Credo siano poche le persone che, nelle varie ricorrenze, non si scambino
gli auguri; ci sono "i più sinceri auguri", forse perché ci sono anche
quelli non sinceri; ci sono i "sentiti auguri", certo si deve precisare
perché altrimenti possono pensare che siano senza sentimento; a volte
sentiamo la necessità di augurare "un felice Natale", beh, sarebbe il
massimo augurarne uno infelice. E così tanti altri modi di formulare i
nostri auguri che, se ci soffermassimo un po' di più sul significato delle
parole, ci renderemmo conto quanto esse siano in fondo solo di circostanza.
In definitiva è una formula entrata nel nostro vivere sociale a cui si da
sempre meno la giusta importanza; a volte sarebbe sufficiente una parola
differente, uno sguardo meno aggressivo, una semplice frase pronunciata in
modo più dolce del solito. Invece viviamo in tempi in cui il vocabolario
continua ad arricchirsi di nuovi termini, magari massacrando la lingua
italiana, ma poi ci riduciamo a pronunciare i soliti vocaboli ricorrenti che
noi abbiamo contribuito a far diventare logori perdendone il senso profondo.
Ma lasciamo stare queste pinzillacchere, e facciamoci questi auguri come si
deve: