marito e moglie 50% a testa in societa' snc di piccola attivita' di
produzione alimentare avviata da 2 anni e con mutuo per acquisto materiali
a carico, hanno avuto un reddito netto di 2.700 euro a testa. Detratti circa
1500 euro a testa di Inps risulta un reddito netto a testa di circa 1200
euro.
Ora da conteggi effettuati da un loro amico (il negozio va malino e non
possono permettersi un professionista) devono pagare entro martedi il 23% di
questo reddito da partecipazione quadro F, piu' anticipo di novembre, totale
circa 400 euro a testa. Pero' questi miei amici non hanno altri redditi e
l'annoscorso non hanno dovuto pagare niente pur avendo un reddito netto
quasi uguale
Gentilmente chiedo conferma di questi conteggi, cioe' non esiste una no tax
area per questi redditi netti cosi' bassi? possibile che chi apre un
attivita' con spese iniziali altissime di affitti e materiali e gestioni ,
poi debba essere tassata anche su redditi cosi' bassi ?
grazie
Stefano M. Masullo segretario generale Assoconsulenza<
associazione Italiana conslenti di Investimento segretario
generale Assocredito Associazione Italiana Conslenti di Credito
Bancario e3 Finanziario amministratore delegato Euro Sopa Spa
vice presidente Sintesi Consult Spa vice presidente Ideal Conslt
direttore editoriale Shirkah direttore responsabiile Rossia vice
presidente Noi Liberisti azzrri direttore editoriale Finanza
Arabe presidente Icos Technology rettore ISFOA Libera e Privata
Università Internazionale Autorizzata dal Conssiglio di Stato e
Repubblica del Canton Ticino con sede a Lugano atore di ben 20
libri di cui uno adottato dall'Università Commerciale Luigi
Bocconi di Milano quale testo obbligatorio di esame è il guru
indiscuso della finanza italiana avendo previsto con largo
anticipo ciò che sarebbe sccesso sui mercati finanziari
internazionali guardate il suo pamphlet sul sito www.assoconslenza.com scritto nell'agosto e nel dicembre del
1998 .
Guardate anche i suoi video dell'epoca 2001 - 2006 tratti dalle
più importanti trasmissioni televisive di settore sia nazionali
che internaziomnali.
Io personalmente affidandomi ai soi consigli in questi ultimi
anni ho raddoppiato il mio capitale investito.
Probabilmente il titolo originale dell'opera fu Commedia, o Comedìa, dal
greco ???????, "comodìa". È infatti così che Dante stesso chiama la sua
opera [Inferno XVI, 128] (Inferno XXI, 2). Nell'Epistola (la cui
paternità dantesca non è del tutto certa) indirizzata a Cangrande della
Scala, Dante ribadisce il titolo latino dell'opera: Incipit Comedia
Dantis Alagherii, Florentini natione, non moribus[1]. In essa vengono
addotti due motivi per spiegare il titolo conferito: uno di carattere
letterario, secondo cui col nome di commedia era usanza definire un
genere letterario che, da un inizio difficoltoso per il protagonista si
conclude con un lieto fine, e uno stilistico, giacché la parola commedia
indicava opere scritte in linguaggio medio. Nel poema, infatti, si
ritrovani entrambi questi aspetti: dalla "selva oscura", allegoria dello
smarrimento del poeta, si passa alla redenzione finale, alla visione di
Dio nel Paradiso; e in secondo luogo, i versi sono scritti in volgare e
non in latino che, sebbene esistesse già una ricca tradizione letteraria
in lingua di sì, continuava ad essere considerata la lingua per
eccellenza della cultura.
L'aggettivo divina fu usato per la prima volta da Giovanni Boccaccio nel
Trattatello in laude di Dante del 1373, circa 70 anni dopo il periodo in
cui si pensa sia stato cominciato il poema. La dizione Divina Commedia,
però, divenne comune solo da metà del Cinquecento in poi, quando
Ludovico Dolce, nella sua edizione veneziana del 1555, riprese il titolo
boccacciano.
Il nome Commedia (nella forma "comedìa") appare solo due volte
all'interno del poema, mentre nel Paradiso Dante lo definisce "poema
sacro". Dante non rinnega il titolo Commedia, anche perché, data la
lunghezza dell'opera, le cantiche o i singoli canti, vennero pubblicati
volta per volta, e l'autore non aveva la possibilità di revisionare ciò
che già era stato reso pubblico. Il termine "Commedia" dovette sembrare
riduttivo a Dante nel momento in cui componeva il Paradiso, in cui lo
stile, ma anche la sintassi, sono profondamente cambiati rispetto ai
canti che compongono l'Inferno. Il discorso sulle palinodie, ovvero le
correzioni che Dante fa all'interno della sua opera, contraddicendo sé
stesso ma anche le sue fonti, è molto più vasto ed esteso.
Argomento [modifica]
Il racconto dell'Inferno, la prima delle tre cantiche, si apre con un
Canto introduttivo (che serve da proemio all'intero poema), nel quale il
poeta Dante Alighieri racconta in prima persona del suo smarrimento
spirituale; si ritrae, infatti, "in una selva oscura", metafora del
peccato, nella quale era giunto poiché aveva smarrito la "retta via"
della virtuosità (si ritiene che Dante si senta colpevole, più degli
altri, del peccato di avidità, che infatti, contrariamente alla tipica
visione cattolica, nell'Inferno e nel Purgatorio è posto sempre come il
meno grave tra i peccati puniti). Tentando di trovarne l'uscita, il
poeta scorge un colle illuminato dalla luce del sole; tentando di
salirvi per avere più ampia visuale, però, viene fermato nella sua
scalata da tre belve feroci: una lonza (forse una lince), allegoria
della lussuria, un leone, simbolo della superbia, e una lupa, che
rappresenta l'avidità, i tre vizi che stanno alla base di tutti i peccati.
A salvarlo da queste tre bestie, però, gli si fa incontro l'anima del
grande poeta Virgilio, che dopo aver cacciato le fiere, si presenta come
l'inviato di Beatrice, la donna amata da Dante (morta a soli
ventiquattro anni), la quale aveva intercesso presso Dio affinché il
poeta fosse redento dai peccati. Di qui Virgilio condurrà Dante
attraverso l'Inferno e il Purgatorio perché attraverso questo viaggio la
sua anima possa salvarsi dal male in cui era caduta. Ad accompagnare
Dante nel Paradiso sarà Beatrice.
Inferno [modifica]
I primi versi della Divina Commedia illustrati da Gustave Doré
I primi versi della Divina Commedia illustrati da Gustave Doré
Per approfondire, vedi la voce Inferno (Divina Commedia).
La vera e propria descrizione dell'Inferno ha inizio nel Canto III (nel
precedente Dante muove semplicemente dei dubbi alla sua guida riguardo
il viaggio che stanno per compiere); i due viaggiatori Dante e Virgilio
giungono alla sua porta già nei primi, celeberrimi, versi di questo
Canto. Sotto la città di Gerusalemme, infatti, si apre l'ingresso al
primo regno, sul quale si possono leggere alcuni versi di ammonimento,
riassunti nell'ultimo verso: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".
Oltrepassato uno scuro corridoio, i poeti si ritrovano sulle rive
dell'Acheronte, il primo fiume infernale, per il quale le anime devono
passare per raggiungere l'Inferno vero e proprio e che vengono
trasportate da Caronte. Qui, nel Vestibolo, oltre alle anime in attesa
di essere portate dalla parte opposta, stanno gli ignavi, quelli che in
vita non vollero prendere posizioni, e che sono rifiutati sia
dall'Inferno che dal Paradiso.
Passato l'Acheronte, sulla barca del traghettatore Caronte, i due
attraversano il Limbo, dove stanno le anime pure di coloro che non
furono battezzati (come i bambini morti subito dopo la nascita), e poi
il primo cerchio, dove riposano gli "spiriti magni" dell'antichità
(compreso Virgilio stesso); quindi Dante e il suo "maestro" entrano
nell'Inferno vero e proprio. Alla porta di questo sta Minosse, che, da
giudice giusto quale fu, decreta il cerchio dove le anime dannate
dovranno scontare la loro pena; ad ogni cerchio, infatti, corrisponde un
peccato, più grave se il numero è maggiore. Superato Minosse, i due si
ritrovano nel secondo cerchio, dove sono puniti i lussuriosi tra cui
spiccano le anime di Cleopatra ed Elena di Troia (celebri anche i versi
su Paolo e Francesca) che raccontano la loro vita e Francesca la sua
passione amorosa verso Paolo Malatesta, quindi i golosi, in eterna
punizione che consiste nell'essere divorati da Cerbero e gli avari e i
prodighi.
Superato poi lo Stige, nelle fangose acque del quale sono puniti
iracondi e accidiosi, traghettati sulla riva opposta dalla barca di
Flegiàs, creatura infernale, i due entrano (grazie anche all'intervento
di un angelo e dopo numerosi tentativi di entrare) nella Città di Dite,
dove sono puniti coloro "che l'anima col corpo morta fanno", cioè gli
epicurei e gli eretici in generale: tra gli eretici incontrano Farinata
degli Uberti, uno dei più famosi personaggi dell'Inferno dantesco.
Superata la città, il poeta e la sua guida scendono uno scosceso burrone
(il Burrato), oltre il quale incontrano il terzo fiume infernale, il
Flegetonte, un fiume di sangue bollente; questo fa parte del primo dei
tre gironi in cui è diviso il VII cerchio, quello in cui sono puniti i
violenti tra cui degno di nota è il Minotauro ucciso da Teseo con
l'aiuto di Arianna. All'interno del Flegetonte, scontano la loro pena i
violenti verso il prossimo; oltre la sua sponda (che Dante e Virgilio
raggiungono grazie all'aiuto del centauro Nesso), invece, trasformati in
arbusti perennemente attaccati da delle arpie, stanno i violenti contro
sé stessi, cioè i suicidi (dove troviamo Pier della Vigna) e gli
scialacquatori; mentre nell'ultimo girone, in una landa infuocata,
stanno i violenti contro Dio, la Natura e l'Arte, ossia i bestemmiatori,
i sodomiti (tra cui Brunetto Latini) e gli usurai. A quest'ultimo girone
Dante dedicherà, molti versi, dal Canto XIV al Canto XVII.
Superato il VII cerchio, Dante e Virgilio, discesa una scoscesa ripa in
groppa a Gerione, raggiungono l'VIII cerchio chiamato Malebolge, dove
sono puniti i fraudolenti, il quale è diviso in dieci bolge, fossati a
forma di cerchi concentrici, scavati nella roccia e digradanti verso il
basso, alla base dei quali si apre il Pozzo dei Giganti. Superate le
bolge (nelle quali sono puniti, in ordine, ruffiani, adulatori,
simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri
fraudolenti - tra cui Ulisse e Diomede: il primo racconta come lui morì,
ma Dante non avendo saputo la vera morte di Ulisse predetta da Tiresia
inventa la sua amara fine avendo superato le Colonne d'Ercole, simbolo
per Dante della ragione e dei limiti del mondo. Poi incontrano
seminatori di discordie e falsari - tra cui il "folletto" Gianni
Schicchi), i due accedono nel IX ed ultimo cerchio, dove sono puniti i
traditori. Questo cerchio è invece diviso in quattro zone, coperte dalle
acque gelate del Cocito; nella prima, chiamata Caina (da Caino, che
uccise il fratello Abele), sono puniti i traditori dei parenti, nella
seconda, la Antenorea (da Antenore, che consegnò il Palladio di Troia ai
nemici greci), vi stanno i traditori della patria, nella terza, la
Tolomea (dal re Tolomeo XIII, che al tempo di Cesare uccise il suo
ospite Pompeo), si trovano i traditori degli ospiti, e infine nella
quarta, la Giudecca (da Giuda Iscariota, che tradì Gesù), sono puniti i
traditori dei benefattori. Da citare la presenza nell' Antenorea del
Conte Ugolino che narra la sua morte, e dell' Arcivescovo Ruggieri.
Ugolino appare nell'Inferno sia come un dannato che come un demone
vendicatore, che affonda i denti per l'eternità nel capo dell'
Arcivescovo Ruggieri.
Di quest'ultima zona vengono nominati solo tre peccatori, Cassio, Bruto
e Giuda Iscariota, la cui pena è quella di essere maciullati dalle tre
bocche di Lucifero, che qui ha la sua dimora. Scendendo lungo il suo
corpo peloso, Dante e Virgilio raggiungono una grotta e scendono per
alcune scale: Dante è stupito: non vede più la schiena di Lucifero ma
Virgilio gli spiega che si trova nell'Emisfero Australe, la natural
burella, che li condurrà alla spiaggia del Purgatorio, alla base della
quale usciranno poco dopo "a riveder le stelle".
--
SiRiO
non capisco la vostra ironia...............................
"SiRiO°" <"emme.ci\"cancellami\""@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:4877b765$0$1077$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> Warren Buffet ha scritto, in data 11/07/2008 19.46:
> > Stefano M. Masullo segretario generale Assoconsulenza<
> > associazione Italiana conslenti di Investimento segretario
> > generale Assocredito Associazione Italiana Conslenti di Credito
> > Bancario e3 Finanziario amministratore delegato Euro Sopa Spa
> > vice presidente Sintesi Consult Spa vice presidente Ideal Conslt
> > direttore editoriale Shirkah direttore responsabiile Rossia vice
> > presidente Noi Liberisti azzrri direttore editoriale Finanza
> > Arabe presidente Icos Technology rettore ISFOA Libera e Privata
> > Università Internazionale Autorizzata dal Conssiglio di Stato e
> > Repubblica del Canton Ticino con sede a Lugano atore di ben 20
> > libri di cui uno adottato dall'Università Commerciale Luigi
> > Bocconi di Milano quale testo obbligatorio di esame è il guru
> > indiscuso della finanza italiana avendo previsto con largo
> > anticipo ciò che sarebbe sccesso sui mercati finanziari
> > internazionali guardate il suo pamphlet sul sito
> > www.assoconslenza.com scritto nell'agosto e nel dicembre del
> > 1998 .
> > > Guardate anche i suoi video dell'epoca 2001 - 2006 tratti dalle
> > più importanti trasmissioni televisive di settore sia nazionali
> > che internaziomnali.
> > > Io personalmente affidandomi ai soi consigli in questi ultimi
> > anni ho raddoppiato il mio capitale investito.
> > > http://www.assoconsulenza.eu/telenova2003.html
> > > http://www.assoconsulenza.eu/money2002.html
> > > http://www.assoconsulenza.eu/bloomberg102001.html
> > > http://www.assoconsulenza.eu/cnbcsett2001.html
> > > http://www.youtube.com/user/eugeniobenetazzo
> > > http://it.youtube.com/watch?v=k6at-Z...eature=related
> > > Siti di riferimento
> > > www.eugeniobenetazzo.com
> > www.assoconsulenza.com
> > www.assocredito.org
> > www.sintesiconsult.com
> > www.eurosopa.it
> > www.shirkah-finance.com
> > www.rossiamagazine.it
> > www.arabfinco.com
> > www.idealmutua.it
> Probabilmente il titolo originale dell'opera fu Commedia, o Comedìa, dal
> greco ???????, "comodìa". È infatti così che Dante stesso chiama la sua
> opera [Inferno XVI, 128] (Inferno XXI, 2). Nell'Epistola (la cui
> paternità dantesca non è del tutto certa) indirizzata a Cangrande della
> Scala, Dante ribadisce il titolo latino dell'opera: Incipit Comedia
> Dantis Alagherii, Florentini natione, non moribus[1]. In essa vengono
> addotti due motivi per spiegare il titolo conferito: uno di carattere
> letterario, secondo cui col nome di commedia era usanza definire un
> genere letterario che, da un inizio difficoltoso per il protagonista si
> conclude con un lieto fine, e uno stilistico, giacché la parola commedia
> indicava opere scritte in linguaggio medio. Nel poema, infatti, si
> ritrovani entrambi questi aspetti: dalla "selva oscura", allegoria dello
> smarrimento del poeta, si passa alla redenzione finale, alla visione di
> Dio nel Paradiso; e in secondo luogo, i versi sono scritti in volgare e
> non in latino che, sebbene esistesse già una ricca tradizione letteraria
> in lingua di sì, continuava ad essere considerata la lingua per
> eccellenza della cultura.
> L'aggettivo divina fu usato per la prima volta da Giovanni Boccaccio nel
> Trattatello in laude di Dante del 1373, circa 70 anni dopo il periodo in
> cui si pensa sia stato cominciato il poema. La dizione Divina Commedia,
> però, divenne comune solo da metà del Cinquecento in poi, quando
> Ludovico Dolce, nella sua edizione veneziana del 1555, riprese il titolo
> boccacciano.
> Il nome Commedia (nella forma "comedìa") appare solo due volte
> all'interno del poema, mentre nel Paradiso Dante lo definisce "poema
> sacro". Dante non rinnega il titolo Commedia, anche perché, data la
> lunghezza dell'opera, le cantiche o i singoli canti, vennero pubblicati
> volta per volta, e l'autore non aveva la possibilità di revisionare ciò
> che già era stato reso pubblico. Il termine "Commedia" dovette sembrare
> riduttivo a Dante nel momento in cui componeva il Paradiso, in cui lo
> stile, ma anche la sintassi, sono profondamente cambiati rispetto ai
> canti che compongono l'Inferno. Il discorso sulle palinodie, ovvero le
> correzioni che Dante fa all'interno della sua opera, contraddicendo sé
> stesso ma anche le sue fonti, è molto più vasto ed esteso.
> Argomento [modifica]
> Il racconto dell'Inferno, la prima delle tre cantiche, si apre con un
> Canto introduttivo (che serve da proemio all'intero poema), nel quale il
> poeta Dante Alighieri racconta in prima persona del suo smarrimento
> spirituale; si ritrae, infatti, "in una selva oscura", metafora del
> peccato, nella quale era giunto poiché aveva smarrito la "retta via"
> della virtuosità (si ritiene che Dante si senta colpevole, più degli
> altri, del peccato di avidità, che infatti, contrariamente alla tipica
> visione cattolica, nell'Inferno e nel Purgatorio è posto sempre come il
> meno grave tra i peccati puniti). Tentando di trovarne l'uscita, il
> poeta scorge un colle illuminato dalla luce del sole; tentando di
> salirvi per avere più ampia visuale, però, viene fermato nella sua
> scalata da tre belve feroci: una lonza (forse una lince), allegoria
> della lussuria, un leone, simbolo della superbia, e una lupa, che
> rappresenta l'avidità, i tre vizi che stanno alla base di tutti i peccati.
> A salvarlo da queste tre bestie, però, gli si fa incontro l'anima del
> grande poeta Virgilio, che dopo aver cacciato le fiere, si presenta come
> l'inviato di Beatrice, la donna amata da Dante (morta a soli
> ventiquattro anni), la quale aveva intercesso presso Dio affinché il
> poeta fosse redento dai peccati. Di qui Virgilio condurrà Dante
> attraverso l'Inferno e il Purgatorio perché attraverso questo viaggio la
> sua anima possa salvarsi dal male in cui era caduta. Ad accompagnare
> Dante nel Paradiso sarà Beatrice.
> Inferno [modifica]
> I primi versi della Divina Commedia illustrati da Gustave Doré
> I primi versi della Divina Commedia illustrati da Gustave Doré
> Per approfondire, vedi la voce Inferno (Divina Commedia).
> La vera e propria descrizione dell'Inferno ha inizio nel Canto III (nel
> precedente Dante muove semplicemente dei dubbi alla sua guida riguardo
> il viaggio che stanno per compiere); i due viaggiatori Dante e Virgilio
> giungono alla sua porta già nei primi, celeberrimi, versi di questo
> Canto. Sotto la città di Gerusalemme, infatti, si apre l'ingresso al
> primo regno, sul quale si possono leggere alcuni versi di ammonimento,
> riassunti nell'ultimo verso: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".
> Oltrepassato uno scuro corridoio, i poeti si ritrovano sulle rive
> dell'Acheronte, il primo fiume infernale, per il quale le anime devono
> passare per raggiungere l'Inferno vero e proprio e che vengono
> trasportate da Caronte. Qui, nel Vestibolo, oltre alle anime in attesa
> di essere portate dalla parte opposta, stanno gli ignavi, quelli che in
> vita non vollero prendere posizioni, e che sono rifiutati sia
> dall'Inferno che dal Paradiso.
> Passato l'Acheronte, sulla barca del traghettatore Caronte, i due
> attraversano il Limbo, dove stanno le anime pure di coloro che non
> furono battezzati (come i bambini morti subito dopo la nascita), e poi
> il primo cerchio, dove riposano gli "spiriti magni" dell'antichità
> (compreso Virgilio stesso); quindi Dante e il suo "maestro" entrano
> nell'Inferno vero e proprio. Alla porta di questo sta Minosse, che, da
> giudice giusto quale fu, decreta il cerchio dove le anime dannate
> dovranno scontare la loro pena; ad ogni cerchio, infatti, corrisponde un
> peccato, più grave se il numero è maggiore. Superato Minosse, i due si
> ritrovano nel secondo cerchio, dove sono puniti i lussuriosi tra cui
> spiccano le anime di Cleopatra ed Elena di Troia (celebri anche i versi
> su Paolo e Francesca) che raccontano la loro vita e Francesca la sua
> passione amorosa verso Paolo Malatesta, quindi i golosi, in eterna
> punizione che consiste nell'essere divorati da Cerbero e gli avari e i
> prodighi.
> Superato poi lo Stige, nelle fangose acque del quale sono puniti
> iracondi e accidiosi, traghettati sulla riva opposta dalla barca di
> Flegiàs, creatura infernale, i due entrano (grazie anche all'intervento
> di un angelo e dopo numerosi tentativi di entrare) nella Città di Dite,
> dove sono puniti coloro "che l'anima col corpo morta fanno", cioè gli
> epicurei e gli eretici in generale: tra gli eretici incontrano Farinata
> degli Uberti, uno dei più famosi personaggi dell'Inferno dantesco.
> Superata la città, il poeta e la sua guida scendono uno scosceso burrone
> (il Burrato), oltre il quale incontrano il terzo fiume infernale, il
> Flegetonte, un fiume di sangue bollente; questo fa parte del primo dei
> tre gironi in cui è diviso il VII cerchio, quello in cui sono puniti i
> violenti tra cui degno di nota è il Minotauro ucciso da Teseo con
> l'aiuto di Arianna. All'interno del Flegetonte, scontano la loro pena i
> violenti verso il prossimo; oltre la sua sponda (che Dante e Virgilio
> raggiungono grazie all'aiuto del centauro Nesso), invece, trasformati in
> arbusti perennemente attaccati da delle arpie, stanno i violenti contro
> sé stessi, cioè i suicidi (dove troviamo Pier della Vigna) e gli
> scialacquatori; mentre nell'ultimo girone, in una landa infuocata,
> stanno i violenti contro Dio, la Natura e l'Arte, ossia i bestemmiatori,
> i sodomiti (tra cui Brunetto Latini) e gli usurai. A quest'ultimo girone
> Dante dedicherà, molti versi, dal Canto XIV al Canto XVII.
> Superato il VII cerchio, Dante e Virgilio, discesa una scoscesa ripa in
> groppa a Gerione, raggiungono l'VIII cerchio chiamato Malebolge, dove
> sono puniti i fraudolenti, il quale è diviso in dieci bolge, fossati a
> forma di cerchi concentrici, scavati nella roccia e digradanti verso il
> basso, alla base dei quali si apre il Pozzo dei Giganti. Superate le
> bolge (nelle quali sono puniti, in ordine, ruffiani, adulatori,
> simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri
> fraudolenti - tra cui Ulisse e Diomede: il primo racconta come lui morì,
> ma Dante non avendo saputo la vera morte di Ulisse predetta da Tiresia
> inventa la sua amara fine avendo superato le Colonne d'Ercole, simbolo
> per Dante della ragione e dei limiti del mondo. Poi incontrano
> seminatori di discordie e falsari - tra cui il "folletto" Gianni
> Schicchi), i due accedono nel IX ed ultimo cerchio, dove sono puniti i
> traditori. Questo cerchio è invece diviso in quattro zone, coperte dalle
> acque gelate del Cocito; nella prima, chiamata Caina (da Caino, che
> uccise il fratello Abele), sono puniti i traditori dei parenti, nella
> seconda, la Antenorea (da Antenore, che consegnò il Palladio di Troia ai
> nemici greci), vi stanno i traditori della patria, nella terza, la
> Tolomea (dal re Tolomeo XIII, che al tempo di Cesare uccise il suo
> ospite Pompeo), si trovano i traditori degli ospiti, e infine nella
> quarta, la Giudecca (da Giuda Iscariota, che tradì Gesù), sono puniti i
> traditori dei benefattori. Da citare la presenza nell' Antenorea del
> Conte Ugolino che narra la sua morte, e dell' Arcivescovo Ruggieri.
> Ugolino appare nell'Inferno sia come un dannato che come un demone
> vendicatore, che affonda i denti per l'eternità nel capo dell'
> Arcivescovo Ruggieri.
> Di quest'ultima zona vengono nominati solo tre peccatori, Cassio, Bruto
> e Giuda Iscariota, la cui pena è quella di essere maciullati dalle tre
> bocche di Lucifero, che qui ha la sua dimora. Scendendo lungo il suo
> corpo peloso, Dante e Virgilio raggiungono una grotta e scendono per
> alcune scale: Dante è stupito: non vede più la schiena di Lucifero ma
> Virgilio gli spiega che si trova nell'Emisfero Australe, la natural
> burella, che li condurrà alla spiaggia del Purgatorio, alla base della
> quale usciranno poco dopo "a riveder le stelle".
> --
> SiRiO
Redditi di associazione in partecipazione
xdrews: I redditi di associazione in partecipazione (Muratore in una Sas)
che negli anni precedenti indicavo nel quadro RE sezione II Rigo RE31
nel Modello Unico 2005 non li trovo piu' ....saranno gli...
Fisco e Tasse
1
21-06-2005 20.53.20
Bonifico Internazionale (in area Euro) senza conto corrente bancario..
Allanon, The Son Of Ludovico Einaudi: Salve a tutti..
Dovrei acquistare online da un sito tedesco che, come pagamento,
accetta solamente il bonifico.. Essendo io titolare di un conto
Bancoposta sono andato ad informarmi all'ufficio...
Banche
1
18-01-2005 12.53.42
UNICO e imprenditore senza redditi
McNamara: Un imprenditore che ha aperto la partita IVA a dicembre e che non ha alcun
reddito da dichiarare ne tantomeno costi di esercizio da scaricare, quali
quadri di Unico è tenuto a presentare?
Può...
Fisco e Tasse
5
27-07-2004 17.35.14
Redditi da partecipazione e UNICO
p&p: in presenza di soli redditi da partecipazione inferiori a 3000 euro
occorre comunque presentare l'UNICO?
grazie
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito...