Chi mi sa spiegare come sia possibile che un ETF riesca a battere l'indice
di riferimento?
Un ETF non si prefisse di seguire pedissequamente l'indice a cui si
riferisce? Se a questo aggiungiamo le commissioni di gestione e gli slippage
per le operazioni, direi che non sia possibile un rendimento UGUALE
all'indice. Se oi è addirittura superiore...
"Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:HcBwd.46627$C94.18083@tornado.fastwebnet.it.. .
> Chi mi sa spiegare come sia possibile che un ETF riesca a battere l'indice
> di riferimento?
> Un ETF non si prefisse di seguire pedissequamente l'indice a cui si
> riferisce? Se a questo aggiungiamo le commissioni di gestione e gli
slippage
> per le operazioni, direi che non sia possibile un rendimento UGUALE
> all'indice. Se oi è addirittura superiore...
>
> Rif.:
> http://www.borsaitalia.it/it/mercati...tietfvsindice/
> http://www.borsaitalia.it/opsmedia/xls/11428.xls
>
segue l'indice però ottimizzando i costi....(in altra parole il segue
l'indice in modo abbastanza lasco(lasco quanto può essere 0,3% di
differenza) tentando con analisi quantitative di abbattere i costi di
negoziazione)
On Fri, 17 Dec 2004 18:42:07 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
wrote:
>>
>
>segue l'indice però ottimizzando i costi....(in altra parole il segue
>l'indice in modo abbastanza lasco(lasco quanto può essere 0,3% di
>differenza) tentando con analisi quantitative di abbattere i costi di
>negoziazione)
>
personalmente ritengo che ogni scostamento, positivo o negativo che
sia, rappresenti un possibile "tradimento" del patto costitutivo degli
ETF che sono e debbono essere strumenti passivi replicanti il mercato.
Analisi quantitative, e quant'altro devono essere confinate in altri
ambiti, e non vale il concetto che le stesse sono finalizzate
all'abbatimento dei costi.
"ergo" <lxy@safe-mail.net> ha scritto nel messaggio
news:fch6s0pft1lfbcnc14pf8bg30op6uq86fo@4ax.com...
> personalmente ritengo che ogni scostamento, positivo o negativo che
> sia, rappresenti un possibile "tradimento" del patto costitutivo degli
> ETF che sono e debbono essere strumenti passivi replicanti il mercato.
si ma la replica passiva costa e......
> Analisi quantitative, e quant'altro devono essere confinate in altri
> ambiti, e non vale il concetto che le stesse sono finalizzate
> all'abbatimento dei costi.
bha se l'analisi quantitativa mi permette di avere un miglior
rendimento(derivante da minori oneri di negoziazione) ben venga....
"matteooooo" <matteooooo@iahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:32gm80F3ig48sU1@individual.net...
> "Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
Un sacco di errori, ma mi "sono capito"... )
> segue l'indice però ottimizzando i costi....(in altra parole il segue
> l'indice in modo abbastanza lasco(lasco quanto può essere 0,3% di
> differenza) tentando con analisi quantitative di abbattere i costi di
> negoziazione)
Qui invece non ho capito. Me la rispieghi?
On Fri, 17 Dec 2004 21:59:27 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
wrote:
>
>bha se l'analisi quantitativa mi permette di avere un miglior
>rendimento(derivante da minori oneri di negoziazione) ben venga....
>
contento te, ok. Io invece no perchè a migliori rendimenti
corrispondono maggiori rischi e questa è una delle poche leggi sicure
che regolano gli investimenti.
Ritengo che la causa sia dovuta al fatto che in questa statistica il
rendimento degli ETF è calcolato includendo i dividendi (circa 2%
mediamenteper l'azionario) mentre gli indici usati non includono i
dividendi.
Gatti
"Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:HcBwd.46627$C94.18083@tornado.fastwebnet.it.. .
> Chi mi sa spiegare come sia possibile che un ETF riesca a battere l'indice
> di riferimento?
> Un ETF non si prefisse di seguire pedissequamente l'indice a cui si
> riferisce? Se a questo aggiungiamo le commissioni di gestione e gli
slippage
> per le operazioni, direi che non sia possibile un rendimento UGUALE
> all'indice. Se oi è addirittura superiore...
>
> Rif.:
> http://www.borsaitalia.it/it/mercati...tietfvsindice/
> http://www.borsaitalia.it/opsmedia/xls/11428.xls
>
> Bye
>
> Mirco
>
>
"Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:BhIwd.47411$C94.40777@tornado.fastwebnet.it.. .
> "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it> ha scritto nel messaggio
> news:32gm80F3ig48sU1@individual.net...
>
> > "Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
> Un sacco di errori, ma mi "sono capito"...
> )
effettivamente adesso che ho riletto il messaggio, mi rendo conto che è il
caso che mi metta a rileggere quello che scrivo prima di inviarlo :-))
> > segue l'indice però ottimizzando i costi....(in altra parole il segue
> > l'indice in modo abbastanza lasco(lasco quanto può essere 0,3% di
> > differenza) tentando con analisi quantitative di abbattere i costi di
> > negoziazione)
> Qui invece non ho capito. Me la rispieghi?
la replica dell'indice non è precisa in quanto verrebbe a costare troppo in
commissioni di negoziazione; al fine di minimizzare le operazioni vengono
effettuate delle analisi del portafoglio(tipicamente su rapporti
rischio/rendimento) al fine di tentare una replica dell'indice senza
comprare effettivamente tutte le componenti dell'indice stesso.
Questa differenza può alla fine generare plus e minus ma sempre in misura
molto ridotta...
"ergo" <lxy@safe-mail.net> ha scritto nel messaggio
news:iak6s0de4g65cibfh3q5mes8e7sakk45ds@4ax.com...
> On Fri, 17 Dec 2004 21:59:27 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
> wrote:
>
>
> >
> >bha se l'analisi quantitativa mi permette di avere un miglior
> >rendimento(derivante da minori oneri di negoziazione) ben venga....
> >
> contento te, ok. Io invece no perchè a migliori rendimenti
> corrispondono maggiori rischi e questa è una delle poche leggi sicure
> che regolano gli investimenti.
differenze di rendimento di qualche decimo di punto percentuale non mi
cambiano certo il livello di rischio.....
"Gatti" <sf.gatti_antispam@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ApIwd.532431$35.22517385@news4.tin.it...
> Ritengo che la causa sia dovuta al fatto che in questa statistica il
> rendimento degli ETF è calcolato includendo i dividendi (circa 2%
> mediamenteper l'azionario) mentre gli indici usati non includono i
> dividendi.
Bella pensata, ma nel foglio di BorsaItalia
(http://www.borsaitalia.it/opsmedia/xls/11428.xls)
viene specificato che i rendimenti degli indici e degli etf tengono conto
dei dividendi sia nel caso vengano distribuiti sia nel caso vengano tenuti e
reinvestiti.
On Fri, 17 Dec 2004 22:56:10 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
wrote:
>differenze di rendimento di qualche decimo di punto percentuale non mi
>cambiano certo il livello di rischio.....
>
No certamente ma se si parla di fondi indice, indice deve essere per
tante ragioni.
"matteooooo" <matteooooo@iahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:32h2trF3mivmoU1@individual.net...
> la replica dell'indice non è precisa in quanto verrebbe a costare troppo
> in
> commissioni di negoziazione;
Intendi ripesare tutte le azioni ad esempio ad ogni fine giornata?
Però, Borsa Italia pubblica un elenco dei pesi che ha ogni azione
all'interno dell'indice ad ogni 'rinnovamento' della composizione. Se io
compro la giusta quantità di ogni azione, finché l'indice non viene
cambiato, gli andamenti del mio portafoglio saranno sempre fedeli
all'indice. Ovviamente i rapporti tra le varie azioni non rimangono costanti
perché non sono costanti nell'indice: se lo restassero, allora il mio
portafoglio sarebbe sempre con controvalore costante (dedotti costi di
negozioazione e slippages).
> al fine di minimizzare le operazioni vengono
> effettuate delle analisi del portafoglio(tipicamente su rapporti
> rischio/rendimento) al fine di tentare una replica dell'indice senza
> comprare effettivamente tutte le componenti dell'indice stesso.
Beh, ma non è gestione passiva! A questo punto diventa come un fondo
tradizionale che cerca di replicare il benchmark con pochi titoli (il famoso
MIB7) e cerca la performance altrove (tipo small cap)
> Questa differenza può alla fine generare plus e minus ma sempre in misura
> molto ridotta...
Beh, stando a quanto dichiara BItalia, un 3% di differenza sul 9% non è poco
(1/3).
"ergo" <lxy@safe-mail.net> ha scritto nel messaggio
news:1gm6s010n95baar028rm7lri5oj3d57rvi@4ax.com...
> On Fri, 17 Dec 2004 22:56:10 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
> wrote:
>
>
> >differenze di rendimento di qualche decimo di punto percentuale non mi
> >cambiano certo il livello di rischio.....
> >
> No certamente ma se si parla di fondi indice, indice deve essere per
> tante ragioni.
dici quindi che una correlazione pari a .985-.99 non è accettabile?
"Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:86Jwd.47466$C94.22843@tornado.fastwebnet.it.. .
> > al fine di minimizzare le operazioni vengono
> > effettuate delle analisi del portafoglio(tipicamente su rapporti
> > rischio/rendimento) al fine di tentare una replica dell'indice senza
> > comprare effettivamente tutte le componenti dell'indice stesso.
> Beh, ma non è gestione passiva! A questo punto diventa come un fondo
> tradizionale che cerca di replicare il benchmark con pochi titoli (il
famoso
> MIB7) e cerca la performance altrove (tipo small cap)
Un ETF o un fondo passivo ha come obbiettivo la replica di un indice
tentando di:
- limitare le spese
- diminuire il più possibile il TE
Un fondo a gestione attiva ha l'obbiettivo di sovraperformare l'indice senza
particolari preoccupazioni relative al TE
Sono due cose abbastanza diverse...
On Fri, 17 Dec 2004 23:18:14 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
wrote:
>
>"ergo" <lxy@safe-mail.net> ha scritto nel messaggio
>news:1gm6s010n95baar028rm7lri5oj3d57rvi@4ax.com.. .
>> On Fri, 17 Dec 2004 22:56:10 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
>> wrote:
>>
>>
>> >differenze di rendimento di qualche decimo di punto percentuale non mi
>> >cambiano certo il livello di rischio.....
>> >
>> No certamente ma se si parla di fondi indice, indice deve essere per
>> tante ragioni.
>
>dici quindi che una correlazione pari a .985-.99 non è accettabile?
>
in termini correlativi è accettabilissima ma non bisogna innamorarsi
troppo degli indicatori statistici ( che sono cmq storici) in quanto
la diversificazione opera anche a livelli statisticamente irrilevanti
( penso al rischio non rilevabile statisticamente ma che è presente in
misura crescente quando diminuiscono le componenti di ptf.
On Fri, 17 Dec 2004 23:05:25 GMT, ergo <lxy@safe-mail.net> wrote:
>in termini correlativi è accettabilissima ma non bisogna innamorarsi
>troppo degli indicatori statistici ( che sono cmq storici) in quanto
>la diversificazione opera anche a livelli statisticamente irrilevanti
>( penso al rischio non rilevabile statisticamente ma che è presente in
>misura crescente quando diminuiscono le componenti di ptf.
aggiungo per chiarezza che è notorio che si può replicare lo S&P 500
con 12 titoli ed ottenere una correlazione intorno al 98% però se
consideri che il default di uno di questi titoli ti fa perdere 1/12
del capitale ( e questo la dev. standard non le lo mostra) allora la
questione che sollevo io ha un senso.
Default di uno dei 12 big impossibile? mah pensa ad enron che è il
primo che mi viene in mente.
"ergo" <lxy@safe-mail.net> ha scritto nel messaggio
news:4np6s0pnbivi3kujhramn3o6q4mptvb9ss@4ax.com...
> On Fri, 17 Dec 2004 23:05:25 GMT, ergo <lxy@safe-mail.net> wrote:
> Default di uno dei 12 big impossibile? mah pensa ad enron che è il
> primo che mi viene in mente.
dubito che un ETF operi in questo modo.
La operazioni su cui "risparmia" sono i ribilanciamenti che influirebbero in
minima parte sui pesi delle varie obbligazioni/azioni.
Cosa apprezzabile è che generalmente, sul sito dell'emittente del titolo,
hai la composizione giornaliera del fondo.
On Sat, 18 Dec 2004 09:53:55 +0100, "matteooooo" <matteooooo@iahoo.it>
wrote:
>
>dubito che un ETF operi in questo modo.
e vorrei ben vedere che lo facesse.
>La operazioni su cui "risparmia" sono i ribilanciamenti che influirebbero in
>minima parte sui pesi delle varie obbligazioni/azioni.
>Cosa apprezzabile è che generalmente, sul sito dell'emittente del titolo,
>hai la composizione giornaliera del fondo.
>
"Boy Net" <boynetANTI@SPAMvirgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:HcBwd.46627$C94.18083@tornado.fastwebnet.it.. .
> Chi mi sa spiegare come sia possibile che un ETF riesca a battere l'indice
> di riferimento?
> Un ETF non si prefisse di seguire pedissequamente l'indice a cui si
> riferisce? Se a questo aggiungiamo le commissioni di gestione e gli
slippage
> per le operazioni, direi che non sia possibile un rendimento UGUALE
> all'indice. Se oi è addirittura superiore...
>
> Rif.:
> http://www.borsaitalia.it/it/mercati...tietfvsindice/
> http://www.borsaitalia.it/opsmedia/xls/11428.xls
>
> Bye
>
> Mirco
>
>
replicare l'indice spmib
Gianfranco: avrei bisogno non dei pesi ma del numero di azioni per ogni azione in modo
per replicare l'indice.
qualcuno c'è l'ha, oppure ha un link?
grazie
--
Gianfranco Di Leva
Trading Online
10
15-06-2005 19.31.00
Salve, sono l'indice americano...
Tr@derOne: Siete rientrati? Avevate preso paura? Bene, adesso posso tornare a
scendere...anzi...lo farò ancora meglio dopo le 17,30...
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