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  #1  
Vecchio 23-02-2010, 17.33.10
}M4Ud|t{
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Predefinito GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010

Tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nella seconda metà del
2010

Per LEAP/E2020, dietro le "sofisticate" dissertazioni sull'uscita dalla
crisi al termine delle politiche di sostegno all'economia e al settore
finanziare si nasconde una verità molto semplice, ma una di quelle che
governi e banche centrali sono incapaci di esprimere: non sanno cosa fare,
quando farlo e come; ne' se dovrebberlo farlo da soli o insieme ad altri
attori globali.

In verità, se la mancanza di preparazione al manifestarsi della crisi
derivava dall'incapacità, da parte dei leader mondiali, d'immaginare il
possibile palesarsi di una crisi, da molti mesi a questa parte è la loro
incapacità di giudicare correttamente la reale situazione dell'economia
mondiale e l'interazione di gran parte delle misure straordinarie prese in
tutto il pianeta che li condanna, adesso, a rimanere passivi.


Da ora alla fine di questo semestre, tale assenza di azione cederà il posto
a mere reazioni agli eventi sociali, economici e politici.


Tutto ciò avrà luogo in un contesto di completo disordine, rafforzando la
tendenza all' "ognun per sé" che è divenuta via via più chiara dalla fine
del 2009.

Tale situazione di paralisi intellettuale spiega perché, da mesi, nei
meeting dei banchieri come nelle conferenze del G20 sia possibile ascoltare
solo dichiarazioni positive sull'inevitabile conclusione delle misure
d'emergenza
avviate nel 2008/2009, mentre si osserva come le stesse permangano
invariate.


Come sempre avviene in questi casi, l'impeto decisivo prenderà avvio dalla
reazione a un evento improvviso e non da una riflessione strategica,
propositiva e attentamente calcolata.

Il rifiuto di affrontare la questione cruciale di una riformulazione del
sistema monetario internazionale, a cui si è assistito nel 2009, crea una
situazione in costante slittamento e all'inevitabile, sistematico scontro di
interessi tra i grandi attori globali: priorità divergenti tra le zone
dell'Euro
e del Dollaro, tensioni crescenti tra Pechino e Washington sul cambio
Yuan-Dollaro, ecc. una situazione che d'ora innanzi vedrà sempre più
intrecciarsi le sfere del commercio e della diplomazia.






Le tre tendenze fondamentali

Alla luce di tale preoccupante scenario internazionale, in questo numero di
GEAB il nostro gruppo ha scelto di anticipare lo sviluppo di tre tendenze
che, a nostro parere, contribuiranno a un improvviso aggravarsi della crisi
nella seconda metà del 2010, ovvero:

1 - L'esplosione della bolla dei debiti pubblici e il corrispondente aumento
dell'impossibilità per gli stati di effettuare pagamenti.

2 - L'impatto fatale del sistema bancario occidentale tra il numero
crescente di mancati pagamenti e il muro del debito in maturazione.

3 - L'inevitabile aumento dei tassi d'interesse



Queste tre tendenze sono strettamente correlate poiché, in fondo, si basano
tutte sulla stessa semplice verità: il bisogno di finanziamenti a breve
termine del sistema bancario mondiale e degli stati occidentali, al momento,
supera di gran lunga la disponibilità di risparmi.








1. L'esplosione della bolla dei debiti pubblici e il corrispondente aumento
dell'impossibilità per gli stati di effettuare pagamenti


Al momento ci troviamo all'inizio di una gigandesca ondata di rimborsi e/o
rifinanziamenti di prestiti contratti al termine del periodo pre-crisi
(2005/2007) - ossia contratti durante un periodo di totale irresponsabilità
finanziaria - in special modo per quelle aree in cui il profitto è
collassato in seguito alla crisi, o il valore attribuito dalle controparti
risulta vieppiù immaginario.


Detto in parole semplici, è tempo di "pagare il conto" per tutti coloro
(LBO's
31, investitori nell'immobiliare commerciale, stati, città insolventi, ecc.)
i quali avevano creduto di poter consumare un "pasto gratis" negli anni
2005/2007.


Il perdurare della crisi economica crea il peggior scenario possibile per
qualsiasi rimborso o rifinanziamento:


a.. Da un lato, la crisi ha provocato un crollo dei margini di profitto
medio per quasi tutte le attività economiche (quelle che hanno evitato la
bancarotta), con un margine fluttuante tra il 2 e il 5%, contro il 10% e più
prospettato per la maggior parte delle transazioni finanziarie avviate nel
periodo 2005-2007
a.. Dall'altro, come sempre avviene in tempi di crisi, la competizione per
l'accesso ai finanziamenti si è trasformata in una lotta serrata per
l'ultimo
boccone che vede coinvolti proprietari immobiliari e finanzieri (classici),
così come i governi, sia centrali che locali, e le stesse banche.
Come anticipato da LEAP/E2020 più di due anni or sono, con la scomparsa di
circa 30 trilioni di "beni fantasma" nel 2010 si assisterà all'inizio di un
"ballo dei dannati" in cui, nel tentativo di risanare i propri debiti, ogni
proprietario di immobili, attività economica, autorità, istituzione
finanziaria e paese sarà alla disperata ricerca di risorse o profitti di cui
non dispone più (per la perdita di impiego, crollo dei profitti, caduta
delle entrate fiscali o costi maggiorati a causa della crisi stessa) o
tenterà di rinegoziare le proprie scadenze e ottenere nuovi crediti in un
periodo di limitata offerta a fronte di una grande domanda.

Uno degli esempi più eclatanti di tale situazione è, senza alcun dubbio,
l'effetto
esclusione causato dalle enormi necessità di finanziamento pubblico degli
USA: in ambito interno, attività economiche e proprietari immobiliari sono
marginalizzati a fronte di un crescente bisogno di credito da parte dello
stato; in ambito internazionale, gli stati in condizioni finanziarie più
fragili saranno esclusi dall'accesso al credito, oppure obbligati a pagare
pesanti costi aggiuntivi, mentre sono incapaci anche solo di pensare di
chiedere aiuto.

A tale riguardo, nel 2010 si assisterà a un sorprendente rafforzamento del
concetto di debito sovrano a rischio: dopo aver fatto la sua comparsa in
Islanda nel 2008, si è esteso a Lettonia, Irlanda, California e Dubai nel
2009, e ora la Grecia. Portogallo e Spagna ne usciranno con facilità in
quanto l'Eurozona sta attualmente testando con la Grecia un proprio metodo
di sostegno ai paesi con difficoltà creditizie e questi due paesi
rappresentano un rischio previsto e gestibile per Eurolandia.


Successivamente l'onda colpirà il Giappone, il Regno Unito e gli USA: i tre
rischi che il sistema rifiuta di riconoscere e per i quali non esiste
davvero soluzione possibile, in quanto coinvolge il pilastro portante del
sistema e i suoi due sostegni.




Gran Bretagna

A causa delle prossime elezioni di Maggio, il Regno Unito attualmente viene
ignorato dalla stampa internazionale che utilizza la Grecia come diversivo.


Tuttavia, come dichiarato in precedenza, la situazione finanziaria del Regno
Unito continua a deteriorarsi.


Per ragioni principalmente elettorali, la bozza di bilancio così come le
decisioni della Banca d'Inghilterra mirano a dissimulare temporaneamente i
problemi crescenti: da parte del governo, si ha una bozza di bilancio in
totale contrasto con la necessità di ridurre in modo sostanzioso le spese
per un periodo di durata non inferiore ai 5 anni, ma con ogni probabilità
per un'intera decade; da parte della banca centrale, vi è l'annuncio di una
sospensione del "quantitative easing", in altre parole di "monetizzazione",
ben sapendo che nessuno, a parte la Banca d'Inghilterra è disposto ad
acquistare Gilts (buoni del tesoro britannici).


Situazione, tuttavia, sostenuta da una campagna mediatica che dipinge
un'Eurozona
in affanno e permette all'elettore medio di illudersi che la lungimiranza
dei leader del Regno abbia consentito al popolo di evitare gli scogli sui
quali s'infrangono i paesi continentali (nascondendo, per esempio, il fatto
che il sistema bancario britannico non rientra più tra i più sicuri del
mondo per Standard & Poor).


Per la politica britannica, è un trucco per vincere le elezioni; nel mondo
reale è la garanzia di una crisi di grande portata, immediatamente
successiva alle elezioni, durante la fase di "ritorno alla realtà". Dal
canto nostro, ci chiediamo se il governo britannico sarà in grado di
sostenere questa farsa fino alle elezioni.


Rammentiamo l'incapacità dimostrata dal partito repubblicano nell'impedire
alla crisi di Wall Street di esplodere prima delle ultime elezioni
presidenziali.




Stati Uniti


Negli Stati Uniti, dove nell'anno elettorale si può assistere a tutto e al
suo contrario, si nota una crescente scollatura tra le dichiarazioni (e le
statistiche) e la realtà.


Prendendo come unico indicatore l'acquisto di buoni del tesoro, abbiamo da
un lato il governo federale e la Fed pronti a dichiarare che "vanno via come
il pane", mentre il bisogno di ulteriori vendite cresce di pari passo con
l'esplosione
del debito pubblico.


Dall'altro, il principale acquirente di buoni del tesoro USA di questi
ultimi anni (la Cina) ha bloccato gli acquisti e si è posta l'obiettivo
dichiarato di ridurre le quantità già in suo possesso.


Ben sapendo che i proprietari immobiliari americani non dispongono di
risparmi e che deficit di ogni sorta gravano sui principali paesi del
pianeta - che sono pertanto impossibilitati a rimpiazzare gli acquisti
cinesi - rimangono solo due possibili soluzioni:


a.. Tim Geithner moltiplica le vendite di buoni del tesoro come Gesù
moltiplicava i pani e i pesci.


a.. Ben Bernanke, e la Fed, dice la prima cosa che gli frulla in testa,
quindi acquista la montagna di buoni del tesoro attraverso i canali
principali e altri partner finanziari utilizzando una varietà di vie
nascoste (e offshore) come le Isole Cayman, le Isole della Manica, Hong
Kong, ecc.

Il LEAP/E2020 punta sulla seconda opzione.


Per tale ragione ci aspettiamo un aumento delle tensioni tra Washington e
Pechino nei prossimi mesi: di fatto, era ciò che gli USA si erano impegnati
a non fare con i cinesi, molto preoccupati per il crescente rischio di
perdita di valore dei loro investimenti in dollari.


Sommandovi la vendita di armi a Taiwan, l'incontro con il Dalai Lama, le
scaramucce commerciali e l'Iran, riteniamo che la seconda metà del 2010 sarà
favorevole per l'avvio di una resa dei conti tra Washington e Pechino, con
un conseguente aggravamento della crisi.




Giappone


Per quanto concerne il Giappone, la loro situazione geopolitica verrà
confermata dal corso degli eventi: il crescente avvicinamento di Tokyo a
Pechino condurrà a un rapido indebolimento del dollaro e dei titoli in
dollari, per il ruolo chiave delle riserve in dollari del Giappone.


Le aree di disaccordo con Washington sono in aumento: oltre al problema
delle basi militari americane in Giappone, la discussione sui trattati
segreti che hanno legato il Giappone agli Stati Uniti durante la guerra
fredda sta attualmente uscendo alla luce.


Nell'arena commerciale, Tokyo accusa Washington di usare i problemi della
Toyota per gettare dubbi sulla qualità di tutti i prodotti giapponesi. Ma al
di là delle relazioni nippo-americane, il Giappone sta per affrontare un
periodo molto difficile dal punto di vista economico-finanziario, in quanto
è simultaneamente preda di problemi e grossi dubbi sul proprio modello
economico degli ultimi vent'anni e al tempo stesso deve affrontare le gravi
questioni riguardanti il finanziamento del proprio enorme debito pubblico:
persino Tokyo dovrà combattere per finanziare il proprio deficit - un
problema totalmente inedito per il Giappone.

Riassumendo: USA, Eurozona, Regno Unito e Cina vedranno ridursi a zero i
loro sogni di crescita a partire dalla seconda metà del 2010.







2. L'impatto fatale del sistema bancario occidentale tra il numero crescente
di mancati pagamenti e il muro del debito in maturazione

Abbiamo appena esaminato il problema riguardante gli stati, ma quanto detto
è altrettanto vero per le banche, le quali quest'anno dovranno affrontare un
vero "muro di debiti" verso il quale stanno viaggiando a tutta velocità.


O, per utilizzare un'analogia più precisa, è il muro di debiti che si muove
verso di loro a mo' di tsunami.


Così come la crescente forza esplosiva dei mutui subprime all'interno del
sistema finanziario statunitense era prevedibile dall'inizio del 2006 (cfr.
GEAB n. 2), la forza dello tsunami di debiti che sta per abbattersi sulle
banche può essere totalmente anticipata: se si è a conoscenza dell'ammontare
dovuto, e del fatto che i debitori non sono - o non sono più - solventi, non
c'è davvero bisogno d'essere degli indovini per conoscere il futuro.

Negli Stati Uniti, così come in Europa, il settore immobiliare commerciale
giocherà ovviamente un importante ruolo nelle ulteriori perdite delle
banche.


Negli USA, in media, ha perso il 43% del suo valore comparato alle vette
raggiunte nel 2007/2008.


Basti valutare che l'importo totale dei mutui per gli immobili commerciali
dichiarato nell'ottobre 2008, nel momento in cui esplose la crisi di Wall
Street, ammontava a 3,5 trilioni di dollari, mentre i mutui subprime (il cui
collasso era iniziato 18 mesi prima) ammontavano appena 1,5 trilioni di
dollari.


Al momento, stiamo entrando in un periodo analogo, preceduto da 18 mesi di
continuo calo dei prezzi degli immobili commerciali statunitensi, anche se
la concentrazione "principale" di rifinanziamenti è prevista per il
2011/2013.


Le condizioni economiche estremamente difficili che il mercato statunitense
attraversa attualmente amplificheranno gli effetti di questa "bomba a
orologeria": la crisi fa ticchettare più velocemente il timer, e numerose
banche di medie dimensioni avranno modo di rendersene conto entro la fine di
quest'anno.

In Europa, i principali mercati immobiliari commerciali assistono a uno
sviluppo simile, consapevoli del fatto che il numero di proprietà invendute
è costantemente aumentato a causa dei progetti immobiliari avviati prima
dello scoppio della crisi.


Come analizzato nei numeri GEAB recenti, i portfolio delle banche europee in
questo settore saranno fondamentalmente invendibili per molti anni a venire,
a meno che i prezzi non vengano ridotti di più della metà.


Nel 2010, probabilmente, vi sarà la possibilità di realizzare i primi ottimi
affari, in quanto le banche dovranno abbassare le pretese.


Negli USA, in particolare, le proprietà immobiliari continueranno a
deprimere i risultati bancari, come già hanno fatto negli ultimi tre anni,
ma con un'accelerazione dovuta, da un lato, al fatto che l'immenso portfolio
fantasma di proprietà immobiliari delle banche statunitensi non potrà
rimanere ancora occulto poiché queste proprietà, sovente mal costruite, si
stanno deteriorando rapidamente.


Dall'altro lato, poiché con l'aumentare della disoccupazione - in special
modo quella a lungo termine - milioni di mutuatari precedentemente
considerati "affidabili" stanno precipitando verso l'insolvenza o persino
verso una dismissione delle proprie case (poiché quasi un terzo degli
immobili acquistati grazie a un mutuo ha un valore inferiore al prezzo
d'acquisto,
un numero crescente di proprietari restituisce le chiavi alla propria banca
e si trasferisce in immobili in affitto).


Allo stesso tempo, il default dei pagamenti per il credito al consumo è in
costante crescita, in un momento in cui le regole bancarie volute dai leader
politici e dall'opinione pubblica mirano a ridurre i profitti degli istituti
di credito.


Quest'ultimo fenomeno coinvolge Europa, Giappone e la maggioranza delle
grandi banche internazionali.

Se da un lato ci si deve attendere il fallimento di 500 ulteriori banche
statunitensi nei prossimi diciotto mesi (di dimensioni maggiori rispetto
alle 140 banche scomparse nel 2009), è plausibile che le politiche di
"ritiro" delle misure d'emergenza della Fed e del Tesoro US non solleveranno
un'ulteriore ondata di fallimenti tra i grandi nomi di Wall Street.


E' nostra opinione che l'impossibilità per la Fed e per il Tesoro di
prefigurare le conseguenze di questo processo di ritiro delle misure
d'emergenza,
unito alla sottostima della natura sistemica della crisi (vale a dire,
dell'attuale
debolezza strutturale del sistema finanziario ed economico mondiale) e la
totale impopolarità di qualsiasi ulteriore aiuto per Wall Street
(specialmente in un anno di elezioni), sta creando, una volta ancora, una
situazione in cui è probabile la bancarotta di grandi banche.





3. L'inevitabile salita dei tassi di interesse


Quanto costerà prendere in prestito questo denaro per il quale la
competizione si è intensificata?


Negli ultimi 18 mesi, i banchieri centrali hanno risposto"la crisi è un
problema di liquidità, quindi questo denaro non deve costare, e comunque non
costa, nulla". ...e tutto continuerà come prima.


Comunque, negli ultimi mesi, la ripresa non è avvenuta, le banche continuano
a trattenersi dal prestare, la disoccupaizone contrinua a salire, ....
nonostante un flusso in entrata di liquidità a costo zero che il mondo non
ha mai visto nella storia.


Gli stati hanno iniziato a mancare i pagamenti dovuti, il gettito fiscale
crolla, le politiche di austerità iniziano ad apparire dovunque, e un
insieme di banche centrali iniziano a preoccuparsi dell'inflezione... e
iniziano a rialzare i loro tassi di interesse, come in Australia o Norvegia,
o, nel caso svedese, annunciando un aumento nell'estate 2010,,, o usano una
varietà di strumenti diversi, come Pechino.


Comunque, la Fed, come le banche centrali inglese, giapponese ed europea,
continua a far credere alle persone che c'e' ancora molta strada prima di
volere o essere in grado di rialzare i tassi.


Ma ha veramente scelta?


LEAP/E2020 ha scritto due anni fa che la Fed ha perso il controllo dei tassi
di interesse. Siamo ancora della stessa opinione e vorremmo aggiungere che
la Fed dovrà soffrire l'impatto di due sviluppi tra ora e la metà del 2010:


a.. cosa decidono di fare le banche cinesi ed europee
a.. confrontarsi con il problema della solvibilità domestica USA ed
internazionale


Se Pechino, per evitare una esplosione inflattiva della bolla speculativa
creata dalla sua politica di denaro a basso costo in questi ultimi 18 mesi è
obbligata a continuare la stretta monetaria (che il nostro team pensa che
accadrà), tutte le economie asiatiche, giappone incluso, saranno obbligate a
seguire rapidamente, e diventeranno le destinazioni preferite della
liquidità mondiale.


L'eurozona, che non accetterà questa riduzione "forzata" del costo del
denaro, seguirà i passi asiatici.


La sola soluzione per gli USA per evitare di trovarsi in bancarotta
internazionale nel momento in cui deve continuare ad attrarre capitali per
finanziare tutti i suoi defici, sarù continuare il gioco anche se contro la
sua volontà (accelerando la monetizzazione - benchè negandolo). Dunque
scoprirà brutalmente di non avere più l'abilità di controllare lo sviluppo
mondiale.


In un ambiente economico caratterizzato da un ampio numero di aziende
mantenute in gita dal credito facile, questo aumento dei tassi di interesse
porterà al crollo della zombie economy, una caduta fatale di circa il 30%
dell'economia mondiale.


Alt 23-02-2010, 17.33.10
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 24-02-2010, 08.29.11
maurio
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010

}M4Ud|t{ ha scritto:

> Tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nella seconda metà del
> 2010.................
> In un ambiente economico caratterizzato da un ampio numero di aziende
> mantenute in gita dal credito facile, questo aumento dei tassi di interesse
> porterà al crollo della zombie economy, una caduta fatale di circa il 30%
> dell'economia mondiale.

noi vediamo il bicchiere mezzo vuoto.per mia scarsa esperienza,non arrivo
a tante ipotesi negative,anche se logiche,ma quel 30% lo porterei anche al
40% considerando una variante non citata,la peggio,io ci metto una guerra
atomica in oriente,con quel matto antioccidentale.ora si che le ipotesi
peggiori aumentano drasticamente.mario

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it


  #3  
Vecchio 24-02-2010, 10.09.22
Daniel NA
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010

scusa, GEAB ha un sito internet?
Ho trovato molti articoli, molti riportavano queste stesse notizie
riguardo alla crisi della seconda metà del 2010, ma non il sito
ufficiale.


  #4  
Vecchio 24-02-2010, 10.16.51
PonnFarr
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010



"Daniel NA" <daniel_na@nospammail.invalid> ha scritto nel messaggio
news:mn.c2257da24c2b55ff.108125@daniel-na...
> scusa, GEAB ha un sito internet?
> Ho trovato molti articoli, molti riportavano queste stesse notizie
> riguardo alla crisi della seconda metà del 2010, ma non il sito ufficiale.


Niente sito ufficiale: solo pizzini distribuiti ai fedelissimi.

  #5  
Vecchio 24-02-2010, 10.18.46
Pointbreak
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010

"Daniel NA" <daniel_na@nospammail.invalid> ha scritto nel messaggio
news:mn.c2257da24c2b55ff.108125@daniel-na...
> scusa, GEAB ha un sito internet?
> Ho trovato molti articoli, molti riportavano queste stesse notizie
> riguardo alla crisi della seconda metà del 2010, ma non il sito ufficiale.


http://www.leap2020.eu/English_r25.html


  #6  
Vecchio 24-02-2010, 19.41.15
Daniel NA
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010

Pointbreak scrive "Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze
fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010" il 24/02/2010 in
it.economia.investire :
> "Daniel NA" ha scritto nel messaggio
> news:mn.c2257da24c2b55ff.108125@daniel-na...
>> scusa, GEAB ha un sito internet?


> http://www.leap2020.eu/English_r25.html


grazie.


  #7  
Vecchio 25-02-2010, 09.02.02
maurio
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010

PonnFarr ha scritto:

Ho trovato molti articoli, molti riportavano queste stesse notizie
> > riguardo alla crisi della seconda metà del 2010, ma non il sito ufficiale.

> Niente sito ufficiale: solo pizzini distribuiti ai fedelissimi.

è un sito da proporre ai governi o grandi investitori,con milioni di €....
per 200 €/anno,sarebbe utile.al nostro livello crea solo allarmismo.poi
da molte previsioni di scenari possibili,uno sarà giusto! ! ! impegnandoci
le faremo anche in questo ng.
la previsione buona è se si annuncia quell'evento e quando,il resto sono
riflessioni,considerazioni o idee,ma sempre di parte.mario

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it


  #8  
Vecchio 25-02-2010, 10.11.31
Pointbreak
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010


> per 200 €/anno,sarebbe utile.al nostro livello crea solo allarmismo.poi
> da molte previsioni di scenari possibili,uno sarÃ* giusto! ! ! impegnandoci
> le faremo anche in questo ng.
> la previsione buona è se si annuncia quell'evento e quando,il resto sono
> riflessioni,considerazioni o idee,ma sempre di parte.mario


Credo bisogna partire dal presupposto che tutti possano essere "di parte" (e
per es. il sole24ore lo è di sicuro), prendere gli spunti che offrono e
ragionare sempre con la propria testa.



  #9  
Vecchio 25-02-2010, 10.26.39
}M4Ud|t{
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Predefinito Re: GEAB 42 (seconda parte) - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010


"Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
news:4b8630b4$0$822$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Credo bisogna partire dal presupposto che tutti possano essere "di parte"
> (e per es. il sole24ore lo è di sicuro), prendere gli spunti che offrono e
> ragionare sempre con la propria testa.



li leggo da 3 anni ormai quelli di europe2020 e mi hanno dato moltissimi
spunti su cui riflettere. in 3 anni di analisi si sono rivelati molto
attendibili, quando parlano di dislocazione geopolitica, quando parlano
della partita turca, dei dati che vengono comunicati che non sono veritieri,
della cina che avrebbe iniziato a non finanziare più il debito americano,
cosa che si può verificare da quì: http://www.treas.gov/tic/mfh.txt ... del
trend dell'oro... e di tutte le altre analisi da loro fatte..
dell'inflazione che avrebbe iniziato a fare capolino nella seconda metÃ* del
2009...

una sola analisi hanno toppato da quando li leggo... avevano previsto che i
mercati dopo l'estate 2009 sarebbero crollati, ciò non è avvenuto in realtÃ*,
comunque molti analisti in merito attribuiscono questa performance solo alla
liquiditÃ* immessa e rimangono convinti che gli indici siano destinati a fare
nuovi minimi comunque entro 1 o 2 anni

 

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2010, aggraveranno, crisi, fondamentali, geab, nel, parte, seconda, tendenze
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