Se al 31 dic. 2008 il residuo da ammortizzare del cespite è 1000 euro ( lo
vedo dalla stampa del libro cespiti) e a fine aprile 2009 lo vendo per 900
euro , dovrei rilevare una minusvalenza di 100 euro .
Però a fine aprile il residuo del cespite non dovrebbe essere diminuito di 4
dodicesimi di ammortamento ?
Per cui il residuo è minore di 1000 a fine aprile , ad esempio è solo 800
, per cui vendendolo a 900 otterrei in realtà una plusvalenza di 100 euro
anzichè la minusvalenza .
Come mai questo ragionamento è errato ?
E' errato in qunato gli ammortamenti sono necessariamente annuali e non
mensili ?
> Se al 31 dic. 2008 il residuo da ammortizzare del cespite è 1000 euro ( lo
> vedo dalla stampa del libro cespiti) e a fine aprile 2009 lo vendo per 900
> euro , dovrei rilevare una minusvalenza di 100 euro .
> Però a fine aprile il residuo del cespite non dovrebbe essere diminuito >di
4
> dodicesimi di ammortamento ?
> Per cui il residuo è minore di 1000 a fine aprile , ad esempio è solo >800
> , per cui vendendolo a 900 otterrei in realtà una plusvalenza di 100 euro
> anzichè la minusvalenza .
> Come mai questo ragionamento è errato ?
non è affatto errato anzi è più corretto sul piano civilistico e
normalmente più conveniente sul piano fiscale. Che poi nessuno lo faccia
nella prassi è un altro discorso
> E' errato in qunato gli ammortamenti sono necessariamente annuali e non
> mensili ?
puoi rapportare l'ammortamento in funzione del tempo di impiego
calcolandoli sul singolo cespite venduto. Trovo invece inutile rilevare
gli ammortamenti trimestralmente, come proponi nell'altro post.
"edvige2" <samanthafoxo@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:49ee06c9$0$844$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Se al 31 dic. 2008 il residuo da ammortizzare del cespite è 1000 euro
> ( lo vedo dalla stampa del libro cespiti) e a fine aprile 2009 lo vendo
> per 900 euro , dovrei rilevare una minusvalenza di 100 euro .
> Però a fine aprile il residuo del cespite non dovrebbe essere diminuito di
> 4 dodicesimi di ammortamento ?
> Per cui il residuo è minore di 1000 a fine aprile , ad esempio è solo
> 800 , per cui vendendolo a 900 otterrei in realtà una plusvalenza di 100
> euro anzichè la minusvalenza .
> Come mai questo ragionamento è errato ?
> E' errato in qunato gli ammortamenti sono necessariamente annuali e non
> mensili ?
> Grazie e buonasera
> "edvige2" <samanthafoxo@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:49ee06c9$0$844$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> > Se al 31 dic. 2008 il residuo da ammortizzare del cespite è 1000 euro
> > ( lo vedo dalla stampa del libro cespiti) e a fine aprile 2009 lo vendo
> > per 900 euro , dovrei rilevare una minusvalenza di 100 euro .
> > > Però a fine aprile il residuo del cespite non dovrebbe essere diminuito di
> > 4 dodicesimi di ammortamento ?
> > Per cui il residuo è minore di 1000 a fine aprile , ad esempio è solo
> > 800 , per cui vendendolo a 900 otterrei in realtà una plusvalenza di 100
> > euro anzichè la minusvalenza .
> > > Come mai questo ragionamento è errato ?
> > > E' errato in qunato gli ammortamenti sono necessariamente annuali e non
> > mensili ?
> > > Grazie e buonasera
> non è errato ma è da sega mentale ..sorry :-)
beh, se la gestione della vendita dei cespiti è particolarmente laboriosa,
la procedura di ammortamento gestita mensilmente dal programma potrebbe
essere utile e anche vantaggioosa dal punto di vista fiscale. A mio parere
l'importante è tenere un comportamento uniforme. O calcoli sempre gli
ammortamenti sui cespiti venduti in corso d'anno (e lo fai mensilmente
allo scopo di evitare conteggi troppo approssimati) o non li calcoli
affatto.
L'imputazione degli ammortamenti su base trimestrale non mi convince, ma
su base mensile (se gestiti da programma) potrebbe essere una buona idea
"Tango-" <redlibertangokk@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:gsmhkd$2nk$1@news.newsland.it...
>> non è errato ma è da sega mentale ..sorry :-)
> beh, se la gestione della vendita dei cespiti è particolarmente laboriosa,
> la procedura di ammortamento gestita mensilmente dal programma potrebbe
> essere utile e anche vantaggioosa dal punto di vista fiscale. A mio parere
> l'importante è tenere un comportamento uniforme. O calcoli sempre gli
> ammortamenti sui cespiti venduti in corso d'anno (e lo fai mensilmente
> allo scopo di evitare conteggi troppo approssimati) o non li calcoli
> affatto.
> L'imputazione degli ammortamenti su base trimestrale non mi convince, ma
> su base mensile (se gestiti da programma) potrebbe essere una buona idea
ma all'atto pratico che cambia? meno/piu minusvalenza/plusvalenza a seconda
se calcoli l'ammortamento o meno..
ma il saldo dell'operazione sempre quello è.. certo l'unico vantaggio
potrebbe essere dato dalla rateizzazione delle plusvalenze stesse se il bene
è detenuto da almeno 3 anni..
> "Tango-" <redlibertangokk@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
> news:gsmhkd$2nk$1@news.newsland.it...
> >> non è errato ma è da sega mentale ..sorry :-)
> > > beh, se la gestione della vendita dei cespiti è particolarmente laboriosa,
> > la procedura di ammortamento gestita mensilmente dal programma potrebbe
> > essere utile e anche vantaggioosa dal punto di vista fiscale. A mio parere
> > l'importante è tenere un comportamento uniforme. O calcoli sempre gli
> > ammortamenti sui cespiti venduti in corso d'anno (e lo fai mensilmente
> > allo scopo di evitare conteggi troppo approssimati) o non li calcoli
> > affatto.
> > L'imputazione degli ammortamenti su base trimestrale non mi convince, ma
> > su base mensile (se gestiti da programma) potrebbe essere una buona idea
> > > ma all'atto pratico che cambia? meno/piu minusvalenza/plusvalenza a >seconda
> se calcoli l'ammortamento o meno..
> ma il saldo dell'operazione sempre quello è..
Il bilancio però sarebbe più corretto così, oltre al vantaggio fiscale di
poter rateizzare l'eventuale plusvalenza
>certo l'unico vantaggio
> potrebbe essere dato dalla rateizzazione delle plusvalenze stesse se il
>bene
> è detenuto da almeno 3 anni..
infatti.. in certi casi potrebbe essere un vantaggio non trascurabile in
termini di cassa
> non è affatto errato anzi è più corretto sul piano civilistico e
> normalmente *più conveniente sul piano fiscale. Che poi nessuno lo faccia
> nella prassi è un altro discorso
ciao
non capisco dove si possa riscontrare una differenza fiscale tra un
metodo e l'altro.
a conto economico avrò lo stesso valore sia ch rilevi la plus/
minusvalenza in assenza di ammortamenti mensili, sia che rilevi questa
con gli ammortamenti e gli ammortamenti stessi.
On 22 Apr, 11:08, filo <filiberto.ri...@gmail.com> wrote:
> > non è affatto errato anzi è più corretto sul piano civilistico e
> > normalmente *più conveniente sul piano fiscale. Che poi nessuno lo faccia
> > nella prassi è un altro discorso
> ciao
> non capisco dove si possa riscontrare una differenza fiscale tra un
> metodo e l'altro.
> a conto economico avrò lo stesso valore sia ch rilevi la plus/
> minusvalenza in assenza di ammortamenti mensili, sia che rilevi questa
> con gli ammortamenti e gli ammortamenti stessi.
> filiberto
ok, sulla rateizzazione della plusvalenza...
ragionavo sul dato di 1000 euro che in pratica difficilmente mi
metterei a rateizzare.
filiberto
> "Tango-" <redlibertangokk@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
> news:gsmmcd$m2v$1@news.newsland.it...
> > > infatti.. in certi casi potrebbe essere un vantaggio non trascurabile in
> > termini di cassa
> ok ma allora calcolo l'ammortamento di detto bene ceduto all'atto della sua
> vendita e non sto li ne a farlo per tutti e nemmeno a farlo mensile...
di solito si fa così, ma evidentemente Edwige ha un numero talmente
rilevante di alienazione di cespiti da farle preferire la gestione
automatica delle ammortamenti infrannuali e del calcolo delle plusvalenze
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