ciao a tutti
sono uno studente universitario e vorrei sapere se è possibile aprire
una p.iva per poter far assistenza e vendita computer durante il periodo
degli studi.
innanzitutto volevo un attimo capire se è fattibile in senso di spese
(tasse, commercialista, ecc) da sostenere o se il gioco non vale la
candela...
aspetto i vostri consigli
ciao
B.
Il 15/10/2010 14:16, Bulldozer ha scritto:
> ciao a tutti
> sono uno studente universitario e vorrei sapere se è possibile aprire
> una p.iva per poter far assistenza e vendita computer durante il periodo
> degli studi.
> innanzitutto volevo un attimo capire se è fattibile in senso di spese
> (tasse, commercialista, ecc) da sostenere o se il gioco non vale la
> candela...
> aspetto i vostri consigli
> ciao
> B.
nessuno?
> Il 15/10/2010 14:16, Bulldozer ha scritto:
> > ciao a tutti
> > sono uno studente universitario e vorrei sapere se è possibile aprire
> > una p.iva per poter far assistenza e vendita computer durante il
periodo
> > degli studi.
> > innanzitutto volevo un attimo capire se è fattibile in senso di spese
> > (tasse, commercialista, ecc) da sostenere o se il gioco non vale la
> > candela...
> > aspetto i vostri consigli
> > ciao
> > B.
> nessuno?
>
La tua domanda è molto complessa e non si può rispondere senza avere
altre informazioni.
Vuoi fare un'attività a tempoi pieno o è una attività secondaria solo
per ragranellare qualcosa ? E' importante determinare quanto presumi di
ricavare annualmente dall'attvità. Imho la vendita di hardware ha
margini ridottissimi o nulli e la lascerei perdere per occuparmi
dell'assistenza che è molto più richiesta perchè molti utenti sono
digiuni di tutto.
Esprimiti e magari avrai una risposta ma tieni conto che in ogni caso
dovresti iscriverti all'INPS pagare i contributi (quantomeno il minimo
che è cmq 3000 euro annui) e presubilmente perdere la detrazione come
figlio a carico per i tuoi genitori
Il 18/10/2010 11:44, Henry ha scritto:
> Bulldozer<bulldozer28@gmail.com> ha scritto:
>
>> Il 15/10/2010 14:16, Bulldozer ha scritto:
>>> ciao a tutti
>>> sono uno studente universitario e vorrei sapere se è possibile aprire
>>> una p.iva per poter far assistenza e vendita computer durante il
> periodo
>>> degli studi.
>>> innanzitutto volevo un attimo capire se è fattibile in senso di spese
>>> (tasse, commercialista, ecc) da sostenere o se il gioco non vale la
>>> candela...
>>> aspetto i vostri consigli
>>> ciao
>>> B.
>> nessuno?
>>
>
> La tua domanda è molto complessa e non si può rispondere senza avere
> altre informazioni.
>
> Vuoi fare un'attività a tempoi pieno o è una attività secondaria solo
> per ragranellare qualcosa ? E' importante determinare quanto presumi di
> ricavare annualmente dall'attvità. Imho la vendita di hardware ha
> margini ridottissimi o nulli e la lascerei perdere per occuparmi
> dell'assistenza che è molto più richiesta perchè molti utenti sono
> digiuni di tutto.
>
> Esprimiti e magari avrai una risposta ma tieni conto che in ogni caso
> dovresti iscriverti all'INPS pagare i contributi (quantomeno il minimo
> che è cmq 3000 euro annui) e presubilmente perdere la detrazione come
> figlio a carico per i tuoi genitori
>
>
>
Si l'attività sarà centrata sull'assistenza...la vendita hardware la
vorrei tenere perchè comunque chi ha bisogno di assistenza delle volte
ha anche bisogno della sostituzione di componenti e quindi vorrei
venderglieli io, oppure se deve cambiar pc o comprare chesso una
stampante...
per quanto riguarda il tempo che questa attività mi deve portar via non
pensavo di stabilirlo...nel senso che volevo vedere in base alla
richiesta: può capitare un periodo in cui lavorerò dal mattino alla sera
mentre giorni in cui lavorerò solo 2 ore al giorno...in ogni caso ho
anche l'università da portar avanti...
comunque io avevo già dato un occhio al regime fiscale di contribuenti
minimi...in breve ho letto che c'è una soglia di reddito annuale fino a
30.000 però mi pare che i contributi all'inps non siano minimo 3.000 ma
variano in percentuale in base al fatturato, mi pare il 27%...
e con le tasse universitarie come andrà a finire? pagare un botto oppure
riuscendo a far la dichiarazione dei redditi da solo riesco a pagar meno?
fatemi sapere se avete consigli
grazie
ciao
B.
"Bulldozer" ha scritto
> Si l'attività sarà centrata sull'assistenza...la vendita hardware la
> vorrei tenere perchè comunque chi ha bisogno di assistenza delle volte ha
> anche bisogno della sostituzione di componenti e quindi vorrei
> venderglieli io, oppure se deve cambiar pc o comprare chesso una
> stampante...
Se dal punto di vista strettamente fiscale non cambia praticamente nulla,
tieni conto che il commercio al dettaglio in sede fissa necessita di
autorizzazione comunale e di locali idonei.
Anch'io ti consiglierei la sola attività di assistenza hardware, ciò che ti
consente comunque di accedere agli ingrossi di materiale informatico e di
far passare le sporadiche vendite come accessorie all'attività principale di
riparazione/ assistenza.
> per quanto riguarda il tempo che questa attività mi deve portar via non
> pensavo di stabilirlo...nel senso che volevo vedere in base alla
> richiesta: può capitare un periodo in cui lavorerò dal mattino alla sera
> mentre giorni in cui lavorerò solo 2 ore al giorno...in ogni caso ho anche
> l'università da portar avanti...
> comunque io avevo già dato un occhio al regime fiscale di contribuenti
> minimi...in breve ho letto che c'è una soglia di reddito annuale fino a
> 30.000 però mi pare che i contributi all'inps non siano minimo 3.000 ma
> variano in percentuale in base al fatturato, mi pare il 27%...
Quello dei contribuenti minimi è un regime fiscale e contabile, ma non ha
nessun impatto sugli aspetti amministrativo (autorizzazioni, permessi...),
civilistico (CCIAA), previdenziale (INPS) e assicurativo (INAIL), ognuno dei
quali è regolato dalle rispettive leggi in materia.
L'attività di assistenza hardware, tanto per cominciare, è un'attività
artigiana, che prevede l'iscrizione alla gestione artigiani presso l'INPS e
la relativa contribuzione (i 3000 euro minimo di cui sopra) ed anche
l'assicurazione contro gli infortuni presso l'INAIL e il relativo premio
annuo. Quella cui fai riferimento tu del 26,72% (peraltro sul reddito, non
sul fatturato) è la contribuzione previdenziale prevista alla cd. Gestione
Separata dell'INPS per i professionisti intellettuali non dotati di autonoma
cassa di previdenza: non è quindi il tuo caso, dal momento che non saresti
un professionista e che la tua cassa di previdenza sarebbe quella prevista
per gli artigiani.
Dovrai inoltre iscriverti all'albo delle imprese artigiane e, di conseguenza
al registro delle imprese e alla Camera di Commercio (CCIAA) della tua
provincia in qualità di piccolo imprenditore.
Tutte queste cose si fanno tramite una procedura rivolta alla CCIAA che si
chiama "Comunicazione Unica".
Molti adempimenti in meno, e la possibilità di accedere alla Gestione
Separata (26,72% di contributi previdenziali senza minimale), avresti se, in
luogo di un'attività artigianale (o commerciale), dovessi intraprendere
un'attività di tipo professionale, in cui prevale l'aspetto intellettuale su
quello manuale e organizzativo. Naturalmente sarebbe un'altro lavoro, tipo
consulente informatico, attraverso cui potresti fare consulenze software,
programmazione, assistenza software, analisi, ecc... ma *non* assistenza
hardware e commercio.
> e con le tasse universitarie come andrà a finire? pagare un botto oppure
> riuscendo a far la dichiarazione dei redditi da solo riesco a pagar meno?
> fatemi sapere se avete consigli.
Le tasse universitarie dipendono dal valore dell'ISEE (o ISEEU), il quale mi
pare non tenga conto del nucleo familiare ai fini fiscali (nel qual caso tu,
non essendo più a carico, saresti considerato un nucleo assestante), bensì
del nucleo familiare anagrafico (nel qual caso il tuo reddito andrebbe a
sommarsi a quello dei tuoi, aumentanto l'ISEEU). Sull'aspetto ISEEU/ tasse
universitarie ti conviene rivolgerti ad un CAF.
Devi anche valutare l'impatto di un tuo eventuale reddito sulle imposte dei
tuoi genitori: se il tuo reddito supererà i 2.840,51 euro nell'anno
d'imposta non sarai più considerato fiscalmente a carico dei tuoi genitori,
i quali perderanno la detrazione Irpef di cui verosimilmente beneficiano
ora.
In conclusione, quello che vuoi fare è sicuramente fattibile (non solo,
anche lodevole in quanto indice di sana intraprendenza), tuttavia richiede
una puntuale pianificazione per evitare conseguenze più o meno nefaste
(credimi, lascia perdere il fai da te, almeno nella fase iniziale). Quindi,
se "ci vedi strada" nel tuo progetto, rivolgiti ad un professionista in
carne e ossa (Consulente del Lavoro o Commercialista) che ti consiglierà per
il meglio e ti aiuterà a capire, conti alla mano, se nel tuo caso valga la
pena buttarsi o sia meglio rimandare.
Buona fortuna.
Ciao,
--
carloazeglio
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