Ciao a tutti.
Non ci capisco più nulla. Sono un libero professionista e il mio
commercialista mi consiglia vivamente l'apertura di un conto corrente
dedicato esclusivamente alla mia attività.
Ho visto la circolare 28/e dell'ADE e mi risulta chiaro che ciò non è
obbligatorio (come molti di voi affermano sul NG).
Ora non è un gran problema aprire un nuovo conto, ma vorrei essere
sicuro di gestirlo correttamente (altrimenti tanto vale tenersene uno solo).
In sintesi io ho solo entrate da reddito professionale che incasso
sempre tramite bonifici. Il commercialista mi suggerisce di incassarle
sul conto dedicate e mensilmente trasferire mediante bonifico una parte
(al max pari a quanto fatturato nel mese) sul mio conto personale dal
quale attingo poi quanto mi necessita per vivere e mantenere la mia
famiglia. In questo modo non devo documentare la destinazione finale dei
soldi spostati.
Per quanto riguarda le uscite ho le seguenti tipologie di spesa:
1. Spese di viaggio e trasferta afferenti l'attività e svolte per conto
dei clienti (al momento uno solo). E su queste mi si prospetta una
gestione delirante (in estrema sintesi fatturazione al committente e
riesposizione nelle mie fatture).
2. Spese per le utenze domestiche che scarico al 50% (telefono ed
energia elettrica). Per queste mi si suggerisce di domiciliarle sul
conto personale e periodicamente bonificare il 50% di quanto pagato
verso il conto dedicato all'attività (giuro che non ne ho capito il motivo!)
3. Spese relative all'autovettura (schede carburante e manutenzioni
varie) che scarico al 50%. Per queste invece mi viene suggerito di
pagare con metodi tracciabili appoggiandomi al conto corrente dedicato.
Sinceramente mi aspettavo di trattarle come tutte le promiscue.
4. Eventuali spese detraibili al 100% (PC o simili) afferenti
esclusivamente l'attività. Queste ovviamente devono essere sostenute con
metodi tracciabili (bancomat, carta di credito ...) sul conto dedicato.
In assenza di conto dedicato il commercialista sostiene che dovrei
documentare anche tutte le spese non inerenti all'attività che si
rilevano dal mio conto corrente (quindi dovrei dotarmi di un'enorme
scatolone nel quale conservare scontrini del supermercato, del cinema ....).
Mi pare una cosa delirante soprattutto quando mi si dice che della
destinazione finale del bonifico mensile che potrebbe trasferire tutto
il mio fatturato verso il conto personale non devo documentare
assolutamente nulla!!!
Qualcuno sa darmi qualche chiarimento in proposito?
"Marco" <marco.lova-leva-dina@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:egdt24$3ea$1@balena.cs.interbusiness.it...
> Ciao a tutti.
> Non ci capisco più nulla. Sono un libero professionista e il mio
> commercialista mi consiglia vivamente l'apertura di un conto corrente
> dedicato esclusivamente alla mia attività.
> Ho visto la circolare 28/e dell'ADE e mi risulta chiaro che ciò non è
> obbligatorio (come molti di voi affermano sul NG).
E' consigliato, assolutamento non obbligatorio, anche se ormai la segretezza
bancaria è un lontano ricordo e se ti accertano i c/c ti accertano anche
quelli "privati".
A sto punto almeno risparmi in bolli e spese tenuta conto.
> E' consigliato, assolutamento non obbligatorio, anche se ormai la segretezza
> bancaria è un lontano ricordo e se ti accertano i c/c ti accertano anche
> quelli "privati".
> A sto punto almeno risparmi in bolli e spese tenuta conto.
E' chiaro che gli accertamenti di una certa rilevanza verranno fatti
anche sui conti privati, ma con l'aria che tira io consiglio sempre a
tutti il conto dedicato pur dovendo pagare bolli e spese, in quanto se
l'ade, gdf o verificatori vari ti chiedono di mostrare l'estratto conto
o dovendo difendersi in contenzioso è molto meglio esibire estratti
"depurati" da affari privati.
Ciao.
--
------
~fdr~
~fdr~ wrote:
> Ludwig ha scritto:
>>> E' consigliato, assolutamento non obbligatorio, anche se ormai la
>> segretezza bancaria è un lontano ricordo e se ti accertano i c/c ti
>> accertano anche quelli "privati".
>>> A sto punto almeno risparmi in bolli e spese tenuta conto.
> E' chiaro che gli accertamenti di una certa rilevanza verranno fatti
> anche sui conti privati, ma con l'aria che tira io consiglio sempre a
> tutti il conto dedicato pur dovendo pagare bolli e spese, in quanto se
> l'ade, gdf o verificatori vari ti chiedono di mostrare l'estratto conto
> o dovendo difendersi in contenzioso è molto meglio esibire estratti
> "depurati" da affari privati.
> Ciao.
Ok, vi ringrazio per i suggerimenti. Sapete chiarirmi le idee su come
gestire le spese di natura promiscua (bollette energia elettrica e
telefono, schede carburante e manutenzione auto ...)?
> Ok, vi ringrazio per i suggerimenti. Sapete chiarirmi le idee su come
> gestire le spese di natura promiscua (bollette energia elettrica e
> telefono, schede carburante e manutenzione auto ...)?
imho per intero dal conto dedicato.
ciao
--
------
~fdr~
> Ciao a tutti.
> Non ci capisco più nulla. Sono un libero professionista e il mio
> commercialista mi consiglia vivamente l'apertura di un conto corrente
> dedicato esclusivamente alla mia attività.
> Ho visto la circolare 28/e dell'ADE e mi risulta chiaro che ciò non è
> obbligatorio (come molti di voi affermano sul NG).
Il conto dedicato è infatti "consigliato", ma assolutamente non
obbligatorio.
> Ora non è un gran problema aprire un nuovo conto, ma vorrei essere
> sicuro di gestirlo correttamente (altrimenti tanto vale tenersene uno >solo).
> In sintesi io ho solo entrate da reddito professionale che incasso
> sempre tramite bonifici. Il commercialista mi suggerisce di incassarle
> sul conto dedicate e mensilmente trasferire mediante bonifico una parte
> (al max pari a quanto fatturato nel mese) sul mio conto personale dal
> quale attingo poi quanto mi necessita per vivere e mantenere la mia
> famiglia. In questo modo non devo documentare la destinazione finale dei
> soldi spostati.
Incassarle sul conto dedicato è cosa buona e giusta. Bonificarle nel conto
personale lo puoi fare quando vuoi.
imho non è vero che in questo modo non devi documentare la destinazione
finale dei soldi "spostati". Anzi, se si volesse essere tranquilli
bisognerebbe proprio fare l'opposto, cioè registrare tutto,
indipendentemente dal fatto che i conti siano 1 o 25.
Anche per tutti i movimenti che poi farai dal conto personale devi sempre
essere in grado di avere una giustificazione, tranne per i piccoli
prelievi per le necessità quotidiane.
> In assenza di conto dedicato il commercialista sostiene che dovrei
> documentare anche tutte le spese non inerenti all'attività che si
> rilevano dal mio conto corrente (quindi dovrei dotarmi di un'enorme
> scatolone nel quale conservare scontrini del supermercato, del cinema ....).
Le devi documentare comunque, indipendentemente dal conto dedicato, tranne
appunto le piccole spese (vedi sopra)
>> Ok, vi ringrazio per i suggerimenti. Sapete chiarirmi le idee su come
>> gestire le spese di natura promiscua (bollette energia elettrica e
>> telefono, schede carburante e manutenzione auto ...)?
> imho per intero dal conto dedicato.
Qualcuno nel ng ha suggerito di far riaffluire dal conto privato al conto
professionale le quote parti non deducibili. Un tantino pignolo, ma
assolutamente corretto.
Il decreto dice che devono essere tracciabili tutti i soldi che si incassano
per parcelle, quindi i clienti devono pagare con bonifico o simile. Ma non
si dice nulla delle spese che si effettuano. Quindi uno può anche pagare in
contanti..
Massimo
"badseed" <badseedTOGLILO@hotmail.it> ha scritto nel messaggio
news:eggdoa$fo1$1@news.newsland.it...
> Marco ha scritto:
>> Ciao a tutti.
>> Non ci capisco più nulla. Sono un libero professionista e il mio
>> commercialista mi consiglia vivamente l'apertura di un conto corrente
>> dedicato esclusivamente alla mia attività.
>> Ho visto la circolare 28/e dell'ADE e mi risulta chiaro che ciò non è
>> obbligatorio (come molti di voi affermano sul NG).
> Il conto dedicato è infatti "consigliato", ma assolutamente non
> obbligatorio.
>> Ora non è un gran problema aprire un nuovo conto, ma vorrei essere
>> sicuro di gestirlo correttamente (altrimenti tanto vale tenersene uno
>> >solo).
>> In sintesi io ho solo entrate da reddito professionale che incasso
>> sempre tramite bonifici. Il commercialista mi suggerisce di incassarle
>> sul conto dedicate e mensilmente trasferire mediante bonifico una parte
>> (al max pari a quanto fatturato nel mese) sul mio conto personale dal
>> quale attingo poi quanto mi necessita per vivere e mantenere la mia
>> famiglia. In questo modo non devo documentare la destinazione finale dei
>> soldi spostati.
> Incassarle sul conto dedicato è cosa buona e giusta. Bonificarle nel conto
> personale lo puoi fare quando vuoi.
> imho non è vero che in questo modo non devi documentare la destinazione
> finale dei soldi "spostati". Anzi, se si volesse essere tranquilli
> bisognerebbe proprio fare l'opposto, cioè registrare tutto,
> indipendentemente dal fatto che i conti siano 1 o 25.
> Anche per tutti i movimenti che poi farai dal conto personale devi sempre
> essere in grado di avere una giustificazione, tranne per i piccoli
> prelievi per le necessità quotidiane.
>> In assenza di conto dedicato il commercialista sostiene che dovrei
>> documentare anche tutte le spese non inerenti all'attività che si
>> rilevano dal mio conto corrente (quindi dovrei dotarmi di un'enorme
>> scatolone nel quale conservare scontrini del supermercato, del cinema
>> ....).
> Le devi documentare comunque, indipendentemente dal conto dedicato, tranne
> appunto le piccole spese (vedi sopra)
> Ciao
> --
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
> Qualcuno nel ng ha suggerito di far riaffluire dal conto privato al conto
> professionale le quote parti non deducibili. Un tantino pignolo, ma
> assolutamente corretto.
Sicuramente corretto, non lo metto in dubbio, ma diventa troppo
complesso da gestire ed inutile ai fini di un eventuale accertamento.
Se proprio si vuol essere pignoli in sede di determinazione del reddito,
una volta l'anno, si faranno confluire tutte le quote parti di costi non
deducibili dal conto privato per poi prelevare dal conto professionale
il reddito professionale determinato e scaturito dalla DR. ma anche
questo mi sembra esagerato per un professionista.
e tu personalmente che ne pensi?
> Il decreto dice che devono essere tracciabili tutti i soldi che si incassano
> per parcelle, quindi i clienti devono pagare con bonifico o simile. Ma non
> si dice nulla delle spese che si effettuano. Quindi uno può anche pagare in
> contanti..
> Massimo
verissimo, ma si parlava d'altro.
Lui sosteneva che se tieni un conto dedicato non devi giustificare le
spese che fai sul conto personale.
Invece non è così, anzi, proprio perchè non le imputi in contabilità devi
sempre essere in grado di documentare tutto.
Tranne, appunto, le piccole spese per le normali esigenze familiari.
O almeno questo è quanto sostiene il Ministero, (pagine 23 e 24 della
Circolare 28/2006).
> Il decreto dice che devono essere tracciabili tutti i soldi che si
> incassano per parcelle, quindi i clienti devono pagare con bonifico o
> simile. Ma non si dice nulla delle spese che si effettuano. Quindi uno può
> anche pagare in contanti..
> Sicuramente corretto, non lo metto in dubbio, ma diventa troppo complesso
> da gestire ed inutile ai fini di un eventuale accertamento.
> Se proprio si vuol essere pignoli in sede di determinazione del reddito,
> una volta l'anno, si faranno confluire tutte le quote parti di costi non
> deducibili dal conto privato per poi prelevare dal conto professionale il
> reddito professionale determinato e scaturito dalla DR. ma anche questo mi
> sembra esagerato per un professionista.
> e tu personalmente che ne pensi?
Mah, guarda, io il conto professionale ce l'ho da sempre o quasi, anzi ne ho
due. Poi ho un conto privato, che viene alimentato mensilmente con regolari
bonifici dai conti professionali che tengono conto del reddito netto degli
anni precedenti; e mi trovo benissimo così. Riguardo al problema in
questione, pensandoci bene ritengo il sistema di cui sopra pignolo, ma forse
non corretto, poché il conto corrente accoglie la situazione della
contabilità professionale, indipendentemente dalla deducibilità o meno di
certe categorie di costi o parte di essi. Spero di non essere stato troppo
contorto.
> MRiguardo al problema in
> questione, pensandoci bene ritengo il sistema di cui sopra pignolo, ma forse
> non corretto, poché il conto corrente accoglie la situazione della
> contabilità professionale, indipendentemente dalla deducibilità o meno di
> certe categorie di costi o parte di essi.
Quoto e sottoscrivo, infatti spesso ci si dimentica che contabilità
prescinde dalle variazioni in aumento e in diminuzione volute dal
fisco... (vedi faccenda iva e auto) che vanno attentamente esaminate
solo a chiusura dell'anno. Mi sa che cosi' facendo andremo a finire in
ordinaria per tutti.
> Spero di non essere stato troppo
> contorto.
Chiarissimo anche perche' ci si capisce al volo.
--
------
~fdr~
~fdr~ wrote:
> Silla Cellino ha scritto:
>> Qualcuno nel ng ha suggerito di far riaffluire dal conto privato al
>> conto professionale le quote parti non deducibili. Un tantino pignolo,
>> ma assolutamente corretto.
> Sicuramente corretto, non lo metto in dubbio, ma diventa troppo
> complesso da gestire ed inutile ai fini di un eventuale accertamento.
> Se proprio si vuol essere pignoli in sede di determinazione del reddito,
> una volta l'anno, si faranno confluire tutte le quote parti di costi non
> deducibili dal conto privato per poi prelevare dal conto professionale
> il reddito professionale determinato e scaturito dalla DR. ma anche
> questo mi sembra esagerato per un professionista.
> e tu personalmente che ne pensi?
> ciao
Non mi torna qualcosa. Provo a ricapitolare
Apro il conto professionale sul quale faccio arrivare tutti gli incassi
professionali e sul quale mi appoggio per tutte le spese che siano
deducibili almeno in parte ai fini della determinazione del reddito.
Dal conto privato alla fine dell'anno faccio confluire quote parti di
costi non deducibili sul conto professionale. Per far ciò (e per vivere,
visto che non ho altre fonti di reddito) ovviamente avrò fatto
periodicamente degli spostamenti dal conto professionale a quello
privato dal quale attingo per sostenere le spese che mi servono per
mantenere me e la mia famiglia.
Sul conto professionale quindi mi troverò un importo che è ben inferiore
al mio reddito professionale è pertanto evidente che non posso
trasferirlo al mio conto privato.
Forse intendevi dire che dovrei fare un trasferimento di importo tale
che sommato a quelli effettuati in corso d'anno si ottiene un valore
pari al mio reddito professionale?
Non capisco però a cosa serva portare soldi dal privato al professionale
per rigirarne una parte dal professionale al privato.
I versamenti delle imposte (IRPEF, IRAP, IVA) e dei contributi
previdenziali alla cassa dell'ordine professionale a cui appartengo
devo poi farli uscire dal conto professionale?
Continuo a non capire il beneficio in caso di accertamento del conto
professionale (forse sono gnucco!). Mi spiego.
Se tengo un solo conto, su questo ci sarà traccia di incassi (tutti) e
pagamenti sia rilevanti ai fini della professione, sia non rilevanti
Ora in DR deduco (nelle dovute parti) ovviamente solo gli importi di
quelli rilevanti che sono tutti tracciabili in quanto effettuati con
mezzi quali bancomant, assegni ....
Le altre uscite dal conto sono in parte traccibili (il pagamento con
carta di credito e bancomat lo sono) e in parte no (se prelevo contanti
al bancomat, non tengo traccia di come li spendo). Ma che importanza ha
se non li deduco dall'imponibile?
Inoltre se avessi due conti distinti, da quello professionale uscirebbe
periodicamente una somma verso il mio conto personale che servirebbe
per le spese personali di cui sopra (quindi non tutte documentabili)
della quale mi si dice non devo giustificare la destinazione (cioè come
gli ho spesi).
Nella sostanza non vedo alcuna differenza. Cosa mi sfugge?
> Sul conto professionale quindi mi troverò un importo che è ben inferiore
> al mio reddito professionale è pertanto evidente che non posso
> trasferirlo al mio conto privato.
certo non quadrera' facilmente la situazione ma teoricamente (molto
teoricamente) puo' funzionare con
> Non capisco però a cosa serva portare soldi dal privato al professionale
> per rigirarne una parte dal professionale al privato.
solo per pignoleria.
> Continuo a non capire il beneficio in caso di accertamento del conto
> professionale (forse sono gnucco!). Mi spiego.
> Se tengo un solo conto, su questo ci sarà traccia di incassi (tutti) e
> pagamenti sia rilevanti ai fini della professione, sia non rilevanti
> Ora in DR deduco (nelle dovute parti) ovviamente solo gli importi di
> quelli rilevanti che sono tutti tracciabili in quanto effettuati con
> mezzi quali bancomant, assegni ....
> Le altre uscite dal conto sono in parte traccibili (il pagamento con
> carta di credito e bancomat lo sono) e in parte no (se prelevo contanti
> al bancomat, non tengo traccia di come li spendo). Ma che importanza ha
> se non li deduco dall'imponibile?
> Inoltre se avessi due conti distinti, da quello professionale uscirebbe
> periodicamente una somma verso il mio conto personale che servirebbe
> per le spese personali di cui sopra (quindi non tutte documentabili)
> della quale mi si dice non devo giustificare la destinazione (cioè come
> gli ho spesi).
> Nella sostanza non vedo alcuna differenza. Cosa mi sfugge?
Non ti sfugge niente, ma se + di qualcuno te l'ha consigliato
evidentemente un motivo c'e' e non solo per farti spendere soldi il più.
Se ti affidi a qualcuno di fiducia per qualsiasi incarico perchè
incaponirsi a non seguire i consigli?
la questione è molto + semplice di quello che pensi.
Se una norma fiscale impone la tracciabilità di talune operazioni in
caso di verifica cosa pensi ti chiedano tra i primi documenti? La lista
della spesa o la mappa del tuo tesoro? :-) Se per te non ci sono
problemi a spiattellare il tuo e/c con tutti i fatti tuoi (per come sono
dettagliati oggi gli e/c sono una miniera di informazioni).
Dopo di che, il tuo commercialista te l'ha consigliato, noi pure.... tu
sei libero di scegliere quello che vuoi. :-)
> Non ti sfugge niente, ma se + di qualcuno te l'ha consigliato
> evidentemente un motivo c'e' e non solo per farti spendere soldi il più.
Ho premesso che non ho problemi ad aprire un nuovo conto e che in tal
caso vorrei essere sicuro di gestirlo correttamente. Sarebbe stupido
aprirlo per evitare casini e poi gestirlo male.
> Se ti affidi a qualcuno di fiducia per qualsiasi incarico perchè
> incaponirsi a non seguire i consigli?
Proprio qui sta il problema. Avendomi dato qualche spiegazione bislacca
sul come gestirlo, la mia fiducia sta diminuendo.
> la questione è molto + semplice di quello che pensi.
Ok. Buona parte della mia diffidenza è nata quando il commercialista mi
ha detto di fare uscire i soldi delle bollette dal conto personale e
quelli delle schede carburante da quello professionale, senza spiegarmi
come mai c'era questa differenza essendo entrambe spese promiscue (la
risposta è stata: "perchè sono spese di tipo diverso" e nulla più: non
verrebbe anche a te qualche dubbio?)
Marco wrote:
> Ciao a tutti.
> Non ci capisco più nulla. Sono un libero professionista e il mio
> commercialista mi consiglia vivamente l'apertura di un conto corrente
> dedicato esclusivamente alla mia attività.
evita
basta un conto solo per tutto
e se tieni l'ordinaria, è pure meglio
Il c/c dedicato all'attività non è obbligatorio certo.. (anche se le
banche te lo propongono visto che è piu' oneroso..) Il tuo
commercialista te lo consiglia esclusivamente per sua comodità nella
rilevazione delle operazioni contabili. Diversamente con un conto
promiscuo saresti obbligato a tenenere una sorta di prima nota per
rendergli giustamente la vita piu' facile...(se sei in ordinaria
probabilmente già la fornisci) Sappi comunque che gli eventuali
accertamenti avverranno proprio su quei conti già chiari in
partenza......quindi in sostanza, piu' sporchi tieni i conti
.......meglio è..Proprio furbo Visco.
In questo modo potrai sempre giustificare se un prelievo dubbio è
personale...
Se pero' il tuo commercialista ti alza la parcella...non prendertela!
Scusate , ancora su chiusura conto corrente
Boston Tea Party: Come dicevo , chiedo ancora scusa ,
devo porre un altra domanda sulla chiusura
di un conto corrente .
Cosa succede se si chiede di chiudere
un conto corrente sul quale nelle settimane...
Banche
4
13-02-2007 23.28.25
conto corrente bancario o conto corrente postale?
maria: Buon pomeriggio,
devo aprire un conto dove accreditare lo stipendio, cosa mi consigliate?
grazie,
Maria
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Banche
8
24-09-2006 18.59.55
Chiarimento dell'Ade sul conto corrente dedicato
Max max: In linea con quanto si diceva.
http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/ebd5454d9ea8b56/circolare_28.pdf
7 OBBLIGHI CONTABILI ESERCENTI ARTI E PROFESSIONI (ART. 35, COMMA 12 E...
Fisco e Tasse
7
21-08-2006 17.44.21
Decreto Bersani -- ancora sul conto corrente per i professionisti
Angelo: Ieri sera il decreto Bersani è stato approvato in Senato; passa ora alla
Camera ma non credo ci saranno ulteriori modifiche.
A questo punto la nuova normativa per i professionisti può essere...