Un professionista (medico anestesista) che lavora in associazione
professionale con altri anestesisti, nonchè in forma privata, nel 2003
emette una fattura per un intervento direttamente al cliente privato. *Non
viene pagato* per questa fattura nè mi tiene informato di questa cosa.
Adesso (nel 2005) la sua associazione gli riconosce il pagamento di quella
prestazione ma insiste nel volere la fattura, suggerendogli (sic!) di
emettere nota di credito *a storno della fattura emessa al privato nel 2003*
!!!
Gli spiego pazientemente che ciò non è possibile stante:
A: il regime di cassa dei professionisti, secondo il quale la fatturazione
*dovrebbe* essere contestuale al pagamento, per cui l'importo della fattura
emessa al privato nel 2003 è stata regolarmente inserita nel fatturato 2003
(ed egli vi ha anche versato la relativa imposta sul reddito in sede di
conguaglio)
B: pur volendo operare qualche rettifica per il 2003 (ma comunque non vedrei
quale rettifica) i termini sono scaduti al 31/10 u.s.
C: il cliente privato avrà probabilmente riportato l'importo della fattura
tra gli oneri deducibili della sua dichiarazione dei redditi.
Ora....sti benedetti dell'associazione insistono per fargli emettere la
fattura e la nota di credito a storno della fattura precedente altrimenti
non gli riconoscono il pagamento.
"Silence in the studio" <byke@barrett.it> ha scritto nel messaggio
news:Yytqf.19023$Cn4.17273@tornado.fastwebnet.it.. .
> Ora....sti benedetti dell'associazione insistono per fargli emettere la
> fattura e la nota di credito a storno della fattura precedente altrimenti
> non gli riconoscono il pagamento.
> Che alternativa mi suggerireste?
Premetto che non mi è mai capitato.
Non vedo molte altre soluzioni diverse da quella prospettata
dall'associazione.
In pratica ha anticipato la tassazione nel 2003; il 2005 con fattura e nota
credito non dovrebbe incidere sul reddito e volume d'affari. Probabilmente
non quadrerà il 770 del 2005 poichè la fattura dovrebbe avere la ritenuta
d'acconto mentre la nota di credito a privato no.
Se il medico avesse della documentazione probatoria (eventuale recupero
crediti fatto dall'avvocato o anche una raccomandata di sollecito) che
attesti la sua buona fede, in caso di contestazione dell'Ade per l'anno 2005
potrà giustificarsi in autotutela.
Ciao
Stefania
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