Un'altra enorme cazzata che è in gestazione nelle povere menti
di politici e ministri è il "quoziente familiare"
Il quoziente familiare è meno peggio della schifezza che c'è
adesso, perchè elimina la grave ingiustizia della supertassazione
delle famiglie monoreddito rispetto alle famigie plurireddito con lo stesso
reddito (ho calcolato che una famiglia di due persone con
un solo reddito di euro 17.000
paga, di IRPEF, euro 2.028,90 mentre una famiglia di due
persone con due redditi da euro 8.500 paga euro 301,72)
ma non fa equità perchè non tiene conto delle spese che una
famiglia deve sostenere.
Ad esempio, una famiglia potrebbe avere da pagare il mutuo o l'affitto
ed un'altra, no
Una famiglia potrebbe avere basse spese di riscaldamento perchè
abita in una regione dove gli inverni sono miti ed un'altra deve sopportare
forti spese perchè abita in una regione dove gli inverni sono freddissimi.
Domanda: pur avendo, queste famiglie, lo stesso reddito, hanno la stessa
capacità
contributiva? Certamente no.
Dunque, per far pagare a ciascuno secondo la propria capacità
contributiva (art. 53 Cost.) è indispensabile far sì che l'imponibile
sia determinato per differenza tra le entrate e le uscite.
Per ottenere questo risultato si possono seguire due vie:
1) ripristinare il "cumulo", la cui eliminazione è la causa della
supertassazione delle famiglie monoreddito (ma non lo si sapeva?
eppure è evidente! che senso ha piangere per le famiglie
monoreddito e sostenere che non bisogna tassare il cumulo?
cose da pazzi!) e da questo far
dedurre tutti gli scontrini e le fatture inerenti l'intero nucleo
familiare
2) ripristinare il "cumulo" come sopra e da questo far dedurre
una somma di denaro "a forfait" pari alla "soglia di povertà familiare"
diversa da famiglia a famiglia, secondo il numero dei componenti
il nucleo familiare, tenendo conto se si deve pagare l'affitto o il mutuo
oppure no, ecc., come detto sopra.
La prima soluzione è la migliore ma è molto complicata.
Io ho provato a mettere da parte per sei mesi tutti i miei scontrini
e sono stati 350, il che significa circa 700 scontrini l'anno
che bisogna raccogliere (io li incollavo su dei fogli di carta
e facevo la somma ad ogni pagina) e sommare.
Poi bisogna che il fisco controlli, per evitare truffe.
Poi, se non si abolisce l'IVA, imposta iniqua, antisociale ed
anticostituzionale perchè non progressiva, bisogna scorporare
questa imposta iniqua dal totale degli scontrini e
dedurre la spesa "al netto dell'IVA"
Invece la seconda soluzione, che è proposta anche dal FORUM
DELLE FAMIGLIE, pur non essendo così precisa come la prima, offre
buoni risultati per quanto riguarda l'equità fiscale.
Inoltre, la seconda soluzione, consentirebbe di attuare una vera
solidarietà sociale, efficace e risolutiva, equa nel ridistribuire,
oltre che nel tassare.
La solidarietà sociale come viene effettuata da sempre, nonostante
il fiume di denaro distribuito in mille modi, a questo ed a quello,
senza tener conto se una famiglia debba pagare l'affitto o il mutuo
oppure no, ecc., con enormi spese per la burocrazia,
non ha mai risolto il problema di chi vive sotto la soglia di povertà.
Con l'istituzione della "soglia di povertà" proposta dal
FORUM DELLE FAMIGLIE, si può stabilire di quanto
una famiglia è sotto la soglia di povertà ed accordarle un
contributo tale da farla uscire da quella situazione e portarla
almeno al livello della sua soglia di povertà.
Il costo di questa operazione?
Prendendo per buona la cifra di 3 milioni di famiglie sotto
la soglia di povertà, ed ipotizzando di dover dare a ciascuna, IN MEDIA,
1.500 euro l'anno, occorrono 4,5 miliardi di euro che divisi per le
17 milioni di famiglie sopra la soglia di povertà, dà IN MEDIA una
spesa di 265 euro l'anno per famiglia.
Ma poichè questo richiederebbe l'abolizione di ogni altro ammortizzatore
sociale, il costo sarebbe inferiore a 265 euro l'anno
E non sentiremmo più parlare di famiglie che non ce la fanno
ad arrivare a fine mese, perchè il minimo vitale o soglia di povertà
sarebbe garantito a tutti.
Questo l'ha detto anche un giornalista (o economista, non ricordo bene)
in una trasmissione radiofonica di alcuni anni fa, per cui non lo
dice solo il sottoscritto "ministro delle finanze del bar dello sport"
pensaperte scrive "Quoziente familiare: un'altra cazzata" il 10/01/2010
in it.economia.fisco :
> Il quoziente familiare è meno peggio della schifezza che c'è
> adesso, perchè elimina la grave ingiustizia della supertassazione
> delle famiglie monoreddito rispetto alle famigie plurireddito con lo stesso
> reddito (ho calcolato che una famiglia di due persone con
> un solo reddito di euro 17.000
> paga, di IRPEF, euro 2.028,90 mentre una famiglia di due
> persone con due redditi da euro 8.500 paga euro 301,72)
> ma non fa equità perchè non tiene conto delle spese che una
> famiglia deve sostenere. ...
non ho avuto la pazienza di leggere tutto quello che hai scritto, ma
ricordo che in Francia si prende il reddito di tutta la famiglia e lo
si divide per il numero dei componenti. In questo modo chi ha reddito
pagherà l'imposta su un reddito più basso. E' più semplice, ma non
saprei se è anche - soprattutto - efficace. Suppongo abbiano fatto
prima dei calcoli per vedere quanto lo Stato ha incassato in passato e
quanto avrebbe potuto incassare con questi redditi modificati. Ognuno
sceglie la strada che vuole. Sono un valido metodo anche gli sconti sui
prodotti tipo automobili ed elettrodomestici. Alla fine l'importante è
che i conti tornino, mentre a me sembra che i conti per alcune famiglie
non tornino mai.
Il Sun, 10 Jan 2010 23:53:29 +0100, "pensaperte"
<pensaperte@aliceposta.it> ha scritto:
>Un'altra enorme cazzata che è in gestazione nelle povere menti
>di politici e ministri è il "quoziente familiare"
>[...]
la tua analisi mi sembra molto lucida, complimenti.
Non azzardo un mio parere perche' non sono attrezzato in proposito.
Dico solo che (come mi pare sostieni anche tu) la soluzione della
deduzione delle spese appatre attraente ma imho e' di fatto
irrealizzabile, anche per mancanza di risorse e perche' sottintende un
principio di "incitamento a spendere" che non va bene per il nostro
paese.
Ciao
---
Uplbet
> Un'altra enorme cazzata che è in gestazione nelle povere menti
> di politici e ministri è il "quoziente familiare"
> Il quoziente familiare è meno peggio della schifezza che c'è
> adesso, perchè elimina la grave ingiustizia della supertassazione
> delle famiglie monoreddito rispetto alle famigie plurireddito con lo stesso
> reddito
Per me anche il quoziente familiare e´ un cazz.
Prova a vederla cosi : il sistema fiscale considera
il reddito e non la persona che lo percepisce,
Non si considera chi lo incassa , ne´oltre a lui quanti altri ci
sono vicino a lui , si tassa il reddito considerato in se e per
se . Parlare di quoziente familaire mi suona espressione
di una familiare , cattocomunista e familistica .
In nome di cosa , caspita , la famiglia e´ superiore
a un individuo? Questo e´ un pregiudizio di chiara origine
cattolico-medioevale.
On 11 Gen, 16:03, klei...@libero.it (Boston TeaParty) wrote:
> In *nome di cosa *, *caspita *, *la *famiglia *e´ superiore
> a *un *individuo?
A parte tutte le considerazioni di carattere educativo e sociologico
(la realtà dimostra come sia meglio, per un bambino, crescere in una
famiglia, anche così così, rispetto ad un orfanotrofio), e restando
nell'ambito fiscale / economico, forse per le economie che la famiglia
consente allo Stato per quanto riguarda per es. la cura delle fasce
più deboli (bambini, anziani, disabili)? La famiglia è da sempre il
più grande fornitore di servizi del welfare.
"La proposizione generale che va compresa e fatta comprendere è che la
famiglia è il primo generatore di esternalità sociali positive, cioè
di effetti positivi per l’intera collettività che però non vengono
internalizzati dal meccanismo dei prezzi. Sfuggendo alle usuali
rilevazioni statistiche, tali effetti finiscono con il non esistere,
dal momento che, secondo la contabilità nazionale, esiste solo ciò che
è quantificabile e misurabile con il metro monetario."
"Primo, la riproduzione della società. [...] Una società che
invecchia, come è appunto la nostra, è una società che per ovvie
ragioni non è in grado di sostenere stabilmente nel tempo quel tasso
di imprenditorialità che è necessario a rendere vitale il sistema
economico. Eppure, l’atteggiamento ancor’oggi diffuso è che i costi
della procreazione debbano essere sostenuti dalla famiglia proprio
come se la decisione di fare figli fosse assimilabile ad una usuale
scelta di consumo."
"Una seconda forma di esternalità positiva concerne l’integrazione e
la redistribuzione dei redditi da lavoro. E’ a tutti nota la capacità
della famiglia di riequilibrare la distribuzione personale dei
redditi, la quale diventa più egualitaria quando si passa dalla
distribuzione personale a quella familiare. In questo senso, la
famiglia si configura come un potente ammortizzatore sociale, fungendo
da punto di smistamento e di raccolta dei redditi dei propri membri
svolgendo, in tal modo, un’efficace funzione perequatrice."
"Una terza forma di esternalità positiva è quella che chiama in causa
la flessibilizzazione della partecipazione lavorativa dei soggetti
femminili e dei giovani."
"...la famiglia (unitamente alle reti sociali) è l’istituzione che più
di ogni altra sostiene e tutela i soggetti deboli – dai bambini in età
prescolare agli anziani non autosufficienti; dalla cura dei disabili
all’assistenza dei malati. E’ accertato che se la famiglia italiana
non svolgesse quelle funzioni di tipo sia socio-assistenziale sia
socio-sanitario che da sempre essa svolge, il nostro paese non
potrebbe certo occupare – date le caratteristiche strutturali dei
nostri servizi pubblici – il posto (secondo) nella graduatoria
mondiale che l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli riserva per
quanto attiene gli indici di morbilità e di mortalità."
"Secondariamente, la famiglia è il luogo ideal – tipico della
creazione di capitale umano degli individui. E’ noto che il capitale
umano non dipende solamente dall’investimento in istruzione e
formazione da parte degli interessati (o da chi per loro) e
dall’ambiente sociale, ma anche e, in certi contesti, soprattutto
dall’ambiente familiare."
"Infine, la famiglia funge da filtro tra individuo e mercato per
quanto concerne le scelte di consumo. E’ risaputo che queste ultime
non sono quasi mai il frutto di processi decisionali di tipo
atomistico, ma risentono piuttosto dell’insieme di valori, delle
prassi e degli stili di vita che il singolo trae dalla famiglia di cui
è parte."
Non posso riportare tutto l'intervento... ma a mio avviso vale la pena
di leggerlo, perché molto illuminante, anche nella parte in cui si
considera obsoleta la dicotomia familismo - defamilizzazione (alla
quale forse facevi riferimento quando parlavi di "pregiudizi di
origine cattolica / medievale").
"Boston TeaParty" <kleistp@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hiflik$68o$1@news.newsland.it...
>> Mi dispiace ma continuo a considerare la famiglia un preconcetto.
> Puo´esserci oppure no , ma non merita una considerazione
> superiore .
per la serie il matrimonio, l'arte di risolvere in due problemi che da solo
non avresti mai avuto?
On 11 Gen, 18:02, klei...@libero.it (Boston TeaParty) wrote:
> ps *si potrebbe *anche *rigirare *la *frittata *e parlare dei
> tanti abusi in famiglia *e ricordare *il *motto *dell *italiano
> per Prezzolini : tengo famiglia *.
"tanti"???
Prova a fare una percentuale...
Quanto ai danni all'economia, puoi essere più preciso e portare
qualche dato reale?
"Un preconcetto"??? Ma lo sai quanto risparmia lo Stato se c'è per es.
una famiglia che si prende cura di un disabile??? Te lo dico perché
purtroppo lo so per esperienza...
> non ho avuto la pazienza di leggere tutto quello che hai scritto, ma
> ricordo che in Francia si prende il reddito di tutta la famiglia e lo si
> divide per il numero dei componenti. In questo modo chi ha reddito
> pagherà l'imposta su un reddito più basso. E' più semplice, ma non
> saprei se è anche - soprattutto - efficace.
In Francia oltre alla misura da te indicata ci sono soprattutto molte
agevolazini per chi ha figli.
La scuola pubblica è gratuita, fino al BAC (diploma scuola secondaria).
Anche i libri, che la scuola dà in comodato agli allievi ad inizio anno
e si riprende alla fine dell'anno, verificandone lo stato d'uso ed
eventualmente addebitando il rimborso se persi/rovinati.
Borse di studio, edilizia scolastica (alloggi agli universitari a Nizza
intorno ai 50/100 euro AL MESE) e altri servizi (ostelleria di qualità,
diffusa su tutto il territorio, per permettere la mobilità ai giovani).
Quanto descritto corrisponde ad esperienza personale perchè, oltre
essere stato studente a Cannes nella prima metà degli anni '80, una
delle mie figlie studia là da 4 anni.
Parlando con alcuni genitori di sue compagne di scuola, ho scoperto che,
a parità di reddito lordo, io con le mie tre figlie e moglie in Francia
avremmo pagato almeno 3.000 euro l'anno di imposte sul reddito in meno.
In realtà un confronto diretto è molto difficile farlo, perchè poi ci
sono altri fattori da considerare (costo della vita, mobilità,
trattamento pensionistico, sanitario, assicurativo...).
On 11 Gen, 21:43, "filippo b." <fboschetti2000_NOSP...@tiscali.itwrote:
> Daniel NA ha scritto:
> Parlando con alcuni genitori di sue compagne di scuola, ho scoperto che,
> a parit di reddito lordo, io con le mie tre figlie e moglie in Francia
> avremmo pagato almeno 3.000 euro l'anno di imposte sul reddito in meno.
sono certo che tu sia stato in grado di fare con i genitori delle tue
compagne di scuola mentre attendevi l'uscita delle bimbe, oltre al
commento del risultato di juve-milan, una avanzata e dettagliata
comparazione di sistemi fiscali internazionali...
On 12 Gen, 20:00, filo <filo3...@email.it> wrote:
> l'erba del vicino è sempre più verde!
E' anche vero che le agevolazioni fiscali per la famiglia vedono
l'Italia messa molto peggio di altri paesi vicini.
e non occorrono comparazioni di sistemi fiscali internazionali: basta
guardare quanti figli fanno gli italiani.
> On 11 Gen, 18:02, klei...@libero.it (Boston TeaParty) wrote:
> > ps *si potrebbe *anche *rigirare *la *frittata *e parlare dei
> > tanti abusi in famiglia *e ricordare *il *motto *dell *italiano
> > per Prezzolini : tengo famiglia *.
> "tanti"???
> Prova a fare una percentuale...
> Quanto ai danni all'economia, puoi essere più preciso e portare
> qualche dato reale?
Oltre alle cifre , c e´un metodo , una mentalita
imprenditoriale che non va , c era un libro di M Friedman
sulla Fiat come azienda familistica .
Poi l italia ha pagato per decenni aiuti per decine di migliaia
di miliardi di lire . Per me e´sufficiente.
> "Un preconcetto"??? Ma lo sai quanto risparmia lo Stato se c'è per es.
> una famiglia che si prende cura di un disabile??? Te lo dico perché
> purtroppo lo so per esperienza...
> saluti
Questi sono argomenti che fanno parte di un armamentario
parrocchiale .
Il Wed, 13 Jan 2010 16:44:32 +0100, kleistp@libero.it (Boston
TeaParty) ha scritto:
>> "Un preconcetto"??? Ma lo sai quanto risparmia lo Stato se c'è per es.
>> una famiglia che si prende cura di un disabile??? Te lo dico perché
>> purtroppo lo so per esperienza...
>Questi sono argomenti che fanno parte di un armamentario
>parrocchiale .
ma, a parte l'armamentario di cui possono far parte, "lo sai quanto
risparmia lo Stato se c'è per es. una famiglia che si prende cura di
un disabile?".
Ciao
---
Uplbet
> sono certo che tu sia stato in grado di fare con i genitori delle tue
> compagne di scuola mentre attendevi l'uscita delle bimbe, oltre al
> commento del risultato di juve-milan, una avanzata e dettagliata
> comparazione di sistemi fiscali internazionali...
Colgo una sottile vena di ironia nelle tue parole... purtroppo per te
del milan e della juve non m'interesso dai tempi dell'asilo :-)
"filippo b." <fboschetti2000_NOSPAM_@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4b4e2eed$0$1136$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Colgo una sottile vena di ironia nelle tue parole... purtroppo per te del
> milan e della juve non m'interesso dai tempi dell'asilo :-)
Supertassazione famiglie monoreddito e quoziente familiare
pensaperte: Il problema della supertassazione delle famiglie monoreddito
rispetto a quelle plurireddito, è sorto in seguito alla sentenza
della Corte Costituzionale del 1976, che abolì il "cumulo"....
Fisco e Tasse
16
22-10-2009 01.22.36
Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità
pensaperte: La Corte Costituzionale, nel 1976, dichiarò incostituzionale
il cumulo dei redditi perché .."incompatibile con il principio di
uguaglianza". Il cumulo, infatti, secondo la Corte Costituzionale,...
Stm cazzata.
Trader: Mi sà di aver fatto una cazzata ad entrar, ho sentito su bloomberg che le
vendite potrebbero essere inferiori.
Speremà bien.
Borsa
3
09-04-2008 00.30.03
Quoziente familiare
air: Il min.Maroni propone l'introduzione del QF per il calcolo dell'Irpef.Come
potrebbe funzionare?Si divide semplicemente il reddito complessivo per il
numero dei componenti(o per la somma di...