non amo molto formare i miei giudizi su considerazioni di stampa, ma mi
reputo mediamente intelligente per capire che l'informazione ha il suo peso
o meglio è interessante capire come le LOBBY e i GRUPPI DI PRESSIONE
esercitino una certa azione attraverso l'informazione e fatta la premessa
che per me rassegna stampa significa non vedere cioò che dice repubblica o
il giornale ma bensì fare ricerca tra le grandi testate internazionali
all'uopo è utile ggogle news US
e facendo un pò di letture si veince quanto segue:
1)
notizie che mirano addirittura a configurare una TOTALE DISTENZIONE sul
fornte IRAN ....insomma da nemico assoluto a disposto a negoziare TUTTO.
2)
Bin Laden MORTO , forse si o no ma comunque anche lì distenzione e toni
pacati.....stop agli allarmi
3)
situazione meteo zona golfo del messico IDEALI no uragani, No tempeste
4)
consumi energetici stabili e approvvigionamenti eccedenti, su tutti i
fronti.
5)
maggiore risalto a produttori NON opec come sud america e RUSSIA
insomma la solfa è una c'è anche lato informazione una forte pressione a che
non si enfatizzi nessun segnale di TENZIONE
insomma tanto per farci un idea con una visione a 360 °
la SINTESI è che tutto:
-INFORMAZIONE
-motivazioni MACROECONOMICHE
( riduzione price commodity energetiche = - inflazione, senza usare
politiche di tassi o ampliamento M3)
- impostazione GRAFICA il supporto a 60 del CRUDE OIL è sotanzialemnete
inesistente e di scarsa validità forse si potrebbe parlare di qualcosa a 55
ma il vero supporto è a 48 $.
insomma tutto sembra URLARE si scende e in effetti è quello che accade da 2
mesi a questa parte ININTERROTTAMENTE, la totale mancanza di tregua nella
discesa sorprende anche me che son ribbassista, come saprete, in questo
momento.
ma come diceva un vecchio NEVER AGAINST THE MARKET the MARKET IS TRUE
Mr. Kronos ha usato la sua tastiera per scrivere :
> insomma tutto sembra URLARE si scende e in effetti è quello che accade da 2
> mesi a questa parte ININTERROTTAMENTE, la totale mancanza di tregua nella
> discesa sorprende anche me che son ribbassista, come saprete, in questo
> momento.
Ci sono diverse teorie, tutte assolutamente plausibili, che sostenevano
già da un paio di mesi, ossia prima che le commodities energetiche
iniziassero il vero calo, che ci fosse una decisa volontà di farne
crollare il prezzo.
Non ricordo le motivazioni, ossia in sostanza quale meccanismo avrebbe
portato 'chi di dovere' (e grossomodo possiamo immaginarlo) a
guadagnare una valangata di soldi dal crollo dei prezzi, ma mi sembrava
assolutamente realistico e plausibile.
Poi è iniziato il calo dei prezzi, ed effettivamente ci sono
cambiamenti nel tono dell'informazione, che non hanno una attinenza coi
fatti. Ahmadinejad dice oggi ciò che diceva un anno fa, l'Iran non ha
certo fatto alcun passo indietro (che fosse disposto al dialogo lo ha
sempre sostenuto, solo che adesso la cosa viene menzionata come
attendibile, prima no, chissà perchè?).
Mi piacerebbe ritrovare gli articoli che avevo letto tempo fa.
> Poi è iniziato il calo dei prezzi, ed effettivamente ci sono
> cambiamenti nel tono dell'informazione, che non hanno una attinenza coi
> fatti. Ahmadinejad dice oggi ciò che diceva un anno fa, l'Iran non ha
> certo fatto alcun passo indietro (che fosse disposto al dialogo lo ha
> sempre sostenuto, solo che adesso la cosa viene menzionata come
> attendibile, prima no, chissà perchè?).
Non mi intendo di petrolio, ma secondo me tutto concorda come sempre:
la grossa speculazione, attraverso le fonti di informazione ed una
certa pressione sui prezzi provoca la variazione, modesta perchè le
cifre sono comunque ingenti.
Gli analisti e le stessi fonti di informazione si incaricano poi di
"spiegare" il movimento, trovando ed amplificando ancor più le
motivazioni che l' hanno causato.
Sto seguendo da un po' (un mesetto) il petrolio, perche' vorrei investirci,
ma non trovo ancora il coraggio di entrare.
Sulla discesa dei prezzi, una cosa che ho letto qui http://english.peopledaily.com.cn/20...18_303908.html
e che a "naso" mi sembra plausibile, e' che il prezzo sia stato fatto
scendere dagli US per via delle elezioni di mezzo termine di Novembre. Dai
massimi di qualche mese fa' la benzina ha perso circa 50 centesimi a
gallone, e il prezzo della benzina e' importante per il voto negli US.
Riguardo alle tensioni nel golfo invece, e in parrticolare all'Iran, una
notizia che non ho trovato (ma forse e' colpa mia, non ne leggo molta) sulla
stampa italiana e' quella che e' stato emesso un "Prepare to deploy order",
che non e' una robina da poco. http://www.cnn.com/2006/WORLD/meast/....tm/index.html http://www.rawstory.com/news/2006/Pe..._for_0921.html
In sostanza dal primo di ottobre 1 sottomarino, una nave di classe Aegis (e
che e'?), due dragamine e due cacciamine devono essere pronti a partire per
una destinazione che verra' comunicata piu' avanti.
Se partissero il 1 ottobre per il golfo, dovrebbero arrivarvi intorno al 21
di ottobre.
Sarei interessato ad una discussione su questi segnali, scevra da ogni
contaminazione e considerazione "politica".
PLP
"Mr. Kronos" <Mr.kronostimetotime@timetotime.it> ha scritto nel messaggio
news:iGSRg.122623$_J1.869721@twister2.libero.it...
> considerazioni da RASSEGNA STAMPA
>
> non amo molto formare i miei giudizi su considerazioni di stampa, ma mi
> reputo mediamente intelligente per capire che l'informazione ha il suo
> peso
> o meglio è interessante capire come le LOBBY e i GRUPPI DI PRESSIONE
> esercitino una certa azione attraverso l'informazione e fatta la premessa
> che per me rassegna stampa significa non vedere cioò che dice repubblica o
> il giornale ma bensì fare ricerca tra le grandi testate internazionali
> all'uopo è utile ggogle news US
>
> e facendo un pò di letture si veince quanto segue:
>
> 1)
> notizie che mirano addirittura a configurare una TOTALE DISTENZIONE sul
> fornte IRAN ....insomma da nemico assoluto a disposto a negoziare TUTTO.
>
> 2)
>
> Bin Laden MORTO , forse si o no ma comunque anche lì distenzione e toni
> pacati.....stop agli allarmi
>
> 3)
>
> situazione meteo zona golfo del messico IDEALI no uragani, No tempeste
>
> 4)
>
> consumi energetici stabili e approvvigionamenti eccedenti, su tutti i
> fronti.
>
> 5)
>
> maggiore risalto a produttori NON opec come sud america e RUSSIA
>
>
>
> insomma la solfa è una c'è anche lato informazione una forte pressione a
> che
> non si enfatizzi nessun segnale di TENZIONE
>
> insomma tanto per farci un idea con una visione a 360 °
>
> la SINTESI è che tutto:
>
> -INFORMAZIONE
> -motivazioni MACROECONOMICHE
> ( riduzione price commodity energetiche = - inflazione, senza usare
> politiche di tassi o ampliamento M3)
> - impostazione GRAFICA il supporto a 60 del CRUDE OIL è sotanzialemnete
> inesistente e di scarsa validità forse si potrebbe parlare di qualcosa a
> 55
> ma il vero supporto è a 48 $.
>
> insomma tutto sembra URLARE si scende e in effetti è quello che accade da
> 2
> mesi a questa parte ININTERROTTAMENTE, la totale mancanza di tregua nella
> discesa sorprende anche me che son ribbassista, come saprete, in questo
> momento.
> ma come diceva un vecchio NEVER AGAINST THE MARKET the MARKET IS TRUE
>
> aperto al confronto .
>
>
>
>
>
>
"PLP" <pierluigi_pantini@levaquestofastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:HeYRg.907$a71.166@tornado.fastwebnet.it...
> Sto seguendo da un po' (un mesetto) il petrolio, perche' vorrei
> investirci, ma non trovo ancora il coraggio di entrare.
> Sulla discesa dei prezzi, una cosa che ho letto qui
> http://english.peopledaily.com.cn/20...18_303908.html
> e che a "naso" mi sembra plausibile, e' che il prezzo sia stato fatto
> scendere dagli US per via delle elezioni di mezzo termine di Novembre. Dai
> massimi di qualche mese fa' la benzina ha perso circa 50 centesimi a
> gallone, e il prezzo della benzina e' importante per il voto negli US.
> Riguardo alle tensioni nel golfo invece, e in parrticolare all'Iran, una
> notizia che non ho trovato (ma forse e' colpa mia, non ne leggo molta)
> sulla stampa italiana e' quella che e' stato emesso un "Prepare to deploy
> order", che non e' una robina da poco.
> http://www.cnn.com/2006/WORLD/meast/....tm/index.html
> http://www.rawstory.com/news/2006/Pe..._for_0921.html
> In sostanza dal primo di ottobre 1 sottomarino, una nave di classe Aegis
> (e che e'?), due dragamine e due cacciamine devono essere pronti a partire
> per una destinazione che verra' comunicata piu' avanti.
> Se partissero il 1 ottobre per il golfo, dovrebbero arrivarvi intorno al
> 21 di ottobre.
> Sarei interessato ad una discussione su questi segnali, scevra da ogni
> contaminazione e considerazione "politica".
> PLP
Ho letto i link che hai riportato e la mia opinione è che sicuramente gli
USA hanno interesse a mantenere basso il prezzo del greggio e di riflesso
quello alla pompa per cercare di ottenere il consenso in vista delle
elezioni di medio termine.
Mi pare quindi che l'articolo di people daily sia assolutamente realistico e
difficilmente contestabile (chiarissime le manovre
compiute dagli USA sulle loro riserve strategiche di petrolio).
E questo è un punto fermo che può portare a interessanti considerazioni
sull' opportunità di investire adesso nel settore oil.
Mi lascia molto più perplessa la seconda parte di quanto tu hai riportato
(rawstory e CNN).
Sono informazioni che non hanno e non possono trovare conferme ufficiali, e
che dopotutto non aggiungono nulla di nuovo a quanto già si sa, ovvero che
gli USA mantengono ancora aperta la possibilità di un attacco militare.
Quel movimento di mezzi navali può essere interpretato anche come forma di
pressione sul governo di teheran e che non necessariamente implica un loro
impiego.
La mia opinione è quindi che fino alle elezioni è molto probabile che il
prezzo del greggio si mantenga ad un livello accettabile (60 $ ?) e questo,
in uno scenario di successivo ritorno a prezzi più elevati, potrebbe essere
un buon momento per entrare nel settore oil, sopratutto se poi ipotizziamo
che l'iran venga attaccato.
Se ciò accadra credo sarà fondamentale capire come gli usa riusciranno, se
ci riusciranno, a garantire il passaggio delle petroliere nello stretto di
Hormutz, da cui dipende la capacità di esportazione del greggio da
quell'area.
Su quest'ultimo aspetto avevo letto tempo fa un'interessante studio di banca
intesa (mi pare su intesatrade.it)
> In sostanza dal primo di ottobre 1 sottomarino, una nave di classe Aegis
> (e che e'?), due dragamine e due cacciamine devono essere pronti a partire
> per una destinazione che verra' comunicata piu' avanti.
Una classe Aegis è una nave per la guerra anti-sommergibili, dalla flotta
che indichi sembrerebbe un'operazione di lancio missili: il sottomarino
lancia, le altre navi gli coprono le spalle in superficie...
> Sarei interessato ad una discussione su questi segnali, scevra da ogni
> contaminazione e considerazione "politica".
Francamente con l'arsenale USA a disposizione credo che l'operazione che
descrivi sia routine.
IMHO invece è da tenere d'occhio l'IFRA (Iran Freedom Support Act), cioè una
legge che massacra le compagnie che hanno investimenti in Iran e che può
avere più effetti di una guerra...
Rispondo ad Alberto e anche a Lillo in questo unico msg.
Intanto grazie ad entrambi per l'interesse.
Riguardo ad Alberto, concordo in pieno sulle tue considerazioni riguardo
l'articolo di people daily.
E concordo anche sul fatto che il RTDO (Ready to deploy order) possa
costituire una forma di pressione indiretta su Teheran.
Pero' aggiungo che in effetti, sempre, a RTDO sono seguiti poi ordini di
spiegamento.
In sostanza, finora, gli RTDO non sono mai stati usati per bluffare.
Ovviamente puo' sempre esserci una prima volta .
Inoltre c'e' un altro articolo http://www.thenation.com/doc/20061009/lindorff
di cui traduco l'ultimo paragrafo:
"Secondo il Lieut. (Che grado e'? Cioe' a cosa corrisponde nella marina
italiana?) Mike Kafka (fantastico il cognome!), portavoce al quartier
generale della Seconda Flotta basata a Norfolk, Virginia, il gruppo da
battaglia Eisenhower, armato con missili Tomahawk, ha ricevuto l'ordine di
partire dagli Stati Uniti tra poco piu' di una settimana. Altre fonti
ufficiali dell'ufficio degli affari pubblici (public affairs office, e'
giusta la trduzione?) del dipartimento della Marina del Pentagono confermano
che questa potente armata e' previsto che arrivi al largo delle coste
iraniane intorno al 21 Ottobre".
Nota: The Nation e' un quotidiano della sinistra americana, per cui e'
sempre molto critico verso l'amministrazione Bush.
Leggendo su internet, LaRouche sembra una sorta di Guru, vorrei pero' sapere
se qualcuno lo segue da qualche anno e se e' vero che le sue analisi sono
quasi sempre azzeccate.
In sostanza, secondo LaRouche (ed altre varie cassandre), Bush ordinera' un
attacco di sorpresa all'Iran verso la fine di ottobre, tra 2 o 3 settimane,
e *prima* delle elezioni di Novembre (le elezioni si terranno il 7
Novembre), al fine di cercare di mantenere la maggioranza repubblicana alla
Camera e al Senato per timore che una maggioranza democratica possa
metterlo sotto accusa e/o modificare l'approccio degli USA alla "guerra"
contro il terrorismo.
Riguardo Lillo, e' vero, avevo scordato di citare l'IFRA e anche gli
avvertimenti che sono stati lanciati la settimana scorsa
dall'amministrazione USA a non investire in Iran.
Per Alberto, se hai il link dell'articolo di Intesa postalo per favore.
Insomma, concludendo, riassumo i fatti:
1) C'e' consenso (qui sul Ng dico) sul fatto che gli USA abbiano cercato di
far scendere il prezo alla pompa della benzina per motivazioni alettorali.
2) Le elezioni si terranno il 7 novembre 2006.
3) Secondo Lyndon LaRouche l'attacco all'Iran avverra' di sorpresa verso la
fine di Ottobre, prima delle elezioni quindi.
A supporto di 3) ci sono:
a) il dispiegamento di una imponente flotta
b) l'IFRA
c) il fatto che le truppe di terra in Iraq sono ai massimi da 7 mesi a
questa parte
contro 3) ci sono:
d) che il dispiegamento potrebbe essere una forma di pressione
e) gli usa non possono invadere l'Iran via terra, e quindi dovrebbero
bombardarlo via aerea, magari con il ricorso ad atomiche tattiche, cosa a
cui molti generali del pentagono si sono pubblicamente (nei mesi scorsi)
dichiarati contrari
Intanto ieri a fine seduta il prezzo del greggio ha strappato verso l'alto,
chiudendo a 62,96.
"PLP" <pierluigi_pantini@levaquestofastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:rSQSg.2146$pp1.927@tornado.fastwebnet.it...
> Rispondo ad Alberto e anche a Lillo in questo unico msg.
> Intanto grazie ad entrambi per l'interesse.
Di nulla, interessa molto anche a me l'argomento.
> Riguardo ad Alberto, concordo in pieno sulle tue considerazioni riguardo
> l'articolo di people daily.
> E concordo anche sul fatto che il RTDO (Ready to deploy order) possa
> costituire una forma di pressione indiretta su Teheran.
> Pero' aggiungo che in effetti, sempre, a RTDO sono seguiti poi ordini di
> spiegamento.
> In sostanza, finora, gli RTDO non sono mai stati usati per bluffare.
> Ovviamente puo' sempre esserci una prima volta .
Ma infatti non discuto sul fatto che gli americani dispiegheranno le loro
portaerei, navi, dragamine e quant'altro nel golfo: che questo accadrà mi
pare ormai quasi una certezza.
Dico che forse mostrare i muscoli (senza necessariamente usarli) può essere
uno strumento di persuasione molto efficace per arrivare ad un accordo con
Teheran.
> Molto interessante l'analisi di Lyndon LaRouche
> http://www.movisol.org/znews178.htm
> Leggendo su internet, LaRouche sembra una sorta di Guru, vorrei pero'
> sapere se qualcuno lo segue da qualche anno e se e' vero che le sue
> analisi sono quasi sempre azzeccate.
Non saprei dirti perchè non ho mai letto una sua analisi e non lo conosco.
> In sostanza, secondo LaRouche (ed altre varie cassandre), Bush ordinera'
> un attacco di sorpresa all'Iran verso la fine di ottobre, tra 2 o 3
> settimane, e *prima* delle elezioni di Novembre (le elezioni si terranno
> il 7 Novembre),
E' il *prima* che mi lascia perplesso.
Se l'assunto di partenza era quello di mantenere basso il prezzo del greggio
per scopi "elettorali" (teoria di PeopleDaily per le elezioni di novembre) e
solo *dopo* iniziare a forzare la mano con l'Iran, non capisco perchè far
scattare l'attacco a sorpresa in quel periodo.
> al fine di cercare di mantenere la maggioranza repubblicana alla Camera e
> al Senato per timore che una maggioranza democratica possa metterlo sotto
> accusa e/o modificare l'approccio degli USA alla "guerra" contro il
> terrorismo.
Questa non l'ho capita.
Non rischierebbe invece di perdere consenso e quindi la maggioranza
repubblicana se la guerra con l'Iran prendesse una piega sbagliata (tipo
attacchi terroristici di rappresaglia su obiettivi americani, petrolio alle
stelle, etc.)?
Certamente la guerra potrebbe portare gli americani ad "unirsi" al loro
*presidente guerriero* che sfida il "nemico Iran" e Bush cavalcherebbe
questa situazione chiedendo agli americani di confermare la maggioranza alla
Camera e al Senato ma, come detto sopra, mi sembra un'opzione piuttosto
rischiosa.
> Per Alberto, se hai il link dell'articolo di Intesa postalo per favore.
> Insomma, concludendo, riassumo i fatti:
>
> 1) C'e' consenso (qui sul Ng dico) sul fatto che gli USA abbiano cercato
> di far scendere il prezo alla pompa della benzina per motivazioni
> alettorali.
> 2) Le elezioni si terranno il 7 novembre 2006.
> 3) Secondo Lyndon LaRouche l'attacco all'Iran avverra' di sorpresa verso
> la fine di Ottobre, prima delle elezioni quindi.
> A supporto di 3) ci sono:
> a) il dispiegamento di una imponente flotta
> b) l'IFRA
> c) il fatto che le truppe di terra in Iraq sono ai massimi da 7 mesi a
> questa parte
>
> contro 3) ci sono:
> d) che il dispiegamento potrebbe essere una forma di pressione
> e) gli usa non possono invadere l'Iran via terra, e quindi dovrebbero >
> bombardarlo via aerea, magari con il ricorso ad atomiche tattiche, cosa a
> cui molti generali del pentagono si sono pubblicamente (nei mesi scorsi)
> dichiarati contrari
E soprattutto il punto 3) contraddice il punto 1), o quantomeno ne annulla i
benefici.
Che senso ha mantenere basso il prezzo del greggio fino a 15 giorni prima
delle elezioni e poi vederlo schizzare a 80, 90 o magari anche 100 dollari a
barile a causa dell'attacco?
Comunque, se quanto riportato nell'ultimo link che hai postato (riassunto
dell'analisi di LaRouche) diventasse realtà, lo scenario diventerebbe
davvero drammatico.
Come chiaramente illustrato nell'articolo, sarebbe alto il rischio di un
escalation terroristica e si rischierebbe un allargamento del conflitto a
tutto il medioriente e non solo: un blocco dello stretto di Hormuz
impedirebbe alla Cina di ricevere gran parte dei propri rifornimenti di
greggio.
Ci sarebbero sicuramente gravissime ripercussioni sull'economia mondiale e
non solo.
Direi che il prezzo del greggio sarebbe solo uno dei tanti problemi che uno
scenario di quel genere creerebbe...
> Intanto ieri a fine seduta il prezzo del greggio ha strappato verso
> l'alto, chiudendo a 62,96.
Riprendendo il tuo primo post, se lo scopo era quello di trovare il timing
giusto per investire/speculare nel petrolio questo, a mio avviso, potrebbe
essere un buon momento.
Se diamo per scontato che i mezzi militari si stiano schierando al completo
nel golfo, questo porterebbe tensione nei mercati e probabilmente ad un
sensibile aumento delle quotazioni del greggio indipendentemente dal fatto
che si arrivi o meno al conflitto.
Non vedo quali ulteriori elementi siano necessari per prendere la decisione:
nessuno oggi, domani o tra una settimana ci confermerà mai che è già
pianificata l'invasione dell'Iran e tutte le informazioni che raccoglieremo
saranno sempre soggette a varie interpretazioni come quelle che stiamo
facendo noi ora.
Attendere troppo potrebbe significare veder salire ancora di più il prezzo
del petrolio (oggi eravamo già a 64,5 $).
Comunque sottolineo che quello che ti ho scritto sopra è quello che farei
*io* e non è assolutamente un invito ad investire.
Si tratta solo di una mia riflessione.
"Alberto" <xyz@xyz.xyz> ha scritto nel messaggio
news:8jgUg.9086$pp1.5817@tornado.fastwebnet.it...
>
> E' il *prima* che mi lascia perplesso.
> Se l'assunto di partenza era quello di mantenere basso il prezzo del
> greggio per scopi "elettorali" (teoria di PeopleDaily per le elezioni di
> novembre) e solo *dopo* iniziare a forzare la mano con l'Iran, non capisco
> perchè far scattare l'attacco a sorpresa in quel periodo.
>
>
> Questa non l'ho capita.
> Non rischierebbe invece di perdere consenso e quindi la maggioranza
> repubblicana se la guerra con l'Iran prendesse una piega sbagliata (tipo
> attacchi terroristici di rappresaglia su obiettivi americani, petrolio
> alle stelle, etc.)?
Si, probabilmente, nel volgere di 3/4 mesi, ma l'analisi di LLR -se ho ben
capito- e' che l'attacco sarebbe solo aereo, magari utilizzando atomiche
tattiche, e quindi -nei primi giorni almeno- gli USA sembrerebbero
vincitori. L'elettorato si stringerebbe intorno al presidente, e bla bla
bla.
Ipotesi molto preoccupante, e a mio avviso poco credibile.
Non penso che i governi dei paesi europei, che si beccherebbero quasi tutto
il fall-out radioattivo, vedrebbero di buon occhio una azione che
utilizzasse atomiche tattiche.
Pero' occorre considerare che gli USA hanno gia' sostenuto che queste
atomiche tattiche distruggi-bunker non generano fallout radioattivo perche'
esplodono sottoterra.
Comunque globalmente concordo con te che l'ipotesi sia molto ma molto
rischiosa. Insomma si andrebbe alla terza guerra mondiale, questo e' chiaro.
E concordo con te che a quel punto il prezzo del greggio sarebbe veramente
l'ultimo dei problemi.
Pero' torniamo al prezzo del greggio.
> Riprendendo il tuo primo post, se lo scopo era quello di trovare il timing
> giusto per investire/speculare nel petrolio questo, a mio avviso, potrebbe
> essere un buon momento.
> Se diamo per scontato che i mezzi militari si stiano schierando al
> completo nel golfo, questo porterebbe tensione nei mercati e probabilmente
> ad un sensibile aumento delle quotazioni del greggio indipendentemente dal
> fatto che si arrivi o meno al conflitto.
Si, potrebbe essere un buon momento, magari aspettando ancora qualche
giorno. Oggi il future di Nov 2006 ha chiuso a 61.03 (btw se ti interessa il
sito www.advfn.it previa registrazione fornisce lo streaming delle
contrattazioni, credo in real time), in leggero calo.
Pero' c'e' una ultima riflessione geo-politica da fare: nel corso
dell'ultimo week-end e' venuto a Roma in visita privata Henry Kissinger.
Ha visto Prodi, Napolitano, e soprattutto ha visto il Papa. http://www.zenit.org/english/visualizza.phtml?sid=95698
L'ultima volta che Kissinger ha fatto una visita del genere ad un Papa
correva l'anno 1961, se non sbaglio, e poco dopo parti' il golpe che
rovescio' il governo cileno e insedio' Pinochet.
Adesso Castro sta' male, secondo alcuni in fin di vita; Chavez rompe le
scatole e minaccia di interrompere le forniture di greggio agli USA in caso
di attacco all'Iran, inoltre sta flirtando con Russia e Cina (alla faccia
della dottrina Monroe); Lula in Brasile verra' probabilmente rieletto,
battendo il candidato socialdemocratico vicino all'Opus Dei.
Non credo che Kissinger sia venuto a parlare con il Papa della situazione
medioorientale, quanto di quella sudamericana. Soprattutto di Chavez.
Il che mi fa pensare che l'attacco all'Iran non ci sara' (da parte degli
usa), anche se ci sara' una forte pressione militar-diplomatica verso l'Iran
Vedo piu' probabile un golpe in Venzuela, piuttosto.
Ma in quel caso dopo un veloce picco, presumo il prezzo del petrolio
scendera' altrettanto velocemente.
Inoltre questi prezzi cosi' alti del petrolio hanno rinforzato enormemente
tutti gli antagonisti degli Usa, russia e iran in testa.
La russia, addirittura, e' l'unico paese al mondo senza debito estero avendo
ripagato il mese scorso -in anticipo- un prestito concesso dal FMI nel 1998,
credo.
E ha riserve per decine di miliardi di dollari.
Insomma l'interesse geopolitico degli USA e' per un prezzo del petrolio
intorno ai 40 dollari, meglio ancora intorno ai 30, come era fino a qualche
anno fa.
La Cina (e l'India) avrebbero energia a buon prezzo, ma la Russia tornerebbe
in riga, e Iran e Siria si indebolirebbero.
E con loro la resistenza iraqena e afgana.
E si indebolirebbero anche i regimi non piu' filoamericani di alcuni paesi
sudamericani ricchi di risorse naturali.
Concludendo il mio delirio geopolitico da vecchio giocatore di risiko , lo
scenario secondo me piu' probabile, mettendo insieme tutti i pezzi del
puzzle (tra cui la forza unifil in libano)e' il seguente:
la flotta usa si schierera' nel golfo persico con i suoi dragamine, per
assicurare che lo stretto di hormuz non venga chiuso, e con le sue portaerei
per proteggere i pozzi petroliferi della regione;
Israele, piu' che gli usa, potrebbe lanciare un attacco di sorpresa alle
installazioni nucleari iraniane, contando sul cuscinetto UNIFIL che la
separa dal libano e dalla siria; o un attacco alla siria, per chiudere
definitivamente la partita con gli hezbollah libanesi, ma questo lo vedo
meno probabile;
intanto la flotta usa tiene d'occhio una eventuale controoffensiva iraniana
verso israele,
gli usa potrebbero "rimettere in riga" qualche paese sudamericano,
facilitando qualche colpo di stato. Il paese candidato mi sembra il
venezuela.
Il tutto nell'intento di portare avanti l'agenda della lotta al terrore,
diciamo cosi' va', ma senza che il petrolio tocchi i paventati 200 dollari
al barile.
Insomma, per tornare alla domanda di fondo se investire o no, io direi di
si, ma intorno ai 50 dollari, non ai 60.
Solo che 'sta cacchio di resistenza sui 60 sembra non si riesca a rompere!
Sgrunt!
Ah, c'e' un aspetto molto importante non ancora sfiorato.
Il falimento dell'hedge fund che e' andato a carte quarantotto per 6,5
miliardi di dollari in future sbagliati sul gas naturale (pensavano salisse
invece e' sceso).
Quei future li' sono stati rilevati, se ho letto bene, da morgan stanley.
Bisognerebbe sapere che future erano, con che scadenza intendo.
Perche' sai com'e', magari quando stanno per andare a scadenza ....
"PLP" <pierluigi.pantini@levaquestofastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:5KhUg.9181$pp1.5191@tornado.fastwebnet.it...
> Il che mi fa pensare che l'attacco all'Iran non ci sara' (da parte degli >
> usa), anche se ci sara' una forte pressione militar-diplomatica verso
> l'Iran
> Vedo piu' probabile un golpe in Venzuela, piuttosto.
> Ma in quel caso dopo un veloce picco, presumo il prezzo del petrolio
> scendera' altrettanto velocemente.
> Inoltre questi prezzi cosi' alti del petrolio hanno rinforzato enormemente
> tutti gli antagonisti degli Usa, russia e iran in testa.
Si, sono perfettamente d'accordo.
> Insomma l'interesse geopolitico degli USA e' per un prezzo del petrolio
> intorno ai 40 dollari, meglio ancora intorno ai 30, come era fino a
> qualche anno fa.
> La Cina (e l'India) avrebbero energia a buon prezzo, ma la Russia
> tornerebbe in riga, e Iran e Siria si indebolirebbero.
> E con loro la resistenza iraqena e afgana.
> E si indebolirebbero anche i regimi non piu' filoamericani di alcuni paesi
> sudamericani ricchi di risorse naturali.
D'accordo anche qui ma nasce una domanda: siamo sicuri che sia possibile
riavere petrolio a 30 $ ?
Purtroppo non ho ancora avuto tempo di analizzare bene i dati di produzione
dei vari paesi (utilissima a questo scopo l'Oil & Gas Review dell'ENI) ma mi
sembra di aver capito che ormai i classici giacimenti in cui bastava fare un
buco sottoterra e ottenere petrolio leggero di buona qualità siano agli
sgoccioli o comunque non se ne trovino più cosi tanti da rimpiazzare quelli
precedenti.
Questa scarsità ha portato il petrolio a 80$ e questo ha riavviato gli
investimenti delle compagnie (tralasciamo la speculazione che ha sicuramente
inciso ma non credo sia la forza principale).
Questi investimenti mi pare riguardino l'acquisizione di tecnologie per lo
sfruttamento di giacimenti *difficili* come le scisti/sabbie bituminose
(vedi Canada), quelli nelle acque ultra profonde oppure in condizioni
ambientali molto critiche (vedi Kashagan in Kazakhistan).
Tenendo conto che il solo Kashagan prevede un costo di 20 miliardi di
dollari, mi chiedo se questi enormi investimenti possano essere compatibili
con il barile a 40$ o se ci dovremo abituare a non vederlo più al di sotto
dei 50/60$.
Il tutto tenendo conto che:
- si tratta di una risorsa in via di esaurimento
- i consumi non decrescono
In conclusione mi chiedo: siamo sicuri che questa tendenza dei paesi ricchi
di petrolio e/o gas a rafforzarsi politicamente non sia inarrestabile a meno
di modificare/limitare strutturalmente i nostri consumi energetici?
Non credo che si possa intervenire più di tanto con le riserve strategiche
inondando il mercato di petrolio quando i prezzi salgono troppo.
> Concludendo il mio delirio geopolitico da vecchio giocatore di risiko ,
> lo scenario secondo me piu' probabile, mettendo insieme tutti i pezzi del
> puzzle (tra cui la forza unifil in libano)e' il seguente:
> la flotta usa si schierera' nel golfo persico con i suoi dragamine, per >
> assicurare che lo stretto di hormuz non venga chiuso, e con le sue >
> portaerei per proteggere i pozzi petroliferi della regione;
> Israele, piu' che gli usa, potrebbe lanciare un attacco di sorpresa > alle
> installazioni nucleari iraniane, contando sul cuscinetto UNIFIL che la
> separa dal libano e dalla siria; o un attacco alla siria, per chiudere
> definitivamente la partita con gli hezbollah libanesi, ma questo lo vedo
> meno probabile;
> intanto la flotta usa tiene d'occhio una eventuale controoffensiva
> iraniana verso israele,
> gli usa potrebbero "rimettere in riga" qualche paese sudamericano,
> facilitando qualche colpo di stato. Il paese candidato mi sembra il
> venezuela.
> Il tutto nell'intento di portare avanti l'agenda della lotta al terrore,
> diciamo cosi' va', ma senza che il petrolio tocchi i paventati 200 dollari
> al barile.
Mi sembra effettivamente uno scenario possibile: gli usa otterrebbero tutto
quello che vogliono senza attaccare direttamente Teheran.
> Insomma, per tornare alla domanda di fondo se investire o no, io direi di
> si, ma intorno ai 50 dollari, non ai 60.
> Solo che 'sta cacchio di resistenza sui 60 sembra non si riesca a rompere!
> Sgrunt!
> Ah, c'e' un aspetto molto importante non ancora sfiorato.
> Il falimento dell'hedge fund che e' andato a carte quarantotto per 6,5
> miliardi di dollari in future sbagliati sul gas naturale (pensavano
> salisse invece e' sceso).
> Quei future li' sono stati rilevati, se ho letto bene, da morgan stanley.
> Bisognerebbe sapere che future erano, con che scadenza intendo.
> Perche' sai com'e', magari quando stanno per andare a scadenza ....
Anche io investo nel settore ma acquistando azioni di compagnie petrolifere
e di gasdotti / oleodotti.
I future su gas e petrolio non li ho proprio mai considerati perchè da quel
che ho letto e sentito, e anche tu sembri confermarmelo, è molto difficile
far previsioni precise sull'andamento dei prezzi di queste risorse e quindi
preferisco non scommetterci.
Ma se proprio volessi speculare io comprerei oggi e aspetterei che i mezzi
militari si schierino nel golfo...
caro petrolio
simpli: Si sente spesso parlare di scenari catastrofici per quanto riguarda il
prezzo del petrolio.
Molti parlano di un prezzo futuro stabilmente superiore ai 100 dollari.
Alla base di queste inquietanti...
Investire
28
29-11-2005 13.47.11
Oro e Petrolio
[ClubCommodity.com]: Oro
Sul calo di prezzo assistiamo ad acquisti dei Commerials che riducono
le posizioni net short. Ogni ritracciamento sostanzioso sembra
accompagnarsi ad acquisti dei Commercials. Il trading range...
Investire
1
17-09-2004 17.41.52
Oro e Petrolio
[ClubCommodity.com]: Report Settimanale sul COT
ORO
http://www.clubcommodity.com/report_cot_oro_commodity.php
L'oro, nel periodo in esame (che ricordo fa il punto della situazione
al martedì 03/08/04), continua a...