Con la proposta di introdurre due sole aliquote Irpef Berlusconi vuole
abolire un principio cardine del nostro ordinamento costituzionale: la
progressività del prelievo fiscale. Un balzo in pieno ‘800 verniciato
di “modernità”.
di Emilio Carnevali
Se c’è un merito che al nostro Presidente del Consiglio possiamo
riconoscere – fra i tanti demeriti che certamente i lettori di
MicroMega non avranno problemi a richiamare alla memoria – è quello di
riuscire spesso a divincolarsi nella confusione e
nell’autoreferenzialità del dibattito politico con proposte di
spiazzante semplicità e grandissimo impatto popolare.
L’idea di una riforma fiscale basata sull’introduzione di due sole
aliquote Irpef sgombra il campo dalle tante chiacchiere di ministri
che disquisiscono su “mercatismo” ed encicliche papali, riportando la
politica alla dura semplicità di una partita che contrappone i ricchi
ai poveri, “chi sta sopra contro chi sta sotto e chi verrà dopo”. Qui
torniamo davvero ai “tempi in cui si cominciava la guerra santa dei
pezzenti”, per dirla con le parole di Francesco Guccini. Purtroppo
stavolta è il “treno pieno di signori” a caricare contro il
macchinista.
Berlusconi vuole sostanzialmente introdurre nel nostro Paese una flat
tax al 23%, un’unica imposta sul reddito delle persone fisiche, dato
che la seconda aliquota al 33% riguarderebbe solo i redditi sopra i
100.000 euro corrispondenti a circa lo 0,5% dei contribuenti.
La progressività del prelievo fiscale è stata introdotta nei Paesi
europei tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, nell’ambito di
una serie di riforme sociali recepite sotto la spinta del movimento
operaio e sindacale e variamente ispirate alla legislazione adottata
nella Germania bismarckiana degli anni ’80 dell’’800. La nostra
Costituzione, all’art. 53, recita: “Tutti sono tenuti a concorrere
alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il
sistema tributario è informato a criteri di progressività”. La riforma
fiscale varata nel 1973 prevedeva 32 (32!) scaglioni di reddito:
l’intento era quello di avvicinarsi quanto più possibile alla
progressività continua (scaglioni della dimensione di una unità
monetaria) come modello ideale di equità. L’aliquota più alta era
all’82% (82%!), poi portata al 72% nel 1975 (ricordiamo che si parla
di “aliquote marginali”, da applicare dunque solo alle corrispondenti
porzioni di reddito, così che l’aliquota media viene ad essere assai
inferiore).
Mentre Gordon Brown innalza l'aliquota sui redditi oltre i 167 mila
euro dal 40 al 50%, mentre la Merkel e Sarkozy studiano metodi per la
maggiore tassazione dei bonus milionari, il governo Berlusconi
promuove riforme fiscali che hanno lo stesso grado di “civiltà
tributaria” dell’imposta sul macinato del 1868, quella dei primi
tumulti per la farina dell’Italia unitaria. Fra l’altro non deve
ingannare la patina reaganian-populista del “meno tasse per tutti” con
cui si cerca di verniciare questo attacco alle ultime vestigia di
equità fiscale nel nostro Paese: con un deficit oltre il 5% del Pil e
un debito pubblico che veleggia verso il 120%, i 20 miliardi di euro
necessari per questa riforma si inseriranno necessariamente in un
piano complessivo di riassetto del sistema fiscale che renderà il
nostro Paese ancora più ingiusto e diseguale (aumentando ad esempio il
peso delle imposte indirette). Già prima della crisi e di queste
eventuali “riforme” l’Italia aveva un indice Gini (il coefficiente di
concentrazione dei redditi che indica sinteticamente il “grado di
disuguaglianza” di un Paese) superiore alla media dei 24 paesi
dell’Ocse e molto più vicino a quello degli Usa che a quello di
nazioni di “modello europeo” come Germania e Francia.
A Pierluigi Bersani viene attribuita una battuta: “Se votassero solo i
ricchi, vinceremmo sempre noi. Ci ha fregati il suffragio universale”.
Di fronte a una destra che si incunea senza scrupoli nelle guerre fra
ultimi e penultimi per lucrare consenso politico (vedi, da ultimo, i
recenti fatti di Rosarno), il vigoroso contrasto di questo disegno di
“riforma fiscale” di impronta smaccatamente regressiva potrebbe essere
la prima grande iniziativa di una opposizione sociale della quale il
Paese ha disperatamente bisogno. Sarebbe ora di riuscire a recuperare
un po’ di quei voti popolari migrati negli ultimi anni fra Arcore e
Pontida.
On 11 Gen, 16:30, €rnesto <ernestoa...@libero.it> wrote:
> Fisco, una controriforma ottocentesca
> Con la proposta di introdurre due sole aliquote Irpef Berlusconi vuole
> abolire un principio cardine del nostro ordinamento costituzionale: la
> progressività del prelievo fiscale. Un balzo in pieno ‘800 verniciato
> di “modernità”.
Bah, come si fa a discutere di una riforma di cui è noto solo il
titolo?
E' ovvio per es. che le due aliquote dovranno per forza essere
controbilanciate da un sistema di deduzioni di cui ancora non si sa
nulla. E quindi perché discuterne? Ho visto anche già delle tabelle su
chi e quanto guadagnerebbe!
IMHO è la solita boutade berlusconiana, alla quale puntualmente anche
gli oppositori abboccano. Sarei infatti sorpreso nel vedere uscire dal
governo Berlusconi una *vera* riforma, in qualsiasi campo.
....
> Sarei infatti sorpreso nel vedere uscire dal
> governo Berlusconi una *vera* riforma, in qualsiasi campo.
sei troppo pessimista: due esempi per tutti?
1) abolizione del falso in bilancio;
2) salva previti
con gli attuali numeri ci sono tutti i presupposti per approvare anche
il provvedimento sulla prescrizione breve e reintrodurre l'immunità
parlamentare ...
peraltro in campo fiscale ... possiamo parlare di quella "perla" di
provvedimento che "blocca" di fatto le compensazioni IVA oltre i
10.000 e obbliga i professionisti a dare il visto di conformità per i
crediti oltre 15.000 euro ?
una delle poche cose che funzionava era la compensazione dei tributi
(una vera rivoluzione copernicana) ed ecco che è stato fatto un
provvedimento che di fatto impedisce (o limita fortemente) la
compensazione oltre i 10.000 e "responsabilizza" i professionisti
obbligandoli a munirsi di apposita polizza assicurativa a favore del
Fisco ...
a proposito, ma se la fideiussione viene escussa, l'assicurazione avrà
il diritto di regresso anche nei confronti del professionista ?
Fisco
Silvio: Le entrate fiscali vanno a gonfie veve: a parità di aliquote sono
entrati dall'autoliquidazione 7,8 miliardi di euro in più del 2006,
segno che l'economia tira e il PIL cresce, ma anche segno che a...
Borsa
6
25-08-2007 19.48.28
Fisco di m..da .
ponziopilato: tir wrote:
> Ricevuta cartella esattoriale per irap e irpef 2003, senza nessuna
> precedente comunicazione, l'ufficio delle entrate afferma di aver
> inviato nel 2004 un avviso di accertamento di...
Fisco e Tasse
5
14-04-2007 09.57.41
IL FISCO ..........
kappa: ..............ha incassato 37 miliardi IN PIU' dell'anno scorso.
Ciò vuol dire :
1° Che TUTTA la finanziaria dei comunisti verrà INTERAMENTE PAGATA
dall' ottimo lavoro fatto da...
Borsa
84
07-12-2006 18.03.25
fisco
DanieleNA: alla mia banca reale posso scegliere fra deposito amministrato e
gestito.
Con IWBank o Fineco?
--
tramite server newsgate.x-privat.org
Banche
8
17-09-2006 09.58.53
fisco
Carlo: I due soci di una S.n.c. al fine di limitare le loro
responsabilità patrimoniali stanno pensando di:
1)costituire una s.r.l. i cui soci saranno sempre loro due e le
rispettive mogli;
2)stipulare...