17/10/09, Il Fatto Quotidiano - I troppi misteri di Piazza Affari
di Beppe Scienza*
Più controlli, più trasparenza. Queste furono le promesse un anno fa dopo il
fallimento della Lehman Brothers.
L'obiettivo era evitare una nuova crisi finanziaria. Però i controlli non
sono aumentati né c'è traccia di una maggiore trasparenza.
Anzi, si registra addirittura qualche peggioramento.
È il caso, per stare in Italia, di alcuni indici di Borsa,
fra cui in particolare quello delle cosiddette blue chips ovvero
delle 40 più importanti azioni italiane (Unicredit, Eni, Intesa, Generali
ecc.).
Tale indice si chiamava S&P/Mib.
Dal giugno 2009 è diventato Ftse Mib a seguito della vendita della Borsa
Italiana alla Borsa di Londra , un'operazione deprecabile da vari punti di
vista. Fatto sta che prima la composizione dell'indice era pubblica.
L'elenco
aggiornato dei 40 titoli coi loro rispettivi pesi si poteva sempre scaricare
liberamente dal sito della Borsa. Da giugno invece non è più pubblico.
L'indice
è ora proprietà di una società privata per giunta estera, cioè della Ftse, e
la sua composizione verrà fornita solo a pagamento. Gli stessi abbonati alla
banca dati Bloomberg non hanno accesso a essa, se non pagando un canone
aggiuntivo rispetto a quello base che è comunque nell'ordine dei 20 mila
dollari l'anno.
Non è certo questa la via per una maggiore trasparenza.
Oltre tutto l'indice Ftse Mib è un parametro (c.d. benchmark) per valutare
la gestione di fondi comuni e fondi pensione. La composizione
dell'indice Ftse Mib all'ultima revisione è comunque scaricabile dalle mie
pagine web all'Università di Torino ( www.beppescienza.it? ).
Ma il vero problema non sono i peggioramenti, come quello descritto,
limitati anche se irritanti.
Il vero scandalo sono i casi incancreniti di mancanza di trasparenza,
che non sono stati neppure affrontati, tanto meno risolti. Si
prendano per esempio le cosiddette euro-obbligazioni
che sono la stragrande maggioranza dei titoli a reddito fisso
nei fondi e nelle gestioni.
Ufficialmente sono quotate, ma non alla Borsa italiana
o francese ecc. bensì a quella di Lussemburgo. Ma non solo
non vengono comprate o vendute lì
(bensì sul cosiddetto euromercato, una piazza virtuale priva di
regolamentazione). Ma neppure i prezzi alla Borsa di Lussemburgo
sono significativi.
Su questo punto non si è fatto niente. Così la finzione continua
e restano tante occasioni per ruberie nei fondi comuni e nei fondi
pensione.
Il risparmio gestito fa impunemente perdere soldi ai risparmiatori italiani
grazie anche alla mancanza di trasparenza. Come giudichereste infatti un
amministratore di condominio che ogni anno comunica solo un numero,
cioè il totale da pagare? A un inquilino ad esempio scrive:
"Per il 2009 lei deve in tutto 2.720 euro" e basta.
Senza dire quanto per il riscaldamento, quanto per la luce, la pulizia
delle scale ecc. E tiene nascoste tutte le bollette e fatture che dice
d'avere ricevuto. La chiamereste trasparenza? Ovviamente
no. Ebbene, qualcosa di analogo capita a chi ha i suoi risparmi
in un fondo comune. Ogni giorno il gestore gli dice quanto vale il fondo.
Ma non quali azioni od obbligazioni ha comprato, quando e a che prezzo.
Né quali ha venduto, che giorno e a che condizioni.
Un cliente non ha diritto di sapere
in dettaglio come sono stati spesi i suoi soldi. Né adesso néin futuro.
Persino gli archivi del Ministero degli Interni dopo 70 anni vengono aperti.
Quelli dei fondi comuni mai.
Peggio ancora per i lavoratori il cui
Trattamento di fine rapporto (Tfr) è finito, di riffa o di raffa, in un
fondo pensione.
O per chi ha messo i suoi risparmi in una polizza previdenziale.
In tali casi il buio è quasi totale. Cosa sostiene invece il
presidente della principale associazione delle società di gestione
(Assogestioni ) sul settimanale Economy allegato a Panorama? Marcello
Messori ha la faccia tosta di affermare che "chi investe chiede trasparenza
e [i fondi] la offrono" e di ripetere che "le caratteristiche di base dei
fondi sono semplicità e trasparenza" (30-9-2009 pag. 37).
Una panzana colossale.
E da decenni schiere di giornalisti economici echeggiano tali
affermazioni. Ecco un paio di esempi. Un articolo di Gianfranco Ursino sul
"Sole 24 Ore": «La chiave del successo dei fondi comuni presso le famiglie
italiane è la trasparenza» (Plus, 28-6-2003, pag. 9). Poi un servizio sul
Corriere della Sera intitolato addirittura «Fondi comuni, bolle di
trasparenza» di cui ci limiteremo a citare le conclusioni di Maria Teresa
Cometto: «I fondi comuni offrono il massimo di trasparenza rintracciabile
sul mercato, rendendo possibili indagini al microscopio che in altri ambiti
non si possono fare», cosa del tutto falsa (CorrierEconomia, 15-12-2003 p.
12). Al danno si aggiunge la beffa.
*Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino
> 17/10/09, Il Fatto Quotidiano - I troppi misteri di Piazza Affari
> di Beppe Scienza*
le conclusioni di Maria Teresa
> Cometto: «I fondi comuni offrono il massimo di trasparenza rintracciabile
> sul mercato, rendendo possibili indagini al microscopio che in altri ambiti
> non si possono fare», cosa del tutto falsa (CorrierEconomia, 15-12-2003 p.
> 12). Al danno si aggiunge la beffa.
trattando di denaro è logico che dove non c'è trasparenza c'è truffa e non
solo nei fondi comuni.noi di questo ng abbiamo capito e lo ripetiamo ma di
più non possiamo fare se non consigliare di investire in prodotti consoni
al nostro sapere finanziario.i fondi comuni ed altri prodotti giocano
proprio sulla nostra ignoranza ed inesperienza finanziaria.noi mettiamo
soldi e rischio e loro gestiscono e non diranno mai che è il momento di
vendere ed uscire,mai ! ! ma se sono bravi perchè non predono un prestito
ed investono i loro denari ? ?
grande ENI ed oggi grande SPMIB, ma c'e' un ma!
Ferrari: Grande ENI
e grande SPMIB per la prima volta si SALE, ed e'
una vera salita questa ce ne andiamo in poche ore
oltre i 13.000
cmq Korea e' troppo alta, e sospetta posizione,
c'e' da...
Borsa
1
10-03-2009 09.25.05
Grande SABINA,grande TRAVAGLIO,dategli dentro....
Svegliatevi: È sufficiente il titolo per presagire a quali guai giudiziari rischia di
andare incontro Sabina Guzzanti, che a partire dal 4 novembre porterà in
diverse città italiane il suo nuovo spettacolo...