Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"Viktor@nospam.it" <supermouse84@nospam.hotmail.com> ha scritto nel
messaggio news:48f83479$0$18147$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> Non potrebbero ripristinare il regime di deducibilita' iva e costi che
> c'e' in Europa?
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"Dàvide" <davidelli@libero.dallospam.it> ha scritto nel messaggio
news:48f85112$0$11373$5fc30a8@news.tiscali.it...
> "Viktor@nospam.it" <supermouse84@nospam.hotmail.com> ha scritto nel
> messaggio news:48f83479$0$18147$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>> Non potrebbero ripristinare il regime di deducibilita' iva e costi che
>> c'e' in Europa?
> E i privati?
con i soliti 800 euro per rottamazione ma chi vuoi che la cambi la
macchina..
ciao
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"ponziopilato" <nonscrivermi@nonricevo> ha scritto nel messaggio
news:48f8520f$0$1085$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
>>> Non potrebbero ripristinare il regime di deducibilita' iva e costi che
>>> c'e' in Europa?
>>> E i privati?
> con i soliti 800 euro per rottamazione ma chi vuoi che la cambi la
> macchina..
> ciao
E' vero, ma ciò non toglie che tra le due misure, incentivi auto e
deducibilità/detraibilità costi auto, c'è una bella differenza (per noi
automobilisti, per la Fiat meno).
Ciao
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"Viktor@nospam.it" ha scritto nel messaggio
news:48f83479$0$18147$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> Non potrebbero ripristinare il regime di deducibilita' iva e costi che
> c'e' in Europa?
Perchè non unire il tutto rendendo deducibili le spese di trasporto auto e
non per i dipendenti?
Ovvero si risolverebbe il problema dell'aumento del carburante, il
dipendente avrebbe pagato il trasporto,e quindi
in riflesso si venderebbero anchè piu' auto.
ad esempio ogni anno per lavoro spendo 1200 euri di benzina
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"Dàvide" <davidelli@libero.dallospam.it> ha scritto nel messaggio
news:48f85c8d$0$11377$5fc30a8@news.tiscali.it...
> E' vero, ma ciò non toglie che tra le due misure, incentivi auto e
> deducibilità/detraibilità costi auto, c'è una bella differenza (per noi
> automobilisti, per la Fiat meno).
> Ciao
beh, se si potesse detrarre senza tante storie l'auto, la fiat ne venderebbe
di piu, gli operai fiat sarebbero piu tranquilli..
ciao
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
ziczac ha scritto:
> Perchè non unire il tutto rendendo deducibili le spese di trasporto auto e
> non per i dipendenti?
> Ovvero si risolverebbe il problema dell'aumento del carburante, il
> dipendente avrebbe pagato il trasporto,e quindi
> in riflesso si venderebbero anchè piu' auto.
> ad esempio ogni anno per lavoro spendo 1200 euri di benzina
ma in che modo una tale misura potrebbe far incrementare le vendite di
auto? Chi la usa per lavoro o per altre necessità sarà
poco sensibile ad iniziative del genere.
Imho bisogna intervenire sulla fiscalità della famigilia (operatore
economico principe).
Chi arranca a fine mese tra rata mutuo, sostenamento e figli da crescere
difficilemente penserà di cambiare auto nel breve periodo anche se gli
permetti di "scaricarsi" i costi dell'auto.
Poi bisogna intervenire sul mercato dell'usato ponendo delle regole
*severe* a favore del consumatore. Quanti continuerebbero ad acquistare
auto usate conoscendone tutta la storia fin dall'immatricolazione?
Tale mercato è tra i più scorretti e per taluni aspetti truffaldino dove
il consumattore ha tutela prossima allo zero.
Sostenere le imprese con aiuti di stato è una storia già vista, se le
case automobilisitche sono poco efficienti si riorganizzino da sole.
Abbiamo da imparare dall'India forse, dove Tata costruirà l'auto
low-cost come fece la fiat negli anni del boom. Basta vedere le
classifiche si potrà notare che la Renault con la Dacia (marchio basso)
mantiene le sue posizioni. Qui da noi invece si punta sempre più in
alto, prezzi in concituo aumento, pezzi di ricambio a peso d'oro,
cambiare un treno di gomme ad utilitaria non è per niente economico,
rispetto al passato.
Che tristezza costatare la vision della ns. classe politica e dirigente.
Si elargiscono risorse ai poteri forti e si continua a tagliare in
settori strategigi.
La scuola ed il sistema istruzione e ricerca, la sanità, il sociale
soffrono di mancanza cronica di risorse, ma intanto aiutare la finanza,
le imprese, le cordate è presto fatto.
Concludo con una celebre frase di A. De Gasperi: "La differenza fra un
politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle
prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni".
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"~fdr~" ha scritto nel messaggio
> ma in che modo una tale misura potrebbe far incrementare le vendite di
> auto? Chi la usa per lavoro o per altre necessità sarà
> poco sensibile ad iniziative del genere.
Anche in altre nazioni sono allo studio misure analoghe,
in sostanza i dipendenti soprattutto pendolari, quando si recano sul luogo
di lavoro in auto o con mezzi di trasporto
spendono molto, in un anno centinaia di euro se il tutto venisse pagato
automaticamente
il dipendente avrebbe una mensilità aggiuntiva, è vero cio' non significa
aumento di vendite auto
ma ora occorre aumentare i salari e stipendi oppure diminuire i costi a
carico dei dipendenti.
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"~fdr~" ha scritto nel messaggio..
> Imho bisogna intervenire sulla fiscalità della famigilia (operatore
> economico principe).
> Chi arranca a fine mese tra rata mutuo, sostenamento e figli da crescere
> difficilemente penserà di cambiare auto nel breve periodo anche se gli
> permetti di "scaricarsi" i costi dell'auto.
Se vai sul sito del ministero dei trasporti troverai un po' di cifre ,
esempio la spesa media per il treno è oltre 500 euri in un anno
chi usa l'auto puo' arrivare a 2000 euri, comprendi che se questi costi
venissero tolti, altro che detrazioni, i dipendenti si troverebbero di colpo
con centinaia di euro in tasca.
Il problema sarebbe come effettuare il tutto e con quale copertura.
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
ziczac ha scritto:
> Anche in altre nazioni sono allo studio misure analoghe,
> in sostanza i dipendenti soprattutto pendolari, quando si recano sul luogo
> di lavoro in auto o con mezzi di trasporto
> spendono molto, in un anno centinaia di euro se il tutto venisse pagato
> automaticamente
> il dipendente avrebbe una mensilità aggiuntiva, è vero cio' non significa
> aumento di vendite auto
La mensilità aggiuntiva (o qualsiasi altra erogazione sporadica e
salutaria leggasi bonus bebe, bonus incapienti, ecc.) pur essendo utile,
non cambia la propensione al consumo
dell'individuo, in quanto viene recepita come una regalia extra.
Per poter incentivare l'acquisto di beni durevoli, è la forma più inadatta.
> ma ora occorre aumentare i salari e stipendi oppure diminuire i costi a
> carico dei dipendenti.
Intereventi a favore di determinate categorie si possono attuare anche
per mezzo della politica fiscale. Si dovrebbero fare (da subito e non a
fine legislatura) per
rilanciare l'economia indipendentemnte dal crollo delle vendite auto,
che è un dato da leggere nel contesto attuale.
Uno strumento già applicato e riconosciuto in altri paesi (come la
Germania) è l'applicazione della tassazione sul BIF (Basic Income
Family) praticamente nel conteggio della base impomibile si tiene conto
delle spese necessarie alla famiglia per il
sostentamento della stessa.
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
ziczac ha scritto:
> Se vai sul sito del ministero dei trasporti troverai un po' di cifre ,
> esempio la spesa media per il treno è oltre 500 euri in un anno
> chi usa l'auto puo' arrivare a 2000 euri, comprendi che se questi costi
> venissero tolti,
Quindi si potrebbe sostentere che se si veicolano gli spostamenti sui
mezzi pubblici si risparmia tanto e si fa bene all'ambiente
>altro che detrazioni, i dipendenti si troverebbero di colpo
> con centinaia di euro in tasca.
appunto no detrazioni, ma deduzioni da subito in busta paga ottenendo
indirettametne
> Il problema sarebbe come effettuare il tutto e con quale copertura.
i sistemi ci sono come già scritto (QF e BIF), la copertura viene da se
con l'incremento delle imposte indirette incassate dall'erario subito e
con il rilancio dell'economia con effetto moltiplicatore.
--
fdr
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
"~fdr~" ha scritto nel messaggio .
> Quindi si potrebbe sostentere che se si veicolano gli spostamenti sui
> mezzi pubblici si risparmia tanto e si fa bene all'ambiente
Solo ipotetico, se da A a B non hai il treno o la metropolitana
qualunque mezzo pubblico è inneficiente rispetto all'auto, alla moto ecc...
esempio dove lavoro se dovessi prendere il mezzo pubblico autobus il tempo
richiesto
non essendoci trasporti diretti da A e B sarebbe di quasi 2 ore solo andata
si parla di 10 km, con l'auto
siamo con coda a 3O minuti
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
ziczac ha scritto:
> Solo ipotetico, se da A a B non hai il treno o la metropolitana
> qualunque mezzo pubblico è inneficiente rispetto all'auto, alla moto ecc...
> esempio dove lavoro se dovessi prendere il mezzo pubblico autobus il tempo
> richiesto
> non essendoci trasporti diretti da A e B sarebbe di quasi 2 ore solo andata
> si parla di 10 km, con l'auto
> siamo con coda a 3O minuti
E' chiaro che vi possono essere casi particolari e non generalizzabili,
ma come sempre vare il principio della generalità.
--
fdr
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
On 17 Ott, 13:18, ~fdr~ <f...@aol.it.invalid> wrote:
> Imho bisogna intervenire sulla fiscalità della famigilia (operatore
> economico principe).
Problema 1: definisci "famiglia": le coppie di fatto, con figli o
senza, ce le mettiamo? E i separati, che comunque se hanno avuto un
bambino lo devono mantenere congiuntamente? E i 35enni che lavorano ma
vivono con i genitori perché mamma gli stira le camicie? E gli anziani
non imparentati che mettono insieme due pensioni misere per pagare
l'affitto? E i gruppi di colleghi e amici che vivono insieme per anni
perché le case costano una tombola?
Problema 2: a livello razionale, perché un single dovrebbe essere
penalizzato dal punto di vista fiscale? Sarà cinico, ma la famiglia,
se non è monoreddito, permette comunque di ottimizzare costi e tempi
rispetto alla vita da soli. Un 25enne che, in Italia, voglia vivere da
solo in una grande città e con i propri mezzi, semplicemente non
riesce a farlo. Due 25enni, certo con una serie di difficoltà, ci
riescono. Chi ha più bisogno d'aiuto?
Questa storia del reddito familiare o quoziente familiare è il
riflesso di un "dibattito" culturale per cui il modello di famiglia è
uno ed uno solo: mamma + papà + bambino/i, rigorosamente con sigillo
ecclesiastico o comunale; peccato che le cose negli ultimi 30 anni
siano un po' cambiate...
Intendiamoci, ben vengano le spese in servizi per l'infanzia (tipo
asili nido a pioggia invece di minchiate come il bonus bebè,
estensione del tempo pieno, etc.) ma forse andrebbe anche avviato un
discorso serio su come la società italiana si sia trasformata nel
tempo
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
> Problema 1: definisci "famiglia": le coppie di fatto, con figli o
> senza, ce le mettiamo? E i separati, che comunque se hanno avuto un
> bambino lo devono mantenere congiuntamente? E i 35enni che lavorano ma
> vivono con i genitori perché mamma gli stira le camicie? E gli anziani
> non imparentati che mettono insieme due pensioni misere per pagare
> l'affitto? E i gruppi di colleghi e amici che vivono insieme per anni
> perché le case costano una tombola?
> Problema 2: a livello razionale, perché un single dovrebbe essere
> penalizzato dal punto di vista fiscale? Sarà cinico, ma la famiglia,
> se non è monoreddito, permette comunque di ottimizzare costi e tempi
> rispetto alla vita da soli. Un 25enne che, in Italia, voglia vivere da
> solo in una grande città e con i propri mezzi, semplicemente non
> riesce a farlo. Due 25enni, certo con una serie di difficoltà, ci
> riescono. Chi ha più bisogno d'aiuto?
Non si tratta di penalizzare i single ma di agevolare chi "cresce" figli
(indipendemente dalla forma) che saranno le ns. future generazioni.
Discutendo di economia si potrebbe dire che la propensione al consumo ed
all'acquisto dei beni durevoli è senza dubbio più consistente negli
aggregati di individui chiamati famiglia soprattutto di giovane età, in
particolare dove vi è presenza di figli, e che quindi riducendo il
carico fiscale si possa incentivare una crescita economica. E di questi
periodi tra l'altro sempre più necessaria
Dal punto di vista etico, investire nei propri figli (qualità della vita
ed educazione) imho è di gran lunga più importante che favorire
investimenti immobiliari (vedi ristrutturazioni e simili) altrimenti si
potrebbe arrivare al paradosso di avere tante belle case ristrutturate
ed efficienti (energeticamnte parlando) ma desolatamente vuote!
Dal punto di vista giuridico l'art. 31 della Costituzione recita: La
Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la
formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con
particolare riguardo alle famiglie numerose.
Tale articolo risulta ancora sostanzialemnte inapplicato.
> Questa storia del reddito familiare o quoziente familiare è il
> riflesso di un "dibattito" culturale per cui il modello di famiglia è
> uno ed uno solo: mamma + papà + bambino/i, rigorosamente con sigillo
> ecclesiastico o comunale;
La Francia e la Germania (che applicano QF e BIF) non certo possono
essere considerata patrie del pensiero cattolico circa la famiglia
eppure sono tra i primi a valorizzare tale istituzione e dell'imprtanza
che riveste nel ciclo economico.
>peccato che le cose negli ultimi 30 anni
>siano un po' cambiate...
Infatti nascono sempre meno bambini.
> Intendiamoci, ben vengano le spese in servizi per l'infanzia (tipo
> asili nido a pioggia invece di minchiate come il bonus bebè,
> estensione del tempo pieno, etc.) ma forse andrebbe anche avviato un
> discorso serio su come la società italiana si sia trasformata nel
> tempo
ma soprattutto su come vede il futuro. Perchè ad oggi di politche per il
futuro non se ne vedono!
Ciao
--
fdr
Re: Teoricamente, invece di dare nuovi incentivi per le automobili...
On 21 Ott, 12:21, ~fdr~ <f...@aol.it.invalid> wrote:
> Non si tratta di penalizzare i single ma di agevolare chi "cresce" figli
> (indipendemente dalla forma) che saranno le ns. future generazioni.
> Discutendo di economia si potrebbe dire che la propensione al consumo ed
> all'acquisto dei beni durevoli è senza dubbio più consistente negli
> aggregati di individui chiamati famiglia soprattutto di giovane età, in
> particolare dove vi è presenza di figli,
Non è un problema solo di propensione, ma anche di possibilità.
Intendiamoci, non sto dicendo che le "famiglie", soprattutto se
numerose, se la passino sempre e/o in generale meglio dei giovani
single, ma credi veramente che un giovane, da solo, abbia possibilità
di investire in beni durevoli? Poi è chiaro che in generale, in Italia
o all'estero, molto spesso una casa la compri quando metti su famiglia
(ed è una generalizzazione), ma la percentuale delle eccezioni, se
proprio vogliamo considerarle tali (giovani che vanno a vivere da
soli) qui da noi è molto più bassa che in altri paese
> Dal punto di vista etico, investire nei propri figli (qualità della vita
> ed educazione) imho è di gran lunga più importante che favorire
> investimenti immobiliari
E chi lo nega? Però, scusami, non c'entra nulla col mio discorso
> La Francia e la Germania (che applicano QF e BIF) non certo possono
> essere considerata patrie del pensiero cattolico circa la famiglia
> eppure sono tra i primi a valorizzare tale istituzione e dell'imprtanza
> che riveste nel ciclo economico.
In Francia, Germania e anche in Spagna, le politiche giovanili sono
"un po'" diverse da quelle (quasi inesistenti) italiane: basta
guardare cosa c'è in questi paesi in temi di sussidi, diritto allo
studio, politiche degli alloggi, etc. In situazioni del genere il QF
ha senso proprio perché esiste una rete di protezione e inserimento
sciale per i giovani. Qui da noi la direzione e il modello sono a
senso unico. In Germania è stato recentemente allungato il periodo di
maternità: ottima scelta, ma qui da noi, senza possibilità
alternative, equivarrebbe ad espellere le donne dal mercato del
lavoro. E il QF, nella sua proposta attuale, avrebbe, da noi, un
effetto simile
> >peccato che le cose negli ultimi 30 anni
> >siano un po' cambiate...
> Infatti nascono sempre meno bambini.
Se vogliamo aiutare i bambini diamo ai (futuri) genitori la
possibilità di formarsi decentemente, e un lavoro degno e ben pagato,
il resto viene q(quasi) da sé
> Non è un problema solo di propensione, ma anche di possibilità.
> Intendiamoci, non sto dicendo che le "famiglie", soprattutto se
> numerose, se la passino sempre e/o in generale meglio dei giovani
> single, ma credi veramente che un giovane, da solo, abbia possibilità
> di investire in beni durevoli? Poi è chiaro che in generale, in Italia
> o all'estero, molto spesso una casa la compri quando metti su famiglia
> (ed è una generalizzazione), ma la percentuale delle eccezioni, se
> proprio vogliamo considerarle tali (giovani che vanno a vivere da
> soli) qui da noi è molto più bassa che in altri paese
Non si tratta di comprare case, ormai il mercato e quasi saturo visto
che la maggior parte degli italiani l'ha acquistata, e poi è necesario
ragionare sui numeri quanti sono i single che vivono da soli in
confronto alle famiglie (più o meno formali). Cosa movimentano in
termini di PIL le famiglie? Cosa venderanno le imprese se le famiglie
non acquistano più a sufficienza se la maggior parte del reddito va via
tra fisco, alimentari e spese minime di sopravvivenza civile? E' chiaro
che la situazione ottimale non si riesca mai a raggiungere ma è da
decidere cosa si vuol fare sul lungo periodo.
> In Francia, Germania e anche in Spagna, le politiche giovanili sono
> "un po'" diverse da quelle (quasi inesistenti) italiane: basta
> guardare cosa c'è in questi paesi in temi di sussidi, diritto allo
> studio, politiche degli alloggi, etc. In situazioni del genere il QF
> ha senso proprio perché esiste una rete di protezione e inserimento
> sciale per i giovani. Qui da noi la direzione e il modello sono a
> senso unico. In Germania è stato recentemente allungato il periodo di
> maternità: ottima scelta, ma qui da noi, senza possibilità
> alternative, equivarrebbe ad espellere le donne dal mercato del
> lavoro. E il QF, nella sua proposta attuale, avrebbe, da noi, un
> effetto simile
la rete di servizi e di sostegno va senza dubbio costruita, ma da subito
occorre far qualcosa. L'assenza di altri sostegni non puo' essere alibi
per continuare sulla strada dell'iniquità fiscale.
Il QF o il BIF o qualunque altro correttivo è necessario ad agevolare
fiscalmente le famglie, non vedo come potrebbe influenzare le dinamiche
del mercato del lavoro.
> Se vogliamo aiutare i bambini diamo ai (futuri) genitori la
> possibilità di formarsi decentemente, e un lavoro degno e ben pagato,
> il resto viene q(quasi) da sé
Non posso che essere daccordo con te, ma forse sfugge ai molti un
elemento fondamentale, l'economia è ciclica e soprattuto vitale, tutto è
strettamente legato ed interconnesso: non basta far star bene le imprese
(detassandole) e le banche (supportandole) per farla crescere, o
erronemente secondo un latente pensiero post-keynesiano finanziando le
infrastrutture.
Se le famiglie non hanno soldi da depositare nelle banche e/o per
acquistare beni e servizi prodotti dalle aziende incentivate non se ne
fa niente.
Le priorità vengono confuse, con questa scusa si finirà (come spesso è
accaduto) ad elargire a destra e a manca senza far niente per il futuro
e lasciare debiti sempre più pesanti alle prossime generazioni.
Ciao
--
fdr
Se la Fabbrica Italiana Automobili Torino si chiama FIAT...
Bart67®: Se la Fabbrica Italiana Automobili Torino si chiama FIAT...
Se l' Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si chiama INPS...
Se l'Azienda Sanitaria Locale si chiama ASL...
Se l'Ente Nazionale...