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  #1  
Vecchio 14-03-2009, 19.26.41
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Predefinito La crisi e i tassi (lunghetto)

Oggi mi sono alzato con la voglia di scrivere un po' di stupidaggini...

....e ve le voglio sottoporre...

Dunque, come e' nata questa crisi (in poche poche poche parole, quindi
senza sfumature): tanta gente che non avrebbe potuto ha fatto troppi
debiti, le banche hanno permesso che cio' succedesse, spalmando i rischi
su un sacco di prodotti venduti a gente che non sapeva cosa stesse
rischiando comperandoli.
Scoperto l'inghippo, il castello di carte e' cascato e e' venuto tutto
il guazzabuglio.

Fin qui non ho detto niente di nuovo.

Il mondo allora e' rimasto diviso fra banche senza soldi, imprese che
hanno bisogno di credito e quelli che hanno ancora un po' di liquidi a
disposizione (privati o istituzioni che sono riusciti a non farsi
fregare "prima").
Fiducia nei confronti di chi chiede denaro di solito bassina, anche nei
confronti di chi non si meriterebbe la sfiducia, ma anzi solo fiducia,
ma questo non importa. Quello che importa e' che in generale per ora la
fiducia nei confronti di chi chiede denaro in prestito al momento e' in
genere poca.

E cosa facciamo? Abbassiamo i tassi!
Anche io all'inizio della crisi, pensando al '29 etc. pensavo cosi'. Non
c'e' liquidita' e si immette liquidita' nel mercato per permettere il di
far ripartire il credito.
Non sono un esperto del '29 e le eventuali differenze con questa crisi,
ma qualche dubbio mi e' venuto.

Infatti, d'accordo che ora il denaro costa poco, ma se io ho paura che
chi sta davanti a me a chiedere denari in prestito e' sull'orlo della
bancarotta, anche se io il denaro l'ho pagato poco, non e' che tendo a
buttarlo via... e quindi non presto, anche se il tasso di sconto e' allo
0.5%.
Se anzi ho paura di cio', tendero' a mantenere alti i tassi che
chiedero' ai potenziali futuri debitori, proprio per compensare il
rischio dell'investimento.

In questa crisi, ancora, non e' solo un problema di cavallo che non
beve. Mi sembra che ci siano tanti cavalli che vorrebbero bere (prendere
in prestito denaro per investimenti), il problema e' che dall'altra
parte i prestatori o non hanno soldi, o se li hanno (presi in qualunque
modo, anche dallo stato) non si fidano troppo a prestarli. Figuratevi
voi se lo vogliono fare prendendo il 3% di interessi (dico un numero
piccolo a caso).
Insomma, non mi sembra come in Giappone negli ultimi 15 anni, dove il
cavallo non beveva un granche', qualunque fosse il tasso di sconto.

Non vi domandate anche voi se prendere un BOT all'1% (l'infalzione e'
comunque piu' alta) o tanto vale tenerli in banca (o sotto il materasso,
insomma in teoria sotto un piu' immediato controllo nelle vostre mani)?
Mi sa che anche le istituzioni finanziarie ragionano in questo modo.

E non prestano i soldi, a meno di non poter chiedere un congruo tasso di
interesse. Ma questo non si puo' fare (il tasso di sconto e' ai minimi)
e allora stanno ferme. Tutti chiedono soldi, nessuno li da'.

Tutto questo mi e' venuto in mente quando ho saputo il tasso applicato
sui Tremonti bond. Se non sbaglio i tassi applicati sarebbero all'8.5%.
Ci sono polemiche proprio su questo tasso e sul fatto che il tipo di
finanziamento giustifica un tasso molto piu' alto di quello BCE. A me
onestamente queste argomentazioni incantano poco. Io leggo che lo stato
quando prende soldi da' (e ancora ci riesce...) interessi attorno al 1-
2%, ma quando li presta vuole un tasso "esagerato". Che a me come
cittadino che vede dare i propri soldi in prestito puo' anche stare
bene. Ma mi domando allora perche' Tremonti (e gli altri governanti)
dovrebbe aspettarsi che i cittadini e altri enti istituzionali
dovrebbero essere contenti di prestare denaro a tassi irrisori.

Ripeto, il problema che secondo me guida il mercato ora e' la fiducia
nei confronti di chi il denaro lo chiede, non il fatto che ci sia o meno
denaro sul mercato disponibile per i prestiti (a questo serve il
pompaggio di denaro pubblico verso il sistema finanziario.).
E per questo potete anche regalarmelo il denaro, ma se non mi fido (o la
remunerazione e' infima), o alzo i tassi di interesse, o non presto i
denari.

Insomma, paradossalmente, non so se avremmo fatto meglio a tenere i
tassi piu' alti (non dico altissimi, semplicemente piu' alti di cosi',
magari quelli che c'erano prima). La crisi sarebbe stata devastante per
molti (come se peraltro cosi' non lo fosse ugualmente...). Ma almeno chi
avesse i mezzi e i numeri per prendere denaro in prestito avrebbe avuto
dall'altra parte del vetro qualcuno piu' disponibile, essendo meglio
remunerato. Invece cosi' e' una gran melassa. Tutti in teoria pronti e
spinti a dare denaro a poco interesse, e nessuno lo fa, ne' a chi lo
merita, ne' a chi non se lo merita.

Mi direte che l'Euribor ora sta basso e se la gente volesse maggiori
tassi salirebbe. Non so. Fa parte dei miei dubbi. Ma resta il fatto che
leggo dapertutto che nessuno presta denaro, NONOSTANTE i bassi interessi
(o forse proprio per questo?).
Ci sara' pure una ragione...

Scusate se dopo aver letto tutto cio' riterrete tutto questo un sacco di
stupidaggini.
L'ho scritto proprio, se volete, in modo che se e' necessario possiate
infamarmi un po' (con garbo per favore, se e' possibile), e cosi' io
capiro' un po' di piu' di quello che sta succedendo.

Vi ringrazio per avermi seguito fin qui e buone risate!

Provolino
Alt 14-03-2009, 19.26.41
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 14-03-2009, 21.58.33
g
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Predefinito Re: La crisi e i tassi (lunghetto)


<flsdjlf@lsllll.tu> ha scritto nel messaggio
news:MPG.2426154c92ea1b509896a8@news.cu.mi.it...
> Oggi mi sono alzato con la voglia di scrivere un po' di stupidaggini...
> ...e ve le voglio sottoporre...


ammazza, è tutto il giorno che ci pensi?? :-))

> Fiducia nei confronti di chi chiede denaro di solito bassina, anche nei
> confronti di chi non si meriterebbe la sfiducia, ma anzi solo fiducia,
> ma questo non importa. Quello che importa e' che in generale per ora la
> fiducia nei confronti di chi chiede denaro in prestito al momento e' in
> genere poca.
> E cosa facciamo? Abbassiamo i tassi!


[...]

> Se anzi ho paura di cio', tendero' a mantenere alti i tassi che
> chiedero' ai potenziali futuri debitori, proprio per compensare il
> rischio dell'investimento.


[...]

> Non vi domandate anche voi se prendere un BOT all'1% (l'infalzione e'
> comunque piu' alta) o tanto vale tenerli in banca (o sotto il materasso,
> insomma in teoria sotto un piu' immediato controllo nelle vostre mani)?
> Mi sa che anche le istituzioni finanziarie ragionano in questo modo.
> E non prestano i soldi, a meno di non poter chiedere un congruo tasso di
> interesse. Ma questo non si puo' fare (il tasso di sconto e' ai minimi)
> e allora stanno ferme. Tutti chiedono soldi, nessuno li da'.
> Tutto questo mi e' venuto in mente quando ho saputo il tasso applicato
> sui Tremonti bond. Se non sbaglio i tassi applicati sarebbero all'8.5%.


[...]

> Ma mi domando allora perche' Tremonti (e gli altri governanti)
> dovrebbe aspettarsi che i cittadini e altri enti istituzionali
> dovrebbero essere contenti di prestare denaro a tassi irrisori.


[...]

> Scusate se dopo aver letto tutto cio' riterrete tutto questo un sacco di
> stupidaggini.


ben poche stupidaggini, anzi mi sembra uno dei rari lampi di lucidità
leggibili su questo ng...
Ho lasciato i passaggi che mi parevano salienti, per dire che sono
d'accordo con gran parte di quello che hai scritto. Purtroppo qualcuno
(Bernanke, in particolare) ha pensato che i tassi d'interesse fossero
una bacchetta magica capace di riportare il sistema economico in
equilibrio e, soprattutto, in espansione. Ora tutti hanno capito che
non è così, ma nell'estate 2007 ben pochi criticavano l'operato della
fed, anzi quasi tutti erano entusiasti. Eppure, non ci voleva un genio
a capire che non poteva essere così semplice... tagli molto agressivi,
ravvicinati (ricordate il taglio "di emergenza" una settimana prima della
riunione del fomc in gennaio 2008? che vergogna...) per "drogare" di
nuovo il sistema e farlo correre nonostante la stanchezza. Ma la cosa
veramente raccapricciante era sentir parlare lo stesso Bernanke,
quando le commodities ancora salivano imperturbabili e l'inflazione
era ancora minacciosa, sentire Bernanke dicevo che minacciava un
"pronto rialzo" dei tassi qualora la situazione si fosse normalizzata.
Ma dico io, lo sa o non lo sa il governatore della fed che occorre
tempo al sistema economico per assorbire variazioni dei tassi ufficiali?
Non è che si può tagliare il tasso di sconto del 3% in 3 mesi, poi
rialzarlo del 3% nei successivi 3 mesi... così si possono fare solo
danni, soprattutto in un momento in cui era già chiaro che il
meccanismo di trasmissione non funzionava a dovere.
La cosa peggiore, forse, è che i tagli venivano decisi non tanto in
risposta a un peggioramento dell'economia, ma piuttosto in risposta
a un crollo della borsa... questo, francamente, è scandaloso. Si usa
uno strumento monetario, il cui scopo è oliare gli ingranaggi della
economia, per ridare fiducia ai mercati. Non mi sorprende che non
abbia funzionato.
Il problema, infatti, non era la borsa che cadeva, bensì la mancanza
di fiducia dei prestatori nei confronti dei prestatari, come hai
giustamente fatto notare tu. E infatti i corporate spread sono
schizzati in alto, proprio a dimostrare la ridotta affidabilità di chi
chiedeva soldi.
Allora è stato tutto inutile? No, i tagli dei tassi sono, in certa misura,
giustificati dalla recessione. E hanno permesso, nonostante l'aumento
dei corporate spread, un minor costo complessivo del finanziamento
alle imprese. Chi riesce a ottenere la fiducia delle banche può far
partire progetti di investimento a costi contenuti, laddove non ci
sarebbe riuscito con i tassi di due anni fa. Le famiglie spendono
meno sui mutui, e questo aiuta i consumi. I tagli dei tassi non sono
sbagliati, ma gli è stata data troppa enfasi (come se da soli bastassero
a risolvere le cose) e sono stati usati in misura eccessiva (sia come
entità, sia come rapidità).
Perchè allora lo stato chiede una remunerazione così esosa? E' un
meccanismo di disciplina: le banche hanno bisogno di rimettere in
sesto i coefficienti patrimoniali, e i tremonti bond (così come le
analoghe preferred shares acquistate dai governi usa e uk per
ricapitalizzare alcuni istituti) sono un mezzo per farlo. Ma non sono
gratis, primo per evitare il "moral hazard" che è la causa ultima di
questa situazione, secondo per un accordo non scritto: la banca
accetta i tremonti bond, sa di avere il supporto dello stato, ma in
cambio deve ricominciare a prestare i soldi.
Dopo i primi interventi di emergenza, le banche centrali e gli stati
non sono più disposti (anche perchè non ne sono più in condizione)
a dare soldi alle banche senza una qualche "garanzia", anche informale,
che essi siano usati per ridare fiato all'economia e non solo per evitare
un tracollo.
Ultimo punto: le istituzioni finanziarie ragionano in gran parte allo
stesso modo che hai descritto. Infatti ha fatto notizia, qualche tempo
fa, l'ammontare esorbitante di depositi degli istituti detenuti presso
la BCE: anzichè usare i soldi presi in prestito dalla BCE a costi
irrisori per darli a persone e imprese, gli istituti li hanno tenuti presso
la stessa BCE, o investiti in titoli di stato ben poco remunerativi. Per
questo a un certo punto la BCE ha deciso di ri-allargare il "corridoio"
di tassi (tasso a debito-tasso a credito).
g


  #3  
Vecchio 15-03-2009, 05.20.57
spartan3000_it@yahoo.it
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: La crisi e i tassi (lunghetto)


> Anche io all'inizio della crisi, pensando al '29 etc. pensavo cosi'. Non
> c'e' liquidita' e si immette liquidita' nel mercato per permettere il di
> far ripartire il credito.


Il taglio dei tassi e' servito anche a numerosi istituti bancari di
finanziarsi a breve in maniera poco onerosa e allontanare il
fallimento... Vale comunque anche l'effetto antirecessivo.

> Infatti, d'accordo che ora il denaro costa poco, ma se io ho paura che
> chi sta davanti a me a chiedere denari in prestito e' sull'orlo della
> bancarotta, anche se io il denaro l'ho pagato poco, non e' che tendo a
> buttarlo via... e quindi non presto, anche se il tasso di sconto e' allo
> 0.5%.


Difatti credo che anche se i tassi sono praticamente a zero le banche
debbono comunque restituire, sia pure senza interessi, cio' che prendono
a debito e a breve dalla BCE... Si pone il problema sempre della
solvibilita' dei debitori.


> In questa crisi, ancora, non e' solo un problema di cavallo che non
> beve. Mi sembra che ci siano tanti cavalli che vorrebbero bere (prendere
> in prestito denaro per investimenti), il problema e' che dall'altra
> parte i prestatori o non hanno soldi, o se li hanno (presi in qualunque
> modo, anche dallo stato) non si fidano troppo a prestarli.


Mi viene il dubbio che i denari in liquidita' che si iniettano sul
mercato stiano servendo non per sostenere il credito ma per pagare quel
pozzo senza fondo di obbligazioni che si e' presa la finanza speculativa
e che assomiglia molto ad un buco nero. Se si preferisce assomiglia
molto a quanto fa un imprenditore onesto sull'orlo del fallimento per
agevolare alcuni creditori a scapito di altri (ad esempio i
risparmiatori che sono titolari dei depositi...). Bisognerebbe
riflettere sull'impianto delle attuali misure fallimentari.

> Tutto questo mi e' venuto in mente quando ho saputo il tasso applicato
> sui Tremonti bond. Se non sbaglio i tassi applicati sarebbero all'8.5%.
> Ci sono polemiche proprio su questo tasso e sul fatto che il tipo di
> finanziamento giustifica un tasso molto piu' alto di quello BCE.


I Tremonti-bond servono a patrimonializzare le banche e con il
meccanismo della riserva frazionaria la banca puo' prestare fino a
decine di volte in valore il corrispettivo aumento di capitale in
Tremonti-bond lucrando sugli interessi in modo fin troppo conveniente. A
quanto ho capito il tasso applicato sui Tremonti-bond sono piu' che
adeguati ed e' sbagliato vederli come misura di finanziamento diretto
delle banche per la qual cosa esiste la BCE.

> Ripeto, il problema che secondo me guida il mercato ora e' la fiducia
> nei confronti di chi il denaro lo chiede, non il fatto che ci sia o meno
> denaro sul mercato disponibile per i prestiti (a questo serve il
> pompaggio di denaro pubblico verso il sistema finanziario.).


Il problema sono anche a quanto ho capito i crediti guadagnati dalla
finanza speculativa che sono il corrispettivo dei famigerati titoli
tossici entrati nel circuito della finanza piu' volte anche con i
meccanismi derivati e di assicurazione creditizia. Se non si riescono a
confinare i titoli tossici magari portandoli all'inesigibilita' in modo
controllato non bastera' mai la liquidita' che si immette sul mercato.
E' il progetto della bad-bank anch'essa di Tremonti.


> Insomma, paradossalmente, non so se avremmo fatto meglio a tenere i
> tassi piu' alti (non dico altissimi, semplicemente piu' alti di cosi',
> magari quelli che c'erano prima). La crisi sarebbe stata devastante per
> molti (come se peraltro cosi' non lo fosse ugualmente...).


Ci sarebbe stato il fallimento sicuro di numerose istituzioni bancarie
con tutte le conseguenze del panico tipo '29... Non so neanche io come
uscirne in modo "governato"... Ognuno dice la sua e ognuno promuove un
proprio interesse. A me interessa che sia tutelato come risparmiatore.



  #4  
Vecchio 15-03-2009, 12.06.20
Francesco
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Predefinito Re: La crisi e i tassi (lunghetto)

flsdjlf@lsllll.tu ha usato la sua tastiera per scrivere :
> Oggi mi sono alzato con la voglia di scrivere un po' di stupidaggini...
> ...e ve le voglio sottoporre...


finalmente qualcuno che argomenta .... bravo !!!

> Dunque, come e' nata questa crisi (in poche poche poche parole, quindi
> senza sfumature): tanta gente che non avrebbe potuto ha fatto troppi
> debiti, le banche hanno permesso che cio' succedesse, spalmando i rischi
> su un sacco di prodotti venduti a gente che non sapeva cosa stesse
> rischiando comperandoli.
> Scoperto l'inghippo, il castello di carte e' cascato e e' venuto tutto
> il guazzabuglio.


Si... temo che la crisi (soprattutto in Italia) sia solo questo, ma in
estrema sintesi puo' andare bene.
Le problematiche italiane alla fine si sono evidenziate per lo scoppi
dei 'subprime' quindi alla fine possiamo far risalire tutto a quello.
Tuttavia in Italia non abbiamo le problematiche dei 'subprime' ma ben
altre.

1) L'economia sommersa
2) La scarsa patrimonializzazione delle aziende
3) L'incapacita' del management di molte aziende
4) Le banche troppo legate alla politica
5) Le banche che hanno finanziato troppo le aziende senza meriti
6) La scarsa cultura finanziaria (non dei cittadini ma di chi dice di
tutelarli)
7) ....

> Fiducia nei confronti di chi chiede denaro di solito bassina, anche nei
> confronti di chi non si meriterebbe la sfiducia, ma anzi solo fiducia,
> ma questo non importa. Quello che importa e' che in generale per ora la
> fiducia nei confronti di chi chiede denaro in prestito al momento e' in
> genere poca.


E' vero. Questa e' la fine del sistema in cui e' stato messo tra
l'incudine e martello il soggetto piu' forte.

> Anche io all'inizio della crisi, pensando al '29 etc. pensavo cosi'. Non
> c'e' liquidita' e si immette liquidita' nel mercato per permettere il di
> far ripartire il credito.
> Non sono un esperto del '29 e le eventuali differenze con questa crisi,
> ma qualche dubbio mi e' venuto.


Diciamo che era una cosa da fare. Purtroppo non e' bastato. Adesso sono
d'accordo che non e' possibile procedere ad abbassare i tassi fino a
0... non credo avrebbe senso in questa situazione dove l'economia
sembra non reagire a tassi piu' favorevoli.


> Infatti, d'accordo che ora il denaro costa poco, ma se io ho paura che
> chi sta davanti a me a chiedere denari in prestito e' sull'orlo della
> bancarotta, anche se io il denaro l'ho pagato poco, non e' che tendo a
> buttarlo via... e quindi non presto, anche se il tasso di sconto e' allo
> 0.5%.


Questo e' il punto fondamentale.

Se decido di non prestare, non presto al l'1% ne' al 10%.
Se decido di prestare dopo calcolo il giusto tasso.

> In questa crisi, ancora, non e' solo un problema di cavallo che non
> beve. Mi sembra che ci siano tanti cavalli che vorrebbero bere (prendere
> in prestito denaro per investimenti), il problema e' che dall'altra
> parte i prestatori o non hanno soldi, o se li hanno (presi in qualunque
> modo, anche dallo stato) non si fidano troppo a prestarli. Figuratevi
> voi se lo vogliono fare prendendo il 3% di interessi (dico un numero
> piccolo a caso).


Direi che i soldi non vengono richiesti per gli investimenti ma per
tappare i buchi di una scellerata gestione. Ti posso assicurare che i
finanziamenti per i progetti concreti ancora vengono erogati, magari
non da tutti, cmq c'e' chi li finanzia. Purtroppo pero' in italia non
si vuole finanziare l'investimento ma si vuole finanziare lo squilibrio
economico aziendale.

> E non prestano i soldi, a meno di non poter chiedere un congruo tasso di
> interesse. Ma questo non si puo' fare (il tasso di sconto e' ai minimi)
> e allora stanno ferme. Tutti chiedono soldi, nessuno li da'.


Non e' proprio cosi'. Il fatto che ci sia un tasso basso non significa
che nessuno presta i soldi perche' questo tasso non remunera
l'investimento. Per chi presta il guadagno e' lo spread e quello in
questi ultimi periodi e' aumentato proprio per i motivi a cui tu facevi
riferimento (incremento del rischio controparte, scarsa propensione al
rischio)

> Tutto questo mi e' venuto in mente quando ho saputo il tasso applicato
> sui Tremonti bond. Se non sbaglio i tassi applicati sarebbero all'8.5%.
> Ci sono polemiche proprio su questo tasso e sul fatto che il tipo di
> finanziamento giustifica un tasso molto piu' alto di quello BCE. A me
> onestamente queste argomentazioni incantano poco. Io leggo che lo stato
> quando prende soldi da' (e ancora ci riesce...) interessi attorno al 1-
> 2%, ma quando li presta vuole un tasso "esagerato". Che a me come
> cittadino che vede dare i propri soldi in prestito puo' anche stare
> bene. Ma mi domando allora perche' Tremonti (e gli altri governanti)
> dovrebbe aspettarsi che i cittadini e altri enti istituzionali
> dovrebbero essere contenti di prestare denaro a tassi irrisori.


Lo Stato ha fatto il proprio gioco.

Se ci saranno banche disposte a farglielo fare va tutto bene. E' un
bene per tutti i cittadini che lo stato guadagni (tranne magari per chi
sottoscrive Bot).

Se fossi una banca ci penserei ben prima di aderire alla proposta, ma
il problema e' che le banche italiane ne faranno uso per cui evitare di
emettere i Tremonti-bond sarebbe come rifiutare un vantaggio
competitivo. Molto probabilmente o tutti dentro o tutti fuori.

> Scusate se dopo aver letto tutto cio' riterrete tutto questo un sacco di
> stupidaggini.


Molti che scrivono senza pensare dovvrebbero scusarsi !!


  #5  
Vecchio 15-03-2009, 22.29.14
Mitico
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Predefinito Re: La crisi e i tassi (lunghetto)

Francesco wrote:

> flsdjlf@lsllll.tu ha usato la sua tastiera per scrivere :
> > Oggi mi sono alzato con la voglia di scrivere un po' di
> > stupidaggini... ...e ve le voglio sottoporre...

> finalmente qualcuno che argomenta .... bravo !!!
> > Dunque, come e' nata questa crisi (in poche poche poche parole,
> > quindi senza sfumature): tanta gente che non avrebbe potuto ha
> > fatto troppi debiti, le banche hanno permesso che cio' succedesse,
> > spalmando i rischi su un sacco di prodotti venduti a gente che non
> > sapeva cosa stesse rischiando comperandoli. Scoperto l'inghippo,
> > il castello di carte e' cascato e e' venuto tutto il guazzabuglio.

> Si... temo che la crisi (soprattutto in Italia) sia solo questo, ma
> in estrema sintesi puo' andare bene. Le problematiche italiane alla
> fine si sono evidenziate per lo scoppi dei 'subprime' quindi alla
> fine possiamo far risalire tutto a quello. Tuttavia in Italia non
> abbiamo le problematiche dei 'subprime' ma ben altre.
> 1) L'economia sommersa
> 2) La scarsa patrimonializzazione delle aziende
> 3) L'incapacita' del management di molte aziende
> 4) Le banche troppo legate alla politica
> 5) Le banche che hanno finanziato troppo le aziende senza meriti
> 6) La scarsa cultura finanziaria (non dei cittadini ma di chi dice di
> tutelarli) 7) ....
> > Fiducia nei confronti di chi chiede denaro di solito bassina, anche
> > nei confronti di chi non si meriterebbe la sfiducia, ma anzi solo
> > fiducia, ma questo non importa. Quello che importa e' che in
> > generale per ora la fiducia nei confronti di chi chiede denaro in
> > prestito al momento e' in genere poca.

> E' vero. Questa e' la fine del sistema in cui e' stato messo tra
> l'incudine e martello il soggetto piu' forte.
> > Anche io all'inizio della crisi, pensando al '29 etc. pensavo
> > cosi'. Non c'e' liquidita' e si immette liquidita' nel mercato per
> > permettere il di far ripartire il credito. Non sono un esperto
> > del '29 e le eventuali differenze con questa crisi, ma qualche
> > dubbio mi e' venuto.

> Diciamo che era una cosa da fare. Purtroppo non e' bastato. Adesso
> sono d'accordo che non e' possibile procedere ad abbassare i tassi
> fino a 0... non credo avrebbe senso in questa situazione dove
> l'economia sembra non reagire a tassi piu' favorevoli.
> > Infatti, d'accordo che ora il denaro costa poco, ma se io ho paura
> > che chi sta davanti a me a chiedere denari in prestito e'
> > sull'orlo della bancarotta, anche se io il denaro l'ho pagato
> > poco, non e' che tendo a buttarlo via... e quindi non presto,
> > anche se il tasso di sconto e' allo 0.5%.

> Questo e' il punto fondamentale.
> Se decido di non prestare, non presto al l'1% ne' al 10%.
> Se decido di prestare dopo calcolo il giusto tasso.
> > In questa crisi, ancora, non e' solo un problema di cavallo che non
> > beve. Mi sembra che ci siano tanti cavalli che vorrebbero bere
> > (prendere in prestito denaro per investimenti), il problema e' che
> > dall'altra parte i prestatori o non hanno soldi, o se li hanno
> > (presi in qualunque modo, anche dallo stato) non si fidano troppo
> > a prestarli. Figuratevi voi se lo vogliono fare prendendo il 3% di
> > interessi (dico un numero piccolo a caso).

> Direi che i soldi non vengono richiesti per gli investimenti ma per
> tappare i buchi di una scellerata gestione. Ti posso assicurare che i
> finanziamenti per i progetti concreti ancora vengono erogati, magari
> non da tutti, cmq c'e' chi li finanzia. Purtroppo pero' in italia non
> si vuole finanziare l'investimento ma si vuole finanziare lo
> squilibrio economico aziendale.
> > E non prestano i soldi, a meno di non poter chiedere un congruo
> > tasso di interesse. Ma questo non si puo' fare (il tasso di sconto
> > e' ai minimi) e allora stanno ferme. Tutti chiedono soldi, nessuno
> > li da'.

> Non e' proprio cosi'. Il fatto che ci sia un tasso basso non
> significa che nessuno presta i soldi perche' questo tasso non
> remunera l'investimento. Per chi presta il guadagno e' lo spread e
> quello in questi ultimi periodi e' aumentato proprio per i motivi a
> cui tu facevi riferimento (incremento del rischio controparte, scarsa
> propensione al rischio)
> > Tutto questo mi e' venuto in mente quando ho saputo il tasso
> > applicato sui Tremonti bond. Se non sbaglio i tassi applicati
> > sarebbero all'8.5%. Ci sono polemiche proprio su questo tasso e
> > sul fatto che il tipo di finanziamento giustifica un tasso molto
> > piu' alto di quello BCE. A me onestamente queste argomentazioni
> > incantano poco. Io leggo che lo stato quando prende soldi da' (e
> > ancora ci riesce...) interessi attorno al 1- 2%, ma quando li
> > presta vuole un tasso "esagerato". Che a me come cittadino che
> > vede dare i propri soldi in prestito puo' anche stare bene. Ma mi
> > domando allora perche' Tremonti (e gli altri governanti) dovrebbe
> > aspettarsi che i cittadini e altri enti istituzionali dovrebbero
> > essere contenti di prestare denaro a tassi irrisori.

> Lo Stato ha fatto il proprio gioco.
> Se ci saranno banche disposte a farglielo fare va tutto bene. E' un
> bene per tutti i cittadini che lo stato guadagni (tranne magari per
> chi sottoscrive Bot).
> Se fossi una banca ci penserei ben prima di aderire alla proposta, ma
> il problema e' che le banche italiane ne faranno uso per cui evitare
> di emettere i Tremonti-bond sarebbe come rifiutare un vantaggio
> competitivo. Molto probabilmente o tutti dentro o tutti fuori.
> > Scusate se dopo aver letto tutto cio' riterrete tutto questo un
> > sacco di stupidaggini.

> Molti che scrivono senza pensare dovvrebbero scusarsi !!


Tassi Bassi :

...permettere di continuare a pagare i mutui sottoscritti altrimenti
sarebbe stato il crollo finale

...per finanziare il debito che lo stato sta facendo per sostenere
l'economia (fintatnto che trova chi gli presta i soldi al 1%)

...permettere di rifinanziare debiti delle varie industrie a basso tasso

Tassi Bassi= Soppravvivenza

...per le banche ricercare quattrini e remunerali al max 2/3% e
concedere presiti (mirati e selettivi ) con tassi del 5%

...questo per ora

--

  #6  
Vecchio 16-03-2009, 17.07.23
S2
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Predefinito Re: La crisi e i tassi (lunghetto)

On Sat, 14 Mar 2009 19:26:41 +0100, flsdjlf wrote:

> ma quando li presta vuole un tasso "esagerato".


le banche guadagnano sullo spread, non sull'euribor. se reputano che un
richiedente di un mutuo sia particolarmente "rischioso" alzeranno lo
spread. l'euribor non c'entra molto.
 

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crisi, lunghetto, tassi
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