ciao a tutti,sto pensando di prendere un box,per esigenze non tanto di
investimento ma in quanto mi serve proprio
la persona che me lo venderebbe la conosco da decenni,è un mio ottimo vicino
stabilito il prezzo(circa 12 Keuro) chiedo a un notaio qui vicino quanto mi
costerebbe la pratica ,ebbene mi spara 2000 euro...
immagino sia allineato con altri notai...tra l'altro la sua giovanissima
segretaria(sarà almeno pagata?) mi dice che i preventivi vengono rilasciati
solo verbalmente,neanche un e-mail o un fax...ottimo se uno volesse
rischiare di trovarsi cambiate le carte in tavola ....
leggo in rete http://www.vincenzobrancatisano.it/articoli/notaio.htm
vari suggerimenti per minimizzare l'intervento(ma forse non l'onorario) del
notaio
tipo recarsi di persona alla Conservatoria,ottenere on line dei dati ecc...
ma temo che queste possibilità venissero prospettate( e mai messe veramente
in atto ) dai tempi di Bersani,non essendo riuscito a introdurre un pò di
concorrenza in più nel settore dei taxi mi immagino in quello dei notai....
qualcuno sa dirmi con cognizione di causa com'è la situazione sotto
l'attuale governo?il cittadino può in qualche modo acquistare un box senza
lasciare ,tra bolli e notaio, circa 2 stipendi ,come nel mio caso(purtroppo
non esagero )??
"blisca" <bliscachiocciolinatiscalipuntoit> ha scritto nel messaggio
news:49e62490$0$1113$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> ciao a tutti,sto pensando di prendere un box,per esigenze non tanto di
> investimento ma in quanto mi serve proprio
> la persona che me lo venderebbe la conosco da decenni,è un mio ottimo
> vicino
> stabilito il prezzo(circa 12 Keuro) chiedo a un notaio
notai ? da mettere al muro , come hanno fatto in cina .
Non saprei risponderti, purtroppo, ma il quesito è molto interessante...
Intanto però prova a contattare più notai, magari quelli giovani, e dì loro
chiaramente che vorresti vederti applicata la "tariffa minima". Infatti 2000
euro a naso non mi sembrano la tariffa minima, ma quella media per un
immobile. Le tariffe con i minimi e i massimi sono stabiliti dall'ordine dei
notai e credo sia tuo diritto conoscerla e cercare chi te la applica
Se ti può servire la mia esperienza...
Quando ho comprato casa 3 anni fa ho chiamato tutti i notai della zona e,
fra il più economico e il più caro, c'era quasi 1.500 euro di differenza.
Ovviamente ho scelto il più "economico" (lo so, la parola economico è un
eufemismo quando si parla di notai).
Ma il bello è che finito il rogito mi sono presentato dalla segretaria per
saldare il conto e questa mi presenta una fattura di ben 400 euro in più del
preventivato (fra l'altro il preventivo era stato verbale, non scritto). Al
che io dico che il preventivo era diverso e... puf.. i 400 euro sono stati
stornati subito senza fiatare (cioè dico 400 Euro, non 40...).
Quindi la regola è: Sentire più notai e farsi fare SEMPRE un preventivo!!!
"D." <d@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:MkCFl.24669$VA5.15575@tornado.fastwebnet.it.. .
> Se ti può servire la mia esperienza...
> Quando ho comprato casa 3 anni fa ho chiamato tutti i notai della zona e,
> fra il più economico e il più caro, c'era quasi 1.500 euro di differenza.
> Ovviamente ho scelto il più "economico" (lo so, la parola economico è un
> eufemismo quando si parla di notai).
> Ma il bello è che finito il rogito mi sono presentato dalla segretaria per
> saldare il conto e questa mi presenta una fattura di ben 400 euro in più
del
> preventivato (fra l'altro il preventivo era stato verbale, non scritto).
Al
> che io dico che il preventivo era diverso e... puf.. i 400 euro sono stati
> stornati subito senza fiatare (cioè dico 400 Euro, non 40...).
> Quindi la regola è: Sentire più notai e farsi fare SEMPRE un preventivo!!!
> D.
sto leggendo con attenzione,grazie a tutti
gabriele wrote :
> "blisca" <bliscachiocciolinatiscalipuntoit> ha scritto nel
> messaggio news:49e62490$0$1113$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
>> ciao a tutti,sto pensando di prendere un box,per esigenze non
>> tanto di
>> investimento ma in quanto mi serve proprio
>>> la persona che me lo venderebbe la conosco da decenni,è un mio
>> ottimo vicino
>>> stabilito il prezzo(circa 12 Keuro) chiedo a un notaio
> notai ? da mettere al muro , come hanno fatto in cina .
scusate se forse vado un po' ot (secondo me no, visto che è una voce
di costo in un investimento spesso pesante), ma i notai sono proprio
necessari?
proprio non si riesce ad evitarli?
la classe politica non può o non vuole eliminarli?
con tutti i soldi che si prendono poi spesso mi è capitato di
sentirmi chiedere fotocopie di documenti CHE GIà HANNO!
negli altri stati come funziona?
> scusate se forse vado un po' ot (secondo me no, visto che è una voce di
> costo in un investimento spesso pesante), ma i notai sono proprio
> necessari?
> proprio non si riesce ad evitarli?
> la classe politica non può o non vuole eliminarli?
> con tutti i soldi che si prendono poi spesso mi è capitato di sentirmi
> chiedere fotocopie di documenti CHE GIà HANNO!
> negli altri stati come funziona?
Il topic è molto attuale invece. In molti altri stati (parlo di quelli
civili) il notaio è facoltativo. E' pur vero che in quei paesi la incidenza
di acquisti di immobili con trascrizioni non esatte è più alta che in italia
e ci si ritrova magari con qualche scheletruzzo. Penso che quello dei notai
sia un bastione pronto a "saltare" entro non molto. Non è possibile che per
trascrizioni semplissime come gli immobili nuovi non si possa farne senza e
la tariffa minima sia uno stipendio mensile medio di un impiegato per un
servizio che può essere svolto da un pubblico ufficiale comunale, per
esempio.
> Il topic è molto attuale invece. In molti altri stati (parlo di
> quelli civili) il notaio è facoltativo. E' pur vero che in quei
> paesi la incidenza di acquisti di immobili con trascrizioni non
> esatte è più alta che in italia e ci si ritrova magari con qualche
> scheletruzzo. Penso che quello dei notai sia un bastione pronto a
> "saltare" entro non molto.
molto quanto? hai elementi/indizi concreti che te lo fanno pensare?
quali
> Non è possibile che per trascrizioni
> semplissime come gli immobili nuovi non si possa farne senza e la
> tariffa minima sia uno stipendio mensile medio di un impiegato per
> un servizio che può essere svolto da un pubblico ufficiale
> comunale, per esempio.
> molto quanto? hai elementi/indizi concreti che te lo fanno pensare?
no solo i tentativi di liberalizzazione cominciati da prodi, anche contro la
roccaforte dei notai, e continuati parz. da berlusconi ...penso sia un trend
inevitabile e certo bipartisan, ma tutto qua, non tale da giustificare il
temporeggiare per comprare/vendere immobili...
Attenzione, che dei 2000 euro circa la metà sono imposte e tasse dovute al
fisco.
Nei paesi dove non vi è il notaio il contenzioso immobiliare è molto più
elevato che da noi con costi enormi.
Per chi abbia voglia di approfondire l'argomento senza lasciarsi ammaliare
dai soliti luoghi comuni segnalo questi link:
"Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
news:49e6e581$0$1115$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> Non saprei risponderti, purtroppo, ma il quesito è molto interessante...
> Intanto però prova a contattare più notai, magari quelli giovani, e dì
> loro chiaramente che vorresti vederti applicata la "tariffa minima".
> Infatti 2000 euro a naso non mi sembrano la tariffa minima, ma quella
> media per un immobile. Le tariffe con i minimi e i massimi sono stabiliti
> dall'ordine dei notai e credo sia tuo diritto conoscerla e cercare chi te
> la applica
Nel sentire dell'opinione pubblica vi è la percezione di due elementi
essenziali del ruolo del notaio, che già risultano anche in un ruolo minore,
quando il notaio, in un programma televisivo, garantisce che tutto si svolga
regolarmente, che nessuno possa imbrogliare.
Il primo è costituito dalla fiducia, che poggia sulla imparzialità (tutte le
parti del contratto sono tutelate), su una preparazione giuridico-fiscale di
alto livello (a seguito del concorso più severo in assoluto), sulla sua
natura di pubblico ufficiale (che lo rende garante della veridicità e della
legalità degli atti).
Il secondo consiste nel fatto che il notaio esercita la sua funzione non da
dipendente dello Stato, ma con una organizzazione libero professionale, che
consente buoni guadagni, a fronte di altrettanta efficienza ed affidabilità.
La rapidità di predisposizione degli atti e delle formalità, il superamento
delle difficoltà tecniche in tempi brevi, la trasmissione degli atti per via
telematica ai pubblici registri, sono consentite dalla possibilità di
investimenti molto costosi in personale e in strumenti informatici e sono
garanzia di sicurezza e di efficienza per il cittadino.
I notai, oltre alle successioni, nelle quali sono forse i maggiori esperti,
sono impegnati in due campi fondamentali: quello della circolazione dei beni
immobili (case, uffici, terreni, capannoni, beni essenziali per le singole
persone e per gli imprenditori) e nei passaggi più rilevanti dell'attività
societaria.
In ambedue i casi il ricorso al notaio è imposto dalla legge per assicurare
contratti e verbalizzazioni ineccepibili e per far sì che l'autonomia
privata non superi i limiti di legalità fissati dalle norme.
Poiché l'intervento del notaio è obbligatorio, le tariffe sono fissate dallo
Stato, a tutto vantaggio del cittadino. Ed è facile constatarlo: il
trasferimento di una abitazione (per la quale il notaio garantisce nei
confronti dei clienti la libertà da ipoteche ed altri vincoli) comporta un
onorario notarile che è pari normalmente a metà della tariffa degli avvocati
per l'assistenza in un analogo affare e ad un sesto di quanto riscuote il
mediatore immobiliare.
Pochi sanno inoltre che il notariato italiano è stata la prima categoria
professionale a stipulare un'assicurazione che copre tutti i suoi componenti
con i Lloyd's di Londra. Ciò vuol dire che il cittadino che si rivolge al
notaio ha la certezza di essere pienamente tutelato anche in caso di
eventuali errori.
Il numero programmato sul territorio (i notai sono in numero limitato a
ragione della pubblica funzione svolta e sono legati alla loro sede di
assegnazione, come i giudici, per garantire a tutto il territorio, anche il
più disagiato, l'assistenza) è sinonimo di qualità, poiché i notai giungono
alla professione dopo studi estremamente rigorosi e sono riconosciuti tra
gli operatori del diritto più qualificati e con altissime responsabilità.
Nei concorsi - la scadenza è ormai annuale - le donne che li superano sono
ormai in numero pari ai maschi e, ciò che è significativo, solo il 17,5% dei
notai italiani (percentuale più bassa di tutto il panorama professionale)
hanno un famigliare dedito alla medesima professione.
Perché il notaio
Si dice: ma a che serve il notaio? In Inghilterra o negli Stati Uniti si può
anche comperarsi la casa da soli, e si viene garantiti dalle assicurazioni.
Vero; peccato che il solicitor, l'avvocato da cui non si può non farsi
assistere, costi assai di più del notaio e che spesso le assicurazioni si
rivelino molto restie a pagare il danno.
La differenza tra i due ordinamenti in fondo è tra aggiustare e prevenire. E'
del tutto intuitivo che la "tutela" delle parti è meglio della "autonomia"
delle parti.
Il notaio svolge una funzione sociale di grande rilievo in momenti
essenziali della vita del cittadino.
Compito del notaio è infatti anche quello di tutelare i più deboli, quelli
che non sono in grado di pagarsi l'avvocato migliore, quelli che
comperandosi la prima ed unica casa della vita non possono rischiare niente
e vogliono che ci sia qualcuno che garantisca loro che la casa è realmente
disponibile, non ha ipoteche; qualcuno, cioè, che dia certezze.
Non è un caso che il notariato di tipo latino (dove il notaio garantisce
personalmente i clienti della solidità giuridica del contratto) sia presente
in settanta paesi, da tutta l'Europa continentale all'America latina, ai
paesi dell'est europeo, alla Cina.
Non è un caso che dove interviene un notaio sia scarsissima la litigiosità
davanti ai giudici.
In Italia le cause per i contratti immobiliari e quelli relativi ai momenti
societari controllati da notai si contano sulle dita di una mano.
Non è un caso, del resto, che le istituzioni abbiano affidato negli ultimi
anni ai notai compiti sempre più delicati: dalla lotta all'abusivismo
edilizio alle espropriazioni immobiliari; dal ruolo di giudici onorari
aggregati, per smaltire l'arretrato della giustizia civile, al controllo su
costituzioni e verbali delle società per liberare i giudici da una parte del
loro carico di lavoro; e che, in sede internazionale, si pensi ai notai
anche in materia di lotta al riciclaggio.
Il tutto senza costi aggiuntivi per la collettività.
Senza contare che i notai sono all'avanguardia nello sforzo di
modernizzazione del Paese, essendosi forniti da tempo di una rete Intranet
che collega tutti gli studi e della firma digitale certificata dal Consiglio
Nazionale.
"Perché il notaio?" ha dunque una risposta agevole: perché il cittadino ha
più sicurezza, più efficienza, ha meno costi, più semplificazione nei
rapporti con la Pubblica Amministrazione, ha a disposizione un
professionista che risponde economicamente della solidità dei contratti che
stipula; come - per i trasferimenti immobiliari e gli atti societari - una
sorta di sportello unico di grande qualificazione giuridico-fiscale e di
forte garanzia morale: in tempi così complessi e incerti non ne vale la
pena?
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Kt%Il.307157$FR.610238@twister1.libero.it...
> Attenzione, che dei 2000 euro circa la metà sono imposte e tasse dovute al
> fisco.
> Nei paesi dove non vi è il notaio il contenzioso immobiliare è molto più
> elevato che da noi con costi enormi.
> Per chi abbia voglia di approfondire l'argomento senza lasciarsi ammaliare
> dai soliti luoghi comuni segnalo questi link:
> http://www.notariato.it/portal/site/...000100007fRCRD
> dal quale ho tratto il testo che segue.
> Inoltre:
> http://www.gaetanopetrelli.it/catalo...20-%202007.pdf
> Fabrizio
> "Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
> news:49e6e581$0$1115$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
>> Non saprei risponderti, purtroppo, ma il quesito è molto interessante...
>> Intanto però prova a contattare più notai, magari quelli giovani, e dì
>> loro chiaramente che vorresti vederti applicata la "tariffa minima".
>> Infatti 2000 euro a naso non mi sembrano la tariffa minima, ma quella
>> media per un immobile. Le tariffe con i minimi e i massimi sono stabiliti
>> dall'ordine dei notai e credo sia tuo diritto conoscerla e cercare chi te
>> la applica
>>
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:vy%Il.2394$4b.6006@twister2.libero.it...
> Chi è il notaio?
[cut]
> "Perché il notaio?"
Patetica, questa difesa d'ufficio...
A mio avviso, di questa lobby di impiegati d'ordine
irragionevolmente privilegiati si potrebbe (e dovrebbe)
benissimo fare a meno (assegnando i loro compiti
a una nuova figura di impiegato comunale)
Sapete chi è sull'inarrivabile vetta dei redditi dei lavoratori autonomi? I
notai. E soprattutto sapete con quale cifra media? 428.497 euro all'anno,
come dire una settantina di milioni al mese procapite delle ex lire. http://www.repubblica.it/2006/10/sez...in-piazza.html
Nessuno vuole negare che i notai abbiano redditi alti, il dato che dovrebbe
stupire semmai è quello di altre categorie professionali che dichiarano
redditi ridicoli.
Quel dato evidenzia solo la lealtà fiscale della categoria, a differenza di
altre.....
Ma dai luoghi comuni è difficilissimo liberarsi
Fabrizio
"Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:49f48849$0$1111$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> "Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:vy%Il.2394$4b.6006@twister2.libero.it...
>> Chi è il notaio?
>>> [cut]
>>> "Perché il notaio?"
> Patetica, questa difesa d'ufficio...
> A mio avviso, di questa lobby di impiegati d'ordine
> irragionevolmente privilegiati si potrebbe (e dovrebbe)
> benissimo fare a meno (assegnando i loro compiti
> a una nuova figura di impiegato comunale)
> http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_....php?id=247938
> Sapete chi è sull'inarrivabile vetta dei redditi dei lavoratori autonomi?
> I notai. E soprattutto sapete con quale cifra media? 428.497 euro
> all'anno, come dire una settantina di milioni al mese procapite delle ex
> lire.
> http://www.repubblica.it/2006/10/sez...in-piazza.html
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:YM%Il.307166$FR.610118@twister1.libero.it...
> Nessuno vuole negare che i notai abbiano redditi alti, il dato che
> dovrebbe
> stupire semmai è quello di altre categorie professionali che dichiarano
> redditi ridicoli.
Veramemte... mi sarei aspettato che tu dicessi...
"Il dato che dovrebbe stupire è quello di altre categorie, come i
lavoratori dipendenti, che percepiscono un reddito medio 25 volte
inferiore e svolgono un lavoro molto più utile e più faticoso
(e spesso richiede anche maggiori capacità e competenza)
> Quel dato evidenzia solo la lealtà fiscale della categoria, a differenza
> di
> altre.....
Quel dato evidenzia le ingiustizie e distorsioni economiche della società.
Nonché l'arroganza di categorie privilegiate che non contribuiscono
alla ricchezza, prosperità e benessere della nazione.
Già Aristotele (mi sembra sia stato lui) 2300 anni fa si era posto la
domanda:
quanto alto deve essere il rapporto, giusto, etico e socialmente
sopportabile fra il guadagno del primo e dell'ultimo della casta?
E la sua risposta fu: 10 volte.
Io, per quel che conta... sono d'accordo con Aristotele.
Allora tu sostieni semplicemente che nella società non dovrebbero esistere
differenze di reddito, questa è un opinione legittima, per quanto puramente
utopica, e comunque non ha nulla a che vedere con la funzione e l'utilità
del notaio.
Se il problema è il reddito allora il discorso riguarda non solo i notai ma
tantissime altre categorie...... Però se si afferma che il notaio è inutile
e costoso bisognerebbe almeno avere chiaro cosa fa realmente e quali
interessi tutela.
Ti consiglio la lettura di questo interessante articolo sul tema del prof.
Ugo Mattei, insigne giurista.
potrai notare che tale articolo è stato pubblicato lo scorso anno sul
Manifesto, che non mi pare esattamente un giornale che sostenga ricchi
privilegiati....
I notai saranno pure ricchi, ma difendono la legalità
di Ugo Mattei *
E' riesplosa con virulenza in questi giorni la polemica sulle professioni
legali e in particolare sul notariato latino, nuovamente oggetto delle
attenzioni liberalizzatrici di Bersani in piena continuità con il Decreto
sulla competitività di Siniscalco nel 2005.
Le domande che dobbiamo porci anche a sinistra di fronte a un tentativo di
riforma che attacca aspetti profondi della nostra cultura giuridica sono
due:
1. che cosa non ci piace e vogliamo cambiare ?
2. cui prodest il cambiamento?
1. Non ci piace che i notai, mandarini del diritto, guadagnino troppo grazie
al loro monopolio. Dobbiamo però considerare che il notaio nel mondo
romanista non è un semplice professionista privato. Il notariato è un'
organizzazione professionale mista con forti tratti di pubblico. In ogni
sistema giuridico l'organizzazione professionale stinge su molti aspetti del
diritto sostanziale (diritti di proprietà) e processuale (accesso alla
giustizia), sicché qualunque riforma in questo settore va condotta con
cautela estrema e assoluta provvedutezza tecnica. Nella contrapposizione
portante in occidente, quella fra common law anglo- americano e sistemi c.d.
romanisti, cui si iscrive anche il nostro diritto, il notariato svolge da
secoli un ruolo chiave. Esso rimedia efficacemente, secondo la massima
meglio prevenire (ex ante) che curare (ex post) la tradizionale debolezza
del giudiziario continentale. Nello svolgimento di questa funzione di
prevenzione della lite e di delimitazione certa dei diritti proprietari il
notariato raggiunge i contesti più marginali e periferici: esso è presente
dal Mali al Perù. Sorprende perciò che un argomento tanto peregrino quanto
l'assenza del notaio nel mondo angloamericano, dove le corti giudiziarie
hanno ben altra efficacia e prestigio e ben diversi poteri, possa essere
avanzato in sede politica e giornalistica a sostegno di significative
riduzioni del monopolio professionale. Occorrerebbe che ci si rendesse conto
che questo monopolio è in gran parte giustificato dalla funzione pubblica
del notaio e dal fatto che questo tipo di funzione, se svolta male, finisce
per travolgere un bene pubblico essenziale per la legalità quale la certezza
del diritto. D'altra parte, se è vero che i notai guadagnano molto (proprio
come giudici e avvocati nel mondo angloamericano), è anche vero che esiste
una buona ragione istituzionale perché ciò avvenga. Il notaio deve essere
incorruttibile, deve mantenere prestigio sociale e deve perciò avere molto,
moltissimo da perdere qualora si faccia corrompere. Le indubbie difficoltà
dell'accesso alla professione e l'utile attesa di un lungo periodo dallo
svolgimento della stessa svolgono nella tradizione romanista questa funzione
di «assicurazione sociale» contro la corruzione. Proprio come per i giudici
di common law.
2. Il notariato, composto da circa 5 mila giuristi ha saputo organizzare un
servizio pubblico, forse caro ma uniforme e di qualità, da Bolzano a Capo
Passero. Ovunque sul territorio ci si può rivolgere a un notaio, a
differenza che a un medico o a un avvocato, senza preoccupazione particolare
di essere finiti nelle mani di un incapace, pagando più o meno la stessa
tariffa. L'assenza della necessità di scegliere contribuisce alla pace dello
spirito, un po' come quando un tempo, in regime di monopolio, non eravamo
costretti a lavorare per gli oligopoli Telecom scegliendo il piano «più
vantaggioso» per non sentirci gonzi.
Perché si vuole togliere oggi questa pace di spirito a chi comprando un
immobile da 100 mila euro in molti casi sta conducendo l'operazione
economica più importante della sua vita? Della mancanza di monopolio del
notaio - come avvenuto in Inghilterra quando il modello Thatcher, seguito da
Bersani, ha sottratto ai solicitors il monopolio del trasferimento
immobiliare - ne approfittano gli oligopoli di banche e compagnie di
assicurazione, veri nemici della legalità e dei controlli pubblici, che già
pregustano il ricco mercato della title insurance che si apre di fronte a
loro. Consegnare il controllo della legalità a questi soggetti è però come
consegnare alla volpe il controllo del pollaio, perché nella migliore delle
ipotesi sarà la cultura attuariale a sostituire quella giuridica,
incentivando trasferimenti con un titolo di proprietà spurio quando
l'accertamento sia troppo costoso per la banca o l' assicurazione. Il che
significa per chi compra la casa (o l'automobile) che se cinque anni dopo
salterà fuori il «vero» proprietario egli dovrà contentarsi di un
risarcimento calcolato al momento dell'acquisto, con cui, dato l'andamento
del mercato immobiliare, non si comprerà certo una casa uguale.
Del resto la battaglia contro il notariato è globale e viene condotta
proprio in nome del libero mercato neo- liberista e sulle ali
dell'americanizzazione del diritto dagli oligopoli transnazionali che godono
per il crollo di un controllo professionale approfondito ex ante che in
qualche modo ne limita la spregiudicatezza affaristica. Il che, in mancanza
di un sistema efficace di Corti e con l' accesso alla giustizia civile che
ci ritroviamo significa crollo della legalità. Ne vale la pena?
Di questo si discuterà a Moncalieri in occasione delle iniziative proposte
dall'istituendo Collegio universitario internazionale (www.iuctorino.it) il
5 luglio in una tavola rotonda presieduta da Gustavo Zagrebelsky, presidente
emerito della Corte costituzionale, dal titolo «Il valore economico e
sociale della sicurezza giuridica» cui parteciperanno l'avvocato Franzo
Grande Stevens, il giurista Francesco Denozza, l'economista Francesco
Pulitini e il notaio Paolo Piccoli.
UGO_MATTEI
* ordinario di diritto civile, università di Torino e professore di diritto
comparato università della California
"Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:49f48ee9$0$1114$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> "Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:YM%Il.307166$FR.610118@twister1.libero.it...
>> Nessuno vuole negare che i notai abbiano redditi alti, il dato che
>> dovrebbe
>> stupire semmai è quello di altre categorie professionali che dichiarano
>> redditi ridicoli.
> Veramemte... mi sarei aspettato che tu dicessi...
> "Il dato che dovrebbe stupire è quello di altre categorie, come i
> lavoratori dipendenti, che percepiscono un reddito medio 25 volte
> inferiore e svolgono un lavoro molto più utile e più faticoso
> (e spesso richiede anche maggiori capacità e competenza)
>> Quel dato evidenzia solo la lealtà fiscale della categoria, a differenza
>> di
>> altre.....
>> Quel dato evidenzia le ingiustizie e distorsioni economiche della società.
> Nonché l'arroganza di categorie privilegiate che non contribuiscono
> alla ricchezza, prosperità e benessere della nazione.
> Già Aristotele (mi sembra sia stato lui) 2300 anni fa si era posto la
> domanda:
> quanto alto deve essere il rapporto, giusto, etico e socialmente
> sopportabile fra il guadagno del primo e dell'ultimo della casta?
> E la sua risposta fu: 10 volte.
> Io, per quel che conta... sono d'accordo con Aristotele.
Sui NG è buona prassi scrivere "sotto", cioè dopo una parte del
messaggio cui si intende rispondere.
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Nn0Jl.307196$FR.610209@twister1.libero.it...
> Allora tu sostieni semplicemente che nella società non dovrebbero esistere
> differenze di reddito,
E' una falsificazione del mio pensiero.
Ritengo solo che le attuali differenze fra i redditi sono semplicemente
indecenti. Come ho espresso ricordando Aristotele.
Soprattutto, quando chi fatica, produce e consente anche ai notai di
mangiare e spassarsela, stenta a tirare la fine del mese, mentre altri,
in certi casi anche responsabili delle varie crisi economiche, se ne
sbattono
e continuano a sprecare o peggio ad imboscare ricchezza nei paradisi
fiscali.
> questa è un opinione legittima, per quanto puramente utopica, e comunque
> non ha nulla a che vedere con la funzione e l'utilità del notaio.
> Se il problema è il reddito allora il discorso riguarda non solo i notai
> ma tantissime altre categorie......
Certo, riguarda anche altri. Ad es. top manager, banchieri, politici e
personaggi dello sport e dello spettacolo.
E allora?
Per i notai, di peggiorativo c'è il grigiore del lavoro routinario, come ho
indicato nel primo messaggio.
> Però se si afferma che il notaio è inutile e costoso bisognerebbe almeno
> avere chiaro cosa fa realmente e quali interessi tutela.
Ho detto che quello che fa potrebbe benissimo essere svolto con un
costo del 10% per l'utente presso un ufficio comunale.
> Ti consiglio la lettura di questo interessante articolo sul tema del prof.
> Ugo Mattei, insigne giurista.
Certo, Ugo Mattei... 1983 Laurea in giurisprudenza...
Ti prego di scusarmi se ci ho dato solo una fugace occhiata....
Questi argomenti, attività e personaggi non rientrano nei miei interessi:
> Di questo si discuterà a Moncalieri in occasione delle iniziative proposte
> dall'istituendo Collegio universitario internazionale (www.iuctorino.it)
> il 5 luglio in una tavola rotonda presieduta da Gustavo Zagrebelsky,
> presidente emerito della Corte costituzionale, dal titolo «Il valore
> economico e sociale della sicurezza giuridica» cui parteciperanno
> l'avvocato Franzo Grande Stevens, il giurista Francesco Denozza,
> l'economista Francesco Pulitini e il notaio Paolo Piccoli.
Non se ne fa assolutamente una questione di invidia economica. Ma penso che
anche il notaio (o praticante) Fabrizio ammetta che sono equi (sotto ogni
latitudine politica) i passi verso una maggiore liberalizzazione di quelle
che sono ancora le nicchie di esclusività del notaio. Almeno io ho due buoni
amici notai e persino loro affermano che la pacchia è (stata) bella finchè
dura, ma le roccaforti dei notai sono destinate ad essere erose presto o
tardi. E giustamente. Così come è stato liberalizzata la vendita di farmaci
da parte dei supermercati e liberalizzate le licenze per la produzione e
distribuzione di energia elettrica, gas, telefonia etc. Il trend è quello:
MERITOCRAZIA E LIBERALISMO per dare maggiore efficenza, produttività e,
speriamo, progresso.
Poi, che in altri Paesi i contenziosi siano più alti che in italia sono
stato il primo a dirlo, ma semplicemente che i notai siano resi facoltativi
per certe tipologie di atto!
"Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
news:49f5afc3$0$835$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Non se ne fa assolutamente una questione di invidia economica. Ma penso
> che anche il notaio (o praticante) Fabrizio ammetta che sono equi (sotto
> ogni latitudine politica) i passi verso una maggiore liberalizzazione di
> quelle che sono ancora le nicchie di esclusività del notaio. Almeno io ho
> due buoni amici notai e persino loro affermano che la pacchia è (stata)
> bella finchè dura, ma le roccaforti dei notai sono destinate ad essere
> erose presto o tardi. E giustamente. Così come è stato liberalizzata la
> vendita di farmaci da parte dei supermercati e liberalizzate le licenze
> per la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, telefonia
> etc. Il trend è quello: MERITOCRAZIA E LIBERALISMO per dare maggiore
> efficenza, produttività e, speriamo, progresso.
> Poi, che in altri Paesi i contenziosi siano più alti che in italia sono
> stato il primo a dirlo, ma semplicemente che i notai siano resi
> facoltativi per certe tipologie di atto!
Tengo solo a dire che questo pensiero, del tutto legittimo e rispettabile,
non è però il mio.
Ovviamente, non per quanto riguarda il merito, che reputo dovrebbe
essere decisivo in ogni scelta: merito che è stato associato, ma per me
non va sempre di pari passo con il liberalismo, in particolare per una
professione "familiare" come quella dei notai, per il cui esercizio
per di più mi è difficile rintracciare la necessità della emersione di un
particolare merito.
Sono contrario anche al concetto che le liberalizzazioni siano da
considerarsi sempre positivamente: l'energia e soprattutto l'acqua
sono beni troppo importanti per lasciarli ai privati.
> Tengo solo a dire che questo pensiero, del tutto legittimo e rispettabile,
> non è però il mio.
> Ovviamente, non per quanto riguarda il merito, che reputo dovrebbe
> essere decisivo in ogni scelta: merito che è stato associato, ma per me
> non va sempre di pari passo con il liberalismo, in particolare per una
> professione "familiare" come quella dei notai, per il cui esercizio
> per di più mi è difficile rintracciare la necessità della emersione di un
> particolare merito.
> Sono contrario anche al concetto che le liberalizzazioni siano da
> considerarsi sempre positivamente: l'energia e soprattutto l'acqua
> sono beni troppo importanti per lasciarli ai privati.
Il problema non non è nelle liberalizzazioni, ma nella mancanza di regole
che le accompagna.
"Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
news:49f7155b$0$841$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
>> Tengo solo a dire che questo pensiero, del tutto legittimo e
>> rispettabile,
>> non è però il mio.
>> Ovviamente, non per quanto riguarda il merito, che reputo dovrebbe
>> essere decisivo in ogni scelta: merito che è stato associato, ma per me
>> non va sempre di pari passo con il liberalismo, in particolare per una
>> professione "familiare" come quella dei notai, per il cui esercizio
>> per di più mi è difficile rintracciare la necessità della emersione di un
>> particolare merito.
>>> Sono contrario anche al concetto che le liberalizzazioni siano da
>> considerarsi sempre positivamente: l'energia e soprattutto l'acqua
>> sono beni troppo importanti per lasciarli ai privati.
> Il problema non non è nelle liberalizzazioni, ma nella mancanza di regole
> che le accompagna.
Anche questa è la tua idea.
Io, che ho vissuto l'importanza sociale della nazionalizzazione
dell'energia elettrica negli anni '60 (che ha portato la dignità
della "luce" in tutte le case, anche ove i privati ben difficilmente
avrebbero avuto interesse a portarla) penso che le regole siano
importanti, ma, per tanti motivi, insufficienti.
> Anche questa è la tua idea.
> Io, che ho vissuto l'importanza sociale della nazionalizzazione
> dell'energia elettrica negli anni '60 (che ha portato la dignità
> della "luce" in tutte le case, anche ove i privati ben difficilmente
> avrebbero avuto interesse a portarla) penso che le regole siano
> importanti, ma, per tanti motivi, insufficienti.
C'ero anch'io, ma penso fosse un'altra Italia ;-)
Cmq stiamo andando forse un po' in là
Ti saluto Nino, i tuoi commenti fanno sempre riflettere (sempre a parer mio
;-). Ciao
"Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
news:49f5afc3$0$835$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Non se ne fa assolutamente una questione di invidia economica. Ma penso
> che anche il notaio (o praticante) Fabrizio ammetta che sono equi (sotto
> ogni latitudine politica) i passi verso una maggiore liberalizzazione di
> quelle che sono ancora le nicchie di esclusività del notaio. Almeno io ho
> due buoni amici notai e persino loro affermano che la pacchia è (stata)
> bella finchè dura, ma le roccaforti dei notai sono destinate ad essere
> erose presto o tardi. E giustamente. Così come è stato liberalizzata la
> vendita di farmaci da parte dei supermercati e liberalizzate le licenze
> per la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, telefonia
> etc. Il trend è quello: MERITOCRAZIA E LIBERALISMO per dare maggiore
> efficenza, produttività e, speriamo, progresso.
Il punto è proprio questo. Quello che i dati dimostrano, e se vuoi possiamo
parlarne, è che il sistema notariato funziona, assicura certezza giuridica
ai cittadini a costi contenuti e rende una serie di servizi allo stato a
costo zero. poi possiamo certamente discutere se vi siano delle esclusive
non più giustificabili quà e la, ma cio non toglie il valore
dell'Istituzione notariato.
Fabrizio
> Poi, che in altri Paesi i contenziosi siano più alti che in italia sono
> stato il primo a dirlo, ma semplicemente che i notai siano resi
> facoltativi per certe tipologie di atto!
"Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:49f626df$0$844$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> "Pointbreak" <BuonTrading@tutt.i> ha scritto nel messaggio
> news:49f5afc3$0$835$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
>> Non se ne fa assolutamente una questione di invidia economica. Ma penso
>> che anche il notaio (o praticante) Fabrizio ammetta che sono equi (sotto
>> ogni latitudine politica) i passi verso una maggiore liberalizzazione di
>> quelle che sono ancora le nicchie di esclusività del notaio. Almeno io ho
>> due buoni amici notai e persino loro affermano che la pacchia è (stata)
>> bella finchè dura, ma le roccaforti dei notai sono destinate ad essere
>> erose presto o tardi. E giustamente. Così come è stato liberalizzata la
>> vendita di farmaci da parte dei supermercati e liberalizzate le licenze
>> per la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, telefonia
>> etc. Il trend è quello: MERITOCRAZIA E LIBERALISMO per dare maggiore
>> efficenza, produttività e, speriamo, progresso.
>> Poi, che in altri Paesi i contenziosi siano più alti che in italia sono
>> stato il primo a dirlo, ma semplicemente che i notai siano resi
>> facoltativi per certe tipologie di atto!
>>> Tengo solo a dire che questo pensiero, del tutto legittimo e rispettabile,
> non è però il mio.
> Ovviamente, non per quanto riguarda il merito, che reputo dovrebbe
> essere decisivo in ogni scelta: merito che è stato associato, ma per me
> non va sempre di pari passo con il liberalismo, in particolare per una
> professione "familiare" come quella dei notai, per il cui esercizio
> per di più mi è difficile rintracciare la necessità della emersione di un
> particolare merito.
Questo è un altro di quei luoghi comuni difficilissimo da sfatare. Quella
del notaio è la professione meno "familiare" che esista, per il semplice
motivo che per l'accesso alla professione occorre superare un concorso che è
unanimemente riconosciuto tra i più difficili e selettivi in assoluto. Pensa
che solo il 17% dei notai ha un parente notaio, e prova a raffrontare questo
dato con quello di altre professioni. Sapessi quanti figli di notai non
riescono a vincere il concorso, e viceversa quanti figli di contadini o di
persone comunque non agiate o che non avevano studiato sono diventati notai.
Ciò dimostra, contrariamente a quello che tu dici, che il merito è la
componente più rilevante per diventare notaio.
Sono d'accordo sull'istituto del notariato per le ragioni già espresse da
questo gruppo.
Non sono d'accordo sulle parcelle, non le spese, talvolta esose.
Ci vorrebbero più notai sul mercato e maggiore concorrenza tra di loro.
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:KExKl.4790$4b.6182@twister2.libero.it...
> "Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
>> Tengo solo a dire che questo pensiero, del tutto legittimo e
>> rispettabile,
>> non è però il mio.
>> Ovviamente, non per quanto riguarda il merito, che reputo dovrebbe
>> essere decisivo in ogni scelta: merito che è stato associato, ma per me
>> non va sempre di pari passo con il liberalismo, in particolare per una
>> professione "familiare" come quella dei notai, per il cui esercizio
>> per di più mi è difficile rintracciare la necessità della emersione di un
>> particolare merito.
> Questo è un altro di quei luoghi comuni difficilissimo da sfatare. Quella
> del notaio è la professione meno "familiare" che esista, per il semplice
> motivo che per l'accesso alla professione occorre superare un concorso che
> è
> unanimemente riconosciuto tra i più difficili e selettivi in assoluto.
> Pensa
> che solo il 17% dei notai ha un parente notaio, e prova a raffrontare
> questo
> dato con quello di altre professioni. Sapessi quanti figli di notai non
> riescono a vincere il concorso, e viceversa quanti figli di contadini o di
> persone comunque non agiate o che non avevano studiato sono diventati
> notai.
> Ciò dimostra, contrariamente a quello che tu dici, che il merito è la
> componente più rilevante per diventare notaio.
> Fabrizio
Probabilità e calcolo combinatorio, questi sconosciuti..... :-(
Ammettiamo pure che è il 17% dei familiari dei notai a continuare la
professione.
In Italia, i notai sono circa 4500. Considerando la cerchia dei parenti,
bambini
inclusi, abbiamo una popolazione di circa 50 mila persone (meno dello 0,1%
della popolazione italiana).
Quindi, la "familiarità", e spessissimo il passaggio da padre in figlio,
risulta
eccezionalmente elevata e significativa ed è di circa 200 volte superiore
alla casualità.
> Non sono d'accordo sulle parcelle, non le spese, talvolta esose.
> Ci vorrebbero più notai sul mercato e maggiore concorrenza tra di loro.
Concordo. Dopotutto una figura notarile e' necessaria, e' la forma
attuale ad essere assurda. Se le cose non sono cambiate molto
recentemente (ne dubito) i notai hanno il beneficio di un mercato
prigioniero, del numero chiuso, di tariffe fisse. In pratica sono
liberi professionisti ma schermati perfettamente dai
rigori della concorrenza. Se non lo fossero i loro redditi
scenderebbero in maniera molto consistente (attualmente dichiarano
piu' del quadruplo di un dirigente d'azienda).
Tutto questo, ovviamente, e' contrario a qualunque concetto di libero
mercato. Gli ultimi comunisti, in Italia, sono i notai.
"Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:49fad4f9$0$1119$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> "Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:KExKl.4790$4b.6182@twister2.libero.it...
>>> "Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
>>> Tengo solo a dire che questo pensiero, del tutto legittimo e
>>> rispettabile,
>>> non è però il mio.
>>> Ovviamente, non per quanto riguarda il merito, che reputo dovrebbe
>>> essere decisivo in ogni scelta: merito che è stato associato, ma per me
>>> non va sempre di pari passo con il liberalismo, in particolare per una
>>> professione "familiare" come quella dei notai, per il cui esercizio
>>> per di più mi è difficile rintracciare la necessità della emersione di
>>> un
>>> particolare merito.
>>> Questo è un altro di quei luoghi comuni difficilissimo da sfatare. Quella
>> del notaio è la professione meno "familiare" che esista, per il semplice
>> motivo che per l'accesso alla professione occorre superare un concorso
>> che è
>> unanimemente riconosciuto tra i più difficili e selettivi in assoluto.
>> Pensa
>> che solo il 17% dei notai ha un parente notaio, e prova a raffrontare
>> questo
>> dato con quello di altre professioni. Sapessi quanti figli di notai non
>> riescono a vincere il concorso, e viceversa quanti figli di contadini o
>> di
>> persone comunque non agiate o che non avevano studiato sono diventati
>> notai.
>> Ciò dimostra, contrariamente a quello che tu dici, che il merito è la
>> componente più rilevante per diventare notaio.
>>> Fabrizio
>>> Probabilità e calcolo combinatorio, questi sconosciuti..... :-(
> Ammettiamo pure che è il 17% dei familiari dei notai a continuare la
> professione.
> In Italia, i notai sono circa 4500. Considerando la cerchia dei parenti,
> bambini
> inclusi, abbiamo una popolazione di circa 50 mila persone (meno dello 0,1%
> della popolazione italiana).
> Quindi, la "familiarità", e spessissimo il passaggio da padre in figlio,
> risulta
> eccezionalmente elevata e significativa ed è di circa 200 volte superiore
> alla casualità.
> http://www.stefanolorenzetto.it/pagi...te/micheli.pdf
Che discorso assurdo! Mi pare logico che chi ha un genitore o un parente
notaio possa decidere più di altri di cercare di intraprendere una
professione che conosce da vicino. Per le altre professioni basta questo,
per il notariato no perchè occorre vincere un concorso.
Quindi dire che il notaio è una professione familiare è un luogo comune ed
una affermazione falsa, fatta senza conoscere chi è e cosa fa il notaio,
come la maggior parte delle affermazioni e dei luoghi comuni su questa
professione.
<Roberto> ha scritto nel messaggio
news:49facc87$0$830$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Sono d'accordo sull'istituto del notariato per le ragioni già espresse da
> questo gruppo.
> Non sono d'accordo sulle parcelle, non le spese, talvolta esose.
> Ci vorrebbero più notai sul mercato e maggiore concorrenza tra di loro.
Sei sicuro di conoscere quale sia il costo di una parcella notarile per un
atto poniamo, di compravendita immobiliare, e quali vantaggi e garanzie
assicura al singolo ed alla collettività quel costo? E tra i vari costi che
chi acquista una casa sostiene ( imposte agenzia immobiliare, mediatore
creditizio, banca, tasse), sai che percentuale rappresenta la parcella del
notaio?
"Piero Pipetta" <esmargia@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:fcb0ee94-24a8-4ca0-af23-77112e960ef3@j9g2000prh.googlegroups.com...
On May 1, 12:20 pm, <Roberto> wrote:
> Non sono d'accordo sulle parcelle, non le spese, talvolta esose.
> Ci vorrebbero più notai sul mercato e maggiore concorrenza tra di loro.
>Concordo. Dopotutto una figura notarile e' necessaria, e' la forma
>attuale ad essere assurda. Se le cose non sono cambiate molto
>recentemente (ne dubito) i notai hanno il beneficio di un mercato
>prigioniero, del numero chiuso, di tariffe fisse. In pratica sono
>liberi professionisti ma schermati perfettamente dai
>rigori della concorrenza. Se non lo fossero i loro redditi
>scenderebbero in maniera molto consistente (attualmente dichiarano
>piu' del quadruplo di un dirigente d'azienda).
>Tutto questo, ovviamente, e' contrario a qualunque concetto di libero
>mercato. Gli ultimi comunisti, in Italia, sono i notai.
Tieni presente che il notaio, oltre ad essere un libero professionista, è
anche, e forse direi soprattutto, un pubblico ufficiale, esercita delle
funzioni che gli sono delegate dallo Stato, tutti i suoi atti recano
l'intitolazione "REPUBBLICA ITALIANA" in maiuscolo. Questa ruolo e questa
responsabilità, salvaguardate da numerose sanzioni civili, penali e
disciplinari, fanno si che il notaio non possa essere assimilato tout court
agli altri liberi professionisti. Correlato a quanto detto, ed in
particolare alla pubblica funzione, è poi il discorso tariffa. Una tariffa
fissa e rigida è anzitutto a tutela del cittadino comune. Con la
liberalizzazione delle tariffe infatti i grossi clienti, quelli in grado di
assicurare un congruo numero di pratiche, finiribbero per ottenere le
tariffe più basse e vantaggiose, mentre il cittadino che magari va dal
notaio quelle due o tre volte in una vita, per acquistare casa, fare
testamento, o un mutuo, non avrebbe nessun potere contrattuale per spuntare
una tariffa vantaggiosa.
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:FM_Kl.6116$4b.6170@twister2.libero.it...
> "Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
>>> Probabilità e calcolo combinatorio, questi sconosciuti..... :-(
>>> Ammettiamo pure che è il 17% dei familiari dei notai a continuare la
>> professione.
>> In Italia, i notai sono circa 4500. Considerando la cerchia dei parenti,
>> bambini
>> inclusi, abbiamo una popolazione di circa 50 mila persone (meno dello
>> 0,1%
>> della popolazione italiana).
>> Quindi, la "familiarità", e spessissimo il passaggio da padre in figlio,
>> risulta
>> eccezionalmente elevata e significativa ed è di circa 200 volte superiore
>> alla casualità.
>>> http://www.stefanolorenzetto.it/pagi...te/micheli.pdf
>> Che discorso assurdo!
Bene!
Questa è già una risposta significativa...
> Mi pare logico che chi ha un genitore o un parente notaio possa decidere
> più di altri di cercare di intraprendere una professione che conosce da
> vicino.
> Per le altre professioni basta questo, per il notariato no perchè occorre
> vincere un concorso.
????????
In passato sono stato esperto qualificato di fisica sanitaria.
Non hai idea della difficoltà degli esami da superare.
E questo, vale per moltissime professioni, ove occorre dimostrare la
padronanza di conoscenze scientifiche ben più complicate
> Quindi dire che il notaio è una professione familiare è un luogo comune ed
> una affermazione falsa, fatta senza conoscere chi è e cosa fa il notaio,
> come la maggior parte delle affermazioni e dei luoghi comuni su questa
> professione.
> Fabrizio
Ok, però adesso basta ripetere le stesse fesserie...
Ormai, sappiamo che ci credi.
"Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:49fcaa6d$0$1115$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> "Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:FM_Kl.6116$4b.6170@twister2.libero.it...
>>> "Nino" <Nino@alice.it> ha scritto nel messaggio
>>>>> Probabilità e calcolo combinatorio, questi sconosciuti..... :-(
>>>>> Ammettiamo pure che è il 17% dei familiari dei notai a continuare la
>>> professione.
>>> In Italia, i notai sono circa 4500. Considerando la cerchia dei parenti,
>>> bambini
>>> inclusi, abbiamo una popolazione di circa 50 mila persone (meno dello
>>> 0,1%
>>> della popolazione italiana).
>>> Quindi, la "familiarità", e spessissimo il passaggio da padre in figlio,
>>> risulta
>>> eccezionalmente elevata e significativa ed è di circa 200 volte
>>> superiore
>>> alla casualità.
>>>>> http://www.stefanolorenzetto.it/pagi...te/micheli.pdf
>>>>> Che discorso assurdo!
> Bene!
> Questa è già una risposta significativa...
>> Mi pare logico che chi ha un genitore o un parente notaio possa decidere
>> più di altri di cercare di intraprendere una professione che conosce da
>> vicino.
> Infatti! Ereditarietà 200 volte maggiore
> Basta con questa corporazione inutile, dannosa e costosa.
> http://dragor.blog.lastampa.it/journ...mo-i-no-1.html
>> Per le altre professioni basta questo, per il notariato no perchè occorre
>> vincere un concorso.
> ????????
> In passato sono stato esperto qualificato di fisica sanitaria.
> Non hai idea della difficoltà degli esami da superare.
> E questo, vale per moltissime professioni, ove occorre dimostrare la
> padronanza di conoscenze scientifiche ben più complicate
>> Quindi dire che il notaio è una professione familiare è un luogo comune
>> ed una affermazione falsa, fatta senza conoscere chi è e cosa fa il
>> notaio, come la maggior parte delle affermazioni e dei luoghi comuni su
>> questa professione.
>>> Fabrizio
>> Ok, però adesso basta ripetere le stesse fesserie...
> Ormai, sappiamo che ci credi.
Fesserie? Ho semplicemente cercato di rispondere ad una serie di
affermazioni false con delle informazioni e dei fatti. Io non so nulla degli
esperti qualificati di fisica sanitaria, e quindi mi guarderei bene dal
definirli dei parassiti o una casta, senza prima sapere chi sono, cosa
fanno, quanto hanno dovuto studiare, ecc., dovresti fare semplicemente lo
stesso anche tu. Poi se vuoi continuare così sei libero di spararle ancora
più grosse, se vuoi puoi anche dire che i notai mangiano i bambini, se ti fa
sentire meglio crederlo, fai un pò come ti pare .........
"Fabrizio" <fasdev@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:GM_Kl.6118$4b.6161@twister2.libero.it...
> "Piero Pipetta" <esmargia@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:fcb0ee94-24a8-4ca0-af23-77112e960ef3@j9g2000prh.googlegroups.com...
> On May 1, 12:20 pm, <Roberto> wrote:
Con la
> liberalizzazione delle tariffe infatti i grossi clienti, quelli in grado
di
> assicurare un congruo numero di pratiche, finiribbero per ottenere le
> tariffe più basse e vantaggiose, mentre il cittadino che magari va dal
> notaio quelle due o tre volte in una vita, per acquistare casa, fare
> testamento, o un mutuo, non avrebbe nessun potere contrattuale per
spuntare
> una tariffa vantaggiosa.
> Fabrizio
riprendo la parola io che avevo lanciato il post,
mi sono reso conto nel frattempo che per un box le imposte fisse sono
superiori alle spese notarili, e che il notaio ci mette la firma e la
faccia,e quindi sarebbe una bella botta anche se il notaio,che deve
mantenere studio e praticanti supponendo che li paghi qualcosa debbe
incassare
invece riguardo alla liberalizzazione delle tariffe siamo sicuri che sia
svantaggiosa per i piccoli?
io faccio il tecnico elettronico,oramai il ,mercato,la globalizzazione ecc
fa si che un ingegnere con un Ph.D http://it.wikipedia.org/wiki/Ph.D.
percepisca uno stipendio che dopo 2 anni di progetti portati a termine è
sulle 1250 euro al mese(figuriamoci io che sono un diplomato cosa posso
guadagnare)con lo spauracchio che la produzione e la progettazione possano
essere portata in Romania,in Cina,India ecc,stessa cosa per un neolavoratore
dell'edilizia,e sono dieci anni che ci parlano dei progressi del libero
mercato
sento dire che in sud tirolo chi ha bisogno del notaio potendo rivolgersi ad
uno austriaco lo faccia,perchè costano meno...come la mettiamo?
queste note polemiche derivano più da impressioni che da informazioni
complete
On May 2, 6:45*pm, "Fabrizio" <fas...@libero.it> wrote:
> Tieni presente che il notaio, oltre ad essere un libero professionista, è
> anche, e forse direi soprattutto, un pubblico ufficiale,
Esattamente. E' proprio questo fatto, che il notaio sia una Chimera
mezzo professionista e mezzo pubblico ufficiale, che ritengo sia la
radice della situazione assurda relativa al notariato italiano. Se il
notaio vuole essere un libero professionista, lo sia: ma allora
accetti i rigori del libero mercato e della concorrenza, cosa che al
momento non succede affatto. Se invece non vuole o non si ritiene che
non sia opportuno (ma allora perche' esistono medici liberi
professionisti, visto che hanno in mano qualcosa di ben piu'
importante del denaro, cioe' la salute e la vita stessa?), allora
accetti di diventare una qualche forma di dipendente pubblico. In
entrambi i casi penso che i redditi della categoria si ridurrebbero
drasticamente, ma per il 99,9% degli italiani questo sarebbe
solamente un vantaggio.
> liberalizzazione delle tariffe infatti i grossi clienti, quelli in grado di
> assicurare un congruo numero di pratiche, finiribbero per ottenere le
> tariffe più basse e vantaggiose, mentre il cittadino che magari va dal
> notaio quelle due o tre volte in una vita, per acquistare casa, fare
> testamento, o un mutuo, non avrebbe nessun potere contrattuale
E' un discorso cosi' generico da potersi applicare a qualunque
attivita'. Il che conferma la mia provocazione: cioe' che i notai,
indipendentemente dalle loro esplicite opinioni politiche, sono gli
ultimi rimasti a pensare in maniera comunista.
> Tieni presente che il notaio, oltre ad essere un libero professionista, è
> anche, e forse direi soprattutto, un pubblico ufficiale, esercita delle
> funzioni che gli sono delegate dallo Stato, tutti i suoi atti recano
> l'intitolazione "REPUBBLICA ITALIANA" in maiuscolo. Questa ruolo e questa
> responsabilità, salvaguardate da numerose sanzioni civili, penali e
> disciplinari, fanno si che il notaio non possa essere assimilato tout
> court agli altri liberi professionisti <cut
LOL. anche gli atti dei vigili urbani e degli impiegati dell'anagrafe recano
quella scritta...
Bene. LIBERALIZZIAMO il numero dei notai e i loro compiti. E sarà il mercato
e i cittadini a decidere. Se no siete solo una aristocrazia che protegge i
suoi privilegi.
NOTAIO- all'estero
Tommix: Una curiosità, ma cosa avviene negli altri stati, tipo Francia, Germania,
Inghilterra, USA?
è sempre obbligatoria la figura del notaio in ogni tipo di atto?
Grazie
Fisco e Tasse
14
24-09-2007 12.02.53
Notaio o no?
SiRiO°: Scusate ma la cessione di un'attività (ristorante-trattoria)da una
società di persone (Snc) ad una ditta individuale presuppone sempre la
stipula dell'atto dal notaio o l'atto può redigerlo anche...
Fisco e Tasse
12
22-09-2007 15.25.45
Notaio
max: L'estate scorsa ho acquistato casa e ho avuto a che fare con il notaio
io ho sempre saputo che le spese non si potessero dedurre dalle tasse
ora un amico mi ha detto che da quest'anno le cose sono...
Fisco e Tasse
9
07-05-2007 19.37.02
parcella notaio
fabbry: mi sa che non è il NG giusto, ma non ho trovato di meglio...
A breve dovrò fare il rogito per l'acquisto della prima casa di €
150.000,00 avete un' idea di quanto possa chiedermi il notaio per...