Ho bisogno di chiedere un parere o meglio ... un consiglio.
In una società di persone c'è un socio che fa pesare all'altro il
fatto che essendo proprietario della propria abitazione, per la quale
sta pagando un mutuo, è l'unico dei due che ha qualcosa da rimetterci
nel fatto di essere "solidalmente" responsabile nei suoi confronti.
Sta cosa ovviamente secca non poco al socio "povero", anche perché la
pressione di cui sopra, si legge sotto forma di comportamenti
nell'amministrazione della società quasi da amministratore unico (non
mi dilungo in esempi, ma spero di aver reso l'idea), e lo stesso mi
chiede cosa o come si deve comportare di fronte a questi
atteggiamenti? E io aggiungo: come si regolano i rapporti fra soci nei
quali le capacità patrimoniali sono molto diverse, come in questo
caso?
Ringrazio sin d'ora chi vorrà darmi suo indicazioni
"Linus" <linus.61@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:c4b46094-db1f-45d2-99fb-f5b42920c0ce@y21g2000hsf.googlegroups.com...
> E io aggiungo: come si regolano i rapporti fra soci nei
>quali le capacità patrimoniali sono molto diverse, come in questo
>caso?
Non si regolano.
Il socio "ricco" poteva pensarci prima.
Oppure, se è diventato "ricco" dopo, è lecito il sospetto: come mai lui è
ricco ed il suo socio no? ;-)
Scherzi a parte: come ho detto, non si regolano. Ognuno è solidalmente ed
illimitatatmente responsabile. Se uno ha "beni al sole", deve tenerne conto
PRIMA di entrare in una società di persone.
"Linus" <linus.61@alice.it> ha scritto nel messaggio
news:c4b46094-db1f-45d2-99fb-
Se non si vuole la trasformazione in srl, si potrebbe pensare (è la prima
cosa che mi viene in mente) ad attribuire al socio "ricco" una quota di
partecipazione agli utili più che proporzionale al suo conferimento, per
compensarlo del maggior rischio connesso ad una eventuale insolvenza della
società.
"Mr Spock" <spock@enterprise.com> ha scritto nel messaggio
news:i51ok.86$%u3.40@nntpserver.swip.net...
> "Linus" <linus.61@alice.it> ha scritto nel messaggio
> news:c4b46094-db1f-45d2-99fb-
> Se non si vuole la trasformazione in srl, si potrebbe pensare
E perchè no una sas che riduce i costi, fa andare fuori dall'amministrazione
il socio ricco (rendendolo accomandante) e non facendolo rischiare.
Poi che cosa richia non si sa visto che l'ipoteca di primo grado ce l'ha la
banca e quindi finchè non ha pagato l'ultima rata e levato l'ipoteca
l'immobile è praticamente della banca stessa.
"Ludwig" <ludwig@profservices.it> ha scritto nel messaggio
news:g8bepc$m4r$1@tdi.cu.mi.it...
> E perchè no una sas che riduce i costi, fa andare fuori
> dall'amministrazione il socio ricco (rendendolo accomandante) e non
> facendolo rischiare.
Se il socio "ricco" già governa la società come "socio tiranno" dubito che
accetterà di buon grado di diventare un semplice accomandante senza potere
di gestione.
Ciao.
Assegnazione ai soci
Angelo: Nel caso di scioglimento di una sas a quali spese va incontro e in che
misura il socio accomandante a cui viene assegnato l'immobile sede della
cessata società?grazie
Fisco e Tasse
1
01-08-2006 00.58.08
perdite soci
Gabriele: Nel caso di una SAS :
"E' consentita la ripartizione delle perdite eccedenti il capitale sociale
tra i soli soci accomandatari, ossia tra quelli individuati dalla qualifica
A nel quadro RK (...
Fisco e Tasse
1
07-07-2005 17.16.32
COND- soci di SNC
umberto: In una SNC, con il concordato (non congruo) e con l'integrativa sorge
praticamente l'obbligo ai soci di fare il loro condono personale (pena
accertamento parziale ex 41-bis).
Con il tombale questo...