Ciao a tutti,
sto calcolando la deducibilità delle manutenzioni e riparazioni nel
limite del 5% del costo dei beni all'inizio dell'esercizio di una
società che ha una cava/miniera a cielo aperto.
Secondo voi il costo del terreno di cava è da ricomprendere nel costo
dei beni sul quale calcolare il 5%?
Grazie!
> Ciao a tutti,
> sto calcolando la deducibilità delle manutenzioni e riparazioni nel
> limite del 5% del costo dei beni all'inizio dell'esercizio di una
> società che ha una cava/miniera a cielo aperto.
> Secondo voi il costo del terreno di cava è da ricomprendere nel costo
> dei beni sul quale calcolare il 5%?
la cava è un bene materiale ammortizzabile?
Io direi di sì, perlomeno se ne è già iniziato sfruttamento.
L'ammortamento infatti si calcola in funzione delle quantità di sabbia o
argilla o ghiaia effettivamente estratta nell'esercizio rispetto alla
quantità totale che si stima sia estraibile dalla cava.
Quindi se la cava è iscritta a libro cespiti come prevede l'art 102 Tuir,
e ne è iniziato lo sfruttamento, direi di sì.
D'altra parte le cave spesso hanno bisogno di manutenzioni, palificazioni,
sistemazioni per evitare frane e ottimizzare l'estrazione.
"Tango-" <redlibertangokk@yahoo.it> wrote in message
news:erk0ik$u15$1@news.newsland.it
> la cava è un bene materiale ammortizzabile?
> Io direi di sì, perlomeno se ne è già iniziato sfruttamento.
> L'ammortamento infatti si calcola in funzione delle quantità di sabbia o
> argilla o ghiaia effettivamente estratta nell'esercizio rispetto alla
> quantità totale che si stima sia estraibile dalla cava.
> Quindi se la cava è iscritta a libro cespiti come prevede l'art 102 Tuir,
> e ne è iniziato lo sfruttamento, direi di sì.
> D'altra parte le cave spesso hanno bisogno di manutenzioni, palificazioni,
> sistemazioni per evitare frane e ottimizzare l'estrazione.
Grazie per la risposta.
La cava effettivamente è iscritta a libro cespiti.
Ho questi dubbi su come comportarmi in quanto concettualmente non si
tratta di un vero ammortamento: si tratta in realtà di uno stanziamento
di costi futuri necessari per il ripristino della cava una volta
terminata l'estrazione.
Vero è, come dici, che le manutenzioni per ottimizzare l'estrazione ci
sono.
Ciao
Chiara
Chiara ha scritto:
er evitare frane e ottimizzare l'estrazione.
> Grazie per la risposta.
> La cava effettivamente è iscritta a libro cespiti.
> Ho questi dubbi su come comportarmi in quanto concettualmente non si
> tratta di un vero ammortamento: si tratta in realtà di uno stanziamento
> di costi futuri necessari per il ripristino della cava una volta
> terminata l'estrazione.
NDirei che il costa della cava va ammortiizzato
I costi di ripristino sono un'altra cosa. Se è previsto da una convenzione
l'obbligo di ripristinare la cava o a fare un'oasi faunistica a cava
esaurita, devi accantonare anno per anno il costo che sarà necessario
sostenere a fine escavazione e su questo siamo d'accordo.
Pero' il costo della cava (parlo del costo di acquisto del terreno al
netto del valore realizzabile alla fine del processo di escavazione) va
ammortizzato in rapporto ai m3 scavati nell'esercizio, rispetto al totale
dei m3 di materiale scavabile (che è evidentemente una stima).
E questo è un vero e proprio processo di ammortamento.
Ciao
"Tango-" <redlibertangokk@yahoo.it> wrote in message
news:erk98u$agb$1@news.newsland.it
> I costi di ripristino sono un'altra cosa.
Hai ragione, ho fatto un po' di confusione.
Ho trovato un po' di normativa a proposito delle cave...
Un collega mi dice che a norma dell'art. 107 c. 4 del TUIR "gli
accantonamenti diversi da quelli espressamente previsti non sono
consentiti"
Gli rispondo che la R.M. 22.10.81 n. 9/2940 riconosce il principio in
base al quale i costi devono seguire i ricavi.
Il costo di acquisto del terreno deve essere ripartito in base alla
capacità del terreno di produrre reddito.
La R.M. 2.5.77 n. 82 suggerisce la seguente operatività:
- stimare il valore del terreno al termine dello sfruttamento (come
cava) e iscriverlo alla voce terreni;
- imputare la differenza tra costo di acquisto e valore finale tra i
costi pluriennali;
- suddividere tale costo per quote annuali variabili in base al periodo
di sfruttamento rapportandole alla quantità di materiale annualmente
estratto (art. 108 comma 3 Tuir).
> La R.M. 2.5.77 n. 82 suggerisce la seguente operatività:
> - stimare il valore del terreno al termine dello sfruttamento (come
> cava) e iscriverlo alla voce terreni;
> - imputare la differenza tra costo di acquisto e valore finale tra i
> costi pluriennali;
non mi piace questa prassi.
Anche senza verificare cosa dicono i principi contabili, direi che le
cave sono beni strumentali materiali e come tali vanno classificate.
> - suddividere tale costo per quote annuali variabili in base al periodo
> di sfruttamento rapportandole alla quantità di materiale annualmente
> estratto (art. 108 comma 3 Tuir).
questa invece è un processo di ammortamento valido sia sul piano fiscale
che su quello civilistico
Manutenzioni e riparazioni capitalizzate
TONY: Nel 2004 furono capitalizzati manutenzioni e rip. per ? 5.016,50 da spesare
in 5 esercizi, infatti, sempre nel 2004 mi ritrovo rilevata la quota di
1.003,30 a fondo manutenzioni e riparazioni...
Fisco e Tasse
1
30-03-2006 10.16.14
5% manutenzioni
cosimo: I beni in leasing (sia in corso che già riscattati) come entrano a far parte
della base di calcolo per le manutenzioni?
Ciao e grazie
Fisco e Tasse
11
14-02-2006 18.55.26
5% manutenzioni
canarinocantante: Il 5% delle manutenzioni spesabili nell'esercizio (escluse quelle in
abbonamento) fanno riferimento ai soli cespiti iscritti a bilancio? Se
un'azienda ha acquaistato un macello di roba in leasing...
Fisco e Tasse
4
27-01-2005 18.24.38
IVA su carburanti e riparazioni autocarro
sntf: in fase di verifica si nota che l'iva pagata per carburanti e per riparazioni di
un automezzo "autocarro" ed effettivamente adibito a tale uso è stata detratta
al 50%. vi viene in mente qualche...