qualcuno ha mai gestito una sede secondaria di una azienda estera
(intra-eu)?
dobbiamo mettere in piedi, per un cliente, una sede secondaria in Italia di
una azienda Tedesca e cercavo un confronto.
1) aspetto amministrativo (per la sua "costituzione")
2) regime fiscale iva
3) regime fiscale IIDD
4) gestione contablità e bilancio.
Grazie in anticipo.
Gianluca
"Gianluca Mantova" <apollo24@tele2.it> ha scritto nel messaggio
news:4ad8c740$0$19176$c83e3ef6@anchorman-read.tele2.net...
> qualcuno ha mai gestito una sede secondaria di una azienda estera
> (intra-eu)?
> dobbiamo mettere in piedi, per un cliente, una sede secondaria in Italia
> di una azienda Tedesca e cercavo un confronto.
> 1) aspetto amministrativo (per la sua "costituzione")
Verbale CdA/Organo amministrativo società estera iscritto in CCIAA dal
Notaio
> 2) regime fiscale iva
Se stabile organizzazione, come normale contribuente Italiano
> 3) regime fiscale IIDD
idem
> 4) gestione contablità e bilancio.
idem, però stabile organizzazione/sede secondaria non deposita il bilancio
in CCIAA, tecnicamente dovrebbe depositare bilancio casa madre estera, ma
questo obbligo non ha termine.
Occorre prestare la max attenzione ai poteri attribuiti agli institori e/o
procuratori, poichè vi potrebbe essere rischio che chi opera per tramite
della sede secondaria diventi responsabile illimitatamente dei debiti della
stabile organizzazione
>> qualcuno ha mai gestito una sede secondaria di una azienda estera
>> (intra-eu)?
io ne ho due,
una gestita come ti ha indicato Pineapple e l'altra hanno costiutito una srl
unipersonale in italia.
A parte il deposito del bilancio che per la prima non è obbligatorio (e
tanto lo si fa per la casa madre), trovo più pratica e gestibile la seconda.