<elabib@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:1189781015.591862.30920@k79g2000hse.googlegro ups.com...
Buongiorno a tutti,
la mia domanda è semplice: secondo voi una società di comodo deve
redigere ed adeguarsi agli studi di settore?
Molto probabilmente sì, in quanto le due discipline sono autonome.
Tuttavia è un paradosso: da un lato la società è considerata di comodo
(magari con tanto di interpello che lo certifica), e quindi un paravento
creato ad arte per motivi di convenienza fiscale, dall'altro attraverso gli
studi di settore si suppone che abbia avuto un determinato ammontare di
ricavi.
Claudio.
Il 14 Set 2007, 16:43, elabib@tiscali.it ha scritto:
> Buongiorno a tutti,
> la mia domanda è semplice: secondo voi una società di comodo deve
> redigere ed adeguarsi agli studi di settore?
> Grazie
Se è di comodo vuol dire che non c'è stato un interpello ecc.
Se c'è stato interpello e il fisco ha espresso parere negativo allora se ci
sono motivi seri a favore delle ragioni del contribuente, io un contenzioso
lo affronterei. Faccio un esempio: società che è di comodo per motivi
"fisiologici" e lo sarà per sempre, hai poco da fare o, affronti il
contenzioso convinto di vincerlo o rivoluzioni tutto, viceversa il quadro
creato non sta in piedi.
Tutto ciò premesso, se una società non è congrua agli studi di settore,
andiamo su altri casi fisiologici, l'immobiliare di gestione che per vari
motivi ha degli immobili sfitti che chiaramente non sono abitati dalla
famigli dei soci, ecc.
Bè in certe situazioni ha poco da presumere il fisco.
Così come nell'attività di compravendita di immobili, un conto è la mancata
congruità a seguito di una cessione di un tot di immobili e un'altro conto
sono la mancata congruità perchè ci sono delle trattative in corso per la
vendita in blocco di quel gruppo di immobili ad altro soggetto.
Le situazioni, le valutazioni e quindi le soluzioni sono infinite.
Sta a te decidere ma se c'è da fare un contenzioso lo si fa come è giusto
che sia.
Ciao.
f.