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Vecchio 15-09-2009, 10.27.00
Max
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Predefinito Prezzi abitazioni in calo del 6,1%

L'ufficio studi UBH ha fornito un aggiornamento a settembre 2009 sulle
tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale
italiano.
Confrontando il primo semestre del 2009 con lo stesso periodo del 2008
vengono rilevati prezzi in calo in tutte le grandi città, un nuovo
allungamento dei tempi medi di vendita e forbice fra prezzo d'offerta e
prezzo di vendita che supera i 15 punti percentuali.
"La fase di aggiustamento dei prezzi continua anche nel primo semestre, l'incidenza
di perdita di valore degli immobili in questa prima parte del 2009 è stata
però attutita da un tasso di inflazione vicino allo zero", commenta
Alessandro Ghisolfi, direttore dell'ufficio studi UBH. "Il mercato del
prodotto obsoleto e da ristrutturare sconta maggiormente la debolezza della
domanda e i prezzi offerti vengono mediamente trattati sino ad arrivare al
15% di ribasso (con punte del 20%) prima della chiusura delle transazioni.
In molte aree urbane del Paese si è in pratica tornati ai livelli dei prezzi
della prima metà del 2007. Sui prodotti ristrutturati, le correzioni sono
minori, inferiori al 5,0% nominale annuale, ma, allontanandosi del centro
verso la periferia delle principali città metropolitane, la media dei prezzi
torna a far segnare dei ribassi vicini al 10,0%, soprattutto all'interno dei
comuni dell'hinterland metropolitano dove è presente in maniera più
accentuata l'attività edilizia delle nuove costruzioni".
Rispetto allo stesso periodo del 2008 i valori delle abitazioni nuove sono
calati da un minimo del 3,5% a un massimo del 10,0% partendo dalle aree
urbane centrali sino a quelle più periferiche, incluse le cittadine dell'hinterland
metropolitano, dove sono i nuovi cantieri a soffrire maggiormente.
Il 2009 è il terzo anno consecutivo di calo delle compravendite, un fenomeno
che non si era registrato negli ultimi 25 anni. Un calo molto consistente
dei prezzi lo si era invece registrato per 3 anni di seguito a inizio anni
90. "L'andamento ciclico del mercato immobiliare residenziale italiano sta
conoscendo una fase, che negli ultimi 25 anni non si era mai verificata",
continua Ghisolfi. "La frenata del mercato, attribuibile, da una parte alla
crisi congiunturale e, dall'altra a una crescita continua degli scambi
durata nove anni, sta riportando i volumi generali ai livelli di metà anni
'90. La differenza principale rispetto all'ultimo ciclo negativo iniziato
nel '92 è che nell'attuale fase i prezzi stanno mostrando una maggiore
resistenza rispetto ai cali traumatici di quegli anni e l'offerta di
abitazioni nelle aree di maggior qualità non dà segnali di forte aumento".
Alla fine del primo semestre 2009 il mercato immobiliare residenziale
italiano conferma quelle che erano le tendenze registrate alla fine dell'anno
scorso: le compravendite sono scese sia nelle grandi che nelle medie città
ma a velocità differente, con una stima compresa fra il -14,0% e il -16,0%
rispetto al primo semestre 2008. La velocità maggiore è data dagli scambi in
discesa delle medie e piccole realtà urbane localizzate soprattutto nella
provincia delle maggiori aree metropolitane, dove a soffrire di più è la
domanda di chi deve far ricorso a un finanziamento superiore all'80% del
valore dell'abitazione da acquistare. I cali dei volumi di scambio nella
provincia sono stimati fra il 15% e il 20% su base annua. Nelle grandi città
le variazioni degli scambi su base annua, pur essendo sempre negative, sono
meno importanti, con cali non superiori al 13%.
A settembre 2009, gli indicatori del mercato dicono che il periodo medio che
occorre per vendere un'abitazione è di oltre 200 giorni (pari a 7,1 mesi
contro i 6,6 mesi a gennaio 2009), confermando così il clima di incertezza
della domanda, consapevole che il clima economico, pur leggermente
migliorato, resta ancora in recessione.La forbice fra prezzo offerto e
prezzo finale di vendita si è leggermente allargata, superando la soglia
media del 15% (14% a gennaio 2009). Su questo indicatore pesa molto il
divario di prezzo che si sconta ancora nel Nord Italia, mentre al Centro e
nel Sud del Paese il venditore si dimostra meno rigido rispetto a sei mesi
fa.
Nel secondo trimestre del 2009 la domanda residenziale ha dato qualche
timido segnale di ripresa rispetto al primo trimestre dell'anno, essendo
questo un periodo tradizionalmente favorevole alle compravendite
immobiliari, come gli ultimi tre mesi dell'anno. La previsione per fine anno
è che il mercato segnerà una nuova flessione, meno pesante rispetto a quella
del 2008, probabilmente compresa fra l'11% e il 13% tendenziale annuo.
I prezzi delle abitazioni si stanno lentamente adattando ai nuovi andamenti
del mercato e il processo di revisione al ribasso dei valori potrebbe
continuare nella prima parte del prossimo anno, con ulteriori aggiustamenti
nell'ordine dei 4 - 5 punti percentuali. Per fine 2009 i prezzi medi di
vendita delle principali città sono attesi a -10,0% su base nazionale.
A partire dalla primavera del 2010, a fronte di migliori condizioni
congiunturali, si potrà assistere a una prima inversione di ciclo in termini
di scambi che si dovrebbe concretizzare maggiormente nella primavera del
2011, a cui farà seguito una prima probabile risalita dei valori di vendita

http://www.atticoinforma.net/i-prezz...calano-del-61/


Alt 15-09-2009, 10.27.00
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Vecchio 15-09-2009, 10.35.59
Lupo
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Prezzi abitazioni in calo del 6,1%

On 15 Set, 10:27, "Max" <M...@net.com> wrote:
> L'ufficio studi UBH ha fornito un aggiornamento a settembre 2009 sulle
> tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale
> italiano.
> Confrontando il primo semestre del 2009 con lo stesso periodo del 2008
> vengono rilevati prezzi in calo in tutte le grandi città, un nuovo
> allungamento dei tempi medi di vendita e forbice fra prezzo d'offerta e
> prezzo di vendita che supera i 15 punti percentuali.
> "La fase di aggiustamento dei prezzi continua anche nel primo semestre, l'incidenza
> di perdita di valore degli immobili in questa prima parte del 2009 è stata
> però attutita da un tasso di inflazione vicino allo zero", commenta
> Alessandro Ghisolfi, direttore dell'ufficio studi UBH. "Il mercato del
> prodotto obsoleto e da ristrutturare sconta maggiormente la debolezza della
> domanda e i prezzi offerti vengono mediamente trattati sino ad arrivare al
> 15% di ribasso (con punte del 20%) prima della chiusura delle transazioni..
> In molte aree urbane del Paese si è in pratica tornati ai livelli dei prezzi
> della prima metà del 2007. Sui prodotti ristrutturati, le correzioni sono
> minori, inferiori al 5,0% nominale annuale, ma, allontanandosi del centro
> verso la periferia delle principali città metropolitane, la media dei prezzi
> torna a far segnare dei ribassi vicini al 10,0%, soprattutto all'interno dei
> comuni dell'hinterland metropolitano dove è presente in maniera più
> accentuata l'attività edilizia delle nuove costruzioni".
> Rispetto allo stesso periodo del 2008 i valori delle abitazioni nuove sono
> calati da un minimo del 3,5% a un massimo del 10,0% partendo dalle aree
> urbane centrali sino a quelle più periferiche, incluse le cittadine dell'hinterland
> metropolitano, dove sono i nuovi cantieri a soffrire maggiormente.
> Il 2009 è il terzo anno consecutivo di calo delle compravendite, un fenomeno
> che non si era registrato negli ultimi 25 anni. Un calo molto consistente
> dei prezzi lo si era invece registrato per 3 anni di seguito a inizio anni
> 90. "L'andamento ciclico del mercato immobiliare residenziale italiano sta
> conoscendo una fase, che negli ultimi 25 anni non si era mai verificata",
> continua Ghisolfi. "La frenata del mercato, attribuibile, da una parte alla
> crisi congiunturale e, dall'altra a una crescita continua degli scambi
> durata nove anni, sta riportando i volumi generali ai livelli di metà anni
> '90. La differenza principale rispetto all'ultimo ciclo negativo iniziato
> nel '92 è che nell'attuale fase i prezzi stanno mostrando una maggiore
> resistenza rispetto ai cali traumatici di quegli anni e l'offerta di
> abitazioni nelle aree di maggior qualità non dà segnali di forte aumento".
> Alla fine del primo semestre 2009 il mercato immobiliare residenziale
> italiano conferma quelle che erano le tendenze registrate alla fine dell'anno
> scorso: le compravendite sono scese sia nelle grandi che nelle medie città
> ma a velocità differente, con una stima compresa fra il -14,0% e il -16,0%
> rispetto al primo semestre 2008. La velocità maggiore è data dagli scambi in
> discesa delle medie e piccole realtà urbane localizzate soprattutto nella
> provincia delle maggiori aree metropolitane, dove a soffrire di più èla
> domanda di chi deve far ricorso a un finanziamento superiore all'80% del
> valore dell'abitazione da acquistare. I cali dei volumi di scambio nella
> provincia sono stimati fra il 15% e il 20% su base annua. Nelle grandi città
> le variazioni degli scambi su base annua, pur essendo sempre negative, sono
> meno importanti, con cali non superiori al 13%.
> A settembre 2009, gli indicatori del mercato dicono che il periodo medio che
> occorre per vendere un'abitazione è di oltre 200 giorni (pari a 7,1 mesi
> contro i 6,6 mesi a gennaio 2009), confermando così il clima di incertezza
> della domanda, consapevole che il clima economico, pur leggermente
> migliorato, resta ancora in recessione.La forbice fra prezzo offerto e
> prezzo finale di vendita si è leggermente allargata, superando la soglia
> media del 15% (14% a gennaio 2009). Su questo indicatore pesa molto il
> divario di prezzo che si sconta ancora nel Nord Italia, mentre al Centro e
> nel Sud del Paese il venditore si dimostra meno rigido rispetto a sei mesi
> fa.
> Nel secondo trimestre del 2009 la domanda residenziale ha dato qualche
> timido segnale di ripresa rispetto al primo trimestre dell'anno, essendo
> questo un periodo tradizionalmente favorevole alle compravendite
> immobiliari, come gli ultimi tre mesi dell'anno. La previsione per fine anno
> è che il mercato segnerà una nuova flessione, meno pesante rispetto aquella
> del 2008, probabilmente compresa fra l'11% e il 13% tendenziale annuo.
> I prezzi delle abitazioni si stanno lentamente adattando ai nuovi andamenti
> del mercato e il processo di revisione al ribasso dei valori potrebbe
> continuare nella prima parte del prossimo anno, con ulteriori aggiustamenti
> nell'ordine dei 4 - 5 punti percentuali. Per fine 2009 i prezzi medi di
> vendita delle principali città sono attesi a -10,0% su base nazionale.
> A partire dalla primavera del 2010, a fronte di migliori condizioni
> congiunturali, si potrà assistere a una prima inversione di ciclo in termini
> di scambi che si dovrebbe concretizzare maggiormente nella primavera del
> 2011, a cui farà seguito una prima probabile risalita dei valori di vendita
> http://www.atticoinforma.net/i-prezz...abitazioni-cal...


Se.... vabbè... se dicono loro che sono calate del 10%.... sono in
cerca di casa da un anno e passa... ma... a vedere sul campo cala solo
l'euribor e lo spread sui mutui.... ma il costo del mattone, almeno
dalle mie parti, è sempre lo stesso...
 

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abitazioni, calo, prezzi
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