, perché mai devo andare a camminare su una
strada piena di sassi?
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi" <cippa@lippa.it>:
>Il TFR non è mai stato classificato come un contributo prevedinziale e
>tantomeno come una imposta. Il TFR è un emolumento differito e quindi
>espropriandolo, perché di questo si tratta, è come diminuire dal 1° Gennaio
>quanto il lavoratore dipendente percepisce in busta paga.
A quanto ho capito io, il TFR uno può scegliere di lasciarlo com'è (lo
ritiri tutto alla fine del rapporto di lavoro) o può scegliere di
investirlo per incrementare una pensione. Quindi, se ho capito, hai una
scelta in più di prima. Se non ti piace, lasci tutto come prima.
>> Nessuno però le nega la possibilità di lasciare il TFR in azienda e
>> mantenere inalterate le sue caratteristiche.
>No, questa possibilità è stata di fatto negata; aggiungo: all'italiana.
>Perché sotto il paravento della libera scelta si fa ciò che si vuole;
>infatti se il dipendente sceglie, ripeto sceglie di lasciare il SUO denaro
>in azienda, lo stato bellamente se ne infischia e fa dirottare quel denaro
>all'INPS.
Se ho capito, questa è una cosa che non riguarda il lavoratore, ma
l'impresa. Di chi tiene il TFR fino a maturazione al lavoratore non può
fregar di meno, tanto alla fine lo stato garantisce la prestazione
concordata. Se ho capito, quindi, lo stracciarsi le vesti su chi tiene
il TFR è giustificato solo da parte delle imprese, che finora hanno
usufruito gratuitamente di un prestito da parte dei lavoratori, prestito
che ora per le grosse imprese non avranno più e che i lavoratori faranno
invece all'INPS. Insomma, prima i lavoratori prestavano
(obbligatoriamente) i soldi all'impresa, ora se lavorano in una grossa
impresa lo prestano (obbligatoriamente) all'INPS. In entrambi i casi lo
stato garantisce la restituzione. Cosa sbaglio?
>come qualsiasi sistema pensionistico privato? Io pago un premio per tot
>anni: i contributi previdenziali, e l'INPS li impiega al meglio e, nero su
>bianco, quando vado in pensione mi eroga tot in vitalizio.
Beh, attualmente è così, a parte il fatto che non li impiega al meglio,
ma garantisce un tasso d'interesse legato all'inflazione. Sbaglio?
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87ac2c7y90.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> Beh, attualmente è così, a parte il fatto che non li impiega al meglio,
> ma garantisce un tasso d'interesse legato all'inflazione. Sbaglio?
Poi ti rispondo con calma, se è il caso, sui vari punti.
Per ora ti dico che sei parecchio fuori strada, sia sullo stato attuale che
sul futuro. Leggi bene, quella poca stampa che ha osato puntualizzare, sul
come sarà la gestione inps. Ho il sospetto che tu abbia perso qualche
puntata. :-))
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
> O meglio, i fondi negoziali non possono avere utili; se c'è un vantaggio o
> un guagagno in più, i relativi benefici vengono suddivisi tra gli altri
> soci.
Confermi quello cho scritto: se io muoio i MIEI soldi non vanno ai miei
eredi ma ad altri.
E come sempre c'è il retro della medaglia: se per ipotesi non muore
nessuno (o meglio la vita media si allunga facendo saltare le
previsioni delle tabelle attuariali) tutti avranno benefici... ma a
scapito di chi? Si creerà il solito corto circuito: i soldi di chi
versa verranno usati per pagare chi è già pensionato, leggasi
incoerenza del modello e crack in arrivo.
GRAN FINALE
Ovviamente il tutto verrà amministrato da simpatici
politici/sindacalisti, altrettanto ovviamente saranno scelti in base ai
curricula (essere stati trombati alle elezioni etc etc) e avranno
diritto (diritti! diritti!) al solito vergognoso stipendio.
E mi dicono che la gestione tecnica verrà affidata ad altrettanto
simpatici bancari/assicuratori... che bello, tutto gestito da autentici
geni della finanza (vedi alla voce fondi che non battono il relativo
benchmark).
Ma qualcuno pensa veramente di affidare i SUOI soldi a queste persone?
> Confermi quello cho scritto: se io muoio i MIEI soldi non vanno ai miei
> eredi ma ad altri.
No, se muori mentre sei in fase di accumulo (cioe' lavori e
contribuisci) l'intero capitale accumulato va ai tuoi eredi.
Se muori mentre percepisci la rendita dipende da cosa hai scelto, se e'
reversibile un'altra persona scelta da te la percepira' per tutta la
vita, altrimenti si estingue, come tutte le pensioni.
Il fondo pensione non e' un fondo di investimento, e' un prodotto
previdenziale e come tale va trattato. Se non ti piace non aderire e
lascia il tfr cosi' com'e' ora. Lo stato ti garantisce che lo riavrai
con le stesse regole attuali. Se poi non ti fidi dello Stato non so che
dirti.
> No, se muori mentre sei in fase di accumulo (cioe' lavori e
Non è così semplice, ad esempio un cugino è considerato erede?
Devi saper scegliere prima, devi ponderare le scelte, devi cioè essere
consapevole di quello a cui vai incontro. Visti i precedenti
dell'industria italiana del risparmio mi viene la pelle d'oca al solo
pensiero: un piazzista di aspirapolveri finanziari che recita il mantra
"Rendimento sicuro? SIIII , Rischi? NOOOO , Firmi qua!" di fronte
all'operaio ignorante in materia...
> Il fondo pensione non e' un fondo di investimento, e' un prodotto
> previdenziale e come tale va trattato. Se non ti piace non aderire e
> lascia il tfr cosi' com'e' ora. Lo stato ti garantisce che lo riavrai
> con le stesse regole attuali. Se poi non ti fidi dello Stato non so che
> dirti.
I MIEI soldi sono i MIEI soldi e non un "prodotto" da trattare per
guadagnare.
Dettagli a parte ti sfugge il particolare che se non aderisco i MIEI
soldi finiscono in un fantomatico fondo inps di cui nessuno sa qualcosa
(che bella scelta: o farsi maciullare di commissioni o finire in un
buco nero)
E per finire in bellezza non confondere il concetto di Stato con il
Mastella di turno.
Tu ti fidi di Mastella? Io no.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87ac2c7y90.fsf@tucano.isti.cnr.it...
>
> A quanto ho capito io, il TFR uno può scegliere di lasciarlo com'è (lo
> ritiri tutto alla fine del rapporto di lavoro) o può scegliere di
> investirlo per incrementare una pensione. Quindi, se ho capito, hai una
> scelta in più di prima. Se non ti piace, lasci tutto come prima.
>
No, a mio parere puoi scegliere se ti orienti verso i fondi; se lo si dice a
chiare lettere è una scelta pilotata, se scegli ciò che fa comodo al sistema
hai potuto scegliere se vai contro la tua scelta non vale una cippa.
E la mia non è polemica politica, tanto per capirsi.
Infatti se non scegli i tuoi denari vanno in un fondo stabilito da loro,
tanto valeva sceglierlo. Se scegli di lasciarlo in azienda, loro te lo
dirottano all'inps. Allora cosa mi fanno scegliere a fare? Beh, sempre per
non fare polemica, è come il referendum sui finanziamenti ai partiti o
sull'abolizione del ministero dell'agricoltura o.... a scelta.
> Se ho capito, questa è una cosa che non riguarda il lavoratore, ma
> l'impresa. Di chi tiene il TFR fino a maturazione al lavoratore non può
> fregar di meno, tanto alla fine lo stato garantisce la prestazione
> concordata.
Fermo li, riguarda si il lavoratore; se io scelgo di lasciarlo all'azienda
perché devono darlo all'inps per erogare poi la stessa cifra? Il fatto è che
l'inps utilizzerà quel denaro non per farlo rendere ed erogarlo poi
capitalizzato al lavoratore bensì per pagare le pensioni agli attuali
quiescenti. Aumentando di fatto il debito pubblico e con la possibilità di
modificare le regole secondo convenienza strada facendo; non sono parole
mie, è stato scritto nero su bianco.
> Se ho capito, quindi, lo stracciarsi le vesti su chi tiene
> il TFR è giustificato solo da parte delle imprese, che finora hanno
> usufruito gratuitamente di un prestito da parte dei lavoratori, prestito
> che ora per le grosse imprese non avranno più e che i lavoratori faranno
> invece all'INPS. Insomma, prima i lavoratori prestavano
> (obbligatoriamente) i soldi all'impresa, ora se lavorano in una grossa
> impresa lo prestano (obbligatoriamente) all'INPS. In entrambi i casi lo
> stato garantisce la restituzione. Cosa sbaglio?
L'ultima parte ed è la più importante. Perché in realtà non è scritto da
nessuna parte, quantomeno non ancora, che l'inps tratterà le quote allo
stesso modo del tfr aziendale, ma è stato scritto o se si preferisce
detto/non detto che l'inps tratterà quel pseudofondo come gli altri cioè
darà un vitalizio e la garanzia dello stato non vale più, purtroppo, nemmeno
la carta ove viene scritto. Così come, ancora purtroppo, le prestazioni
pensionistiche, assicurative, sanitarie, ecc. Nessuno discute che per avere
si deve pagare e tutti dovrebbero pagare, non mi tiro indietro, così come
non rifiuto, anzi sono sempre stato sostenitore, della tesi che se si vuole
uno giusto stato sociale occorra pagare più tasse, non ci piove. Piove,
invece, anzi diluvia sul fatto che se oggi mi prendi, facciamo che ti do'
100 per avere domani 50, domani deve essere 50 e non a ogni piè sospinto me
lo fai diventare 55 o più facilmente 40 e poi 30 ecc, secondo le
convenienze. Con me hai fatto un contratto, cambiano i tempi? Con il
prossimo ricvedi i parametri e fai un altro contratto, cioè deve essere da
oggi in poi e non con valore retroattivo. Son buono anch'io a fare l'amm.re
pubblico, ci provino a confrontarsi nel privato, ma non in Italia, in altri
paesi, a mio parere verrebbero presi tutti a calci nel didietro.
>
>>come qualsiasi sistema pensionistico privato? Io pago un premio per tot
>>anni: i contributi previdenziali, e l'INPS li impiega al meglio e, nero su
>>bianco, quando vado in pensione mi eroga tot in vitalizio.
>
> Beh, attualmente è così, a parte il fatto che non li impiega al meglio,
> ma garantisce un tasso d'interesse legato all'inflazione. Sbaglio?
No che non è così, i denari dei contribuenti di oggi servono a pagare le
pensioni di oggi, i pensionati di domani devono sperare che trovino altri
tfr da espropriare. Non sono mie invenzioni, è il bilanciop inps che parla.
Ma come dicevo, questo avviene perché sui contributi previdenziali, che è
un'entrata certa, hanno fatto gravare perfino le sovvenzioni ai terremotati;
ripeto, io sono per aiutare i terremotati (anche qui ci sarebbe di che
discutere) ma con prelievi e stanziamenti ad hoc e non dal primo portafoglio
gonfio che capita a tiro e solo perché il legittimo proprietario viene
distratto a guardare i crolli del terremoto o la famosa luna di formaggio.
Volevo riportarti degli articoli del corriere, del corriere economia e, mi
pare, anche magazine, poi mi pare anche il 24ore, non riesco più a trovarli,
risalgono tutti a quest'ultimo mese. Che dire, io mi auguro vivamente di
sbagliare. Un pensiero che è un dubbio, come mai la stampa, il governo, i
sindacati, non hanno ancora dato risalto a tutta la menata, perché nessuno
pubblica a cura di nessuno, tutte le specifiche, le norme, le clausole;
certo, la risposta più ovvia potrebbe essere, calma, entro i sei mesi faremo
delle assemblee per spiegare ai lavoratori....., quanta ravaelafava che ci
hanno sempre propinato e che bene o male ci siamo fatti propinare.... sempre
parlando in generale e mai facendo di tutte le erbe un fascio.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
YuryssG wrote:
>> 20%?
>> stai sparando numeri a caso? .... in questo caso è sicuramente meglio
>> giocarli alla roulette....
>
>
> Ogni anno versi 2000 euro, ogni anno paghi il 2% fra
> balzelli&commissioni,
"Gi" <cippa@lippa.it>:
>> A quanto ho capito io, il TFR uno può scegliere di lasciarlo com'è (lo
>> ritiri tutto alla fine del rapporto di lavoro) o può scegliere di
>> investirlo per incrementare una pensione. Quindi, se ho capito, hai una
>> scelta in più di prima. Se non ti piace, lasci tutto come prima.
....
>Infatti se non scegli i tuoi denari vanno in un fondo stabilito da loro,
>tanto valeva sceglierlo. Se scegli di lasciarlo in azienda, loro te lo
>dirottano all'inps.
Quindi ho capito bene. Puoi lasciarlo a rendere come TFR come è ora, o
puoi metterlo su un fondo.
Non volevo parlare di scelte automatiche e cosa succede a chi non si
informa, ma di quel che riguarda coloro che si preoccupano di scegliere.
>> Se ho capito, questa è una cosa che non riguarda il lavoratore, ma
>> l'impresa. Di chi tiene il TFR fino a maturazione al lavoratore non può
>> fregar di meno, tanto alla fine lo stato garantisce la prestazione
>> concordata.
>Fermo li, riguarda si il lavoratore; se io scelgo di lasciarlo all'azienda
>perché devono darlo all'inps per erogare poi la stessa cifra?
Quindi ho capito bene anche qui. Alla fine, avrò la stessa prestazione,
ce il denaro vada all'INPS o che resti in azienda.
>> Insomma, prima i lavoratori prestavano
>> (obbligatoriamente) i soldi all'impresa, ora se lavorano in una grossa
>> impresa lo prestano (obbligatoriamente) all'INPS. In entrambi i casi lo
>> stato garantisce la restituzione. Cosa sbaglio?
>L'ultima parte ed è la più importante. Perché in realtà non è scritto da
>nessuna parte, quantomeno non ancora, che l'inps tratterà le quote allo
>stesso modo del tfr aziendale
Questo non credo sia rilevante. Se una cosa non cambia, non c'è nulla
da dire. La prestazione nei confronti del lavoratore rimane la stessa,
per quanto ho capito.
>>>come qualsiasi sistema pensionistico privato? Io pago un premio per tot
>>>anni: i contributi previdenziali, e l'INPS li impiega al meglio e, nero su
>>>bianco, quando vado in pensione mi eroga tot in vitalizio.
>>
>> Beh, attualmente è così, a parte il fatto che non li impiega al meglio,
>> ma garantisce un tasso d'interesse legato all'inflazione. Sbaglio?
>No che non è così, i denari dei contribuenti di oggi servono a pagare le
>pensioni di oggi, i pensionati di domani devono sperare che trovino altri
>tfr da espropriare.
Questo è un problema di sostenibilità futura, un problema certamente
importante ma diverso. Io mi riferivo alla prestazione garantita al
lavoratore. Quindi ho capito bene anche qui.
>Volevo riportarti degli articoli del corriere, del corriere economia e, mi
>pare, anche magazine, poi mi pare anche il 24ore, non riesco più a trovarli,
>risalgono tutti a quest'ultimo mese.
Lo so che sul bilancio INPS ci caricano ogni cosa, a partire dalle
prestazioni assicurative sugli infortuni, ma questa, come dicvevo prima,
è un'altra questione. E non serve dire che è correlata. Tutto è
correlato, ma se non si distinguono le cose non si capisce più niente.
> Che dire, io mi auguro vivamente di
>sbagliare. Un pensiero che è un dubbio, come mai la stampa, il governo, i
>sindacati, non hanno ancora dato risalto a tutta la menata, perché nessuno
>pubblica a cura di nessuno, tutte le specifiche, le norme, le clausole;
Mah, io mi sono interessato della cosa di striscio, ma a me pare che le
informazioni siano abbondanti. Certo, uno se le deve cercare. Ma
d'altra parte la gente non si interessa. Viviamo in un paese dove la
gente mette i propri risparmi dove gli consiglia il bancario, e non si
preoccupa più di tanto di sapere dove vanno...
Grazie di tutte le risposte e delle interessanti considerazioni.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87ac2c7y90.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> "Gi" <cippa@lippa.it>:
>>Il TFR non è mai stato classificato come un contributo prevedinziale e
>>tantomeno come una imposta. Il TFR è un emolumento differito e quindi
>>espropriandolo, perché di questo si tratta, è come diminuire dal 1°
>>Gennaio
>>quanto il lavoratore dipendente percepisce in busta paga.
>
> A quanto ho capito io, il TFR uno può scegliere di lasciarlo com'è (lo
> ritiri tutto alla fine del rapporto di lavoro) o può scegliere di
> investirlo per incrementare una pensione. Quindi, se ho capito, hai una
> scelta in più di prima. Se non ti piace, lasci tutto come prima.
>
>>> Nessuno però le nega la possibilità di lasciare il TFR in azienda e
>>> mantenere inalterate le sue caratteristiche.
>>No, questa possibilità è stata di fatto negata; aggiungo: all'italiana.
>>Perché sotto il paravento della libera scelta si fa ciò che si vuole;
>>infatti se il dipendente sceglie, ripeto sceglie di lasciare il SUO denaro
>>in azienda, lo stato bellamente se ne infischia e fa dirottare quel denaro
>>all'INPS.
>
> Se ho capito, questa è una cosa che non riguarda il lavoratore, ma
> l'impresa. Di chi tiene il TFR fino a maturazione al lavoratore non può
> fregar di meno, tanto alla fine lo stato garantisce la prestazione
> concordata. Se ho capito, quindi, lo stracciarsi le vesti su chi tiene
> il TFR è giustificato solo da parte delle imprese, che finora hanno
> usufruito gratuitamente di un prestito da parte dei lavoratori, prestito
> che ora per le grosse imprese non avranno più e che i lavoratori faranno
> invece all'INPS. Insomma, prima i lavoratori prestavano
> (obbligatoriamente) i soldi all'impresa, ora se lavorano in una grossa
> impresa lo prestano (obbligatoriamente) all'INPS. In entrambi i casi lo
> stato garantisce la restituzione. Cosa sbaglio?
>
>>come qualsiasi sistema pensionistico privato? Io pago un premio per tot
>>anni: i contributi previdenziali, e l'INPS li impiega al meglio e, nero su
>>bianco, quando vado in pensione mi eroga tot in vitalizio.
>
> Beh, attualmente è così, a parte il fatto che non li impiega al meglio,
> ma garantisce un tasso d'interesse legato all'inflazione. Sbaglio?
"Gi" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:4t31hdF11sv2mU1@mid.individual.net...
> "Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
> news:87ac2c7y90.fsf@tucano.isti.cnr.it...
>>
>> A quanto ho capito io, il TFR uno può scegliere di lasciarlo com'è (lo
>> ritiri tutto alla fine del rapporto di lavoro) o può scegliere di
>> investirlo per incrementare una pensione. Quindi, se ho capito, hai una
>> scelta in più di prima. Se non ti piace, lasci tutto come prima.
>>
> No, a mio parere puoi scegliere se ti orienti verso i fondi; se lo si dice
> a chiare lettere è una scelta pilotata, se scegli ciò che fa comodo al
> sistema hai potuto scegliere se vai contro la tua scelta non vale una
> cippa.
> E la mia non è polemica politica, tanto per capirsi.
> Infatti se non scegli i tuoi denari vanno in un fondo stabilito da loro,
> tanto valeva sceglierlo. Se scegli di lasciarlo in azienda, loro te lo
> dirottano all'inps. Allora cosa mi fanno scegliere a fare? Beh, sempre per
> non fare polemica, è come il referendum sui finanziamenti ai partiti o
> sull'abolizione del ministero dell'agricoltura o.... a scelta.
Sul punto c'è molta malinformazione. La controparte del lavoratore per il
TFR non è l'INPS ma l'azienda. Il fatto che poi l'azienda si impegna a
versare il 100% del TFR maturando all'INPS è altra questione regolato con
accordo governo/parti sociali. Il TFR continuerai a richiederlo all'azienda
come le anticipazioni ecc... .
Rimane tutto come prima.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:8764cz74sx.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> "Gi" <cippa@lippa.it>:
> Questo è un problema di sostenibilità futura, un problema certamente
> importante ma diverso. Io mi riferivo alla prestazione garantita al
> lavoratore. Quindi ho capito bene anche qui.
>
Io purtroppo ho sempre, dico sempre, avuto il problema di riuscire a farmi
capire e ancora una volta non ci sono riuscito.
Ciò che volevo dire, giusto o sbagliato che fosse, è proprio il contrario.
Ci riprovo.
Se non scelgo è come se scegliessi un fondo, perché non scegliendo vengono
dirottati automaticamente nel fondo di categoria e quindi si deve poi
sottostare al vitalizio, limitato ad enne anni, ecc ecc; in caso di morte il
vitalizio evapora contrariamente al capitale del tfr, ecc. ecc. Questo se
non scelgo.
Se invece scelgo di lasciarlo in azienda, l'azienda con >50 dipendenti lo
gira all'inps, quando il dipendente va in pensione l'inps erogherà tramite
l'azienda una parte se inferiore a tot e il resto in vitalizio come un fondo
e se muore dopo la quiescenza evapora tanto quanto. Questo è quanto ho
capito io dagli articoli del corriere citati nell'altro post. In ogni caso,
ripeto, visto che c'è tanta confusione in giro, qualcuno di più autorevole
di un quotidiano non poteva cominciare a mettere nero su bianco le regole.
Invece, un paio di politici coinvolti si sono solo premurati di precisare
che le regole saranno comunque soggette a modifiche nel tempo in funzione
dell'andamento demografico/finanziario.
Ultima considerazione, tutti i discorsi mi stanno bene, salvo che siano
fatti con i miei denari, parafrasando non so chi, anche se di cattivo gusto
cito, a fare i gay con il sedere degli altri son capaci tutti. Scusate
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Documentati, scoprirai che oltre ai costi di gestione esisto anche
quelli di performance e tutta una serie di balzelli associativi,
iscrizione, switch , banca depositaria ,costi di compravendita etc etc
Ma il triste mondo degli FCI non ti ha insegnato niente?
TER miracolosamente molto più alti delle spese di gestione...
Comunque per smentirmi non devi far altro che postare i TUOI numeri, e
magari metterci di fianco il rendimento dalla partenza del fondo.
Ovviamente si parla di linee azionarie, quelle obbligazionare sono una
presa in giro per definizione (commissioni per gestire BOT/BTP, ma
stiamo scherzando? )
Il 29 Nov 2006, 11:56, "YuryssG" <yuryssg@yahoo.it> ha scritto:
>
> > continui ad inventare numeri?
>
> Invento numeri?
> Beata ingenuità.
>
> Documentati, scoprirai che oltre ai costi di gestione esisto anche
> quelli di performance e tutta una serie di balzelli associativi,
> iscrizione, switch , banca depositaria ,costi di compravendita etc etc
> Ma il triste mondo degli FCI non ti ha insegnato niente?
> TER miracolosamente molto più alti delle spese di gestione...
> Comunque per smentirmi non devi far altro che postare i TUOI numeri, e
> magari metterci di fianco il rendimento dalla partenza del fondo.
> Ovviamente si parla di linee azionarie, quelle obbligazionare sono una
> presa in giro per definizione (commissioni per gestire BOT/BTP, ma
> stiamo scherzando? )
Sino ad ora hai avuto sempre smentite.
INFORMATI e fai i conti da solo non affidarti ad azioni di copia ed incolla.
Se vuoi lasciare il TFR in azienda fallo pure ma non raccontare frottole in
giro.
Il 29 Nov 2006, 12:45, "YuryssG" <yuryssg@yahoo.it> ha scritto:
> > Sino ad ora hai avuto sempre smentite.
>
> Sinora ho avuto come smentite non numeri ma bla bla bla.
>
> Comunque siamo su usenet e tutti i messaggi sono leggibili da tutti:
> uno li legge, prende spunti per informarsi e poi valuta.
>
Appunto.
Sinora ho inserito molte informazioni sulla previdenza complementare senza
oscurare nulla.
Vedi ad esempio l'ultimo post
"brax" <vf@it.it> ha scritto nel messaggio
news:85Z20Z248Z12Y1164801236X17822@usenet.libero.i t...
> Appunto.
> Sinora ho inserito molte informazioni sulla previdenza complementare senza
> oscurare nulla.
> Vedi ad esempio l'ultimo post
>
Mi perdoni, volevo già chiederglielo in un altro post, da come espone le
cose fa sorgere una domanda che pone due risposte: Chi è Lei, nel senso chi
e cosa rappresenta? Le risposte possibili: 1) è un istituzionale e sta
facendo divulgazione e allora, ringraziandoLa, prendiamo atto di come stanno
le cose da quel punto di vista, se poi sono buone o meno buone per il
cittadino sarà, e deve essere sempre, il cittadino a giudicarlo; 2) è un
cittadino qualsiasi e ha intrepretato come ognuno di noi tutto ciò che la
politica ha fatto filtrare sull'argomento, ne consegue che potrebbe essere
più informato di altri ma per favore fornisca anche a noi meschini le fonti.
Da parte mia, come ho peraltro già detto, ho letto le informazioni riportate
dal Corriere e dal 24ore; avrò anche interpretato male non sono certo dotato
di capacità soprannaturali, ma quelle sono.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi" <cippa@lippa.it>:
>Io purtroppo ho sempre, dico sempre, avuto il problema di riuscire a farmi
>capire e ancora una volta non ci sono riuscito.
È un problema comune alla razza umana, non ti angustiare :-)
>Se non scelgo è come se scegliessi un fondo
Sì, è vero. Questo è da un punto di vista infelice, dalla'altra
opportuno. Ma in realtà, a me personalmente questo punto interessa
poco: interessa in effetti solo i disinformati.
>Se invece scelgo di lasciarlo in azienda, l'azienda con >50 dipendenti lo
>gira all'inps, quando il dipendente va in pensione l'inps erogherà tramite
>l'azienda una parte se inferiore a tot e il resto in vitalizio come un fondo
>e se muore dopo la quiescenza evapora tanto quanto.
Se ho capito ben io, invece, non è così: se scegli di lasciare tutto
com'è, rimane tutto com'è, dal tuo punto di vista: alla fine del
rapporto avrai il tuo TFR rivalutato con le stesse regole di oggi. La
differenza è per l'azienda: mentre il tuo TFR ora lo tengono in cassa
loro, ora lo tiene in cassa l'inps. Ma per te non cambia nulla.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87odqq5rr8.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> Se ho capito ben io, invece, non è così: se scegli di lasciare tutto
> com'è, rimane tutto com'è, dal tuo punto di vista: alla fine del
> rapporto avrai il tuo TFR rivalutato con le stesse regole di oggi. La
> differenza è per l'azienda: mentre il tuo TFR ora lo tengono in cassa
> loro, ora lo tiene in cassa l'inps. Ma per te non cambia nulla.
Mi auguro che sia così, non voglio mettere in dubbio la tua interpretazione,
anche perché di letture da interpretare ce ne sono state sin'ora ben poche,
solo spunti giornalistici.
Il problema è, se mai fosse vero, la possibilità di intervenire da parte del
governo ogni qualvolta lo ritenga opportuno, al che a quel punto ciao tfr.
Mentre sui contributi può, ahinoi, più o meno giustamente farlo e lo ha
fatto, sul tfr, sempre a mio parere, non potrebbe e non dovrebbe mai poterlo
fare.
Attenderemo fiduciosi :-( la pubblicazione integrale delle norme di
attuazione; che mi vien da sorridere solo al pensarci, sorridere solo perché
le lacrime costano, le norme di attuazione della famosa 46/90 sono state
emanate nel 1994, se non ricordo male.
Ritroviamoci su questi schermi quando ci sono novità
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
> Comunque per smentirmi non devi far altro che postare i TUOI numeri, e
Dimostrami tu invece che le commissioni totali di un fondo pensione
negoziale mi costano il 20%(venti per cento) del patrimonio come hai
scritto.
Se me lo dimostri in modo incontrovertibile sarò lieto di darti
ragione ...
Il 29 Nov 2006, 13:57, "Gi" <cippa@lippa.it> ha scritto:
> "brax" <vf@it.it> ha scritto nel messaggio
> news:85Z20Z248Z12Y1164801236X17822@usenet.libero.i t...
> > Appunto.
> > Sinora ho inserito molte informazioni sulla previdenza complementare
senza
> > oscurare nulla.
> > Vedi ad esempio l'ultimo post
> >
> Mi perdoni, volevo già chiederglielo in un altro post, da come espone le
> cose fa sorgere una domanda che pone due risposte: Chi è Lei, nel senso
chi
> e cosa rappresenta? Le risposte possibili: 1) è un istituzionale e sta
> facendo divulgazione e allora, ringraziandoLa, prendiamo atto di come
stanno
> le cose da quel punto di vista, se poi sono buone o meno buone per il
> cittadino sarà, e deve essere sempre, il cittadino a giudicarlo; 2) è un
> cittadino qualsiasi e ha intrepretato come ognuno di noi tutto ciò che la
> politica ha fatto filtrare sull'argomento, ne consegue che potrebbe essere
> più informato di altri ma per favore fornisca anche a noi meschini le
fonti.
> Da parte mia, come ho peraltro già detto, ho letto le informazioni
riportate
> dal Corriere e dal 24ore; avrò anche interpretato male non sono certo
dotato
> di capacità soprannaturali, ma quelle sono.
> Cordialità
> Gi
Tutto quello che dico è reperibile attraverso internet attraverso siti come www.covip.it www.mefop.it
Ogni mio post puo' essere comunque smentito da chiunque se non ha basi
concrete visto che tra i lettori ci sono molti esperti nella materia.
Se non è stato fatto finora probailmente corrispondere alla verità.
> --
> Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
> gsassachiocciolatiscalipuntoit
> Scusate il disturbo.
>
"Gi" <cippa@lippa.it>:
>"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
>news:87odqq5rr8.fsf@tucano.isti.cnr.it...
>> Se ho capito ben io, invece, non è così: se scegli di lasciare tutto
>> com'è, rimane tutto com'è, dal tuo punto di vista: alla fine del
>> rapporto avrai il tuo TFR rivalutato con le stesse regole di oggi. La
>> differenza è per l'azienda: mentre il tuo TFR ora lo tengono in cassa
>> loro, ora lo tiene in cassa l'inps. Ma per te non cambia nulla.
>
>Mi auguro che sia così, non voglio mettere in dubbio la tua interpretazione,
>anche perché di letture da interpretare ce ne sono state sin'ora ben poche,
>solo spunti giornalistici.
Quando io dico "per quel che ho capito" mi cautelo perché leggo, ma non
studio, non essendo del ramo. Tuttavia, a me pare che la cosa sia
chiarita un po' dovunque se ne tratti.
In ogni caso, ecco il sito ufficiale sull'argomento:
<http://www.tfr.gov.it/tfr/destinazioneTFR/>
>Il problema è, se mai fosse vero, la possibilità di intervenire da parte del
>governo ogni qualvolta lo ritenga opportuno, al che a quel punto ciao tfr.
Questo è e sarà sempre vero per tutto: lo stato è per definizione onnipotente.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:873b8257e3.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> Quando io dico "per quel che ho capito" mi cautelo perché leggo, ma non
> studio, non essendo del ramo. Tuttavia, a me pare che la cosa sia
> chiarita un po' dovunque se ne tratti.
>
> In ogni caso, ecco il sito ufficiale sull'argomento:
> <http://www.tfr.gov.it/tfr/destinazioneTFR/>
>
Perdonami, sono andato su questo sito, ma essendo di testa dura ti chiedo
cortesemente di indicarmi dove cavolo si legge il trattamento che si avrà
dallo stato/inps/datore di lavoro, sarò probabilmente orbo ma non lo trovo;
così come non trovo menzione di ciò che succederà della pensione
complementare o del tfr se muoio un mese dopo essere andato in pensione.
Dove hai letto qualche cosa? Io sono convinto che volutamente non
pubblicheranno le norme di attuazione prima di un paio d'anni, sia per "al
contadino non far sapere quanto è buono il cacio con le pere" nel nostro
caso "le polpette avvelenate" sia perché non sanno da che parte cominciare,
sia perché non sanno come mettersi d'accordo. Certo penso male, ma di questi
tempi....
Eppure chi dovrà decidere dovrebbe farlo sulla base di parametri certi. Mi
piacerebbe poi, ma forse chiedo troppo, che qualche solone del ministero
delle finanze e del cosiddetto welfare, che chiamarlo sociale pareva brutto,
facesse qualche esempio, del tipo: ipotizziamo che un lavoratore va in
pensione a 65 anni dopo 45 anni di lavoro e che il suo tfr vecchio calcolo
ipotizziamo sarebbe di circa 40mila Euro, a quanto corrisponderebbe il
mensile netto del vitalizio che gli verrebbe corrisposto e "vitalizio" di
quanti anni? Perché parlano di vitalizio ma poi neanche tanto velatamente
dicono che dura al max 15 anni, s.e.& o.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:873b8257e3.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> Quando io dico "per quel che ho capito" mi cautelo perché leggo, ma non
> studio, non essendo del ramo. Tuttavia, a me pare che la cosa sia
> chiarita un po' dovunque se ne tratti.
>
> In ogni caso, ecco il sito ufficiale sull'argomento:
> <http://www.tfr.gov.it/tfr/destinazioneTFR/>
>
AGGIUNGO: so che in parecchi stanno seguendo interessati questo thread,
ebbene dite la vostra opinione per favore, molte opinioni aiutano tutti;
meglio cento cavolate conosciute che una verità nascosta.
Scusate.
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi" <cippa@lippa.it>:
>> <http://www.tfr.gov.it/tfr/destinazioneTFR/>
>>
>Perdonami, sono andato su questo sito, ma essendo di testa dura ti chiedo
>cortesemente di indicarmi dove cavolo si legge il trattamento che si avrà
>dallo stato/inps/datore di lavoro
Alla fine, nell'ultimo cpaitolo "Che cos'è il TFR".
>così come non trovo menzione di ciò che succederà della pensione
>complementare o del tfr se muoio un mese dopo essere andato in pensione.
Quello non lo trovi in quella pagina, che è la descrizione di cos'è il TFR, come
funziona e a cosa lo si può destinare.
Ma è stato scritto qui diverse volte, e c'è scritto in una delle pagine
sorelle di quella, accessibili dal menù in alto a sinistra.
Precisamente, è in fondo a <http://www.tfr.gov.it/TFR/Prestazioni/>.
>Dove hai letto qualche cosa? Io sono convinto che volutamente non
>pubblicheranno le norme di attuazione prima di un paio d'anni
Paranoico, eh? :-)
Secondo me per toglierti la paranoia dovresti studiare un po'. Le
pagine sul sito del governo contengono risposta a tutte le domande che
passano qui, mi pare.
>pensione a 65 anni dopo 45 anni di lavoro e che il suo tfr vecchio calcolo
>ipotizziamo sarebbe di circa 40mila Euro, a quanto corrisponderebbe il
>mensile netto del vitalizio che gli verrebbe corrisposto e "vitalizio" di
>quanti anni? Perché parlano di vitalizio ma poi neanche tanto velatamente
>dicono che dura al max 15 anni, s.e.& o.
Io un conto del genere l'ho fatto su un sito istituzionale qualche anno
fa, mi pare fosse il sito dell'INPS ma non ricordo. Se cerchi in rete
trovi diversi calcolatori del genere, specie nei siti di banche e
assicurazioni. Comunque, il conto è facile, se non erro in questa
discussione sono stati dati tutti i numeri necessari.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87psb54bum.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> Secondo me per toglierti la paranoia dovresti studiare un po'.
Certo che sono paranoico, cerco però solo qualche cosa dove poter studiare
> Le
> pagine sul sito del governo contengono risposta a tutte le domande che
> passano qui, mi pare.
No sul sito del governo non c'è una beata cippa; insisto a costo di passare
appunto per paranoico, Che cosa è il TFR potevano anche fare a meno di
metterlo, credo che quello si ha lo si sappia.
Cosa sarà del TFR non viene menzionato nella sua totalità ma solo una
notizia qui e una la, niente di chiaro e definitivo.
La pagina prestazione l'avevo ben letta, ma cosa mi dici se il neo
pensionato muore dopo un mese?
Chi e dove ne parla?
> Io un conto del genere l'ho fatto su un sito istituzionale qualche anno
> fa, mi pare fosse il sito dell'INPS ma non ricordo. Se cerchi in rete
> trovi diversi calcolatori del genere, specie nei siti di banche e
> assicurazioni. Comunque, il conto è facile, se non erro in questa
> discussione sono stati dati tutti i numeri necessari.
E' facile fare un calco attuariale, ma da ciò che, ripeto, velatamente
trapela qui e la sulla stampa, sembra proprio che le tabelle attuariali ce
le possiamo usare per altro scopo meno nobile. I conti del vitalizio da
liquidare, sembrano, ri-ripeto sembrano completamente differenti; cioè i
calcoli attuariali sono sempre uguali, bisogna vedere di quali parametri
temporali vado a tener conto, ovvio. Se loro partono dall'erogare un
vitalizio per max 15 anni....
In ogni caso, qualunque sia, mi domando e ridomando perché mai non venga
data pubblicità alla cosa.
Anche Mr.Brax negli altri post parla, pardon scrive come se leggesse la
legge, poi a domanda precisa risponde preciso con il rimando alle pagine di
categoria, a quelle lobby cioè che ha contribuito al tutto.
In ogni caso sono convinto che tutte queste nostre discussioni servono
unicamente a cercare ciò che non esiste e fino a quando non si decideranno a
mettere nero su bianco, io avrò sempre di queste paranoie, sono invece
contento per te se sei riuscito ad avere delle certezze.
Quelle pagine "istituzionali" così come la lettura del DL sulla GU, non
dicono assolutamente nulla di chiaro, tu mi hai invitato a leggerle con più
attenzione, ebbene, spero non ti offenderai, mi permetto di suggerirti la
stessa cosa; ci ritroviamo poi su questi schermi per le conclusioni.
Cordialità e buona giornata.
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
> Certo che sono paranoico, cerco però solo qualche cosa dove poter studiare
> [CUT]
In linea di massima concordo con te: questa questione del TFR è un modo
come un altro per raccattare denaro da un immenso 'parco buoi'. Chi ci
guadagnerà è contento, gode e sta zitto (sindacati, mondo della finanza)
chi ci perderà molto spesso non se ne rende neanche conto, abbagliato
dalla pubblicità spesso truffaldina che viene fatta. Fortunatamente io
personalmente sono un lavoratore autonomo e i miei soldi posso cercare
di gestirli da solo (so sbagliare da solo e non ho bisogno di pagare
qualcuno per farlo al mio posto).
Ho letto un bell'articolo che mi permetto di segnalare:
Il 30 Nov 2006, 09:21, "Gi" <cippa@lippa.it> ha scritto:
> "Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
> news:87psb54bum.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> > Secondo me per toglierti la paranoia dovresti studiare un po'.
>
> Certo che sono paranoico, cerco però solo qualche cosa dove poter studiare
>
> > Le
> > pagine sul sito del governo contengono risposta a tutte le domande che
> > passano qui, mi pare.
> No sul sito del governo non c'è una beata cippa; insisto a costo di
passare
> appunto per paranoico, Che cosa è il TFR potevano anche fare a meno di
> metterlo, credo che quello si ha lo si sappia.
> Cosa sarà del TFR non viene menzionato nella sua totalità ma solo una
> notizia qui e una la, niente di chiaro e definitivo.
> La pagina prestazione l'avevo ben letta, ma cosa mi dici se il neo
> pensionato muore dopo un mese?
> Chi e dove ne parla?
Non capisco di cosa parla.
Dica lei le fonti dove ha letto del pensionato che muore e non è stabilito
nulla, sempre se il TFR viene lasciato in azienda.
Poi discutiamo.
Ho ben capito che non c'è nulla da fare con lei ... è come San Tommaso ...
Ma non tocchi solo quello che vuol vedere.
> --
> Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
> gsassachiocciolatiscalipuntoit
> Scusate il disturbo.
>
"Gi" <cippa@lippa.it>:
>No sul sito del governo non c'è una beata cippa; insisto a costo di passare
>appunto per paranoico, Che cosa è il TFR potevano anche fare a meno di
>metterlo, credo che quello si ha lo si sappia.
Ah. Non era questa la domanda: «cosa ne sarà del TFR se decido di
lasciarlo dov'è»? La risposta è che rimarrà dov'è, e il calcolo si fa
come c'è scritto in fondo alla pagina. Oppure non ho capito la domanda.
>Cosa sarà del TFR non viene menzionato nella sua totalità ma solo una
>notizia qui e una la, niente di chiaro e definitivo.
C'è scritto in fondo alla pagina che ti dicevo nell'articolo precedente, no?
>La pagina prestazione l'avevo ben letta, ma cosa mi dici se il neo
>pensionato muore dopo un mese?
>Chi e dove ne parla?
Nell'altra pagina che ti ho citato nel mio articolo precedente. L'hai
letta? Non risponde alla tua domanda?
>E' facile fare un calco attuariale, ma da ciò che, ripeto, velatamente
>trapela qui e la sulla stampa, sembra proprio che le tabelle attuariali ce
>le possiamo usare per altro scopo meno nobile.
Il fatto è che di quel che velatamente trapela mi interessa
relativamente poco. Mi interessa molto di più quel che è certo e che si
trova scritto in molti posti, a cominciare da tfr.gov.it.
>I conti del vitalizio da liquidare, sembrano, ri-ripeto sembrano
>completamente differenti; cioè i calcoli attuariali sono sempre uguali,
>bisogna vedere di quali parametri temporali vado a tener conto,
>ovvio. Se loro partono dall'erogare un vitalizio per max 15 anni....
I parametri attuariali sono noti. Così com'è noto che cambieranno nel
tempo, com'è naturale, adeguandosi all'invecchiamento della
popolazione. O forse ti riferivi ad altro?
>In ogni caso, qualunque sia, mi domando e ridomando perché mai non venga
>data pubblicità alla cosa.
A me pare che chi vuol leggere trova abbondanza di materiale.
>In ogni caso sono convinto che tutte queste nostre discussioni servono
>unicamente a cercare ciò che non esiste e fino a quando non si decideranno a
>mettere nero su bianco, io avrò sempre di queste paranoie, sono invece
>contento per te se sei riuscito ad avere delle certezze.
Io ti ho citato un riferimento istituzionale, non ho capito cosa manca.
Se mancano cose, mi interessa capire quali sono e cercarle.
Mi intrometto e provo a spiegare: per una vita accumulo soldi (TFR). Se
al momento della pensione riscatto questi soldi ho intascato un capitale
che resta nella disponibilità della mia famiglia, anche se muoio
all'indomani. Io o i miei familiari potremo utilizzare questo capitale
come meglio ci aggrada. Mi sembra ovvio, no? Sono soldi miei! Se invece
aderisco ad un fondo pensione non ho più la titolarità di questi soldi
ed anche una eventuale reversibilità mi verrà fatta pagare...
Piotry <danxy7344@nomail.org>:
>Mi intrometto e provo a spiegare: per una vita accumulo soldi (TFR). Se
>al momento della pensione riscatto questi soldi ho intascato un capitale
>che resta nella disponibilità della mia famiglia, anche se muoio
>all'indomani. Io o i miei familiari potremo utilizzare questo capitale
>come meglio ci aggrada. Mi sembra ovvio, no? Sono soldi miei!
Se ti piace così, basta che tu decida di non versare il TFR in un
fondo. Puoi farlo, e per te tutto rimarrà com'è ora.
>aderisco ad un fondo pensione non ho più la titolarità di questi soldi
In che senso? Se aderisci a un fondo pensione paghi per avere una
prestazione pensionistica. Se compri una casa non hai più i soldi, ma
hai la casa.
>ed anche una eventuale reversibilità mi verrà fatta pagare...
Beh, qualunque prestazione aggiuntiva si paga, non è naturale?
"brax" <jh@uy.it> ha scritto nel messaggio
news:85Z20Z248Z12Y1164883219X31537@usenet.libero.i t...
> Non capisco di cosa parla.
> Dica lei le fonti dove ha letto del pensionato che muore e non è stabilito
> nulla, sempre se il TFR viene lasciato in azienda.
> Poi discutiamo.
>
Per favore, facciamo a capirci e non a prenderci in giro, per favore.
Ciò che non è stabilito non lo si può leggere da alcuna parte, salvo leggere
su una sfera di cristallo la GU del mese prossimo, ma questa è competenza
della Wanna Marchi, non certamente mia, Sua non lo so e comunque non mi
interessa.
Risponda Lei allora, dove ha letto che se muore dopo un mese dalla
quiescenza continua ad essere erogata una rendita al coniuge superstite
ovvero liquidato il capitale accumulato; dove ha letto che il vitalizio (dal
Devoto-Oli - vitalizio agg. e s.m. 1, agg. che dura quanto la vita di un
uomo; ...cut) sarà erogato sino a che il pensionato vivrà e non
limitatamente a tot anni, esempio max 15; dove ha letto che il tfr lasciato
in azienda e poi dirottato all'inps con l'ingresso in quiescenza sarà
liquidato come ora, ripeto dove lo ha letto a chiare lettere e non arguito.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Francesco Potorti`" <pot@potorti.it> ha scritto nel messaggio
news:87hcwh42oo.fsf@tucano.isti.cnr.it...
> Ah. Non era questa la domanda: «cosa ne sarà del TFR se decido di
> lasciarlo dov'è»? La risposta è che rimarrà dov'è, e il calcolo si fa
> come c'è scritto in fondo alla pagina. Oppure non ho capito la domanda.
Mi permetto di continuare la discussione in quanto mi sembri persona sensata
che è in ogni caso alla ricerca di quanti più chiarimenti possibile, come me
del resto; non siamo cioè, almeno io, alla ricerca della polemica tanto
sterile quanto inutile solo per il gusto di fare i bastian contrari. Almeno
questo mi è sembrato ci capire.
Detto ciò, in fondo a "quella pagina" parla si del tfr ma dice com'è ora;
tantè che è titolata "cosa è il TFR" ma cosa è ora il tfr, perdonami, ma non
è che ci interessi più di tanto, il problema cosa sarà del tfr che tale non
sarà più perché viene comunque snaturato, ancorché vi fosse la possibilità
di lasciarlo tutto o in parte come è ora, soprattutto per coloro che hanno
maturato già enne anni di anzianità. Il cosa sarà e come sarà
trattato/erogato quel capitale dove lo hai letto, ripeto non come è o è
stato, ma come sarà.
>
> Nell'altra pagina che ti ho citato nel mio articolo precedente. L'hai
> letta? Non risponde alla tua domanda?
>
No che non risponde alla mia domanda; se il neo pensionato muore dopo un
mese cosa succede?
> Il fatto è che di quel che velatamente trapela mi interessa
> relativamente poco. Mi interessa molto di più quel che è certo e che si
> trova scritto in molti posti, a cominciare da tfr.gov.it.
>
Quando parlo di "velatamente" mi riferisco a notizie ufficiose rilevate
dalla stampa, sul corriere e nei suoi vari inserti ho trovato la maggior
parte delle notizie che cito, ma sono ovviamente non ufficiali, non
confermate cioè da alcun decreto di attuazione, conferma/smentita dagli
organi preposti.
>
> I parametri attuariali sono noti. Così com'è noto che cambieranno nel
> tempo, com'è naturale, adeguandosi all'invecchiamento della
> popolazione. O forse ti riferivi ad altro?
Aspetta i calcoli attuariali li puoi applicare su una polizza assicurativa
che vai a sottoscrivere liberamente e che ti consente prima di firmare il
contratto di conoscere i termini, appunto, contrattuali, del tipo: premio,
spese, tempo di pagamento premio, importo e tempo di erogazione della
rendita, eventuali beneficiari, e via dicendo; nel nostro caso di certo,
allo stato attuale ovviamente, non c'è un tubo salvo la certezza che il
lavoratore paga. Questi non sono assimilabili ai contributi previdenziali
che si pagano ora, quello è denaro privato e personale.
> Io ti ho citato un riferimento istituzionale, non ho capito cosa manca.
> Se mancano cose, mi interessa capire quali sono e cercarle.
Siamo entrambi, mi pare, alla strenua ricerca ed è il motivo per cui siamo
qui a battibeccare.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Il 30 Nov 2006, 14:35, "Gi" <cippa@lippa.it> ha scritto:
> "brax" <jh@uy.it> ha scritto nel messaggio
> news:85Z20Z248Z12Y1164883219X31537@usenet.libero.i t...
> > Non capisco di cosa parla.
> > Dica lei le fonti dove ha letto del pensionato che muore e non è
stabilito
> > nulla, sempre se il TFR viene lasciato in azienda.
> > Poi discutiamo.
> >
> Per favore, facciamo a capirci e non a prenderci in giro, per favore.
> Ciò che non è stabilito non lo si può leggere da alcuna parte, salvo
leggere
> su una sfera di cristallo la GU del mese prossimo, ma questa è competenza
> della Wanna Marchi, non certamente mia, Sua non lo so e comunque non mi
> interessa.
Accordo parti sociali governo 23 ottobre 2003 punto 5.
> Risponda Lei allora, dove ha letto che se muore dopo un mese dalla
> quiescenza continua ad essere erogata una rendita al coniuge superstite
> ovvero liquidato il capitale accumulato; dove ha letto che il vitalizio
(dal
> Devoto-Oli - vitalizio agg. e s.m. 1, agg. che dura quanto la vita di un
> uomo; ...cut) sarà erogato sino a che il pensionato vivrà e non
> limitatamente a tot anni, esempio max 15; dove ha letto che il tfr
lasciato
> in azienda e poi dirottato all'inps con l'ingresso in quiescenza sarà
> liquidato come ora, ripeto dove lo ha letto a chiare lettere e non
arguito.
> Cordialità
> Gi
Continua a confondere TFR lasciato in azienda e TFR devoluto al Fondo
Pensione.
>
> --
> Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
> gsassachiocciolatiscalipuntoit
> Scusate il disturbo.
>
> rapporto avrai il tuo TFR rivalutato con le stesse regole di oggi. La
> differenza è per l'azienda: mentre il tuo TFR ora lo tengono in cassa
> loro, ora lo tiene in cassa l'inps. Ma per te non cambia nulla.
Non cambia nulla?
Ho dei seri dubbi in proposito... se tolgo il TFR alla mia azienda la
stessa dovrà trovare liquidità in altro modo, ad esempio prendendo a
prestito soldi dal sistema bancario peggiorando la sua competitività.
Non per niente gli industriali traducono il tutto come "scippo del
TFR" mentre i banchieri hanno già la bavetta alla bocca.
Estremizzando il concetto chi toglie il TFR alla sua azienda perde il
posto di lavoro (l'azienda peggiora la competitività, va fuori
mercato e poi fallisce)
Aumentare la probabilità di perdere il posto di lavoro non è
esattamente un cambiare nulla... o sbaglio?
Fondi pensione o PAC ?
maverik: Salve,
ho già dato un'occhiata a post precedenti ma non sono rimasto
soddisfatto dalle risposte e vorrei dei consigli sul vecchio e moderno
dilemma:
1) FONDI PENSIONE ? (se si di che tipo...
Investire
1
19-11-2006 10.43.09
[OT] TFR e fondi pensione
LuK: Scusate l'OT, ma qualcuno, p.f., mi sa indicare un buon newsgroup dove
di parla di TFR e fondi pensione?.
Grazie.
LuK
Investire
44
09-11-2006 22.07.04
fondi PENSIONE, pensione integrativa, ETC... chiedo LUMI
Iconech: salve, vorrei sapere se c'è qualche esperto che in due parole può
farmi un po' di chiarezza su tutto l'universo di pensioni integrative,
fondi pensione, ecc ecc...
e soprattutto se può rispodnere...
Investire
18
14-09-2006 19.21.09
Fondi PENSIONE...che fare???
Giovanni Vannelli: raga, ci sono new sul TFR e fondi pensione? sara' allora si o
no obbligatorio a fine anno ? ma a leggere vari post indipendenti
pare che TUTTI i fondi fanno da skifo sia chiusi che peggio
quelli...