I bizantinismi dell'Ade mi sembrano inutili. In sostanza il professionista
pagherà direttamente albergo e ristorante facendosi rilasciare
documentazione fiscale intestata al cliente e con il suo nome che allegherà
alla parcella, altrimenti come fa a pagare direttamente il committente ?
"Il comma 29 in esame, inoltre, ha aggiunto il comma 1-quater all'art. 54
del TUIR. In base a tale norma, concorrono a formare il reddito del
professionista anche i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della
clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all'attività
artistica o professionale. Nel caso in cui il compenso derivante dalla
cessione della clientela o di elementi immateriali, sia riscosso in un'unica
soluzione, la nuova lettera g-ter, del comma 1 dell'art. 17 del TUIR,
inserita dal citato comma 29, prevede la possibilità per il contribuente di
assoggettare tali importi a tassazione separata.
Infine, il comma 29 ha regolato espressamente la fattispecie relativa alla
deducibilità delle spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di
alimenti e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto
del professionista e da questi addebitate nella fattura. Fermo restando la
natura di compenso dei rimborsi spese, in base alla nuova formulazione del
comma 5 dell'art. 54 del TUIR, le spese di vitto e alloggio sostenute dal
committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura
per l'importo effettivamente pagato dal committente, sono integralmente
deducibili dal reddito di lavoro autonomo e, quindi, non soggiacciono al
limite del 2% previsto dalla prima parte del comma 5.
Dal punto di vista degli adempimenti, il committente riceverà da colui che
presta il servizio alberghiero o di ristorazione, il documento fiscale a lui
intestato con l'esplicito riferimento al professionista che ha usufruito del
servizio. Il committente comunicherà al professionista l'ammontare della
spesa effettivamente sostenuta e invierà allo stesso copia della relativa
documentazione fiscale. In questo momento il costo non è deducibile per l'impresa
committente. Il professionista emetterà la parcella comprensiva dei compensi
e delle spese pagate al committente e considererà il costo integralmente
deducibile, qualora siano state rispettate le predette condizioni. L'impresa
committente, ricevuta la parcella, imputa a costo la prestazione,
comprensiva dei rimborsi spese. "
| I bizantinismi dell'Ade mi sembrano inutili. In sostanza il
| professionista pagherà direttamente albergo e ristorante facendosi
| rilasciare
| documentazione fiscale intestata al cliente e con il suo nome che
| allegherà
| alla parcella, altrimenti come fa a pagare direttamente il
| committente ?
no... la fattura deve essere intestata al professionista, in quale poi
rifatturerà gli importi al cliente (assoggettandoli ad IVA, ritenuta e
CPA).
"Josedam" <indirizzofalso@blu.it> ha scritto nel messaggio
news:w6KBg.65481$_J1.702965@twister2.libero.it...
> no... la fattura deve essere intestata al professionista, ...
La norma e l'Ade affermano il contrario: fattura intestata al committente
con la menzione del professionista.
Per l'Iva, con la nuova disciplina, dovrebbe essere esente secondo me (spesa
in nome e per conto).
| La norma e l'Ade affermano il contrario: fattura intestata al
| committente con la menzione del professionista.
| Per l'Iva, con la nuova disciplina, dovrebbe essere esente secondo me
| (spesa in nome e per conto).
Scusa, ma da quando entra in vigora questa nuova disciplina??
"Josedam" <indirizzofalso@blu.it> ha scritto nel messaggio
news:yZOBg.65823$_J1.704619@twister2.libero.it...
> Max max <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto :
> | La norma e l'Ade affermano il contrario: fattura intestata al
> | committente con la menzione del professionista.
> | Per l'Iva, con la nuova disciplina, dovrebbe essere esente secondo me
> | (spesa in nome e per conto).
> Scusa, ma da quando entra in vigora questa nuova disciplina??
Considerato che la norma non dice nulla rispetto al momento in cui ha
effetto, e in base allo statuto del contribuente, dovrebbe dal 2007.
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:44d799ad$0$30236$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> "Josedam" <indirizzofalso@blu.it> ha scritto nel messaggio
> news:w6KBg.65481$_J1.702965@twister2.libero.it...
>> no... la fattura deve essere intestata al professionista, ...
> La norma e l'Ade affermano il contrario: fattura intestata al committente
> con la menzione del professionista.
> Per l'Iva, con la nuova disciplina, dovrebbe essere esente secondo me
> (spesa in nome e per conto).
In verità la spesa è sostenuta dal committente a nome dello stesso ma per
conto del professionista.
Però chi fattura la spesa non è il committente nei confronti del
professionista per recuperare quanto pagato per conto di un altro soggetto
(come se vi fosse una sorta di mandato dal professionista al committente).
Ma è il professionista che fattura la spesa quale compenso in natura (questa
è la chiave di lettura dell'AdE).
Quindi il professionista fattura con iva (ed eventualmente cassa
previdenziale).
Il committente poi dedurrà il costo del professionista che comprenderà la
parte delle spese.
Ovviamente il committente poi pagherà solo il compenso monetario, in quanto
la spesa sarà già stata pagata dal committente.
Hanno fatto una confusione inutile.
ciao
"casanmaner" <xxx@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:44d83e88$0$15881$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> In verità la spesa è sostenuta dal committente a nome dello stesso ma per
> conto del professionista.
Di fatto non ce lo vedo il committente a pagare albergo e soprattutto il
ristorante per motivi squisitamente pratici.
Per cui l'ipotesi normale è che anticipi il professionista. Da qui il casino
(almeno è venuto definitivamente meno il discorso del limite del 2%)
> Hanno fatto una confusione inutile.
Su questo non c'è dubbio. Secondo me prima bastava fare un contrattino dove
si chiariva che queste spese erano esclusivamente a carico del contraente (e
quindi le trattavi come in nome e per conto del committente a costo di
andare in contenzioso).
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:44d8a190$0$35067$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
> "casanmaner" <xxx@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:44d83e88$0$15881$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
>> In verità la spesa è sostenuta dal committente a nome dello stesso ma per
>> conto del professionista.
> Di fatto non ce lo vedo il committente a pagare albergo e soprattutto il
> ristorante per motivi squisitamente pratici.
Indubbiamente. Anche se mi è capitato di casi in cui il committente in
effetti pagava albergo/ristorante (in un'unica struttura), volo e altro,
lasciando "indenne" il professionista da ogni spesa relativa a vitto,
alloggio e trasporto (costo che comunque avrebbe sostenuto se le spese le
avesse sostenute direttamente il professionista e poi avesse fatturato oltre
che al compenso il rimborso di quelle spese dirette).
Diciamo che è più normale che le spese le anticipi il professionista anche
se così facendo mi viene il dubbio che non si rientrebbe nella fattispecie
disciplinata dalla nuova norma. A meno che non la si veda come una sorta di
anticipazione fatta dal professionista in nome e per conto del committente,
il quale sostiene la spesa a suo nome, ma al contempo per conto del
professionista. Però la richiesta di pagamento da parte del professionista
non sarebbe comunque esente art. 15 iva in quanto comunque lo deve fatturare
imponibile iva (e irpef) e la fattura dovrà essere pagata compreso il
rimborso spese.
Insomma ancora più confusione :-)
> Per cui l'ipotesi normale è che anticipi il professionista. Da qui il
> casino (almeno è venuto definitivamente meno il discorso del limite del
> 2%)
Il problema del 2% si sarebbe potuto risolvere ancor più semplicemente
modificando la norma e prevedendo che quando le spese sono sostenute
direttamente dal professionista (a suo carico ma per le quali il
professionista è d'accordo per il rimborso) e addebitate analiticamente al
cliente, le spese che sono specificatamente individuate per quella
prestazione non subiscono la limitazione al 2%.
Invece per le spese sostenute direttamente dal committente, e quindi
considerate a carico esclusivamente suo e non del professionista, dedotte
direttamente dal committente, senza tanti inutili passaggi.
>> Hanno fatto una confusione inutile.
> Su questo non c'è dubbio. Secondo me prima bastava fare un contrattino
> dove si chiariva che queste spese erano esclusivamente a carico del
> contraente (e quindi le trattavi come in nome e per conto del committente
> a costo di andare in contenzioso).
Sarebbe già implicito negli accordi verbali tra committente e professionista
che se la spesa la sostiene direttamente il committente si intedano a suo
esclusivo carico, e in caso di anticipazione da parte del professionista,
sostenute in nome e per conto del committente.
Comunque, per l'AdE, anche in presenza di un contratto (scritto) dove tale
eventualità venisse contemplata, il rimborso costituirebbe reddito per il
professionista. Ed è da qui che è nata questa norma. Sorta sull'onda delle
risoluzioni ministeriali. Bisogna dire che in questo caso il legislatore
tributario (o meglio i Signori Prodi, Padoa Schioppa, Visco & c.) ha
legiferato in maniera barbara.
"casanmaner" <xxx@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:44d8b096$0$15869$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> Bisogna dire che in questo caso il legislatore tributario (o meglio i
> Signori Prodi, Padoa Schioppa, Visco & c.) ha legiferato in maniera
> barbara.
spese affitto o vitto e alloggio?
serematte: hello
un libero prof, x detrarsi le spese di affitto
deve avere una sede in quel luogo o no??
nel mio caso il soggetto in questione è di milano
e per lavoro spesso di reca in abruzzo x...
Fisco e Tasse
1
28-01-2005 11.31.19
tetto spese vitto alloggio professionisti
-D-G-: Mi ritrovo un paio di professionisti con ingenti spese per vitto (
ristorante) e alloggio (Albergo) che superano ampiamente i limiti posti
dall' art 50 comma 5 del tuirr ( 2%)
Sono spese realmente...