Calcoli attuariali: determinazione delle tabelle di vitalizio in vigore tra n anni.
Esiste un contratto assicurativo che si chiama rendita vitalizia.
In estrema sintesi: tu conferisci all'Assicurazione un premio e, vita
natural durante, lei ti eroga una somma rivalutabile nel tempo. La modalità
più semplice è fino alla morte. Ma può esserci anche una reversibilità o
altro.
I fondi pensione (ma anche le polizze vita) non sono altro che una gestione
finanziaria sulla quale è stato "avvitato" questo contratto.
Per es.
Oggi ho circa 60 anni. Posso pagare 17 euro per averne 1 all'anno
(rivalutabile) per tutti gli anni della mia vita, non importa quanto lunga.
Ci pensa l'Assicurazione a spalmare il rischio della mia longevità sulla
collettività.
Il MIO problema è che oggi non ho 60 anni. Le tabelle attuali non sono
indicative della rendita vitalizia che potrei ottenere tra 20 anni (cioè
quando ne avrò 60).
Immagino però che esista un modo per fare un calcolo, almeno di prima
approssimazione, per definire oggi il premio di allora.
Re: Calcoli attuariali: determinazione delle tabelle di vitalizio in vigore tra n anni.
> I fondi pensione (ma anche le polizze vita) non sono altro che una
gestione
> finanziaria sulla quale è stato "avvitato" questo contratto.
In realtà è il contrario: il montante risultante investito nel fondo
pensione viene utilizzato come premio della rendita vitalizia e la rendita
risultante dipenderà dall'età, dal montante e dalle aspettative di vita al
momento dell'erogazione...
Passo la palla agli esperti di robe assicurative, però a occhio direi che si
tratta di fare una stima in base a un ragionevole aumento della speranza di
vita (IMHO tra 20 anni l'aumento sarà di almeno 4-5 anni) e al montante
previsto al momento di ricevere i soldi.
Un discorso diverso vale ovviamente per i fondi a prestazione definita...
Re: Calcoli attuariali: determinazione delle tabelle di vitalizio in vigore tra n anni.
> In realtà è il contrario: il montante risultante investito nel fondo
> pensione viene utilizzato come premio della rendita vitalizia
Evidentemente mi sono espresso male.
Intendevo dire proprio quanto affermi.
e la rendita
> risultante dipenderà dall'età, dal montante e dalle aspettative di vita al
> momento dell'erogazione...
Non credo che sia tutto: credo che c'entri anche il tasso tecnico che è
ovviamente legato alle condizioni economiche di allora...
> Un discorso diverso vale ovviamente per i fondi a prestazione definita...
Re: Calcoli attuariali: determinazione delle tabelle di vitalizio in vigore tra n anni.
> Non credo che sia tutto: credo che c'entri anche il tasso tecnico che è
> ovviamente legato alle condizioni economiche di allora...
Qua passo la palla agli esperti di assicurazioni, non vorrei dire
stupidaggini
> > Un discorso diverso vale ovviamente per i fondi a prestazione
definita...
Ci sono due tipi di fondi pensione: con i primi (a contribuzione definita)
tu paghi un tot fisso (o cmq quello che decidi tu) e riceverai una rendita
che dipenderà da quei fattori che dicevamo prima, coi secondo (a prestazione
definita) tu definisci oggi la tua rendita futura e i versamenti periodici
cambieranno in base a quegli stessi fattori. Questi ultimi fondi hanno però
dei limiti normativi: il + importante che ricordo è che possono essere
sottoscritti solo da lavoratori autonomi...
Re: Calcoli attuariali: determinazione delle tabelle di vitalizio in vigore tra n anni.
Allora, diciamo subito che le polizze di rendita vitalizia funzionano come è
stato già detto prima, vale a dire a fronte di un premio unico (che può
essere anche il montante dei contributi versati in un fondo pensione, il
meccanismo è proprio questo) l'assicuratore si impegna a corrispondere una
rendita vitalizia (volendo, anche certa per i primi k anni poi vitalizia,
oppure vitalizia su due teste, cioè reversibile...ovviamente queste due a
parità di montante saranno di rata inferiore) al beneficiario, finchè
l'assicurato è in vita, con rate costanti posticipate (eventualmente
frazionate...ma attenti agli interessi di frazionamento !!); questo era il
meccanismo classico, ed è ancora oggi l'impianto teorico che è alla base.
La novità, orami da una ventina d'anni, è che adesso la rata di rendita si
incrementa ogni anno sulla base del rendimento di una gestione separata, il
quale viene retrocesso per un 80-90% e quindi riconosciuto come incremento
della riserva matematica, la quale in pratica è uno scatolone dove alla
stipula butti dentro il premio unico, e alla fine di ogni anno metti dentro
gli interessi retrocessi e prelevi la rata di rendita.
La conversione tra il premio (o montante contributivo) e la rendita avviene
dividendo il primo per un coefficiente che tiene conto di un'ipotesi
finanziaria e di un'ipotesi demografica.
La prima viene detta tasso tecnico, e non è altro che un rendimento
finanziario che viene riconosciuto anticipatamente all'assicurato e alla sua
riserva, e rappresenta quindi un minimo garantito, assolutamente intangibile
(nel senso che se poi l'assicuratore non riesce ad ottenere nemmeno quel
rendimento dai suoi investimenti, cacchi suoi !) ...normalmente si pone al 2
o al 2,5% ma frequentemente oggi potete trovarlo allo 0%.
Ovviamente, più è alto il t.t. minore sarà il premio a parità di rendita,
oppure più elevata sarà la rendita a parità di premio....chiaro no?
Che vuol dire se il t.t. è nullo? Vuol dire che l'assicuratore si impegna a
garantire un incremento nullo alla vostra rendita (cioè comunque non potrà
scendere di importo !), e dunque tutti gli eventuali rendimenti ottenuti
ogni anno dalla gestione separata andranno integralmente ad incrementare la
riserva, mentre se fosse maggiore di zero esso andrebbe sottratto al tasso
di rivalutazione retrocesso.......Morale:
tasso tecnico zero: premio iniziale più elevato a parità di rendita, ma rata
di rendita che si incrementa velocemente anno dopo anno, a ritmi
paragonabili a quelli di un buon investimento prudente;
tasso tecnico non nullo: premio iniziale più basso a parità di rendita, ma
rata che anno dopo anno si incrementa lentamente, con ritmi che talvolta
nemmeno coprono l'inflazione.
Quale scegliere ?
Psicologicamente, tutti i clienti preferirebbero la seconda soluzione, ma a
mio giudizio sarebbe meglio la prima....Come vi piace di più !
L'ipotesi demografica è invece una tavola di mortalità (detta anche di
sopravvivenza), cioè una successione di probabilità di morte in funzione
dell'età dell'assicurato (ovviamente si usano separatamente per i due
sessi).
Nel caso delle rendite, non si possono usare tavole del passato, come quelle
che l'Istat calcola ogni dieci anni in occasione del Censimento (SIMF 1992,
SIMF 1981, SIMF 1971, etc...), perchè in quegli anni la mortalità era molto
maggiore, mentre nei prossimi 30-40 anni ci si attende ancora una
diminuzione (e dunque un'aumento della speranza di vita alle varie età).
Si usano allora delle tavole speciali, dette "proiettate", cioè che
includono una proiezione del trend di aumento della sopravvivenza media, in
base a complicati modelli demografici e algoritmi di matematica attuariale.
Queste tavole vengono poi "selezionate" perchè chi si assicura rappresente
una collettività "scelta", potremmo dire la "crema" della popolazione
generale, in quanto si tratta di gente benestante, in genere istruita, che
lavora, che gode di ottima salute (chi ha qualche malanno non comprerà mai
una rendita!!), etc etc...
Purtroppo, ad oggi, molte compagnie hanno seri problemi di equilibrio prospe
ttico finanziario, in quanto la diminuzione della mortalità sta andando ben
oltre ogni ragionevole previsione fatta negli anni scorsi, e dunque corrono
ai ripari.
E allora troverete nelle condizioni di polizza una clausoletta infingarda,
che recita più o meno così:
"la conversione in rendita dei montanti (parliamo di rendite a premi
pluriennali, non unici !) accumulati e rivalutati, sarà operata mediante i
coefficienti che saranno in vigore in quell'epoca".
Ciò significa che le compagnie RINUNCIANO ad impegnarsi fin da oggi ad
indicare una tavola di mortalità per la conversione, perchè hanno troppa
paura di non essere sufficientemente ottimiste e quindi di bruciarsi con le
loro stesse mani !!!
E infatti, le nuove norme contabili IAS che entreranno in vigore tra un anno
considerano le rendite differite NON PIU' un prodotto assicurativo, ma
puramente finanziario ! In effetti, se ci pensate, gestire una rendita
differita è come gestire un fondo pensione aperto, cioè un salvadanaio in
cui ci ficchi i contributi/premi e li gestisci in vario modo, tentando di
spuntare buoni rendimenti.....il momento veramente assicurativo, in cui
arriva il momento di impegnarsi per davvero mani e piedi, è quello della
conversione del capitale in rendita !
Non so se sono stato chiaro......per ogni altro dubbio, chiedete pure !
Ciao,
ot ..per chi è veloce nei calcoli..no ai reni
a.c.: che ne dite ...... ..... :
"Ha idea di quanto ci vuole per liberarsi di un cadavere? Per cremarlo? - ha
detto il padre di Mel Gibson in trasmissione - ci vogliono un litro di
benzina e venti...
Borsa
3
19-02-2004 22.06.17
determinazione del prezzo di chiusura:
dubbiometodico: N. Proposte Q.tà DENARO LETTERA Q.tà N.Proposte
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24-10-2003 18.15.15
Re: Ok, finito i calcoli
=?iso-8859-1?Q?l'orsotoro=AE?=: Pode con elliott ha detto che ha overlappato (per me ancora no.....su
chiusura oraria credo che abbia overlappato anche per veloce) quindi è
probabile un'ulteriore correzione (la sua C si spinge...