Il Fisco forza la mano sulle compensazioni. Per contrastarne l'uso
indebito è pronto a un vero e proprio giro di vite sull'utilizzo dei
crediti d'imposta superiori a 10mila euro. E nello scrivere il
provvedimento attuativo le Entrate vanno, almeno nella versione attuale,
oltre il mandato normativo della Finanziaria 2007.
Nella bozza del provvedimento sulla comunicazione preventiva da inviare al
Fisco per accedere alle compensazioni, l'amministrazione sembra
interpretare a modo suo sia la definizione del limite dei 10mila euro, sia
il possibile superamento, senza limiti temporali, del silenzio-assenso.
Per non parlare, poi, delle motivazioni che possono indurre le Entrate a
negare l'utilizzo dei crediti maturati. Lo schema su cui sta lavorando
l'Agenzia vorrebbe colmare il vuoto lasciato dalla norma, stabilendo a
priori quali sono le motivazioni che possono condurre al disconoscimento
del diritto alla compensazione. Secondo il provvedimento, infatti, per
bloccare tutta la procedura potrebbe bastare anche solo l'iscrizione a
ruolo di mille euro successiva al 1gennaio 2000. Una possibilità, questa,
che non appare sorretta da alcuna norma.
Un tetto annuale
Dalla lettura della Finanziaria 2007, dalle relazioni di accompagnamento e
dallo stesso dibattito parlamentare che portò alla stesura definitiva del
comma 30 dell'articolo 1 sulle compensazioni, sembrava emergere senza
dubbi che il limite dei 10mila euro fosse riferito alle singole operazioni
di compensazione. Ora invece lo schema di provvedimento predisposto dal
Direttore dell'agenzia delle Entrate, Massimo Romano, dispone
esplicitamente che i titolari di partita Iva che vogliono effettuare
compensazioni «per importi superiori a 10.000 euro in ciascun anno solare»
sono obbligati alla comunicazione preventiva da inoltrare in via
telematica al Fisco. In sostanza i titolari di partita Iva – se il
provvedimento verrà licenziato in questa versione – si troveranno
costretti a fare i conti con il plafond annuale: ciò significa che, una
volta raggiunti i 10mila euro anche con più operazioni tutte al di sotto
di quella cifra il contribuente interessato dovrà chiedere
l'autorizzazione.
Tenuto conto che, ad esempio, il versamento medio con F24 tramite banca è
di poco più di 4.600 euro (come si vede dalla tabella qui a fianco), è
facile comprendere come già alla terza compensazione scatti il "semaforo
rosso" del Fisco. Di qui in poi, ogni volta il contribuente dovrà chiedere
una nuova autorizzazione.
L'alternativa,potrebbe essere quella di una richiesta unica per una cifra
elevata: occorre però conoscere in anticipo tutti gli importi nonché
effettuare un monitoraggio continuo sulle somme realmente utilizzate. Con
tutte le complicazioni del caso anche in termini di riporto ad anni
successivi e di autorizzazioni già chieste e da richiedere.
Il no del Fisco
L'altro fronte è quello del silenzio assenso e del diniego all'utilizzo
dei crediti d'imposta. Una volta inviata la comunicazione almeno cinque
giorni prima della compensazione, l'Agenzia avrebbe tre giorni per
rispondere scaduti i quali si formerebbe il silenzio-assenso.
La Finanziaria nulla dice dei termini entro i quali le Entrate possono
comunicare il loro diniego, ma allo stesso tempo sembrava lasciare
intendere che una volta formatosi il silenzio-assenso il contribuente
potesse compensare tranquillamente i suoi crediti. Del resto, dato che
tutti i titolari di partita Iva sono obbligati al modello F24 online e
quindi sono inseriti nella rete telematica del Fisco, tre giorni per
incrociare i dati ed esprimere il proprio no alla compensazione sembravano
più che sufficienti.
Al contrario, con il provvedimento di attuazione l'Agenzia sembra
intenzionata a non vincolare ad alcun termine il diniego alle
compensazioni oltre i 10mila euro. Infatti, la bozza dispone che «la
comunicazione del diniego oltre il termine di tre giorni lavorativi dalla
ricezione della comunicazione effettuata dal contribuente impedisce
operazioni di compensazioni non ancora operate entro il quinto giorno
successivo alla ricezione del diniego».
Anche in questo caso le scelte del Fisco in nome della lotta all'evasione,
sembrano andare in senso contrario alla semplificazione degli adempimenti:
prima di imbarcarsi in una nuova delega di pagamento, infatti, il
contribuente dovrà monitorare costantemente l'esito delle altre
compensazioni già effettuate.
SONO PAZZI QUESTI AMERICANI (2)
Marmo / GroAn: >> Acquisizioni Pubbliche
>> Fannie e Freddie Bearstern AIG
>> Garanzia sulle obbligazioni
>> relativa agli obbligazionisti delle acquisite
>> Fallimenti e chiusure di fondi
>> Lehman - ...
Investire
1
16-11-2008 10.44.59
SONO PAZZI QUESTI AMERICANI !!!
GroAn - MarMo: Aiuto Aiuto !!!
A questo urlo di disperazione hanno risposto tutte le autorità del
continente ....
Stop dello Short
799 titoli in pratica non sono più shortabili
Acquisizioni Pubbliche...
Investire
3
21-09-2008 20.06.15
ot : ma Sono Pazzi Questi Romani ???
Peppuzzo: http://www.corriere.it/politica/08_settembre_08/alemanno_frase_fascismo_polemica_348cb2f8-7d7d-11dd-8ad1-00144f02aabc.shtml
Borsa
2
08-09-2008 17.04.10
[OT] Ma questi comunisti sono proprio incredibili...
8mista: Ieri per caso mi sono trovatoin casa di amici comunisti, stavano cenando,
bambini bolliti, ma la cosa incredibile è che non me ne hanno dato nemmeno
un pò !!!
VERGOGNA
:-)
Borsa
4
14-04-2006 02.43.29
Questi sono i comunisti...
Giovanni Lagnese: Questi sono i comunisti...
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/03_Marzo/10/jet.shtml