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  #1  
Vecchio 09-03-2009, 16.37.53
pensaperte
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Predefinito Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

La Corte Costituzionale, nel 1976, dichiarò incostituzionale
il cumulo dei redditi perché .."incompatibile con il principio di
uguaglianza". Il cumulo, infatti, secondo la Corte Costituzionale, negava
alla moglie lo status giuridico di contribuente, essendo questa obbligata ad
imputare i suoi redditi al marito.

Ipse dixit, ed a testa bassa il cumulo fu bandito e si passò alla tassazione
di ogni singolo individuo.

Ora avvenne che, proprio in virtù di questa "intelligente" pensata, le
famiglie monoreddito si trovarono a dover sborsare, per IRPEF, ogni anno,
una barca di soldi in più rispetto alle famiglie con lo stesso reddito ma
percepito da due o più persone.

Tutto per salvaguardare il principio di uguaglianza, naturalmente.

Per dare un'idea della disparità di trattamento a danno delle famiglie
monoreddito provocata da questa brillante pensata, proviamo a mettere a
confronto una famiglia di due persone con un solo reddito di euro 25.876 ed
una famiglia di due persone con due redditi da euro 12.938 cad.

Ebbene, nel Mod. UNICO per dichiarare i redditi 2007, quella monoreddito,

al fisco euro 4.721,79 mentre quella con due redditi paga due importi di
euro 1.489,74 per un totale di euro 2.979,48

La famiglia monoreddito, dunque, pur avendo lo stesso reddito, paga euro
1.742,31 in più della famiglia bireddito.

Giustizia vorrebbe, invece, che entrambe le famiglie versassero all'erario,
euro 3.850,63 cad. (4.721,79 + 2.979,48 : 2)

Dopo anni di profonde meditazioni e studi, qualcuno si è accorto di questa
disuguaglianza, ma nessuno sembra aver capito che essa è causata proprio
dalla decisione di non tassare il cumulo. Se lo si fosse capito, sarebbe
bastato fare marcia indietro e riesumarlo.
O forse il "richiamo della foresta", cioè l'U.C.A.S. - Ufficio Complicazione
Affari Semplici, è irresistibile

Non solo, nessuno si è accorto che l'incostituzionale cumulo è stato abolito
per le famiglie plurireddito ma è rimasto per le famiglie monoreddito.

Per capire che non sto dicendo un'assurdità, basta osservare che più aumenta
il reddito del marito e diminuisce quello della moglie, più aumenta l'IRPEF
da pagare (cioè ci si avvicina sempre di più al cumulo); quando si arriva al
massimo e cioè tutto il reddito è percepito dal marito, il cumulo è totale.
Del resto, se consideriamo l'esempio poco sopra riportato, quello della
famiglia
con due redditi di euro 12.938 ciascuno, se pagasse sul cumulo,
pagherebbe proprio euro 4.721.79, esattamente come la famiglia
monoreddito.

Poiché, invece, il cumulo è stato abolito (ma non per le famiglie
monoreddito), la moglie della famiglia monoreddito ha un tenore di vita
molto inferiore a quello della vicina di casa che fa parte di una famiglia
con due redditi; però, vuoi mettere la soddisfazione di avere lo "status
giuridico"? Del quale non sa che farsene, perché se non ha redditi non
presenta neanche la dichiarazione. La vicina di casa, invece, ha un reddito
disponibile più alto (perchè paga meno IRPEF) ed in più gode
dello "status giuridico", che consiste
nel divertirsi a compilare il Mod. UNICO. Che meraviglia! Ma guarda un po'
dove va a cacciarsi l'amore per l'uguaglianza! Uguaglianza che viene,
comunque,
calpestata ferocemente ed in continuazione dal fisco.

Come ho detto, dopo anni di studi e riflessioni, qualcuno si è accorto delle
distorsioni provocate dall'abolizione del cumulo ed ha pensato di porvi
rimedio.

In che modo?

Tirando fuori l'idea del "quoziente familiare"

Come funziona questo "quoziente familiare"?

Ebbene, in internet GOOGLE, cliccando sulla pagina "IL QUOZIENTE FAMILIARE"
si legge che:

a) si sommano i redditi dei coniugi (!) (nella pagina "Epistemes.org"
si
propone, addirittura, la somma dei redditi di tutti i familiari)

b) ai fini della determinazione dell'imponibile cui applicare le
aliquote, si divide il reddito complessivo familiare per il numero dei
componenti della famiglia, attribuendo al contribuente ed al coniuge un
coefficiente 1 e ad ogni figlio un coefficiente 0,5; sicché in assenza di
figli il reddito complessivo viene diviso per 2;in presenza di 1 figlio per
2,5 ecc.,

Al risultato della divisione si applicano le aliquote IRPEF in vigore; il
risultato viene a sua volta moltiplicato per 2, 2,5, 3 ecc.

Dunque qui si fa un (piccolo) passo verso l'equità,
solo che anziché far dedurre dal cumulo la "soglia di povertà",
si inventano i coefficienti legati al
numero dei componenti il nucleo familiare.

Ma questa soluzione basata sui coefficienti è iniqua perché, similmente a
come avviene con gli assegni familiari, indennità di disoccupazione, ecc.
non tiene conto, comunque, della
capacità contributiva che, ripeto, è determinata anche dal fatto che si
debba pagare l'affitto o il mutuo oppure no, che un figlio sia studente o
no, che si abiti in una regione dove gli inverni sono molto freddi e le
spese di riscaldamento elevate o che si abiti dove gli inverni sono miti.
Ho conosciuto un giovane disoccupato che percepiva l'indennità di
disoccupazione pur non avendone bisogna perchè faceva parte
facendo parte di una famiglia benestante;
i soldi dell'indennità di disoccupazione li spendeva nelle discoteche!

Ma non è giusto! Non è giusto!

Non è giusto dare lo stesso vantaggio a chi ha più bisogno ed a chi ha meno
bisogno!

E poi, se non si accorpa l'I.V.A. nell'IRPEF, le famiglie
numerose, che debbono fare più acquisti, pur usufruendo di un coefficiente
più alto continuerebbero ad essere più tartassate a causa dell'I.V.A.!
Sarebbe vanificato, per loro, il vantaggio del quoziente familiare!

Il "quoziente familiare" è meno peggio della schifezza che c'è adesso ma non
fa veramente equità!

L'unica soluzione per fare equità, checchè ne dica la Corte Costituzionale
o chiunque altro, è quella di tassare il cumulo dei redditi familiari
diminuito della "soglia della povertà" familiare!


Alcuni, in precedenti miei post, hanno sollevato l'obiezione secondo cui la
proposta di tassare
il cumulo indurrebbe i coniugi a separarsi, per pagare le imposte su redditi
singoli (con aliquote più basse): questa obiezione, nel caso che si adotti
il sistema della deduzione, dalla somma dei redditi lordi, della soglia di
povertà, non ha pregio, in quanto le spese per affitto (o mutuo),
condominiali, riscaldamento, luce, gas, e tassa rifiuti, che fanno parte
della suddetta "soglia", spettano ad uno solo dei coniugi, e quindi quanto
risparmia uno viene pagato in più dall'altro.

Ad ogni modo, le famiglie monoreddito che vantaggio ne avrebbero a fingere
una separazione? Per loro, come ho dimostrato, è impossibile sfuggire al
cumulo!

In ogni caso, agli effetti fiscali, dovrebbero essere vietate le separazioni
"in casa": chi vuole separarsi, per pagare meno imposte, deve andare ad
abitare in un'altra casa e quindi acquistarla, sborsando qualche centinaio
di migliaia di euro, o pagare un altro affitto.

Se, invece, si convive, si fa il cumulo, indipendentemente dalla situazione
personale dei coniugi, reale o finta.

Penso sia utile mettere a confronto alcuni esempi di tassazione

1) famiglia di due persone con un solo reddito di euro 25.876 che paga
euro
7.200 l'anno per affitto

2) famiglia di due persone con due redditi di euro 12.938 cad. che non
paga l'affitto né il mutuo.

Ebbene, con il sistema attuale:

- la prima famiglia, che deve pagare l'affitto, dà al fisco euro
4.721,70 di IRPEF.

- la seconda, che NON PAGA L'AFFITTO NÉ IL MUTUO, perché è
proprietaria della casa in cui abita, dà al fisco due importi di euro
1.489,74 per un totale di euro 2.979,48

Dunque, questa seconda famiglia che è già economicamente più favorita per
conto suo, gode anche di un notevole vantaggio fiscale!

Se si passasse al "quoziente familiare", così come sembra essere proposto, e
con le aliquote IRPEF in vigore (redditi 2007), e presumendo che non vengano
più riconosciute detrazioni per carichi di famiglia e per lavoro dipendente:

- ciascuna delle due famiglie pagherebbe euro 5.951,48 di IRPEF

Se invece si riconoscesse ad ogni famiglia una deduzione dall'imponibile
pari alla propria "soglia di povertà", si avrebbero i seguenti risultati:


A) prima famiglia (quella che paga un affitto di euro 7.200 l'anno):

reddito complessivo euro 25.876
meno
soglia di povertà di euro15.359
=
imponibile di euro 10.517

B) seconda famiglia (quella che non paga l'affitto né il mutuo):

reddito complessivo euro 25.876
meno
soglia di povertà di euro 8.159
=
imponibile di euro 17.717



Se questa seconda famiglia dovesse pagare un mutuo di euro 7.200 avrebbe lo
stesso imponibile della famiglia che paga l'affitto di euro 7.200 l'anno

Considerati gli imponibili suddetti, mantenendo in vigore le attuali
aliquote IRPEF, la prima famiglia pagherebbe euro 2.418 di IRPEF, mentre la
seconda che, PUR AVENDO LO STESSO REDDITO
ha una capacità contributiva molto più alta, pagherebbe euro
4.183,59
E questa si chiama equità

Ora possiamo osservare che:

A) con il sistema fiscale attuale, lo Stato incasserebbe
complessivamente dalle due famiglie,
euro 7.701,18 (4.721.70 + 2.979,48)

B) con il "quoziente familiare" incasserebbe euro 11.902,96
(5.951,48 +
5.951,48);

C) con il sistema delle "soglie di povertà" incasserebbe euro
6.601,59
(2.418 + 4.183,59).

Per fare in modo di non trasformare il quoziente familiare in uno
svantaggio, bisognerebbe dunque concedere anche una "detrazione"
dall'imposta,
oltre ai coefficienti.

So che le A.C.L.I. hanno raccolto un milione di firme a sostegno del
quoziente familiare ma quelli che hanno firmato, sapevano quello che
facevano? Hanno fatto tutte le considerazioni che ho fatto io?
Oppure si sono fidati della competenza degli "esperti" delle A.C.L.I.?










Alt 09-03-2009, 16.37.53
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 11-03-2009, 11.15.33
Giulia
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

Tutto bello , ma se fossimo un paese civile lavoreremmo tutti (donne ,
uomini , studenti per pagarsi gli studi ecc ecc) e non ci sarebbe
bisogno di queste menate........

Giulia

  #3  
Vecchio 11-03-2009, 11.27.15
ponziopilato
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità



"Giulia" <far5893@iperbole.bologna.it> ha scritto nel messaggio
news:gp8307$dnl$1@fata.cs.interbusiness.it...
> Tutto bello , ma se fossimo un paese civile lavoreremmo tutti (donne ,
> uomini , studenti per pagarsi gli studi ecc ecc) e non ci sarebbe bisogno
> di queste menate........
> Giulia


se fossimo in un paese civile avremmo un fisco civile e non la circolare
1/2008


  #4  
Vecchio 11-03-2009, 14.11.33
Camibo
Guest
 
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Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

Se fossimo PERSONE civili (e responsabili) non metteremmo al mondo figli
sapendo a priori di non avere i mezzi per mantenerli adeguatamente.
Camibo

ponziopilato" <nonscrivermi@nonricevo> ha scritto nel messaggio
news:49b79202$0$1115$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> "Giulia" <far5893@iperbole.bologna.it> ha scritto nel messaggio
> news:gp8307$dnl$1@fata.cs.interbusiness.it...
> > Tutto bello , ma se fossimo un paese civile lavoreremmo tutti (donne ,
> > uomini , studenti per pagarsi gli studi ecc ecc) e non ci sarebbe

bisogno
> > di queste menate........
> > > Giulia
> > > se fossimo in un paese civile avremmo un fisco civile e non la circolare

> 1/2008



  #5  
Vecchio 11-03-2009, 15.05.16
ponziopilato
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità



"Camibo" <Cabono1@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49b7b880$0$1120$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Se fossimo PERSONE civili (e responsabili) non metteremmo al mondo figli
> sapendo a priori di non avere i mezzi per mantenerli adeguatamente.
> Camibo



scusa, ma questa l'hai pensata di notte?



  #6  
Vecchio 13-03-2009, 08.45.45
~fdr~
Guest
 
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Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

Camibo ha scritto:
> Se fossimo PERSONE civili (e responsabili) non metteremmo al mondo figli
> sapendo a priori di non avere i mezzi per mantenerli adeguatamente.
> Camibo


per la serie i figlio come voci di costo.
Che tristezza di futuro ci aspetta.
--
fdr

P.S. Quoting correct please.
  #7  
Vecchio 13-03-2009, 09.54.17
Camibo
Guest
 
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Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

Infatti, sono gli stessi che pianucolano il quoziente familiare che li
considerano tali . I 'family day' non sono altro che la richiesta di mettere
sul gobbone della collettività i 'costi ' delle maternità e paternità
'responsabili'.
Camibo


"~fdr~" <fdr@aol.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:gpd37e$9gs$1@alix.livenet.it...
> Camibo ha scritto:
> > Se fossimo PERSONE civili (e responsabili) non metteremmo al mondo figli
> > sapendo a priori di non avere i mezzi per mantenerli adeguatamente.
> > Camibo

> per la serie i figlio come voci di costo.
> Che tristezza di futuro ci aspetta.
> --
> fdr
> P.S. Quoting correct please.



  #8  
Vecchio 13-03-2009, 10.25.24
ponziopilato
Guest
 
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Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità



"Camibo" <Cabono1@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49ba1f31$0$1116$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Infatti, sono gli stessi che pianucolano il quoziente familiare che li
> considerano tali . I 'family day' non sono altro che la richiesta di
> mettere
> sul gobbone della collettività i 'costi ' delle maternità e paternità
> 'responsabili'.
> Camibo



...boh, speriamo sia "robba bbona" almeno


  #9  
Vecchio 13-03-2009, 10.27.13
IlTrib
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: (OT) Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

Camibo ha scritto alle 9.54.17 del 13/03/2009:
> Infatti, sono gli stessi che pianucolano il quoziente familiare che li
> considerano tali . I 'family day' non sono altro che la richiesta di mettere
> sul gobbone della collettività i 'costi ' delle maternità e paternità
> 'responsabili'.
> Camibo


Mi auguro che tu non abbia mai la gioia di avere un figlio:
potresti avere l'opportunità di comprendere che un figlio non è
primariamente un costo, e secondo me non te lo meriti.


  #10  
Vecchio 13-03-2009, 10.45.26
~fdr~
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

Camibo ha scritto:
> Infatti, sono gli stessi che pianucolano il quoziente familiare che li
> considerano tali . I 'family day' non sono altro che la richiesta di mettere
> sul gobbone della collettività i 'costi ' delle maternità e paternità
> 'responsabili'.
> Camibo


L'equità fiscale e la promozione della famiglia sono sancite dalla fonte
primaria del ns. ordinamento.
Anche il tuo futuro dipenderà dalle nuove generazioni, c'e' poco da
vedere con occhi egoistici.


--
fdr


  #11  
Vecchio 13-03-2009, 12.21.50
ponziopilato
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità



"~fdr~" <fdr@aol.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:gpda85$hko$1@alix.livenet.it...
> L'equità fiscale e la promozione della famiglia sono sancite dalla fonte
> primaria del ns. ordinamento.


anche se, in merito all'equità fiscale, poi se ne sono perse le traccie.


  #12  
Vecchio 13-03-2009, 13.53.31
~fdr~
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità

ponziopilato ha scritto:

> anche se, in merito all'equità fiscale, poi se ne sono perse le traccie.


aimhe, l'equità fiscale è solo utopia ma si potrebbe far molto per
migliorare, intanto il QF è stato accantonato e ci aspettano tempi duri
visto che sono in calo le entrante tributarie.
Ciao
--
fdr
  #13  
Vecchio 13-03-2009, 15.17.15
ponziopilato
Guest
 
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Predefinito Re: Il quoziente familiare: meglio di niente ma non fa equità



"~fdr~" <fdr@aol.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:gpdl8f$uhd$1@alix.livenet.it...
> ponziopilato ha scritto:
>> anche se, in merito all'equità fiscale, poi se ne sono perse le traccie.

> aimhe, l'equità fiscale è solo utopia ma si potrebbe far molto per
> migliorare, intanto il QF è stato accantonato e ci aspettano tempi duri
> visto che sono in calo le entrante tributarie.
> Ciao
> --
> fdr


che siano in calo non mi meraviglia.. ma che pretendono?


 

Tags
equità, familiare, niente, quoziente
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