(....e cosa ne penserebbe, in proposito, l'imprenditore di successo teutonico)
di Fred, di it.economia.banche
E' un po' lunghetto ma val la pena di leggerlo tutto ;-)
" " " (l'articolo è un po' "tecnico" ma fa capire tante cose...)
Cominciamo col capire cos'è il "dividend washing" ("lavaggio" dei
dividendi).
Dal sito diritto.it si apprende che:
"...In particolare mediante le operazioni di "dividend washing" due soggetti
con diverso sistema di tassazione dei dividendi "travestono" questi proventi
di capitale in corrispettivi di cessioni dei titoli o delle sole cedole
staccate, realizzando un complessivo vantaggio fiscale che viene ripartito
tra gli stessi soggetti. Lo schema dell'operazione in genere si attua tra un
fondo comune di investimento, possessore delle azioni, ed una società. Le
azioni sono cedute dal fondo d'investimento alla società poco prima dello
stacco del dividendo alla società ad un prezzo comprensivo che tiene in
considerazione la cedola ancora da staccare, supponiamo a ? 2.000.
Successivamente all'erogazione dei dividendi, che si suppone per un importo
di ? 200, le azioni vengono cedute nuovamente al fondo comune ad un prezzo
ridotto rispetto a quello di acquisto pari a ? 1740 in ragione dell'importo
del dividendo staccato (? 200) più parte del vantaggio fiscale concordato
che si suppone essere di ? 60. In questo modo il Fondo comune d'investimento
evita che gli utili siano assoggettati alla ritenuta a titolo d'imposta del
12,5% (comma 1, art. 27 del D.P.R. 600/1973 e art. 9, comma 1, della L.
23.3.1983, n. 77), l'altra società partecipante all'operazione, ottiene un
credito d'imposta per utili che non scontano imposizione perché azzerati
dalla perdita da negoziazione titoli (? 260). In verità l'utile da
negoziazione titoli realizzato dal Fondo comune d'investimento dovrà
comunque essere assoggettato all'imposta sostitutiva del 12,5% sul risultato
netto della gestione, tuttavia a fronte di esso è comunque maturato un
credito d'imposta sui dividendi del 36% in capo alla società di appoggio."
Tutto chiaro? Non proprio dirà qualcuno ma il nocciolo è che da queste
(frequentissime) operazioni ne deriva un bel beneficio fiscale per... i
soggetti interessati... che sono in particolare le b... le ban... le
banKe... proprio loro, avete indovinato! :-)
Ora, succede che qualche tecnico "illuminato" del Ministero dell'Economia ha
predisposto una norma *antielusione* sull'argomento, inserendola in un
Decreto sull'Ires (Imposta sul reddito delle società) di prossima (si spera)
approvazione.
Come riferiscono i quotidiani specializzati:
"Al ministero dell'Economia non viene ritenuta impossibile un'accelerazione
del decreto Ires, con il varo da parte del Consiglio dei ministri prima
dell'estate. Il vero punto d'inciampo resta però la norma sul dividend
washing, fortemente ostacolata dalle banche. La norma antielusiva
costituisce d'altra parte anche una delle maggiori " entrate" collegate al
correttivo, per cui la sua eliminazione squilibrerebbe il provvedimento, che
comunque contiene delle altre norme di spesa."
Eh, già... "fortemente ostacolata" dalle banche, cioè dall'ABI che sta (da
mesi) facendo di tutto per "edulcorare" la norma, sottraendo così entrate al
Fisco, cioè a tutti noi.
E allora che fa il Dottor Sella?
Prende carta e penna e "scrive" accorata lettera al Ministro Siniscalco...
su cosa?
Ma sul "dividend washing" naturalmente. I quattrini sono quattrini...
Riferisce "Il Sole24Ore":
"...nei giorni scorsi il presidente dell'Abi, Maurizio Sella ha inviato una
lettera al ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, segnalando le «
gravi conseguenze negative » che l'introduzione della norma avrebbe, sia
perché renderebbe indeducibili - spiega Sella - minusvalenze che nulla hanno
a che fare con la distribuzione dei dividendi, sia per gli effetti di doppia
tassazione che ne deriverebbero..."
"Balle tecniche"... come più sopra evidenziato, ma tant'è e cmq ci si prova.
Sempre con quel pizzico di malafede tipica del settore e malcelato disprezzo
per l'altrui intelligenza e competenza professionale.
Tanto poi ci pensano i vari "Grillo parlanti" di turno a portare avanti un
piccolo emendamento....
E' così che il DDL Risparmio "giace" da *due anni* nelle aule parlamentari,
quando *tutti* i parlamentari ne invocavano "rapida" approvazione, a tutela
del risparmio tradito.
Buffoni!
--
Saluti. Fred® " " "
Chissaà che avrebbe a dire, in proposito a quanto sopra
riportato, l'imprenditore di successo tedesco citato da
Er Principe nel 3D "investimento immobiliare in germania?"
;-) ;-) ;-) ;-) ;-) ;-)
Non so che direbbe ... in realta' qui si viaggia ancora sul lecito, per
quanto sia moralmente discutibile. Una cosa e' approfittare delle falle
del sistema, speculare, altra cosa e' rubare.
La speculazione esiste ovunque, e d'altra parte sarebbe fesso da parte
delle banche non approfittare di una occasione di guadagno "legale".
Ma ben altra cosa e' il cercare di influenzare il legislatore, e
cercare di impedirgli di mettere un tappo questa falla. Succede
dappertutto, certamente, ma qui pare normale. Pare normale che i
super-tutelati (alle spalle dei consumatori) difendano i propri
ingiustificabili previlegi.
Per rimanere nel tema di interessi economici in politica, Helmut Kohl,
per un finanziamento illecito di pochi spiccoli e' stato fatto nero,
nonstante quello che ha fatto per la Germania e per l'Europa.
Fisco, Bankitalia; nel 2003 incassati 346,2 mld di euro
Celio Malespini: Fisco, Bankitalia; nel 2003 incassati 346,2 mld di euro
Il fisco nel 2003 ha incassato 346,2 miliardi di euro. L'incremento è stato
del 6,2 per cento rispetto al 2002. E' quanto emerge dai dati...