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Vecchio 29-10-2006, 20.46.16
capo
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Predefinito Rivendita auto usata

Nel 2003 tizio, all'epoca non soggetto IVA, compra auto usata da
commerciante, ricevendo fattura in regime del margine.

Nel 2006 il tizio diventa lavoratore autonomo, soggetto IVA. L'auto
viene impiegata anche per uso professionale; vengono rilevati i costi di
esercizio, nell'attesa di capire se e quanto si potrà dedurre.

Sempre nel 2006 il tizio vende l'auto a commerciante (per l'esattezza la
dà in permuta acquistando un'altra auto).

Deve fatturare la cessione e se sì con quale regime?

Ipotesi:
a) l'auto, non arrivando a fine anno, non compare in stato patrimoniale;
quindi la cessione non rileva in alcun modo;
b) l'auto viene estromessa dalla "sfera professionale", operazione non
rilevante ai fini IVA, e poi ceduta al commerciante fuori dall'attività
professionale, altra operazione non rilevante ai fini IVA;
c) l'auto è stata acquistata in regime del margine, viene rivenduta in
regime del margine; ovviamente il prezzo di vendita è minore di quello
di acquisto quindi il margine è zero;
d) l'auto è stata acquistata senza detrazione IVA, quindi viene
rivenduta in esenzione IVA art. 10 n. 27-quinquies.

L'ipotesi a) mi sembra infedele: l'auto è stata effettivamente usata,
quindi è entrata nella "sfera professionale" e in qualche modo dovrà pur
uscire.
L'ipotesi b) mi sembra artificiale: l'auto venduta è parte della
controprestazione per l'acquisto di altra auto che sarà usata
nell'attività professionale, come si può sostenere che la vendita è
estranea?
L'ipotesi c) mi sembra la più naturale, a meno che il regime del margine
non sia applicabile in quanto all'epoca dell'acquisto il tizio non era
soggetto iva e quindi l'operazione non è "chiusa".
Ipotesi d) mi sembra altrettanto logica della c).


E poi c'è la faccenducola della minusvalenza, nelle ipotesi b), c) e d).

E' in vigore?

Nel caso, qual è il "costo non ammortizzato"?
Non avendo ammortizzato un bel niente, direi il costo storico, ma non mi
sembra equo.


W.
Alt 29-10-2006, 20.46.16
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  #2  
Vecchio 30-10-2006, 11.57.53
marco51
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Rivendita auto usata

capo ha scritto:
> Nel 2003 tizio, all'epoca non soggetto IVA, compra
> auto usata da
> commerciante, ricevendo fattura in regime del
> margine.
> Nel 2006 il tizio diventa lavoratore autonomo,
> soggetto IVA. L'auto
> viene impiegata anche per uso professionale; vengono
> rilevati i costi di
> esercizio, nell'attesa di capire se e quanto si potrà
> dedurre.
> Sempre nel 2006 il tizio vende l'auto a commerciante
> (per l'esattezza la
> dà in permuta acquistando un'altra auto).
> Deve fatturare la cessione e se sì con quale regime?
> Ipotesi:
> a) l'auto, non arrivando a fine anno, non compare in
> stato patrimoniale;
> quindi la cessione non rileva in alcun modo;
> b) l'auto viene estromessa dalla "sfera
> professionale", operazione non
> rilevante ai fini IVA, e poi ceduta al commerciante
> fuori dall'attività
> professionale, altra operazione non rilevante ai fini
> IVA;
> c) l'auto è stata acquistata in regime del margine,
> viene rivenduta in
> regime del margine; ovviamente il prezzo di vendita è
> minore di quello
> di acquisto quindi il margine è zero;
> d) l'auto è stata acquistata senza detrazione IVA,
> quindi viene
> rivenduta in esenzione IVA art. 10 n. 27-quinquies.
> L'ipotesi a) mi sembra infedele: l'auto è stata
> effettivamente usata,
> quindi è entrata nella "sfera professionale" e in
> qualche modo dovrà pur
> uscire.
> L'ipotesi b) mi sembra artificiale: l'auto venduta è
> parte della
> controprestazione per l'acquisto di altra auto che
> sarà usata
> nell'attività professionale, come si può sostenere
> che la vendita è
> estranea?
> L'ipotesi c) mi sembra la più naturale, a meno che il
> regime del margine
> non sia applicabile in quanto all'epoca dell'acquisto
> il tizio non era
> soggetto iva e quindi l'operazione non è "chiusa".
> Ipotesi d) mi sembra altrettanto logica della c).
> E poi c'è la faccenducola della minusvalenza, nelle
> ipotesi b), c) e d).
> E' in vigore?
> Nel caso, qual è il "costo non ammortizzato"?
> Non avendo ammortizzato un bel niente, direi il costo
> storico, ma non mi
> sembra equo.

Sono tutte considerazioni molto valide, tuttavia mi pare ci
siano un paio di incongruenze:
a) accertato che si tratta di un professionista lo stato
patrimoniale non c'entra essendo questo relativo solo ad una
impresa.

b) il passaggio di un bene dalla sfera privata a quella di una
qualsiasi attivita' e' previsto x le imprese ma non x i
professionisti. Probabilmente si tratta di un lapsus
legislativo, tuttavia pare proprio che x professionisti tale
opportunita' non esista.

In base a tutto questo io non farei assolutamente nulla. Il
fatto di aver detratto eventuali costi (di carburante in
particolare) non significa nulla; se l'inerenza e' dimostrata va
bene cosi'. L'importante e' non pretendere di calcolare degli
ammortamenti. Saluti
--
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  #3  
Vecchio 30-10-2006, 16.15.07
capo
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Rivendita auto usata

marco51 ha scritto:

>> Deve fatturare la cessione e se sì con quale regime?


> Sono tutte considerazioni molto valide, tuttavia mi pare ci
> siano un paio di incongruenze:
> a) accertato che si tratta di un professionista lo stato
> patrimoniale non c'entra essendo questo relativo solo ad una
> impresa.


D'accordo, intendevo che l'auto vecchia non viene rilevata come bene
strumentale ammortizzabile perché al momento del rilevamento non c'è più.

> b) il passaggio di un bene dalla sfera privata a quella di una
> qualsiasi attivita' e' previsto x le imprese ma non x i
> professionisti. Probabilmente si tratta di un lapsus
> legislativo, tuttavia pare proprio che x professionisti tale
> opportunita' non esista.


Che il passaggio non sia disciplinato dalla legge può essere, che non
sia possibile sarebbe contrario alla realtà: è un dato di fatto che il
professionista può incominciare a usare ai fini professionali un bene
già in suo possesso.

Si può discutere quali siano gli effetti fiscali dell'evento, in
particolare ammortamento e plus/minusvalenza in caso di cessione.

So che c'è una scuola di pensiero secondo la quale, in mancanza di
esplicita disciplina, non è possibile dedurre quote di ammortamento;
immagino che per logica conseguenza la cessione non generi minus- né
plusvalenza. Opinione accettabile, chissà però cosa ne penserà l'Agenzia
rispetto alle plusvalenze schivate.

Un'altra scuola applica per analogia le disposizioni relative
all'impresa, amettendo ammortamento in base al valore normale del bene
al momento dell'inizio dell'uso; plus- e minus- di conseguenza.

Altra scuola ancora, interpretando in modo letterale il secondo comma
dell'articolo 54, ammette l'ammortamento in base al costo storico; plus-
e minus- di conseguenza.
Una variante ritiene "perse" le quote di ammortamento relative agli
esercizi trascorsi: personalmente ritengo questa variante priva di
fondamento.

Non sono qualificato per dire quale delle "scuole di pensiero" abbia
ragione; personalmente propendo per l'ultima.

> In base a tutto questo io non farei assolutamente nulla. Il
> fatto di aver detratto eventuali costi (di carburante in
> particolare) non significa nulla; se l'inerenza e' dimostrata va
> bene cosi'. L'importante e' non pretendere di calcolare degli
> ammortamenti. Saluti


D'accordo per quanto riguarda i costi di esercizio.

Non fare nulla però mi sembra scorretto: l'auto vecchia viene ceduta
come parte del corrispettivo per l'acquisto dell'auto nuova, operazione
certamente pertinente la "sfera professionale"; come tale, la vendita
avviene "nell'esercizio di arte o professione" e pertanto rilevante ai
fini IVA (ancorché esente dall'imposta ma non dagli obblighi formali).

W.
 

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auto, rivendita, usata
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