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  #1  
Vecchio 04-08-2009, 14.32.55
Albe V°
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Possibile fallimento del cliente: come insinuarsi?

Il punto è:
un cliente, a cui dovrei fatturare parecchi soldi (diciamo che nel
budget 2009 rappresenta un 20% del fatturato stimato), ha
improvvisamente fermato la produzione e non ha pagato gli stipendi.
Le motivazioni addotte sono di tipo finanziario, morsa del credito e
mancanza di liquidità. In effetti, prodotto, tecnologie e mercati sono
ottimi, le prospettive di ripartenza esistono.
Diciamo che gli scenari possibili sono:
A) dopo l'estate, si sbloccano le linee di credito e riparte
B) dopo l'estate, parte un concordato preventivo
C) dopo l'estate, dichiara fallimento

Adesso, mi chiedo cosa fare...

Se fatturo, intanto verso l'IVA e pago le imposte. Ma se fallisce o va
al concordato preventivo, magari incasso, fra millemila anni, un 2% del
fatturato, e magari non mi copro neanche l'IVA versata.
Se non fatturo, non verso Iva e imposte, ma se fallisce non so come
fare per insinuarmi nel fallimento.
Ho alcuni d.d.t. firmati dal personale del cliente, ma (a parte che le
firme sono spesso sigle del magazziniere difficilmente riconoscibili)
questi documenti possono dimostrare solo la fornitura di materiali e di
alcune giornate extra capitolato, non ho ancora alcun documento di
collaudo che dimostri che io abbia completato l'impianto da contratto
(il 90% dell'importo in causa).

Mi sono state prospettate diverse opzioni:
1) Fatturare tutto e sperare
2) Emettere una fattura Pro-Forma e sperare che non venga contestata e
che venga graffettata in qualche forma di contabilità, in modo da avere
qualche pezza d'appoggio per un futuro insinuamento tardivo.
3) Inviare la fattura Pro-Forma per raccomandata A.R., in modo da avere
la prova di avere comunicato il dovuto al cliente, e in mancanza di
contestazione questo dimostra il suo debito
4) non fatturare, aspettare la fine dell'estate, e fatturare solo se
riparte, altrimenti morta lì e dare per persi i soldi.

Io, nella mia beata ignoranza, sarei per l'opzione 4.
Il mio socio per la 2.
Riflettendoci, forse la più sensata è la 3.

Idee?


Alberto

--
La forza di volontà è guardare negli occhi una ragazza in topless.


Alt 04-08-2009, 14.32.55
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 04-08-2009, 17.46.18
Conte Oliver
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Possibile fallimento del cliente: come insinuarsi?

Il Tue, 04 Aug 2009 14:32:55 +0200, Albe V° <vaccariTOGLI@hotmail.comscrisse:

>Se fatturo, intanto verso l'IVA e pago le imposte. Ma se fallisce o va
>al concordato preventivo, magari incasso, fra millemila anni, un 2% del
>fatturato, e magari non mi copro neanche l'IVA versata.
>Se non fatturo, non verso Iva e imposte, ma se fallisce non so come
>fare per insinuarmi nel fallimento.


Per darti una risposta è necessario sapere se fai prestazioni di
servizi o (visto che parli di DDT) fornitura di beni.

1) Fornitura di beni: se hai consegnato non puoi scegliere tu se
fatturare o no; devi fatturare e basta.
Al limite, se il tuo fatturato annuo totale è sotto i 200.000 euro
puoi fatturare con "iva ad esigibilità differita", di modo che non
sarai costretto a versare IVA non incassata.

2) Servizi: puoi non fatturare se non riscuoti; ma questo ti farà
risparmiare solo l'IVA, non le imposte sui redditi, atteso che i
ricavi dovrai comunque dichiararli per competenza e poi, semmai,
rilevare la perdita su crediti se e quando arriverà il fallimento (ci
rimetterai solo l'IRAP, ma è poca roba).

Se si tratta di prestazione di servizi puoi insinuarti al fallimento
anche senza fatture; l'importante è che tu abbia documentazione che
dimostra l'attività svolta: DDT, contratti, ordini, corrispondenza,
ecc. e che il fallito non contesti il credito.

--
Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
  #3  
Vecchio 04-08-2009, 17.59.53
Albe V°
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Possibile fallimento del cliente: come insinuarsi?

Scriveva Conte Oliver martedì, 04/08/2009:
> Il Tue, 04 Aug 2009 14:32:55 +0200, Albe V° <vaccariTOGLI@hotmail.com> scrisse:
>> Se fatturo, intanto verso l'IVA e pago le imposte. Ma se fallisce o va
>> al concordato preventivo, magari incasso, fra millemila anni, un 2% del
>> fatturato, e magari non mi copro neanche l'IVA versata.
>> Se non fatturo, non verso Iva e imposte, ma se fallisce non so come
>> fare per insinuarmi nel fallimento.

> Per darti una risposta è necessario sapere se fai prestazioni di
> servizi o (visto che parli di DDT) fornitura di beni.


Facciamo impianti di logistica completi, chiavi in mano.
Nel contratto c'è scritto (sintetizzando all'estremo): "fornitura di
sistema logistico di gestione magazzino comprensivo di terminali da
carrello, terminali palmari, server, software, formazione, consulenza,
assistenza, Totale chiavi in mano Euro 100.000".
Durante il lavoro, ogni tanto qualcuno va dal cliente e porta un
terminale, un server, ecc..., e questo viene adeguatamente documentato
con d.d.t.. Ma questi beni non vengono fatturati singolarmente, ma solo
a stati avanzamento lavoro dell'impianto nella sua interezza. Caso
estremo, a collaudo impianto fatturerei 100.000 Euro di tutto.


> 1) Fornitura di beni: se hai consegnato non puoi scegliere tu se
> fatturare o no; devi fatturare e basta.


Eh, come dicevo, non esiste un importo per i beni, ma solo quello per
l'impianto completo. Non saprei neppure come fatturare i singoli beni,
non esistendo alcun ordine specifico.


> Al limite, se il tuo fatturato annuo totale è sotto i 200.000 euro
> puoi fatturare con "iva ad esigibilità differita", di modo che non
> sarai costretto a versare IVA non incassata.


No, il fatturato è superiore.



> 2) Servizi: puoi non fatturare se non riscuoti; ma questo ti farà
> risparmiare solo l'IVA, non le imposte sui redditi, atteso che i
> ricavi dovrai comunque dichiararli per competenza e poi, semmai,
> rilevare la perdita su crediti se e quando arriverà il fallimento (ci
> rimetterai solo l'IRAP, ma è poca roba).


Nel caso basterebbe appunto la pro-forma.
Ma una proforma può farla chiunque. Io potrei ad esempio emettere una
proforma da 1.000.000, con una causale a caso, poi se non sono tenuti a
registrarla anzichè contestarla la buttano nel cestino, e io mica
potrei poi usarla come documento di credito.


> Se si tratta di prestazione di servizi puoi insinuarti al fallimento
> anche senza fatture; l'importante è che tu abbia documentazione che
> dimostra l'attività svolta: DDT, contratti, ordini, corrispondenza,
> ecc. e che il fallito non contesti il credito.


Contratti, ddt, ordini, corrispondenza, c'è di tutto, ovviamente. In
quantità industriale. Molto via eMail, ma qualcosa anche cartaceo.
Che il fallito contesti il credito, beh, dipenderà da chi c'è lì quel
giorno, nel senso che il titolare magari non sa neanche di cosa si
tratti (è un'azienda molto grossa, il titolare è 'lontano'
dall'operatività quotidiana), se c'è l'impiegato giusto gli dice "si,
ok, hanno fatto il lavoro", se c'è quello sbagliato gli dice "e questi
chi sono, ma figuriamoci...".

Ciao

Alberto

--
Noi ammazziamo solo per motivi buoni.
E quando sono buoni, sta a noi indicarlo.
[Guccini]


  #4  
Vecchio 04-08-2009, 18.05.47
Conte Oliver
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Possibile fallimento del cliente: come insinuarsi?

Il Tue, 04 Aug 2009 17:59:53 +0200, Albe V° <vaccariTOGLI@hotmail.comscrisse:

>Contratti, ddt, ordini, corrispondenza, c'è di tutto, ovviamente. In
>quantità industriale. Molto via eMail, ma qualcosa anche cartaceo.


Se il contratto prevede i pagamenti a stati d'avanzamento direi che
quanto sopra, unitamente alla dimostrazione dell'avanzamento lavori,
può essere sufficiente per dimostrare il credito.
--
Ciao
Conte Oliver (che NON risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
 

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cliente, fallimento, insinuarsi, possibile
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