L’ultima è questa: improvvisamente sarebbe diventato immorale e vergognoso
e illiberale votare pensando al proprio interesse
personale, quasi ci fosse motivazione più potente di questa oltre che più
gravida di effetti benefici sia per il singolo
sia per la società. L’indignata elaborazione ideologica è di due
intellettuali seri, ma talvolta affini alla categoria
dei “sinceri democratici”, il mitteleuropeo Claudio Magris e il
mittelgranata Massimo Gramellini. Sul Corriere e sulla
Stampa, ieri, hanno scritto che il vero insulto del Cavaliere non è stato
l’aver dato di “coglione” a qualcuno, ma
l’aver osato offendere chi si appresta a mettere una croce sulla scheda
elettorale senza tenere conto del proprio
interesse. E’ un principio “sovversivo”, ha scritto l’uno. “Una visione
bottegaia”, ha spiegato l’altro.
Gli antiberluscones sono buoni, mica votano per soddisfare i propri
interessi, lo fanno per andare incontro
a quelli degli altri e per il bene della società (e chissenefrega se
questa ipocrisia ricorda la filastrocca
bigotta di chi fa l’amore urlando “non lo fo per piacer mio, ma per dare
un figlio a Dio”).
Magris e Gramellini hanno voluto perpetuare, nonostante alcune buone
ragioni, la favola buonista dell’interesse generale
da contrapporre a quello individuale, per cui pare che se voti il Caimano
che ti promette meno tasse sei un mostro
disumano, mentre se voti Pecoraro Scanio che promette di raffreddare la
Terra o Bertinotti che giura di scaldare
le lotte operaie sei un figo pazzesco. E’ come se fosse da addebitare alla
volgarità di Berlusconi perfino l’antico
adagio secondo cui le persone votano con “il cuore a sinistra e il
portafoglio a destra”. Ecco, non c’è bisogno
di recuperare polverosi testi liberali per rispondere che, da che mondo è
mondo, è proprio l’interesse dei singoli a muovere
le società fino al punto di far loro perseguire, quando vada bene,
l’interesse generale. E’ la somma degli egoismi personali
a costruire una società plurale, non la somma di inesistenti altruismi.
Le società vibrano di interessi particolari, si organizzano intorno a essi
e sono sostenute dalla ricerca individuale
della felicità, certo non da un virtuoso quanto inesistente disinteresse
né da formule moraliste volte a instaurare il Paradiso in Terra. Al
Parlamento inglese, Winston Churchill una volta ha detto che “non è
corretto concepirci come un’Assemblea di gentiluomini che non hanno
interessi di alcun tipo e legami di alcuna natura. E’ ridicolo. Potrebbe
essere vero in Paradiso, ma non qui, per fortuna”. Tra l’altro sono
proprio le società più individualiste, quelle fondate sul libero arbitrio
della persona e sull’associazione volontaria, sia essa familiare o
comunitaria, a essere le più solidali e compassionevoli, soprattutto
quando la secolarizzazzione integrale non esclude Dio dalla vita pubblica.
Tre americani su quattro fanno beneficenza e – malgrado, o forse grazie,
allo Stato minimo e alla detassazione – sono proprio le associazioni
private caritatevoli a battersi contro la povertà.
Il 9 aprile sulla scheda elettorale si troveranno due visioni di società
diverse. Senza entrare nel merito delle singole
proposte, Berlusconi offre contratti con gli elettori, patti fondati su
una palese richiesta di voti in cambio del
soddisfacimento di un interesse. Prodi, invece, intitola “Per il bene
dell’Italia” il suo programma di governo e vuole
“organizzare la felicità” degli italiani da un ministero centralizzato di
Roma. Ora aprendiamo che non è elegante badare
ai propri affari, ché alla salute pubblica ci penserà l’Ulivo.
Gli Stati Uniti sono stati fondati sul principio del “no taxation without
representation”, se non ci fate contare,
non potete tassarci. Ma in democrazia vale anche quel corollario che fa:
non ci potete rappresentare,
se non ci fate curare il nostro interesse personale.
Romano-DOC ha scritto:
> [scusatemi] Per vivere serve il pane
.... a me invece serve il companatico.. sono a dieta
> dal foglio del 7 aprile
...a Ferrara non dovrebbe servire nemmeno il pane.. sai quanto campa
senza prima di finire le riserve di cui è visibilmente dotato ( anche
con il bavaglio alla bocca ingrassa lo stesso)
pane e Mortadella
Trilussa: ma guarda un po' che magnano questi a fa' er "DECALOGO"
Guarda l'immagine cliccando http://attach.mynl.it/img?id=NzIwOQ
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito...
Borsa
6
26-02-2008 22.49.38
Ricetta per il pane
bony: Neo come al solito ha precisato che il costo dell'elettricità è minore. Ho
controllato ed è vero. Il costo da me calcolato era quello del cip6:-))
Ho provato a fare il pane con le macchine....
Borsa
5
07-08-2006 09.13.06
[scusatemi] Per vivere serve il pane
Giuliana5253: Per vivere serve il pane
L’ultima è questa: improvvisamente sarebbe diventato immorale e vergognoso
e illiberale votare pensando al proprio interesse
personale, quasi ci fosse motivazione più...