Chiedo gentilmente vs gentile riscontro,
due soci intendono cedere ad un terzo socio la loro quota di partecipazione
in una società di k.
Vogliono rivalutare le quote diciamo a 10, mentre invece le quote valgono
diciamo 30.
A loro interessa essere coperti fino a 10, versare qualcosa all'erario e
sperare che vada bene,
così hanno deciso, non ci sono nè santi nè altro.
E' chiaro che un'operazione del genere è molto rischiosa.
Come la mettiamo con la perizia giurata che dovrei giurare io?
E' chiaro che se arriva un accertamento, il fisco può arrivare a stabilire
che valgono almeno 20, no?
Dovrei scrivere nella perizia che vale almeno 10, senza dire quanto vale?
Non la giuro e "perdo l'operazione"?
Avete avuto mai casi del genere e come vi siete tutelati?
grazie e ciao.
f.
> Chiedo gentilmente vs gentile riscontro,
> due soci intendono cedere ad un terzo socio la loro quota di partecipazione
> in una società di k.
> Vogliono rivalutare le quote diciamo a 10, mentre invece le quote valgono
> diciamo 30.
> A loro interessa essere coperti fino a 10, versare qualcosa all'erario e
> sperare che vada bene,
> così hanno deciso, non ci sono nè santi nè altro.
> E' chiaro che un'operazione del genere è molto rischiosa.
> Come la mettiamo con la perizia giurata che dovrei giurare io?
> E' chiaro che se arriva un accertamento, il fisco può arrivare a stabilire
> che valgono almeno 20, no?
> Dovrei scrivere nella perizia che vale almeno 10, senza dire quanto vale?
visto lo scopo della perizia, direi che non si può fare.
> Non la giuro e "perdo l'operazione"?
> Avete avuto mai casi del genere e come vi siete tutelati?
Penso che attraverso la scelta dei criteri di valutazione, svalutazioni,
iscrizioni di fondi rischi (anche borderline), disavviamenti e imposte
differite su plusvalenze latenti, nella maggior parte dei casi si può
raggiungere una valutazione non dissimile da quella gradita dal cliente.
Tuttavia, imho, è fondamentale attenersi a valutazioni non indifendibili
perchè le perizie giurate hanno vita lunga, circolano, vengono analizzate
e non di rado creano danni, se non altro all'immagine del professionista
che ha scritto c... pensando di fare l'interesse del cliente.
Nell'unico caso, credo analogo al tuo, in cui mi è stata chiesta una
valutazione talmente bassa da non essere in alcun modo tecnicamente
giustificabile, ho preferito rinunciare all'incarico e, infatti, ho perso
il cliente. Alla luce dei fatti accaduti successivamente, ho avuto poi la
conferma che non avevo perso granchè.
Ciao
> Avete avuto mai casi del genere e come vi siete tutelati?
> grazie e ciao.
insisti per la valutazione corretta, magari prudenziale, non sarà 30 ma sarà
25.
Enfatizza al cliente gli enormi vantaggi fiscali ed economici di siffatta
operazione contro gli inutili ed elevati rischi di quella da essi proposta.
se poi non ci sentono, lassa stà: è l'unico modo per tutelarti.
Il 04 Giu 2008, 13:11, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> f. ha scritto:
> > Chiedo gentilmente vs gentile riscontro,
> > due soci intendono cedere ad un terzo socio la loro quota di
partecipazione
> > in una società di k.
> > Vogliono rivalutare le quote diciamo a 10, mentre invece le quote
valgono
> > diciamo 30.
> > A loro interessa essere coperti fino a 10, versare qualcosa all'erario e
> > sperare che vada bene,
> > così hanno deciso, non ci sono nè santi nè altro.
> > E' chiaro che un'operazione del genere è molto rischiosa.
> > Come la mettiamo con la perizia giurata che dovrei giurare io?
> > E' chiaro che se arriva un accertamento, il fisco può arrivare a
stabilire
> > che valgono almeno 20, no?
> > Dovrei scrivere nella perizia che vale almeno 10, senza dire quanto
vale?
> visto lo scopo della perizia, direi che non si può fare.
Hai ragione non c'è scampo.
Grazie.
f.
> > Non la giuro e "perdo l'operazione"?
> > Avete avuto mai casi del genere e come vi siete tutelati?
> Penso che attraverso la scelta dei criteri di valutazione, svalutazioni,
> iscrizioni di fondi rischi (anche borderline), disavviamenti e imposte
> differite su plusvalenze latenti, nella maggior parte dei casi si può
> raggiungere una valutazione non dissimile da quella gradita dal cliente.
> Tuttavia, imho, è fondamentale attenersi a valutazioni non indifendibili
> perchè le perizie giurate hanno vita lunga, circolano, vengono analizzate
> e non di rado creano danni, se non altro all'immagine del professionista
> che ha scritto c... pensando di fare l'interesse del cliente.
> Nell'unico caso, credo analogo al tuo, in cui mi è stata chiesta una
> valutazione talmente bassa da non essere in alcun modo tecnicamente
> giustificabile, ho preferito rinunciare all'incarico e, infatti, ho perso
> il cliente. Alla luce dei fatti accaduti successivamente, ho avuto poi la
> conferma che non avevo perso granchè.
> Ciao
> --
> Tango
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
Il 04 Giu 2008, 13:43, "Ralph Malph" <xxxromeoxx@hotmail.com> ha scritto:
> > Avete avuto mai casi del genere e come vi siete tutelati?
> > grazie e ciao.
> insisti per la valutazione corretta, magari prudenziale, non sarà 30 ma
sarà
> 25.
Lo so ma questo è il caso in cui le partecipazioni valgono 30 ma vengono
vendute a 10,
ok?
Che ti devo dire? E' così.
Un conto è il valore e un'altro la domanda e l'offerta e altre scelte
personali ecc.
Il fatto è che la rivalutazione fa riferimento ad una perizia giurata e
quindi dire che vale 30 se la vendi a 10 è come spararsi o meglio fai +
bella figura a dire al cliente di andare altrove,
se invece dici che vale 15, al di là delle brutte figure, come dice Tango,
rischi anche "qualcosina" visto che è prevista nei casi di "colpa grave"
(neanche dolo NB, basta la colpa. Chiaro, il legislatore riduce la platea
dei soggetti che possono giurare sulla perizia, ma prevede una sanzione
correlata abbastanza sostanziosa)
una sanzione fino a oltre 10.000 euro e fino a 1 anno di reclusione.
Sbagliare del 100% una perizia è una colpa grave?
Prudentemente credo di sì.
Non trovo vie d'uscita.
Grazie mille a te e a Tango.
Ciao.
f.
> Enfatizza al cliente gli enormi vantaggi fiscali ed economici di siffatta
> operazione contro gli inutili ed elevati rischi di quella da essi
proposta.
> se poi non ci sentono, lassa stà: è l'unico modo per tutelarti.
> ciao
> RM
una società che ha un valore produzione di 600 di cui 300 di plusvalenza
(per cessione della meta degli impianti) e un utile di 250 e 90 per imposte
differite sulla plusvalenza rateizzata,
nella valutazione dell'azienda togliereste i 300 di plusvalenza e 90 delle
imposte differite in quanto componenti straordinari?
e il fatto che dal 2008 non avendo piu la meta degli impianti il fatturato
non sara piu 300 ma sui 150, è da tenerne conto?
Il 04 Giu 2008, 13:11, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> f. ha scritto:
> > Chiedo gentilmente vs gentile riscontro,
> > due soci intendono cedere ad un terzo socio la loro quota di
partecipazione
> > in una società di k.
> > Vogliono rivalutare le quote diciamo a 10, mentre invece le quote
valgono
> > diciamo 30.
> > A loro interessa essere coperti fino a 10, versare qualcosa all'erario e
> > sperare che vada bene,
> > così hanno deciso, non ci sono nè santi nè altro.
> > E' chiaro che un'operazione del genere è molto rischiosa.
> > Come la mettiamo con la perizia giurata che dovrei giurare io?
> > E' chiaro che se arriva un accertamento, il fisco può arrivare a
stabilire
> > che valgono almeno 20, no?
> > Dovrei scrivere nella perizia che vale almeno 10, senza dire quanto
vale?
> visto lo scopo della perizia, direi che non si può fare.
> > Non la giuro e "perdo l'operazione"?
> > Avete avuto mai casi del genere e come vi siete tutelati?
> Penso che attraverso la scelta dei criteri di valutazione, svalutazioni,
> iscrizioni di fondi rischi (anche borderline), disavviamenti e imposte
> differite su plusvalenze latenti, nella maggior parte dei casi si può
> raggiungere una valutazione non dissimile da quella gradita dal cliente.
> Tuttavia, imho, è fondamentale attenersi a valutazioni non indifendibili
> perchè le perizie giurate hanno vita lunga, circolano, vengono analizzate
> e non di rado creano danni, se non altro all'immagine del professionista
> che ha scritto c... pensando di fare l'interesse del cliente.
> Nell'unico caso, credo analogo al tuo, in cui mi è stata chiesta una
> valutazione talmente bassa da non essere in alcun modo tecnicamente
> giustificabile, ho preferito rinunciare all'incarico e, infatti, ho perso
> il cliente. Alla luce dei fatti accaduti successivamente, ho avuto poi la
> conferma che non avevo perso granchè.
> Ciao
> --
> Tango
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> una società che ha un valore produzione di 600 di cui 300 di plusvalenza
> (per cessione della meta degli impianti) e un utile di 250 e 90 per imposte
> differite sulla plusvalenza rateizzata,
> nella valutazione dell'azienda togliereste i 300 di plusvalenza e 90 delle
> imposte differite in quanto componenti straordinari?
se intendi ai fini del calcolo dell'avviamento, sì. Per le stesse ragioni
che riportate sotto
> e il fatto che dal 2008 non avendo piu la meta degli impianti il fatturato
> non sara piu 300 ma sui 150, è da tenerne conto?
ai fini del calcolo dell'avviamento si deve tener conto dei risultati
prospettici normalizzati, quindi sì
la perizia la facciamo considerando la data del 1.1.08 giusto?
ad esempio se in tale data avevo fondi comuni che poi sono stati venduti in
aprile, li tengo o li tolgo dall'attivo?
e se i soci prima di cedere le quote in aprile hanno fatto un consistente
dividendo, posso inserirlo tra i debiti per la valutazione del patrimonio
netto (diff tra attivo e passivo)?
Il 04 Giu 2008, 17:21, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> MIIK ha scritto:
> > a proposito di perizia per rivalutazione quote:
> > una società che ha un valore produzione di 600 di cui 300 di plusvalenza
> > (per cessione della meta degli impianti) e un utile di 250 e 90 per
imposte
> > differite sulla plusvalenza rateizzata,
> > nella valutazione dell'azienda togliereste i 300 di plusvalenza e 90
delle
> > imposte differite in quanto componenti straordinari?
> se intendi ai fini del calcolo dell'avviamento, sì. Per le stesse ragioni
> che riportate sotto
> > e il fatto che dal 2008 non avendo piu la meta degli impianti il
fatturato
> > non sara piu 300 ma sui 150, è da tenerne conto?
> ai fini del calcolo dell'avviamento si deve tener conto dei risultati
> prospettici normalizzati, quindi sì
> --
> Tango
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
> la perizia la facciamo considerando la data del 1.1.08 giusto?
sì
> ad esempio se in tale data avevo fondi comuni che poi sono stati venduti >in
> aprile, li tengo o li tolgo dall'attivo?
certo che li valuti, sennò a che servirebbe la data di riferimento? Al
posto dei fondi, in aprile, ti troverai il netto ricavo della vendita.
Quindi ti dovrai porre il problema della valutazione dei fondi al primo
gennaio.
> e se i soci prima di cedere le quote in aprile hanno fatto un consistente
> dividendo, posso inserirlo tra i debiti per la valutazione del patrimonio
> netto (diff tra attivo e passivo)?
no. Al primo gennaio non c'era alcun debito verso i soci.
OK, pe le prime due,
per i dividendi se non li considero faccio una valutazione della societa di
600, quando in realta al momento della cessione quote (post dividendi)
valeva 300 e ai fini del capital gain è stato incassato 300
Il 05 Giu 2008, 09:53, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> miik ha scritto:
> > la perizia la facciamo considerando la data del 1.1.08 giusto?
> sì
> > ad esempio se in tale data avevo fondi comuni che poi sono stati venduti
>in
> > aprile, li tengo o li tolgo dall'attivo?
> certo che li valuti, sennò a che servirebbe la data di riferimento? Al
> posto dei fondi, in aprile, ti troverai il netto ricavo della vendita.
> Quindi ti dovrai porre il problema della valutazione dei fondi al primo
> gennaio.
> > e se i soci prima di cedere le quote in aprile hanno fatto un
consistente
> > dividendo, posso inserirlo tra i debiti per la valutazione del
patrimonio
> > netto (diff tra attivo e passivo)?
> no. Al primo gennaio non c'era alcun debito verso i soci.
> --
> Tango
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> OK, pe le prime due,
> per i dividendi se non li considero faccio una valutazione della societa di
> 600, quando in realta al momento della cessione quote (post dividendi)
> valeva 300 e ai fini del capital gain è stato incassato 300
A parte che non è detto che sia così perchè la distribuzione di alcuni
tipi di riserve (soprattutto di capitale) comporta la riduzione del costo
della partecipazione, se anche la distribuzione si riferisse a riserve di
utili tale distribuzione sarebbe tassata in capo ai soci nell'identico
modo.
Comunque il punto è un altro. La data di riferimento della perizia è il
primo gennaio 2008 e se a quella data non sono state adottate delibere di
distribuzione, non esistono debiti verso soci ma riserve e utili.
è vero che al 01.01 non ci sono pero potrei inserirli come rettifiche al
passivo trai i debiti, in quanto alla data della redazione della perizia ci
sono?
se non lo faccio valuto 600 azienda che poi i soci hanno ceduto per 300,
avendo tolto 300 di dividendi; in questo modo sembrerebbe che hanno ceduto
una cosa che valeva 600 a 300 (ma cosi non è in quanto era stata depauperata
di 300 dei dividendi). inoltre non avrebbero capital gain (-300), è vero che
sui dividendi ci hanno pagato le tasse pero è un altro discorso
Il 05 Giu 2008, 11:02, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> MM ha scritto:
> > OK, pe le prime due,
> > per i dividendi se non li considero faccio una valutazione della societa
di
> > 600, quando in realta al momento della cessione quote (post dividendi)
> > valeva 300 e ai fini del capital gain è stato incassato 300
> A parte che non è detto che sia così perchè la distribuzione di alcuni
> tipi di riserve (soprattutto di capitale) comporta la riduzione del costo
> della partecipazione, se anche la distribuzione si riferisse a riserve di
> utili tale distribuzione sarebbe tassata in capo ai soci nell'identico
> modo.
> Comunque il punto è un altro. La data di riferimento della perizia è il
> primo gennaio 2008 e se a quella data non sono state adottate delibere di
> distribuzione, non esistono debiti verso soci ma riserve e utili.
> --
> Tango
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
> è vero che al 01.01 non ci sono pero potrei inserirli come rettifiche al
> passivo trai i debiti, in quanto alla data della redazione della perizia ci
> sono?
ser è per questo, alla data di redazione della perizia tutto il circolante
è cambiato rispetto al primo gennaio ed anche il patrimonio netto, ma che
c'entra? Se tu avessi aumentato il capitale sociale a pagamento il trenta
aprile 2008 che faresti?
ok, ma per il discorso di valutare 600 una azienda che è stata ceduta per
300 dopo i dividendi di 300?
il discorso è se sta in piedi per i soci avere una perizia di 600 e una
vendita di 300 causata da dividendi di 300, secondo me no, il fisco ti puo
dire che l'azienda valeva 300
Il 05 Giu 2008, 11:34, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> mm ha scritto:
> > è vero che al 01.01 non ci sono pero potrei inserirli come rettifiche al
> > passivo trai i debiti, in quanto alla data della redazione della perizia
ci
> > sono?
> ser è per questo, alla data di redazione della perizia tutto il circolante
> è cambiato rispetto al primo gennaio ed anche il patrimonio netto, ma che
> c'entra? Se tu avessi aumentato il capitale sociale a pagamento il trenta
> aprile 2008 che faresti?
> --
> Tango
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
> ok, ma per il discorso di valutare 600 una azienda che è stata ceduta per
> 300 dopo i dividendi di 300?
> il discorso è se sta in piedi per i soci avere una perizia di 600 e una
> vendita di 300 causata da dividendi di 300, secondo me no, il fisco ti puo
> dire che l'azienda valeva 300
Imho, non è vero neanche questo. Nelle società di capitali il costo delle
partecipazioni è ridotto delle sole riserve di capitale distribuite
(riseva da sovrapprezzo, versamenti a fondo perduto o in c/capitale,
alcuni vecchi saldi di rivalutazione monetaria e poche altre). Le riserve
di utili non riducono il costo, sennò la legge, (che fa un elenco
tassativo delle riserve che, se distribuite, concorrono a ridurre il
costo) avrebbe incluso anche queste, ti pare?
Il fisco al massimo può tentare la strada (a mio avviso temeraria) del
37bis.
Ciò premesso, ripeto che, secondo il mio modesto parere, la perizia al
primo gennaio 2008 va fatta per 600 se alla data di riferimento del 1
gennaio non è stata deliberata alcuna distribuzione di dividendi. I
dividendi la cui distribuzione è deliberata successivamente al primo
gennaio sono irrilevanti al fine di determinare il valore della società al
primo gennaio.
Mi sembra una cosa elementare, tuttavia è solo il mio parere e se tu
vuoi mettere una riserva fra i debiti fallo, che ti debbo dire.
la distribuzione di riserve di utili mi va a cambiare il valore della
società,se prima valeva 600 ora vale 300.
comunque secondo me sta tutto nel testo della legge. questa cita
esplicitamente che la perizia si deve riferire alla situazione del 1
gennaio, senza tenere conto in nessuno modo di cio che è accaduto tra il
primo gennaio e la data di cessione? se è cosi procedo come dici tu, vorrà
dire che pagheranno il 4% sui 600 periziati anche se poi hanno ceduto la
societa a 300 (con una minusvalenza non utilizzabile di 300). hai il testo
in questione sotto mano?
Il 05 Giu 2008, 17:57, redlibertangokk@yahoo.it (Tango-) ha scritto:
> MM ha scritto:
> > ok, ma per il discorso di valutare 600 una azienda che è stata ceduta
per
> > 300 dopo i dividendi di 300?
> > il discorso è se sta in piedi per i soci avere una perizia di 600 e una
> > vendita di 300 causata da dividendi di 300, secondo me no, il fisco ti
puo
> > dire che l'azienda valeva 300
> Imho, non è vero neanche questo. Nelle società di capitali il costo delle
> partecipazioni è ridotto delle sole riserve di capitale distribuite
> (riseva da sovrapprezzo, versamenti a fondo perduto o in c/capitale,
> alcuni vecchi saldi di rivalutazione monetaria e poche altre). Le riserve
> di utili non riducono il costo, sennò la legge, (che fa un elenco
> tassativo delle riserve che, se distribuite, concorrono a ridurre il
> costo) avrebbe incluso anche queste, ti pare?
> Il fisco al massimo può tentare la strada (a mio avviso temeraria) del
> 37bis.
> Ciò premesso, ripeto che, secondo il mio modesto parere, la perizia al
> primo gennaio 2008 va fatta per 600 se alla data di riferimento del 1
> gennaio non è stata deliberata alcuna distribuzione di dividendi. I
> dividendi la cui distribuzione è deliberata successivamente al primo
> gennaio sono irrilevanti al fine di determinare il valore della società al
> primo gennaio.
> Mi sembra una cosa elementare, tuttavia è solo il mio parere e se tu
> vuoi mettere una riserva fra i debiti fallo, che ti debbo dire.
> --
> Tango
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> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
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