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  #1  
Vecchio 30-10-2006, 17.19.36
Fred®
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Predefinito Altri regali alle banche!

Nelle scorse settimane se ne è occupato Il Sole 24Ore con vari articoli
ed anche l'ADUC.
Ora sull'argomento "consulenza finanziaria indipendente" interviene
anche Milano Finanza con un articolo che vi riporto.

(da Milano Finanza del 27/10/06 pag.7 Rubrica "CONTRARIAN")

L'ESSENZIALE DEL MERCATO
Quel pasticciaccio
DELLA MlFID SUI CONSULENTI INDIPENDENTI

II consulente finanziario indipendente? Secondo la nuova normativa sul
risparmio dovrà aver dietro le spalle una società per azioni o una banca
e l'iscrizione a un albo o a un registro.
Un paradosso tutto italiano.
Il 21 settembre la camera dei deputati ha approvato, infatti, la legge
comunitaria 2006, Mifid, e con essa, contestualmente, un emendamento che
fornisce i principi e i criteri direttivi per il recepimento della
direttiva comunitaria 2004/39/Cee sui servizi d'investimento.
L'art. 67 della direttiva 2004/39/Ce aveva previsto per la consulenza
indipendente una regolamentazione soft: un'assicurazione rc
professionale (persone fisiche) o un capitale sociale minimo di 25 mila
euro (persone giuridiche) o una soluzione mista.
In Italia i parlamentari stanno invece partorendo (i prossimi giorni
saranno decisivi dato che il senato potrà emendare la formulazione
attuale) una legge molto più restrittiva, che favorisce soggetti
istituzionali che hanno il non trascurabile limite di operare in regime
di conflitto di interessi.
I consulenti finanziari indipendenti sono quei professionisti remunerati
solo a parcella che non percepiscono provvigioni da intermediari in
quanto non vendono prodotti, ma svolgono un'attività di consulenza pura
(in Italia la Commissione europea aveva stimato in 7 mila il loro
numero); in tale attività il patrimonio dell'investitore risiede presso
la sua banca di fiducia e il professionista (che non svolge alcuna
attività di intermediazione) si limita a dare indicazioni a fronte di
una parcella concordata in via preventiva con il cliente.
Alla barriera della formula societaria introdotta se ne aggiunge
un'altra discrezionale introdotta dai parlamentari italiani, visto che
si richiede nella proposta di legge che chi redige consigli o report
debba essere un analista finanziario autorizzato dalla Consob.
Con quali criteri di valutazione? Qualcuno può dare patenti di
affidabilità in questo settore?
Se si vanno, infatti, a rivedere le valutazioni spesso folli (col senno
di poi) o interessate date a numerose società quotate (soprattutto della
new economy) ci si renderà conto che a formularle e avallarle non sono
stati dilettanti allo sbaraglio ma analisti iperquotati delle banche
d'affari più importanti e numerosi accademici.
Fra i guru star della bolla, si ritrovavano, infatti, Jack Grubman di
Citigroup e Henry Blodget di Merrill Lynch, che collaboravano anche con
diverse università, formando le menti più brillanti del settore.
E si dimentica già che tra gli analisti finanziari di primarie banche
d'affari che ai primi del novembre 2001 consigliavano di acquistare
titoli Enron (due settimane dopo che l'autorità di controllo americana,
la Sec, aveva aperto un'inchiesta su una società che nelle settimane
successive si rivelò la più grande bancarotta della storia) ben 11
analisti su 16 (di quelli che seguivano costantemente la società o
rilasciavano giudizi su di essa) mantenevano giudizi buy o strong buy.
E si dimentica forse che in Italia l'alert più convinto sulla imminente
bancarotta di Parmalat è stato dato non da un analista o da un banchiere
d'affari ma da un comico, Beppe Grillo, mentre diversi analisti
(pluridecorati) di banche d'affari italiane e straniere consigliavano
l'acquisto di azioni Parmalat fino a poche ore prima del crac. Un segno
che il buon senso non lo si forma in questo settore con corsi di
formazione. Che certo male non fanno: soprattutto alle varie
associazioni che li organizzano e li promuovono.
In definitiva, questo recepimento della Mifid all'italiana si appresta a
diventare probabilmente una poco onorevole legge.
Se si voleva aiutare a sviluppare il mercato, la concorrenza e
l'indipendenza nel settore finanziario, si otterrà probabilmente l'esito
opposto, limitando per di più il principio di libertà di stampa e di
opinione.
Con l'istituzione di nuovi albi (e la richiesta di requisiti
patrimoniali elevati) proprio quando si parla di una maggiore
liberalizzazione nell'accesso alle professioni.
Con una curiosità sulla formulazione di questa legge che piacerebbe
toglierci: se si chiede ai consulenti che analizzano titoli e fondi
(oltre che essere delle società per azioni) di ottenere da qualcuno un
misterioso bollino, ai gestori di fondi non si richiede nessun requisito
e attestato?
Ma forse c'è qualcuno che nasce sempre imparato.
=======
Il mio personale commento è che mi sta bene tutto, l'Albo,
l'assicurazione, il controllo della Consob. Mi sembrano legittime tutele
per il risparmiatore anche per il caso di "negligenza professionale".
L'assurdità sta nel pretendere la costituzione di una SpA!!! Previsione
del tutto assente nella Direttiva UE.
La vergogna sta nel solo *pensare*, *ipotizzare*, che una qualsiasi
BANKA - che per sua natura *vende* prodotti - possa nel contempo
svolgere consulenza finanziaria *indipendente*.
Oso ancora sperare che si tratti di uno dei tanti "errori" di questo
Governo e non dell'ennesimo, voluto, mega regalo al sistema bancario
italiano.

--
Saluti. Fred®
Portabilità del c/c subito!
Class Action Subito!
Via le banche da Bankitalia!

Alt 30-10-2006, 17.19.36
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 30-10-2006, 19.17.54
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Mon, 30 Oct 2006 17:19:36 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:


>=======
>Il mio personale commento è che mi sta bene tutto, l'Albo,
>l'assicurazione, il controllo della Consob. Mi sembrano legittime tutele
>per il risparmiatore anche per il caso di "negligenza professionale".
>L'assurdità sta nel pretendere la costituzione di una SpA!!! Previsione
>del tutto assente nella Direttiva UE.
>La vergogna sta nel solo *pensare*, *ipotizzare*, che una qualsiasi
>BANKA - che per sua natura *vende* prodotti - possa nel contempo
>svolgere consulenza finanziaria *indipendente*.
>Oso ancora sperare che si tratti di uno dei tanti "errori" di questo
>Governo e non dell'ennesimo, voluto, mega regalo al sistema bancario
>italiano.


Caro Fred io - da consulente di lungo corso - non sono per niente
contrario a quell'ipotesi e spero anzi che non venga accantonata. Non
mi spaventa il fatto che per esercitare sia richiesta la costituzione
di una società di capitali, nè mi spaventa il fatto che queste società
possano anche, dico anche, essere costituite da Banche. In fondo sarà
sempre l'investotore a scegliere.
Quello che mi spaventa invece, e molto anche, è l'attuale situazione
che contempla la possibilità per chiunque, ma proprio chiunque, di
svolgere un lavoro delicato con nessuna garanzia per il cliente. Se ci
pensi è assurdo pretendere un esame dal pf e non pretendere nulla da
parte del consulente il quale 9 volte su dieci ha l'unico titolo di
aver lavorato in una banca e magari nemmeno nel settore finanziario.
Tieni poi presente che una società di capitali è un bene a se stante e
come tale mobilizzabile per cui, se ben avviata, potrà essere messa
sul mercato e quindi essere un valore aggiunto per il professionista
che decida di cambiare aria o magari smettere per età o che so io.
Del resto posso assicurarti che le consulenze personali sono in via di
estinzione anche perché i committenti ( per lo più family officies)
chiedono sempre più spesso un'organizzazione stabile con tanto di
struttura di servizio.
Uno non ha la disponibilità per costituirla questa struttura? beh che
razza di consulente potrebbe essere uno che pretende di "maneggiare"
soldi altrui senza avere almeno la possibilità di costituire una
struttura magari non megagalattica ma almeno efficiente.
Semmai il problema potrebbero essere i giovani ma nulla vieta che
possano entrare come collaboratori e poi costruirsi un futuro come
abbiamo fatto in tanti. O vogliamo pensare ai consulenti come gli
uomini con la valigetta ove dentro c'è tutto? ( senza offesa per
nessuno)
Altro problema saranno i costi che faranno lievitare il prezzo delle
consulenze ma anche qui sarà il mercato a decidere e poi togliamoci
dalla testa che le consulenze possano essere alla portata di tutte le
tasche perché anche ora icosti son tali che nessuno o quasi riesce a
fare consulenza indipendente e seria su piccoli patrimoni.
La libertà di stampa minacciata come insinua l'articolo? ma per
carità, lasciamo perdere.
Il Governo ha sbagiato? beh è in buona compagnia visto che ovunque si
sta andando in quella direzione.


ciao


  #3  
Vecchio 30-10-2006, 23.29.19
Fred®
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Ergo ha scritto:

> Caro Fred io - da consulente di lungo corso - non sono per
> niente contrario a quell'ipotesi e spero anzi che non venga
> accantonata. Non mi spaventa il fatto che per esercitare sia
> richiesta la costituzione di una società di capitali, nè mi
> spaventa il fatto che queste società possano anche, dico
> anche, essere costituite da Banche. In fondo sarà sempre
> l'investotore a scegliere.


Non è questione di "spavento" bensì di impossibilità di esercitare una
*professione*, perché di questo stiamo parlando, una professione.
Quindi per te sarebbe normale che studi commercialisti, avvocati, notai,
ecc. fossero *obbligati* per legge a costituire una SpA per poter
svolgere la loro attività?
Trasecolo, Ergo.

> Quello che mi spaventa invece, e molto anche, è l'attuale
> situazione che contempla la possibilità per chiunque, ma
> proprio chiunque, di svolgere un lavoro delicato con nessuna
> garanzia per il cliente.


Sono il primo ad affermarlo nel mio post. Ma anche qui la colpa non è
certo dei consulenti *onesti* che da anni invocano il recepimento della
direttiva UE; ma, ovviamente, così come è stata concepita in sede
comunitaria e non con "invenzioni" all'italiana.

> Uno non ha la disponibilità per costituirla questa struttura?


Ma dài, con le tecnologie e le tlc oggi a disposizione un serio
professionista (da solo o associato) è in grado tranquillamente di
mettere in piedi una struttura ben organizzata, snella, veloce e
produttiva.
A cosa cacchio serve essere *obbligati* a costituire una SpA?

> beh che razza di consulente potrebbe essere uno che pretende
> di "maneggiare" soldi altrui


Ergo non credo di doverti ricordare che il CFI (a differenza dei PF,
assicuratori e intermediari in genere) i soldi altrui non solo non li
maneggia ma non li tocca proprio, non può farlo, già oggi, per legge.
E questa già di per sé è una grossa garanzia per il cliente.
Inoltre ha tutto l'interesse (direi l'unico interesse) ad avere un
cliente soddisfatto.
Ripeto, per gli eventuali casi di "negligenza professionale" la
direttiva UE prevede l'obbligo di un'assicurazione rc con massimale da
500mila euro per evento e minimo 750mila euro all'anno, considerato
appunto che il consulente in ogni caso non maneggia i capitali del
risparmiatore che opererà attraverso la *sua* banca di fiducia.
Stiamo parlando di una prestazione di servizio esclusivamente
*intellettuale*.
Dove la vedi la necessità, in tale quadro, di doversi costituire in SpA,
anche in ottica dell'investitore?

> anche ora icosti son tali
> che nessuno o quasi riesce a fare consulenza indipendente e
> seria su piccoli patrimoni.


L'obiettivo della Direttiva è proprio quello di "regolamentare per
incentivare" questa nuova professione, non certo di tagliarle le gambe
sul nascere e consegnare il tutto alle banche (sic!).

> La libertà di stampa minacciata come insinua l'articolo? ma per
> carità, lasciamo perdere.


Su questo sono pienamente d'accordo, anzi sarebbe ora di fare un po' di
"pulizia" in Rete, dove si moltiplicano i siti di pseudo-consulenza
finanziaria che, sotto sotto, aspirano proprio a "maneggiare" poi i
soldi dei clienti più ingenui.
Non parliamo poi delle vere e proprie "veline" finanziarie passate agli
organi di stampa che tranquillamente le pubblicano senza alcun
preventivo riscontro.

> Il Governo ha sbagiato? beh è in buona compagnia visto che
> ovunque si sta andando in quella direzione.


Non mi pare Ergo. Basta dare un'occhiata ai siti delle associazioni
inglesi degli IFA (Independent Financial Adviser) per capire che, ad
esempio, in tutto il mondo anglosassone tale figura professionale esiste
da *anni*, ben regolamentata e articolata in varie forme, e.... senza
traccia alcuna di Società per Azioni.

--
Saluti. Fred®

  #4  
Vecchio 31-10-2006, 12.00.53
Francesco Potorti`
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid>:
>Non è questione di "spavento" bensì di impossibilità di esercitare una
>*professione*, perché di questo stiamo parlando, una professione.
>Quindi per te sarebbe normale che studi commercialisti, avvocati, notai,
>ecc. fossero *obbligati* per legge a costituire una SpA per poter
>svolgere la loro attività?
>Trasecolo, Ergo.


Cotrasecolo.

Che io sappia, in Gran Bretagna i consulenti individuali sono
comunissimi: alcuni anni fa, passeggiando per le strade, se ne vedevano
facilmente in bugigattoli piccoli come quello di un barbiere di paese, e
non solo in materia strettamente finanziaria, ma ad esempio per
scegliere un'assicurazione. In Italia sono rari e quindi dedicati in
gran parte ai grandi patrimoni. Non c'è buona ragione che sia così, e
in questo contensto non c'è certo bisogno di barriere all'ingresso,
semmai di discese.
  #5  
Vecchio 31-10-2006, 18.29.15
Fred®
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Francesco Potorti` ha scritto:

> Cotrasecolo.
>
> Che io sappia, in Gran Bretagna i consulenti individuali sono
> comunissimi:


E' proprio come dici.

Nei Paesi realmente democratici ed evoluti anche la Finanza è
democratica, pubblica ed evoluta.
Il che ovviamente non vale ad evitare anche lì eventi funesti come lo
scandalo Enron negli USA, ecc.
Ma la grande differenza sta nel fatto che una democrazia *evoluta* trova
spesso i rimedi alle illegalità in se stessa.

I risparmiatori traditi americani hanno avuto il ristoro della "class
action". Da noi un DDL di pseudo class action giace ormai da anni in
Parlamento... e il nostrano "risparmio tradito" continua a piangere
lacrime amare.

Voglio dire con questo che a me sembra evidente una chiara *volontà*
delle potentissime lobby finanziarie italiane di impedire a qualsiasi
costo la nascita anche in Italia di una consulenza finanziaria
*indipendente*, ben regolata ma *libera* professione.

Lo scopo principale non è tanto quello di impedire di lavorare a poche
migliaia di persone (tanti sono stimati i CFI in Italia), bensì impedire
a centinaia di migliaia di risparmiatori di formarsi nel tempo un minimo
di cultura finanziaria *indipendente* in grado di affrancarli dai
"suggerimenti" e "consigli" della propria banca che agisce, da sempre,
in un regime di spaventoso conflitto di interessi.

Il che non significa che tutti i prodotti finanziari delle banche siano
avariati, ci mancherebbe.
Il fatto è che, in ogni caso, nel bene e nel male, la banca tenderà
necessariamente - per ragioni di legittimo profitto - ad offrire i
prodotti che hanno più elevati margini di guadagno per lei, senza badare
più di tanto agli altrettanto legittimi interessi del risparmiatore.

E' da questa perversa spirale che bisogna uscire ma evidentemente
qualcuno non è affatto d'accordo e... scrive e fa presentare
emendamenti...

Ve li ricordate quelli presentati dal Sen. Grillo & C. ai tempi dello
scandalo Fazio?

Beh, quello di cui stiamo discutendo, che introduce alla chetichella,
che si "inventa" l'obbligo della SpA per fare consulenza finanziaria, ci
somiglia tanto. Ma proprio tanto...

Saluti. Fred®

  #6  
Vecchio 01-11-2006, 09.19.42
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Mon, 30 Oct 2006 23:29:19 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:


>
>Non è questione di "spavento" bensì di impossibilità di esercitare una
>*professione*, perché di questo stiamo parlando, una professione.
>Quindi per te sarebbe normale che studi commercialisti, avvocati, notai,
>ecc. fossero *obbligati* per legge a costituire una SpA per poter
>svolgere la loro attività?
>Trasecolo, Ergo.
>

....le domande alle quali rispondere sono tante e quindi per cercare di
far chiarezza ho spezzato il post ( chiedo scusa).

Perché il mercato va in quel senso. Tu sai che nel mondo finanziario
la mobilità è enorme ( consulenti, money managers, gestori, analisti,
traders hanno il cambio di sedia facile) e quindi i committenti (
investitori qualificati) sono preoccupati non solo per la naturale
questione dei costi che questa mobilità comporta ma anche se non
soprattutto perché questa sarabanda finisce per danneggiarli in quanto
la gestione dell'investimento richiede una continuità che eviti li
shock che un portafoglio subisce ad ogni cambio di manico.
L'affidamento del compito consulenziale ad una società ( dove appunto
operano diversi soci ) è un fattore tranquillizante in quanto per uno
che se ne va altri restano ed il turn-over è più facilmente gestibile.
L'investimento richiesto per la costituzione ed il funzionamento di
una società non è poi danaro perso ma un valore che si aggiunge a
quello che un consulente ricava dalla sua attività normale per cui una
volta che il consulente vorrà chiudere la sua attività con la spa per
passare ad un altra o per ritirarsi dal mercato potrà monetizzare il
suo investimento ( valore che andrebbe altrimenti perso).
Considera poi i benefici fiscali che ( ma qui andremmo troppo oltre).




  #7  
Vecchio 01-11-2006, 09.30.39
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Mon, 30 Oct 2006 23:29:19 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:


>Ergo non credo di doverti ricordare che il CFI (a differenza dei PF,
>assicuratori e intermediari in genere) i soldi altrui non solo non li
>maneggia ma non li tocca proprio, non può farlo, già oggi, per legge.
>E questa già di per sé è una grossa garanzia per il cliente.
>Inoltre ha tutto l'interesse (direi l'unico interesse) ad avere un
>cliente soddisfatto.
>Ripeto, per gli eventuali casi di "negligenza professionale" la
>direttiva UE prevede l'obbligo di un'assicurazione rc con massimale da
>500mila euro per evento e minimo 750mila euro all'anno, considerato
>appunto che il consulente in ogni caso non maneggia i capitali del
>risparmiatore che opererà attraverso la *sua* banca di fiducia.
>Stiamo parlando di una prestazione di servizio esclusivamente
>*intellettuale*.
>Dove la vedi la necessità, in tale quadro, di doversi costituire in SpA,
>anche in ottica dell'investitore?


Il maneggiare era stato da me virgolettato e quindi in un certo senso.
E' chiaro che il consulente non li tocca ma li indirizza per cui la
garanzia per il cliente deve essere un po' più ampia. Un esempio?
Ti parlo di un caso concreto occorso ad una istituzione per la quale
collaboro io. In due anni sono stati abbandonati da due consulenti che
erano in cerca della luna ( tipico del settore) e quindi spese buttate
al vento ( ogni consulente ti chiede di investire in questo o quel
software, in questo o quel progetto etc. etc poi arriva il secondo e
smonta tutto e si inizia da capo e nel frattempo il portafoglio
subisce uno shock). Morale ora quell'istituzione ha deliberato di
avvalersi solo di società in grado di garantire una certa continuità.

  #8  
Vecchio 01-11-2006, 10.00.36
Ergo
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Il 31 Oct 2006 12:00:53 +0100, Francesco Potorti` <pot@potorti.it> ha
scritto:


>Cotrasecolo.
>
>Che io sappia, in Gran Bretagna i consulenti individuali sono
>comunissimi: alcuni anni fa, passeggiando per le strade, se ne vedevano
>facilmente in bugigattoli piccoli come quello di un barbiere di paese, e
>non solo in materia strettamente finanziaria, ma ad esempio per
>scegliere un'assicurazione. In Italia sono rari e quindi dedicati in
>gran parte ai grandi patrimoni. Non c'è buona ragione che sia così, e
>in questo contensto non c'è certo bisogno di barriere all'ingresso,
>semmai di discese.



Guarda che le barriere all'ingresso in paesi come la GB sono molto più
ostiche che non la semplice costituzione di una società la cui spesa (
che poi insisto è un investimento trasmissibile) puoi anzi dovresti (
se non fai società di comodo) condividere con altri.

Informati su quanto costa in termini di tempo e di danaro ottenere un
paio di qualifications che ti servono solo per un paio di segmenti di
mercato e poi ne parliamo.

Ma sei sicuro poi che questi costi siano ribaltabili in un mercato
come il nostro? Qui la stragrande maggioranza degli investitori si
preoccupa del costo dei bolli di un DT e vuoi che paghi i costi di
consulenza?

  #9  
Vecchio 01-11-2006, 10.07.59
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Tue, 31 Oct 2006 18:29:15 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:


>I risparmiatori traditi americani hanno avuto il ristoro della "class
>action". Da noi un DDL di pseudo class action giace ormai da anni in
>Parlamento... e il nostrano "risparmio tradito" continua a piangere
>lacrime amare.
>

Piacerebbe anche a me la class action ma in un paese dove dopo tre
gradi di giudizio con tempi biblici non sei ancora sicuro che la
sentenza sia passata in giudicato non credo che serverebbe gran ché.

Tra l'altro debbo dirti che sto cercando di intentare causa ad una
Banca ( non per questione di investimenti ma per tutt'altra ragione) e
pur essendo straconvinto delle mie buone ragioni, non riesco a trovare
un legale che se la senta di portarla avanti.............

Quindi temo che la class action debba aspettare.......................
  #10  
Vecchio 01-11-2006, 10.12.13
Ergo
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Il Mon, 30 Oct 2006 23:29:19 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:

>
>Non mi pare Ergo. Basta dare un'occhiata ai siti delle associazioni
>inglesi degli IFA (Independent Financial Adviser) per capire che, ad
>esempio, in tutto il mondo anglosassone tale figura professionale esiste
>da *anni*, ben regolamentata e articolata in varie forme, e.... senza
>traccia alcuna di Società per Azioni.


Il sistema inglese? beh a me piacerebbe adottarlo qui tutto e subito
ma penso che saremmo in due perché guarda che se lo proponi così com'é
( a parte i tempi necessari per l'importazione) parte da principi che
gli italiani aborrono.

  #11  
Vecchio 01-11-2006, 17.38.14
Fred®
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Ergo ha scritto:

> Il sistema inglese? beh a me piacerebbe adottarlo qui tutto e
> subito ma penso che saremmo in due perché guarda che se lo
> proponi così com'é ( a parte i tempi necessari per
> l'importazione) parte da principi che gli italiani aborrono.


Ho letto con interesse le tue articolate risposte (e ti ringrazio).
E'indubbio che sull'argomento abbiamo opinioni differenti ed è giusto
che ognuno si tenga le sue.
Non pretendo quindi di "convincerti", aggiungendo qualche ulteriore
considerazione.

1) Sui "gestori" italiani dei fondi comuni mi vien quasi da ridere se
non ci fosse che piangere. Premesso che quasi nessun investitore si va a
leggere il nome del gestore, anche su un semplice Morning Star o sul
sito/prospetto di riferimento (e questo di per se è già grave), non mi
risulta che gli stessi siano molto "fidelizzati" alle varie SGR. La
rotazione mi appare notevole e questo in assoluto (e come tu ricordi)
non fa certo bene all'andamento dei fondi comuni nostrani. Eppure
parliamo di "colossi" bancari...

Per come lo vedo io (o forse lo immagino) il CFI, soprattutto se
*singolo* professionista al massimo studio associato, ha molte carte in
più da spendere con la propria clientela. Forte radicamento sul
territorio, conoscenza *diretta* e personale cliente/consulente,
referenze dimostrabili, ecc.
C'è qualche detentore di fondi comuni, oggi, che conosce "personalmente"
il gestore del fondo che ha in portafoglio?

Ovviamente il CFI non fa di mestiere il gestore di fondi comuni però
instaura nel tempo un rapporto estremamente fiduciario col cliente, tipo
medico/paziente.
Qualsiasi banca o gestore questo non sarà mai in grado di farlo, perché
non è suo compito, non fa parte della sua mission né del suo business.

Insomma, cotinuo ad essere per il "piccolo è bello" piuttosto che per la
mega organizzazione spersonalizzata e spersonalizzante per chi ci
lavora.

2) A suo tempo e non più in verde età, mi sono preso la briga di
ricominciare a studiare sodo ed a frequentare qualche serio corso di
formazione. Ho superato l'esame da PF al primo colpo (cosa non del tutto
frequente, mi risulta). Nel contempo ho continuato a "studiare" nonché a
fare più esperienza possibile sul campo, operando direttamente su
mercati e strumenti finanziari i più diversi possibile.
Ho investito, certo, ma moltissimo tempo; denaro? Solo quel che serviva.
Abbiamo una testa e meravigliosi strumenti a disposizione.
Vediamo di farli fruttare entrambi al meglio, non ti pare?
;-)
E continuo a non capire per quale assurdo motivo dovrei "regalare" altri
quattrini a Fisco, Notai, ecc. per costituire una SpA e,
successivamente, per "mantenerla".
Una SpA *costa*, non solo di capitale sociale.

3) Resta il fatto Ergo che, per ora, *solo* il nostro Governo ha
introdotto questo stramaledetto emendamento sull'obbligo della SpA.
Ora a prescindere da essere favorevole o meno, mi sembra che tu abbia un
po' glissato sulla risposta al quesito secco: Perché solo da noi? Se la
Direttiva UE non lo prevede? (la UE non è roba anglosassone).
;-)

In sostanza, pur senza cadere nella solita trappola del "complotto" o
del "ce l'hanno tutti con me", come minimo mi sento di ribadire un
concetto semplice e che spesso viene invocato dal Governo, dall'ABI e
lobby varie, sempre a loro comodo:
"E' l'Europa che ce lo chiede...", "ci dobbiamo adeguare alle regole
europee..." dicono lor signori... quando a loro conviene...

E allora, caxxo, adeguiamoci anche sulla consulenza finanziaria
indipendente. Si tratta solo di **recepire** la direttiva UE, non di
modificarla a proprio uso e consumo.

O no?
>:->


Saluti. Fred

  #12  
Vecchio 01-11-2006, 18.18.57
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Wed, 1 Nov 2006 17:38:14 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:



>1) Sui "gestori" italiani dei fondi comuni mi vien quasi da ridere se
>non ci fosse che piangere. Premesso che quasi nessun investitore si va a
>leggere il nome del gestore, anche su un semplice Morning Star o sul
>sito/prospetto di riferimento (e questo di per se è già grave), non mi
>risulta che gli stessi siano molto "fidelizzati" alle varie SGR. La
>rotazione mi appare notevole e questo in assoluto (e come tu ricordi)
>non fa certo bene all'andamento dei fondi comuni nostrani. Eppure
>parliamo di "colossi" bancari...
>

Guarda che altrove la mobilità è ancora maggiore tanto che uno degli
indici di efficienza che concorrono al rating è proprio il turn-over.
Analisi di questo tipo qui da noi non si fanno per il semplice fatto
che in un sistema bancocentrico sono inutili.
>Per come lo vedo io (o forse lo immagino) il CFI, soprattutto se
>*singolo* professionista al massimo studio associato, ha molte carte in
>più da spendere con la propria clientela. Forte radicamento sul
>territorio, conoscenza *diretta* e personale cliente/consulente,
>referenze dimostrabili, ecc.

Mai messo in discussione questo anzi in 6 o 7 anni di post ho sempre
detto questo.
>C'è qualche detentore di fondi comuni, oggi, che conosce "personalmente"
>il gestore del fondo che ha in portafoglio?
>

Qui c'è l'obiezione. Gestore e Consulente sono due anelli della catena
dell'industria: fanno mestieri differenti ed è bene non confonderli.
>Ovviamente il CFI non fa di mestiere il gestore di fondi comuni però
>instaura nel tempo un rapporto estremamente fiduciario col cliente, tipo
>medico/paziente.

Certo.
>Qualsiasi banca o gestore questo non sarà mai in grado di farlo, perché
>non è suo compito, non fa parte della sua mission né del suo business.
>

Il gestore sicuramente no ma la Banca potrebbe farlo, dico potrebbe,
perché è un anello ancora diverso. Pensa ai Private Bankers svizzeri
che dopo la famigerata legge sul riento dei capitali operano a mani
basse in Italia
>Insomma, cotinuo ad essere per il "piccolo è bello" piuttosto che per la
>mega organizzazione spersonalizzata e spersonalizzante per chi ci
>lavora.

Sì piccolo è bello ma piccolo organizzato e "consorziato" come gli IFA
inglesi perché altrimenti il piccolo annega.
>
>2) A suo tempo e non più in verde età, mi sono preso la briga di
>ricominciare a studiare sodo ed a frequentare qualche serio corso di
>formazione. Ho superato l'esame da PF al primo colpo (cosa non del tutto
>frequente, mi risulta). Nel contempo ho continuato a "studiare" nonché a
>fare più esperienza possibile sul campo, operando direttamente su
>mercati e strumenti finanziari i più diversi possibile.
>Ho investito, certo, ma moltissimo tempo; denaro? Solo quel che serviva.
>Abbiamo una testa e meravigliosi strumenti a disposizione.
>Vediamo di farli fruttare entrambi al meglio, non ti pare?
>;-)

encomiabile e da imitare ma il mio discorso è generale e per non
appesantire ti risponderò a parte.

>E continuo a non capire per quale assurdo motivo dovrei "regalare" altri
>quattrini a Fisco, Notai, ecc. per costituire una SpA e,
>successivamente, per "mantenerla".
>Una SpA *costa*, non solo di capitale sociale.

idem anche per il resto.

  #13  
Vecchio 01-11-2006, 19.27.39
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Wed, 1 Nov 2006 17:38:14 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:



>E continuo a non capire per quale assurdo motivo dovrei "regalare" altri
>quattrini a Fisco, Notai, ecc. per costituire una SpA e,
>successivamente, per "mantenerla".
>Una SpA *costa*, non solo di capitale sociale.


Prova a vederlo come un investimento in associazione con
altri................
>3) Resta il fatto Ergo che, per ora, *solo* il nostro Governo ha
>introdotto questo stramaledetto emendamento sull'obbligo della SpA.


Il nostro mercato è particolare, basta leggere il NG per rendersene
conto. Qui ci vuole qualcosa di particolare.
>Ora a prescindere da essere favorevole o meno, mi sembra che tu abbia un
>po' glissato sulla risposta al quesito secco: Perché solo da noi? Se la
>Direttiva UE non lo prevede? (la UE non è roba anglosassone).
>;-)


Tu sai come sono nati i Consulenti Finanziari nel nostro Paese e sai
anche il perché sono nati e cresciuti senza regole.
Ecco ora le regole ci vogliono non solo nell'interesse della clientela
ma nel loro stesso.
Il vecchio modello dell'ex bancario con la valigetta che in servizio
faceva il direttore di agenzia ( che con il mondo finanziario non ha
alcun collegamento) e che poi si metteva in proprio "sfruttando" la
nomea di "bancario informato di queste cose" è tramontata.
Occorre oggi professionalità, struttura e collegamenti con l'industria
(non facili da avere).
I family Offices hanno già abbandonato questa logica e si rivolgono a
società strutturate ( nessuno può sapere tutto di tutto).
Gli altri patrimoni importanti pure e restano i piccoli risparmiatori
che non conviene servire per ragioni economiche.
Però se si propongono investimenti iniziali ed economie di scala in
fase operativa la fetta potrebbe esserci.
>
>In sostanza, pur senza cadere nella solita trappola del "complotto" o
>del "ce l'hanno tutti con me", come minimo mi sento di ribadire un
>concetto semplice e che spesso viene invocato dal Governo, dall'ABI e
>lobby varie, sempre a loro comodo:
>"E' l'Europa che ce lo chiede...", "ci dobbiamo adeguare alle regole
>europee..." dicono lor signori... quando a loro conviene...


No ce lo dice il mercato, credimi, che anticipa sempre da noi i
legislatori.

>E allora, caxxo, adeguiamoci anche sulla consulenza finanziaria
>indipendente. Si tratta solo di **recepire** la direttiva UE, non di
>modificarla a proprio uso e consumo.
>
>O no?

si ma non fermiamoci al problema della spa perché è minimale per
pensare alla sopravvivenza della categoria che ha bisogno di tanto
altro per far concorrenza a chi già è sul mercato con tanto di
attrezzatura ( pensa a quanto costano gli investimenti fatti dagli
svizzeri ed americani che ormai stanno facendo man bassa da noi e
guarda che il prossimo passo sarà quello di abbassare il target della
clientela acquisibile). Per quello si agitano le banche con la
creazione di fantomatici Private Bankers ed il Signor Doris......sanno
anche loro che la festa è finita se non ci si muove.




  #14  
Vecchio 02-11-2006, 11.09.21
Francesco Potorti`
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

>>in questo contensto non c'è certo bisogno di barriere all'ingresso,
>>semmai di discese.

>
>Guarda che le barriere all'ingresso in paesi come la GB sono molto più
>ostiche che non la semplice costituzione di una società la cui spesa (
>che poi insisto è un investimento trasmissibile) puoi anzi dovresti (
>se non fai società di comodo) condividere con altri.
>
>Informati su quanto costa in termini di tempo e di danaro ottenere un
>paio di qualifications che ti servono solo per un paio di segmenti di
>mercato e poi ne parliamo.
>
>Ma sei sicuro poi che questi costi siano ribaltabili in un mercato
>come il nostro? Qui la stragrande maggioranza degli investitori si
>preoccupa del costo dei bolli di un DT e vuoi che paghi i costi di
>consulenza?


Le tue osservazioni a me paiono adeguate solo in ambito di grossi
patrimoni (grossi dal mio punto di vista). Ma come i geometri servono
per tutte quelle piccole cose che chiunque abbia una casa prima o poi si
trova a fare, e come i civilisti per la maggior parte del tempo si
occupano di divorzi, così mi piacerebbe che ci fosse una classe di
piccoli professionisti che si occupa di consigliare. Io recentemente,
dopo anni di ricerche, ne ho trovato uno, e mi sono fatto fare
un'analisi del portafoglio. Niente di trascendentale, non mi serviva
una particolare specializzazione in qualcosa, ma semplicemente cultura
dell'argomento, i buoni ferri del mestiere e l'esperienza che ti
consente di fare le cose in fretta e con ragionevole accuratezza. Con
la certezza dell'indipendenza. Da una società ci sarei andato meno
volentieri.
  #15  
Vecchio 02-11-2006, 11.41.40
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il 02 Nov 2006 11:09:21 +0100, Francesco Potorti` <pot@potorti.it> ha
scritto:


>
>Le tue osservazioni a me paiono adeguate solo in ambito di grossi
>patrimoni (grossi dal mio punto di vista). Ma come i geometri servono
>per tutte quelle piccole cose che chiunque abbia una casa prima o poi si
>trova a fare, e come i civilisti per la maggior parte del tempo si
>occupano di divorzi, così mi piacerebbe che ci fosse una classe di
>piccoli professionisti che si occupa di consigliare. Io recentemente,
>dopo anni di ricerche, ne ho trovato uno, e mi sono fatto fare
>un'analisi del portafoglio. Niente di trascendentale, non mi serviva
>una particolare specializzazione in qualcosa, ma semplicemente cultura
>dell'argomento, i buoni ferri del mestiere e l'esperienza che ti
>consente di fare le cose in fretta e con ragionevole accuratezza. Con
>la certezza dell'indipendenza. Da una società ci sarei andato meno
>volentieri.



capisco ed io sono il primo al quale piacerebbe una vasta diffusione
di consulenti finanziari indipendenti per arginare lo strapotere del
sistema bancocentrico ed ora anche assicurativocentrico ( l'ho
scritto qui negli anni almeno una cinquantina di volte) però devi far
conto con la realtà:

- costi ( qui sono enormi perché mancano le infrastrutture di servizio
che possano abbarre questi costi con economie di scala. Esempio
banale: quanto costa un abbonamento reuther o ad uno dei tanti
provider di dati?). Diversi consulenti nell'ambito di una loro società
potrebbero fare grandi economie di scala senza contare che una società
così funzionante può assommare competenze diverse ( le qualifications
sono una ventina ed è illusorio pensare che possano essere patrimonio
di uno solo).

- controllo della qualità dei servizi: chi lo fa? aspettiamo che se ne
faccia carico la consob?

- rilascio delle qualifications: chi lo fa? o accettiamo da clienti
che chiunque possa esercitare?

E via discorrendo...................

Mi dirai ma fino ad ora come si è fatto? ti rispondo che finora non è
stato avvertito il problema per il semplice fatto che l'attuale
consulente ( che io vedo in fase calante) veniva scelto dal cliente il
quale aveva le conoscenze valutative maggiori di quelle che può
fornire un semplice esame. Ora però si sta andando verso il consulente
che cerca lui i clienti e la cosa è diversa.

Poi sono contento che tu abbia trovato la persona giusta e ce ne sono
ma qui il problema è più vasto e delicato ed a me stupisce che
Buttiglione in Senato abbia detto che non c'è problema in quanto a lui
non risulta che i consulenti finanziari abbiano fatto danni pari a
quelli che hanno fatto altri suggerendo Parmalat ed Argentina. Come
dire siccome abbiamo avuto i tumori non stiamo a preoccuparci
dell'aviaria.

Qui ci sono interessi grossi da difendere per cui la legislazione è
influenzata dalle lobbies, è vero, ma attenti al fai da te facile
perché è facile cadere dalla padella alla brace.

Pensa ad un solo aspetto: se succede qualcosa con un Promotore
Finanziario, se hai fatto le cose per bene, hai la corresponsabilità
della società mandante ma se succede qualcosa con il consulente a chi
ti rivolgi?

Ergo, consulenti si e presto anche ma facendo le cose per bene e non
arraffazzonate.
  #16  
Vecchio 02-11-2006, 14.55.08
Francesco Potorti`
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Ergo <>:
>capisco ed io sono il primo al quale piacerebbe una vasta diffusione
>di consulenti finanziari indipendenti per arginare lo strapotere del
>sistema bancocentrico ed ora anche assicurativocentrico ( l'ho
>scritto qui negli anni almeno una cinquantina di volte) però devi far
>conto con la realtà:
>
>- costi ( qui sono enormi perché mancano le infrastrutture di servizio
>che possano abbarre questi costi con economie di scala. Esempio
>banale: quanto costa un abbonamento reuther o ad uno dei tanti
>provider di dati?). [...]


Sarà che io mi aspetto poco. Ma facevo l'esempio dei geometri e dei
civilisti che si occupano dei divorzi. Tu invece istintivamente ti
riferisci ai grandi progettisti e ai famosi penalisti. Questi ultimi
non mi interessano. A me interessa qualcuno che abbia letto i libri
fondamentali, sappia fare un po' di conti, abbia un programmillo che
metta insieme un po' di dati e legga ogni giorno il Sole 24 ore, quelle
cose che io non ho il tempo di fare. Una persona simile potrebbe fare
molto per me e per tanta altra gente, e non ha bisogno di grandi
strutture.

>- controllo della qualità dei servizi: chi lo fa? aspettiamo che se ne
>faccia carico la consob?


>- rilascio delle qualifications: chi lo fa? o accettiamo da clienti
>che chiunque possa esercitare?


Chi fa il controllo qualità dell'orazione di un avvocato?

>E via discorrendo...................


Queste sono preoccupazioni legittime dove il problema esiste. Qui siamo
tutti a sperare che cominci a esistere, ma non c'è, perché i consulenti
indipendenti sono mosche bianche. E, ripeto, in questo contesto ci
vorrebbero tappeti rossi, non barriere all'ingresso.

>Pensa ad un solo aspetto: se succede qualcosa con un Promotore
>Finanziario, se hai fatto le cose per bene, hai la corresponsabilità
>della società mandante ma se succede qualcosa con il consulente a chi
>ti rivolgi?


E se un avvocato ignorante ti fa perdere la causa?

Non dico che le tue preoccupazioni siano fuori dal mondo, dico che nel
contesto dei piccoli professionisti hanno l'unico effetto di uccidere un
mercato nella culla.
  #17  
Vecchio 02-11-2006, 15.10.53
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il 02 Nov 2006 14:55:08 +0100, Francesco Potorti` <pot@potorti.it> ha
scritto:


>
>Sarà che io mi aspetto poco. Ma facevo l'esempio dei geometri e dei
>civilisti che si occupano dei divorzi. Tu invece istintivamente ti
>riferisci ai grandi progettisti e ai famosi penalisti. Questi ultimi
>non mi interessano. A me interessa qualcuno che abbia letto i libri
>fondamentali, sappia fare un po' di conti, abbia un programmillo che
>metta insieme un po' di dati e legga ogni giorno il Sole 24 ore, quelle
>cose che io non ho il tempo di fare. Una persona simile potrebbe fare
>molto per me e per tanta altra gente, e non ha bisogno di grandi
>strutture.
>

ma ti rendi conto che un geometra od un civilista prima di esercitare
hanno un titolo di studio più un esame per l'iscrizione all'albo
mentre tu vorresti che l'unico titolo di studio sia la lettura del
sole24ore?
>>- controllo della qualità dei servizi: chi lo fa? aspettiamo che se ne
>>faccia carico la consob?

>
>>- rilascio delle qualifications: chi lo fa? o accettiamo da clienti
>>che chiunque possa esercitare?

>
>Chi fa il controllo qualità dell'orazione di un avvocato?


Guarda che io parlavo delle qualifications che non sono il controllo
di qualità delle orazioni.
>
>>E via discorrendo...................

>
>Queste sono preoccupazioni legittime dove il problema esiste. Qui siamo
>tutti a sperare che cominci a esistere, ma non c'è, perché i consulenti
>indipendenti sono mosche bianche. E, ripeto, in questo contesto ci
>vorrebbero tappeti rossi, non barriere all'ingresso.
>

Poi facciamo nascere le unioni consumatori che chiedono al governo di
fiscalizzare i danni.
>>Pensa ad un solo aspetto: se succede qualcosa con un Promotore
>>Finanziario, se hai fatto le cose per bene, hai la corresponsabilità
>>della società mandante ma se succede qualcosa con il consulente a chi
>>ti rivolgi?

>
>E se un avvocato ignorante ti fa perdere la causa?
>
>Non dico che le tue preoccupazioni siano fuori dal mondo, dico che nel
>contesto dei piccoli professionisti hanno l'unico effetto di uccidere un
>mercato nella culla.


Il mercato, soprattutto quello che nasce, ha bisogno di regole
nell'interesse di tutti. Si vede che tu non hai passato le avventure
di Bagnasco alla fine degli anni 70.

  #18  
Vecchio 02-11-2006, 22.47.25
Fred®
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Ergo ha scritto:

> Il mercato, soprattutto quello che nasce, ha bisogno di regole
> nell'interesse di tutti.


Ergo, su questo siamo d'accordissimo, inutile tornarci sopra.
Le regole fissate dalla direttiva UE mi sembrano abbastanza stringenti e
cautelative al massimo per l'investitore.
Le approvo e condivido tutte, in blocco.
Che altro dire di più?

Tu invece continui (mi sembra) a non fornire una risposta univoca (e,
IMO, convincente) al fatto di dichiararti favorevole all'assurda
previsione dell'OBBLIGO (non della facoltà) di dover costituire una SpA
per poter esercitare *una professione*.

Ma evidentemente sono io che non riesco ad apprezzare i "vantaggi" di
una tale aberrazione, un vero e proprio mostro giuridico nascente.

Quindi mi fermo qui, convinto dela estrema e urgente necessità di un
ravvedimento operoso da parte del Governo.

Viva l'Italia!

--
Saluti. Fred®

  #19  
Vecchio 03-11-2006, 09.36.54
Ergo
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Predefinito Re: Altri regali alle banche!

Il Thu, 2 Nov 2006 22:47:25 +0100, "Fred®"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:

>Ergo ha scritto:
>
>> Il mercato, soprattutto quello che nasce, ha bisogno di regole
>> nell'interesse di tutti.

>
>Ergo, su questo siamo d'accordissimo, inutile tornarci sopra.
>Le regole fissate dalla direttiva UE mi sembrano abbastanza stringenti e
>cautelative al massimo per l'investitore.
>Le approvo e condivido tutte, in blocco.
>Che altro dire di più?
>
>Tu invece continui (mi sembra) a non fornire una risposta univoca (e,
>IMO, convincente) al fatto di dichiararti favorevole all'assurda
>previsione dell'OBBLIGO (non della facoltà) di dover costituire una SpA
>per poter esercitare *una professione*.
>
>Ma evidentemente sono io che non riesco ad apprezzare i "vantaggi" di
>una tale aberrazione, un vero e proprio mostro giuridico nascente.
>
>Quindi mi fermo qui, convinto dela estrema e urgente necessità di un
>ravvedimento operoso da parte del Governo.
>
>Viva l'Italia!


Il ravvedimento è già in atto, non ti preoccupare.


saluti

 

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alle, banche, regali
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