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  #1  
Vecchio 02-07-2009, 16.40.32
Tau
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Predefinito server inglese e stabile organizzazione

Salve a tutti,

Caso:
Un'azienda italiana svolge attività di commercio elettronico con
fornitura di beni digitali (quindi con tutte le operazioni a distanza),
utilizzando server ospitati in Inghilterra.

Il server è da considerarsi stabile organizzazione? Le tasse relative a
quest'attività vanno pagate in Italia o in Inghilterra (o ripartite?)

Grazie a chi mi aiuterà
M.:-)
Alt 02-07-2009, 16.40.32
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 02-07-2009, 16.56.19
Acremone
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Predefinito Re: server inglese e stabile organizzazione


> Un'azienda italiana svolge attività di commercio elettronico con
> fornitura di beni digitali (quindi con tutte le operazioni a distanza),
> utilizzando server ospitati in Inghilterra.
> Il server è da considerarsi stabile organizzazione? Le tasse relative a
> quest'attività vanno pagate in Italia o in Inghilterra (o ripartite?)


Se si tratta del mero affitto di un server, non capisco cosa possa farvi
solo pensare di avere una stabile organizzazione all'estero.

Dove sono i vostri uffici?
Dove lavorano le vostre persone?
Devo leggere qualcosa di più tra le righe?
  #3  
Vecchio 02-07-2009, 17.02.48
Tau
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Predefinito Re: server inglese e stabile organizzazione

Acremone ha scritto:

> Se si tratta del mero affitto di un server, non capisco cosa possa farvi
> solo pensare di avere una stabile organizzazione all'estero.


e se il server è di proprietà?

> Dove sono i vostri uffici?

Italia

> Dove lavorano le vostre persone?

Italia

> Devo leggere qualcosa di più tra le righe?

no, ma è importante capire, perchè su internet sto trovando tutto e il
contrario di tutto...
  #4  
Vecchio 02-07-2009, 17.14.07
Acremone
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Predefinito Re: server inglese e stabile organizzazione

Tau ha scritto:
> Acremone ha scritto:
>> Se si tratta del mero affitto di un server, non capisco cosa possa
>> farvi solo pensare di avere una stabile organizzazione all'estero.

> e se il server è di proprietà?
>> Dove sono i vostri uffici?

> Italia
>> Dove lavorano le vostre persone?

> Italia
>> Devo leggere qualcosa di più tra le righe?

> no, ma è importante capire, perchè su internet sto trovando tutto e il
> contrario di tutto...


Sono curioso di leggere chi sostiene che avreste una stabile
organizzazione in Gb
  #5  
Vecchio 02-07-2009, 17.42.12
Tau
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Predefinito Re: server inglese e stabile organizzazione

Acremone ha scritto:

> Sono curioso di leggere chi sostiene che avreste una stabile
> organizzazione in Gb


tu come interpreteresti (so che non è chiaro, ci sto appunto provando e
sto continuando a cercare su web) quello che si dice qui?

http://www.odcec.roma.it/index.php?o...nload&gid=1632
  #6  
Vecchio 02-07-2009, 17.48.52
Acremone
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Acremone ha scritto:
> Tau ha scritto:
>> Acremone ha scritto:
>>>> Se si tratta del mero affitto di un server, non capisco cosa possa
>>> farvi solo pensare di avere una stabile organizzazione all'estero.
>>> e se il server è di proprietÃ*?
>>>> Dove sono i vostri uffici?

>> Italia
>>>> Dove lavorano le vostre persone?

>> Italia
>>>> Devo leggere qualcosa di più tra le righe?

>> no, ma è importante capire, perchè su internet sto trovando tutto e il
>> contrario di tutto...

> Sono curioso di leggere chi sostiene che avreste una stabile
> organizzazione in Gb


vedi anche l’art. 162 del nuovo Tuir: "oltre a quanto previsto dal comma
4 non costituisce di per sé stabile organizzazione la disponibilitÃ* a
qualsiasi titolo di elaboratori elettronici e relativi impianti
ausiliari che consentano al raccolta e la trasmissione di dati ed
informazioni finalizzati alla vendita di beni e servizi", che è coerente
con il modello OCSE di convenzione.
  #7  
Vecchio 02-07-2009, 17.57.49
Tau
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Predefinito Re: server inglese e stabile organizzazione

Acremone ha scritto:

> vedi anche l’art. 162 del nuovo Tuir: "oltre a quanto previsto dal comma
> 4 non costituisce di per sé stabile organizzazione la disponibilitÃ* a
> qualsiasi titolo di elaboratori elettronici e relativi impianti
> ausiliari che consentano al raccolta e la trasmissione di dati ed
> informazioni finalizzati alla vendita di beni e servizi", che è coerente
> con il modello OCSE di convenzione.


ok, e ragionando per analogia e al contrario (societÃ* straniera che fa
ecomemrce digitale in italia con server in italia)?

http://www.microsoft.com/italy/pmi/g...articolo1.mspx
  #8  
Vecchio 02-07-2009, 18.04.28
Tau
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Predefinito Re: server inglese e stabile organizzazione

Tau ha scritto:

> http://www.microsoft.com/italy/pmi/g...articolo1.mspx


in particolare alla fine si dice:
Si considererÃ* quindi sussistere una stabile organizzazione se, come si
legge nella risoluzione, «attraverso il server, il soggetto non
residente svolga una attivitÃ* di commercio elettronico diretto,
caratterizzato dalla fornitura di beni o servizi scaricabili (download)
direttamente dall'elaboratore (per esempio fotografie, brani musicali,
software) e che tutte le fasi del contratto, compresa quella
dell'acquisizione del prodotto e del pagamento, si realizzino per via
telematica».

quindi, se questa fattispecie è 'stabile organizzazione' per l'italia,
non dovrebbe valere la stessa cosa se si rivolge al contrario, cioè
azienda italiana con server in inghilterra?

Scusami a priori, lo sapevo che ci si incasinava...:-)

M.
  #9  
Vecchio 02-07-2009, 18.41.00
Acremone
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> ok, e ragionando per analogia e al contrario (societÃ* straniera che fa
> ecomemrce digitale in italia con server in italia)?
> http://www.microsoft.com/italy/pmi/g...articolo1.mspx


A prescindere dal fatto che il parere dell'ADE ha parecchi punti deboli,
il caso su cui si basa l'interpello descrive un "service provider"
italiano che si rapporta direttamente con i clienti, ovvero incassa i
corrispettivi, e a cui la societÃ* francese fattura, rendendo il modello
decisamente diverso.
Nel vostro caso, immaginando che il server si trovi in UK con un
contratto di housing, credo che lo stesso server potrebbe essere
spostato o sostituito da uno o più nuovi dispositivi nelle più diverse
nazioni in pochi giorni (previo aggiornamento dei DNS, redirect da un
semplice hosting in uk, o altra forma tecnica equivalente che qui non è
rilevante descrivere) senza impatto sull'attivitÃ* svolta, salvo per
costi connessi al mero spostamento.
Per questo motivo non ho dubbi sulla sua funzione meramente "ausiliare"
dando per scontato che la produzione o l'acquisto dei beni immateriali,
l'attivitÃ* di vendita, l'assistenza alla clientela, l'amministrazione e
tutto quanto vi è connesso siano svolte in Italia.
Per quanto riguarda il fronte inglese, essendo quando ho descritto in
linea con il modello di convenzione OCSE, mi sento decisamente
ottimista, anche se, non conoscendo a sufficienza il sistema tributario
inglese, potrebbe al limite esserci spazio per un approfondimento, ma in
questa sede mi sembra un po' eccessivo.
  #10  
Vecchio 02-07-2009, 19.04.10
Rag. Sergio Lo Cascio - Tributarista
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"Tau" <tau2004@email.it> ha scritto nel messaggio
news:4a4cc6de$0$47545$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> Il server è da considerarsi stabile organizzazione? Le tasse relative a
> quest'attività vanno pagate in Italia o in Inghilterra (o ripartite?)
> Grazie a chi mi aiuterà
> M.:-)


Guarda che c'è stato un caso l'anno scorso e dovrebbe esserci una circolare
o una risoluzione: hanno attratto in Italia, considerando una stabile
organizzazione, i ricavi derivanti dal commercio tramite server localizzato
in un ufficcio qui in Italia relativamente ad una ditta inglese.

Ciao

--
Rag. Sergio Lo Cascio - Tributarista

  #11  
Vecchio 02-07-2009, 19.10.56
Tau
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Acremone ha scritto:

> Nel vostro caso, immaginando che il server si trovi in UK con un
> contratto di housing, credo che lo stesso server potrebbe essere
> spostato o sostituito da uno o più nuovi dispositivi nelle più diverse
> nazioni in pochi giorni (previo aggiornamento dei DNS, redirect da un


si (mica tanto, se spostare il tutto su un altro server comporta
l'interruzione dei servizi per giorni e giorni...), ma questo valeva
anche per la societÃ* francese che invece ha dovuto pagare le tasse in
italia.

comunque grazie infinite, ho trovato il testo integrale della
risoluzione 119/E del 28.05.07 e per analogia mi sembra coerente con le
cose che volevo sapere.

saluti
M.
  #12  
Vecchio 03-07-2009, 10.04.36
Acremone
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> si (mica tanto, se spostare il tutto su un altro server comporta
> l'interruzione dei servizi per giorni e giorni...), ma questo valeva
> anche per la societÃ* francese che invece ha dovuto pagare le tasse in
> italia.



Se, ad esempio, acquisti una virtual machine negli stati uniti, devi
solo aspettare il tempo di aggiornamento dei DNS. Questo vale a
dimostrare la tesi dell'aspetto "ausiliare" del server, come è ausiliare
un ripetitore per telefonini o televisivo, che può essere ceduto o
scambiato con un altro senza nessun impatto organizzativo. Altro caso è
quello oggetto di interpello, ad esempio perché qualcuno si occupava di
incassare e amministrare di conseguenza i servizi erogati.
Questo è ciò da cui partirei se qualcuno (mai gli italiani) avesse delle
obiezioni, fermo restando che il parere dell'ADE ha una serie infinita
di punti d'attacco e che il problema potrebbe semmai porsi con gli inglesi.

Tra l'altro, volendosi divertire, il Tuir mette l'aggettivo "ausiliari"
dopo "relativi impianti". Da cui discende, secondo la lingua italiana",
che la fattispecie descritta riguarda l'ausiliarietÃ* degli "impianti"
nei confronti degli "elaboratori" e non degli "elaboratori" nei
confronti dell'azienda.
  #13  
Vecchio 03-07-2009, 10.14.49
Acremone
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> Guarda che c'è stato un caso l'anno scorso e dovrebbe esserci una
> circolare o una risoluzione: hanno attratto in Italia, considerando una
> stabile organizzazione, i ricavi derivanti dal commercio tramite server
> localizzato in un ufficcio qui in Italia relativamente ad una ditta
> inglese.



http://www.scintlex.it/documenti/ris...lettronico.pdf
Su cui si potrebbe scrivere molto, anche riguardo alla particolaritÃ*
dell'azienda descritta nell'istanza d'interpello.
  #14  
Vecchio 03-07-2009, 13.32.33
Rag. Sergio Lo Cascio - Tributarista
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"Acremone" <levami@nospam.it> ha scritto nel messaggio
news:Y5j3m.62179$Ux.24240@tornado.fastwebnet.it...
> http://www.scintlex.it/documenti/ris...lettronico.pdf
> Su cui si potrebbe scrivere molto, anche riguardo alla particolaritÃ*
> dell'azienda descritta nell'istanza d'interpello.


Si, questa è quella del 2007, ma ce ne dev'essere un'altra che riguardava
contemporaneamente i militari: non mi ricordo se era la ditta inglese o
americana e prestava servizi bancari per i militari

Ciao

--
Rag. Sergio Lo Cascio - Tributarista

  #15  
Vecchio 03-07-2009, 14.13.46
Acremone
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> Si, questa è quella del 2007, ma ce ne dev'essere un'altra che
> riguardava contemporaneamente i militari: non mi ricordo se era la ditta
> inglese o americana e prestava servizi bancari per i militari
> Ciao


Vero:
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/...ile%202008.pdf
 

Tags
inglese, organizzazione, server, stabile
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