Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
Premessa:
circa 15 anni fa lessi su un quotidiano che la L.A.P.E.T.
(Libera associazione professonisti ed esperti tributari) faceva
pressione sul Ministro delle Finanze affinchè non semplificasse
troppo il sistema fiscale, pena la necessità di dover licenziare
il personale.
Chiusa la premessa.
Ogni giorno siamo bombardati da notizie allarmanti sulla situazione
delle famiglie, molte delle quali faticano ad arrivare alla fine del mese.
Il problema della povertà esiste da sempre ed i governi che si sono
succeduti hanno sempre inventato nuove forme di ammortizzatori sociali,
come, ad esempio, assegni familiari, cassa integrazione, sussidio di
disoccupazione, bonus bebè, bonus famiglia, ecc.
Purtroppo tutte queste provvidenze non hanno risolto il problema che anzi
si aggrava sempre più. Non solo, ma si sono rivelate, oltre che fonti
di immensa burocrazia con spaventosi consumi di carta e quindi distruzione
di alberi, occasioni per truffe miliardarie ai danni dell'INPS, dello Stato
e della U.E. da parte di falsi
invalidi, falsi genitori, falsi imprenditori, falsi agricoltori . Voglio
ricordare che i
soldi truffati sono usciti dalle tasche dei contribuenti.
Stando così le cose, bisogna cambiare strada e per farlo occorre individuare
le cause di questo stato di cose ed eliminarle.
Ebbene, a mio parere, la causa principale della povertà di molte famiglie
risiede nelll'iniquità del fisco, iimperniato com'è soprattutto sulle
imposte indirette, le quali
non sono progressive, in barba
a quanto stabilito nella Costituzione, e quindi incidono in misura
percentuale maggiore mano a mano che
i redditi si abbassano.
La prima solidarietà consiste nel non togliere risorse, mediante un fisco
iniquo, a chi ne ha gia poche! Se poi è anche necessario dare, si dia, ma
prima di tutto, non togliere!
Da tutto questo se ne ricava che, se si vuole davvero e con equità,
risolvere il problema delle famiglie
con reddito sotto la soglia di povertà, è assolutamente indispensabile agire
come segue:
1) accorpare tutte le imposte indirette e patrimoniali nell'IRPEF.
modificando, ovviamente, le aliquote di questa imposta in modo da assicurare
tutto il gettito
necessario
2) quantificare le "soglie di povertà familiari", tenendo conto del
numero dei componenti i nuclei familiari, se si deve pagare
l'affittto o il mutuo oppure no, se vi sono figli studenti oppure no,
se si abita in zona dove gli inverni sono miti e le spese di riscaldamento
modeste oppure rilevanti.
Tutto questo è necessario perchè non è giusto aiutare nella stessa misura
chi è più avvantaggiato e chi lo è meno.
Gli assegni familiari, i bonus vari ed anche il quoziente familiare, che è
allo studio,
sono provvidenze che non tengono conto della "soglia di povertà" e quindi
creano disuguaglianze.
3) modificare la figura di contribuente da persona singola a nucleo
familiare in modo che ogni famiglia compili un solo Mod. UNICO nel quale
vengono sommatii redditi lordi
di tutti i familiari
4) dal totale dei redditi lordi, ogni famiglia sottrae una somma di
denaro corrispondente alla
propria "soglia di povertà" ed ottiene l'IMPONIBILE (o capacità
contributiva) da assoggettare
alla relativa aliquota IRPEF
5) se la famiglia è sotto la propria "soglia di povertà", cioè l'imponibile
è negativo, non solo non paga un centesimo ma deve ricevere una somma di
denaro sufficiente a farle raggiungere la soglia di povertà
Dopo di che, essendo garantito ad ogni famiglia il minimo vitale per vivere,
bisogna eliminare ogni altro ammortizzatore sociale esistente.
Il costo di tutto questo?
Se è vero che vi sono 3 milioni di famiglie sotto
la soglia di povertà ed ipotizzando di dover dare ad ognuna, in media, 1.500
euro l'anno, occorrono 4,5 miliardi di euro che suddivisi tra le 17 milioni
di famiglie che possono pagare, fa una media di euro 265 l'anno. Ma poichè
sarebbero aboliti assegni familiari ed ogni altro ammortizzatore sociale, il
costo
sarebbe inferiore a 264 euro l'anno.
Non so se si arriverà mai ad una riforma siffatta (sono anni che cerco
di farmi ascoltare inutilmente) , ma è matematicamente
certo che ogni altra soluzione non risolverà mai il problema.
Tra qualche mese, qualche anno, qualche decennio, saremo
ancora a piangere lacrime di coccodrillo, con il cuore
straziato al pensiero delle famiglie povere.
Forse anche la mia proposta non sarà risolutiva ma almeno è un tentativo
di uscire dal solito sentiero.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
ponziopilato ha scritto:
> e il commercialista che c'entra?
> è il fisco italico che riduce sul lastrico famiglie e aziende..
> rivolgiti all'agenzia entrate..
> caio
Sarà Visco che, sotto sotto, ancora se la comanda.
;-)
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
"Poli" <nonvale@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:49ad7d6c$0$7901$c83e3ef6@anchorman-read.tele2.net...
> ponziopilato ha scritto:
>>> e il commercialista che c'entra?
>> è il fisco italico che riduce sul lastrico famiglie e aziende.. rivolgiti
>> all'agenzia entrate..
>>> caio
>>>> Sarà Visco che, sotto sotto, ancora se la comanda.
> ;-)
> Ciao
> Gianluca
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
"ponziopilato" <nonscrivermi@nonricevo> ha scritto nel messaggio
news:49ad622d$0$830$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> e il commercialista che c'entra?
> è il fisco italico che riduce sul lastrico famiglie e aziende.. rivolgiti
> all'agenzia entrate..
> caio
*Il commercialista che c'entra?
Nel mio post ho scritto che la L.A.P.E.T.
(Libera Associazione Periti ed Esperti Tributari) fa pressione sul
Ministero delle Finanze affinchè non semplifichi il sistema fiscale,
pena la necessità di licenziare il personale.
Quindi io penso che il commercialista c'entri.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
Da come hai postato il tuo intervento immagino che tu non sappia cosa è
la lapet e sarei proprio curioso di leggere quell'articolo senza
affidarmi ai tuoi ricordi, poiché la tua premessa, a parer mio, non è
verosimile.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
pensaperte ha scritto:
> *Il commercialista che c'entra?
> Nel mio post ho scritto che la L.A.P.E.T.
> (Libera Associazione Periti ed Esperti Tributari) fa pressione sul
> Ministero delle Finanze affinchè non semplifichi il sistema fiscale,
> pena la necessità di licenziare il personale.
> Quindi io penso che il commercialista c'entri.
la LAPET è una delle varie associazioni di tributaristi, in cui *non*
sono iscritti i commercialisti. Comunque non potrebbe in alcun modo far
pressione sul ministero essendo solo una piccola realtà.
Questa superficialità nell'approfondire determinati argomenti, non gioca
a tuo favore per il sostegno delle tue tesi, che tra l'altro non paiono
basate su considerazioni dottrinali.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
"~fdr~" <fdr@aol.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:goleeh$nua$1@alix.livenet.it...
> la LAPET è una delle varie associazioni di tributaristi, in cui *non*
> sono iscritti i commercialisti.
Esatto.
Ergo la citazione dei commercialisti è completamente priva di senso.
> Questa superficialità nell'approfondire determinati argomenti, non gioca
> a tuo favore per il sostegno delle tue tesi, che tra l'altro non paiono
> basate su considerazioni dottrinali.
Diciamo pure che le sue tesi paiono proprio strampalate ... :-)
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
"pensaperte" <pensaperte@aliceposta.it> ha scritto nel messaggio
news:49ad9f85$0$1116$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> "ponziopilato" <nonscrivermi@nonricevo> ha scritto nel messaggio
> news:49ad622d$0$830$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
>>> e il commercialista che c'entra?
>> è il fisco italico che riduce sul lastrico famiglie e aziende.. rivolgiti
>> all'agenzia entrate..
>>> caio
>>> *Il commercialista che c'entra?
> Nel mio post ho scritto che la L.A.P.E.T.
> (Libera Associazione Periti ed Esperti Tributari) fa pressione sul
> Ministero delle Finanze affinchè non semplifichi il sistema fiscale,
> pena la necessità di licenziare il personale.
> Quindi io penso che il commercialista c'entri.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
> Diciamo pure che le sue tesi paiono proprio strampalate ... :-)
E' un segno dei tempi. Oggi sono tutti economisti, quando ci sono i
mondiali di calcio, sono tutti commissari tecnici.
Quantomeno sono soggetti assolutamente innocui.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
"Acremone" <levami@nospam.it> ha scritto nel messaggio
news:xRsrl.53004$8Z.30502@tornado.fastwebnet.it...
>>> Diciamo pure che le sue tesi paiono proprio strampalate ... :-)
>> E' un segno dei tempi. Oggi sono tutti economisti, quando ci sono i
> mondiali di calcio, sono tutti commissari tecnici.
> Quantomeno sono soggetti assolutamente innocui.
Re: Appello ai commercialisti per un fisco equo e solidale
"~fdr~" <fdr@aol.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:goleeh$nua$1@alix.livenet.it...
> pensaperte ha scritto:
>> *Il commercialista che c'entra?
>> Nel mio post ho scritto che la L.A.P.E.T.
>> (Libera Associazione Periti ed Esperti Tributari) fa pressione sul
>> Ministero delle Finanze affinchè non semplifichi il sistema fiscale,
>> pena la necessità di licenziare il personale.
>> Quindi io penso che il commercialista c'entri.
> la LAPET è una delle varie associazioni di tributaristi, in cui *non*
> sono iscritti i commercialisti. Comunque non potrebbe in alcun modo far
> pressione sul ministero essendo solo una piccola realtà.
> Questa superficialità nell'approfondire determinati argomenti, non gioca
> a tuo favore per il sostegno delle tue tesi, che tra l'altro non paiono
> basate su considerazioni dottrinali.
> --
> fdr
1) La notizia che ho riportata non l'ho inventata, l'ho letta su "Il
Giornale"
nel 1994 (se ricordo bene) o comunque il quel periodo.
Ma anche se fosse del tutto falsa, è ovvio che la complessità del fisco
serve solo agli interessi di alcune categorie.Stare a sottilizzare se si
tratti
di "commercialisti" o "tributaristi" è un voler arrampicarsi sugli specchi.
Quello che volevo dire lo si capisce comunque (se si vuole).
Il fatto che la L.A.P.E.T. sia una piccola realtà e non possa far pressione
non significa che io abbia torto nel sostenere che la complessità del fisco
serve solo a procurare lauti guadagni agli addetti ai lavori.
2) Che le imposte indirette incidano in misura percentuale maggiore sui
redditi
più bassi l'ha detto anche una docente di Scienza delle Finanze in una
trasmissione
di Ballarò dei primi di dicembre ma soprattutto lo dice la Matematica.
3) Che tutti gli ammortizzatori sociali inventati finora non abbiano risolto
il problema
delle famiglie sotto la soglia della povertà, è un dato di fatto.
Io sarò incompetente, o addirittura stupido, ma credo che nessuno sia più
stupido
di chi continua imperterrito a voler percorrere sempre la stessa strada.
Ma anche qui, può darsi che non si tratti di stupidità ma di un'ulteriore
speculazione:
tre anni fa essendo in credito d'imposta per 350 euro, mi recai presso un
CAF ACLI per farmi
compilare il Mod. 730. e ricuperare i miei soldi senza aspettare anni. Costo
della
compilazione: 50 euro!
4) A proposito di incompetenti: due anni fa, nella ditta di cui tengo la
contabilità
part-time (sì, sono ragioniere), arrivò l'ispezione dell'Agenzia delle
Entrate.
Quello che era il capo degli ispettori
ad un certo punto mi chiese come mai nella "Situazione Patrimoniale" non
figuravano
le "Rimanenze Iniziali"!!!!!!!!!
Ma di cazzate ne ho scovate altre, nel corso degli anni, anche da parte del
Prof. Vitaletti,
amico di Tremonti.
5) Nel 1993, quale presidente di un'associazione per la difesa dei
contribuenti,
da me fondata, inviai uno scritto con le mie proposte all'allora Presidente
di Confindustria
Luigi Abete che mi rispose dicendomi che apprezzava e condivideva in gran
parte
le mie idee. Forse è stata la solita risposta fatta scrivere dal fattorino,
ma io non penso,
dal momento che poteva benissimo astenersi dal rispondere.
6) Capisco l'ostilità verso le mie idee da parte di chi trae lauti guadagni
da un fisco
contorto e farraginoso e da parte delle lobbies ma non capisco quella di chi
è
un semplice contribuente.
A me girano i santissimi quando sento dire che falsi invalidi, falsi
genitori, falsi agricoltori,
truffano migliaia di miliardi allo Stato, all'INPS, alla UE, proprio
approfittando
di tutta questa maledetta complicazione e burocrazia!
A me non pesa affatto pagare le tasse, anzi, ne pagherei anche di più, ma
non
perchè "possiedo" l'auto, o il televisore, o la casa o perchè spendo.
Quando ho dato a Cesare quello che è di Cesare, quello che rimane è mio e
Cesare
NON MI DEVE PIU' ROMPERE I COGLIONI!.
7) Fortunatamente non tutto il male viene per nuocere: se i "cervelloni"
tagionassero
da stupidi, come faccio io, mi toglierebbero la pensione e per me sarebbero
guai.
HELP! - Responsabilità solidale
d.buonaiuto@gmail.com: Ancora una volta il tema della responsabilità solidale.
La situazione è questa:
1. viene ceduta un'attività commerciale (abbigliamento) e il
compratore decide di dichiarare meno in fase di atto...
Fisco e Tasse
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15-11-2005 12.04.44
[730] Fabbricati locati non equo canone
iGOR: Se la rivalutazione Istat interviene a metà anno (ad esempio,
il canone rivalutato l'ho percepito solo da luglio in poi)
che canone annuo devo indicare in dichiarazione?
Si può fare un...