Salve, in caso di controllo da parte della guardia di finanza e agenzia
delle entrate, ad una associazione non riconosciuta culturale, cosa
richiedono e controllano i verificatori?Grazie.
"Mario" <mbenin@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:Hyvof.4491$eD5.62176@twister2.libero.it...
> Salve, in caso di controllo da parte della guardia di finanza e agenzia
> delle entrate, ad una associazione non riconosciuta culturale, cosa
> richiedono e controllano i verificatori?Grazie.
Se non fate nulla di particolare, limitandovi alla semplice raccolta delle
quote associative senza effettuare vendite, prestazioni di servizi a
pagamento, raccolta fondi, ecc. si limiteranno a verificare se la realtà
effettiva è questa, perchè una associazione del vostro tipo che si limita a
fare quanto detto non ha alcun obbligo fiscale.
Se avete corrisposto dei compensi (esempio al notaio per l'atto costitutivo
o per la consulenza) e avete trattenuto la ritenuta d'acconto esposta in
fattura verificheranno che abbiate osservato gli adempimenti conseguenti
(versamento ritenuta, certificazione del compenso, presentazione del modello
770S.
> "Mario" <mbenin@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:Hyvof.4491$eD5.62176@twister2.libero.it...
> > Salve, in caso di controllo da parte della guardia di finanza e agenzia
> > delle entrate, ad una associazione non riconosciuta culturale, cosa
> > richiedono e controllano i verificatori?Grazie.
> > > Se non fate nulla di particolare, limitandovi alla semplice raccolta delle
> quote associative senza effettuare vendite, prestazioni di servizi a
> pagamento, raccolta fondi, ecc. si limiteranno a verificare se la realtà
> effettiva è questa, perchè una associazione del vostro tipo che si limita a
> fare quanto detto non ha alcun obbligo fiscale.
> Se avete corrisposto dei compensi (esempio al notaio per l'atto costitutivo
> o per la consulenza) e avete trattenuto la ritenuta d'acconto esposta in
> fattura verificheranno che abbiate osservato gli adempimenti conseguenti
> (versamento ritenuta, certificazione del compenso, presentazione del modello
> 770S.
direi sempre di ricordarsi di fare un bilancio annuale, in qualsiasi
forma. Cosa che viene speso dimenticata.
Se non cito a sproposito (verificare i numeri) la crcolare 124/E del 1998
affermava l'obbligatorietà della redazione di questo documento contabile,
perché l'unico che consente di appurare la sussistenza dei parametri di
non commercialità.
"MENTADENT" <MENTADENT@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:dnv35p$3se$1@news.newsland.it...
> Stefano Ravo ha scritto:
> > "Mario" <mbenin@libero.it> ha scritto nel messaggio
> > news:Hyvof.4491$eD5.62176@twister2.libero.it...
> > > Salve, in caso di controllo da parte della guardia di finanza e
agenzia
> > > delle entrate, ad una associazione non riconosciuta culturale, cosa
> > > richiedono e controllano i verificatori?Grazie.
> > > > > > Se non fate nulla di particolare, limitandovi alla semplice raccolta
delle
> > quote associative senza effettuare vendite, prestazioni di servizi a
> > pagamento, raccolta fondi, ecc. si limiteranno a verificare se la realtà
> > effettiva è questa, perchè una associazione del vostro tipo che si
limita a
> > fare quanto detto non ha alcun obbligo fiscale.
> > Se avete corrisposto dei compensi (esempio al notaio per l'atto
costitutivo
> > o per la consulenza) e avete trattenuto la ritenuta d'acconto esposta in
> > fattura verificheranno che abbiate osservato gli adempimenti conseguenti
> > (versamento ritenuta, certificazione del compenso, presentazione del
modello
> > 770S.
> direi sempre di ricordarsi di fare un bilancio annuale, in qualsiasi
> forma. Cosa che viene speso dimenticata.
> Se non cito a sproposito (verificare i numeri) la crcolare 124/E del 1998
> affermava l'obbligatorietà della redazione di questo documento contabile,
> perché l'unico che consente di appurare la sussistenza dei parametri di
> non commercialità.
Non trovo quel passaggio, mi suona strano però. Per tali enti (quelli 148
tuir) non è previsto alcun obbligo contabile.
L'obbligo della contabilità sorge con il reddito di impresa, e quindi con lo
svolgimento di attività commerciale abituale: la prova che l'attività è
tale sarà a carico dei verificatori. Altrimenti sono redditi diversi.
La perdita della qualifica di enc deve essere verificata, e la presentazione
di un bilancio entrate/uscite non ha rilevanza a fronte di questa
procedimento.
D'accordo invece d'accordo sulla opportunità di fare il bilancio o
rendiconto annuale, che di fatto è reso obbligatorio per volontà delle parti
nella quasi totalità degli statuti, ma la sua redazione non costitutiisce un
obbligo di legge.
Imho è invece sempre obbligatoria la rendicontazione delle raccolte
pubbliche occasionali, ma ho sentito pareri diversi.
Ciao
"MENTADENT" <MENTADENT@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:dnv35p$3se$1@news.newsland.it...
> Stefano Ravo ha scritto:
> direi sempre di ricordarsi di fare un bilancio annuale, in qualsiasi
> forma. Cosa che viene speso dimenticata.
> Se non cito a sproposito (verificare i numeri) la crcolare 124/E del 1998
> affermava l'obbligatorietà della redazione di questo documento contabile,
> perché l'unico che consente di appurare la sussistenza dei parametri di
> non commercialità.
l'obbligo del bilancio annuale è stabilito espressamente solo per le onlus,
da approvare entro 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio. per gli ENC in
generale, che svolgono solo attività istituzionale non esiste tale obbligo.
che poi sia opportuno è altra cosa.
Come già faceva notare Stefano Ravo, esiste invece un obbligo generalizzato
(ENC di qualsiasi tipo, anche onlus) di redigere, sempre entro 4 mesi dalla
chiusura dell'esercizio un prospetto riepilogativo delle eventuali raccolte
occasionali.
ciao.
Stefano Ravo ha scritto:
> > direi sempre di ricordarsi di fare un bilancio annuale, in qualsiasi
> > forma. Cosa che viene speso dimenticata.
> > Se non cito a sproposito (verificare i numeri) la crcolare 124/E del 1998
> > affermava l'obbligatorietà della redazione di questo documento contabile,
> > perché l'unico che consente di appurare la sussistenza dei parametri di
> > non commercialità.
> Non trovo quel passaggio, mi suona strano però.
Tutta colpa dell’articolo 8 del Decreto Legislativo del 4.12.1997 n. 460
, che ha modificato l’articolo 20 del D.P.R. 29.9.1973 n. 600, che
riguarda le scritture contabili degli enti non commerciali.
Successivamente è intervenuto un chiarimento ministeriale, attraverso la
C.M. Min. Fin. Dip. Ent. D. C. Aff. giur. e cont. trib. 12-05-1998, n.
124/E/1998/38995, nella quale è stato affermato “Viene imposto alle
associazioni ammesse a fruire del regime agevolativo in argomento
l'obbligo di redigere e approvare annualmente un rendiconto economico e
finanziario riferito sia all'attività istituzionale sia a quella
commerciale eventualmente esercitata, indipendentemente dal regime
contabile, ordinario o semplificato, adottato dall'ente non commerciale.
Si chiarisce che la redazione del bilancio soddisfa tale obbligo”
> l'obbligo del bilancio annuale è stabilito espressamente solo per le onlus,
> da approvare entro 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio. per gli ENC in
> generale, che svolgono solo attività istituzionale non esiste tale obbligo.
in fase di accertamento il rischio è che in assenza di un rendiconto non è
possibile accertare i requisiti di non commercialità. Ciò potrebbe avere
effetti devastanti.
Almeno così io ho inteso la circolare 124/E del 1998, che peraltro non
obbliga a redigere il bilancio, ma afferma che se l'ENC redige un
bilancio, questo assolve all'obbligo di rendere il conto delle attività
commerciali e non commerciali. L'obbligo contabile è pertanto quelle di
rendere un conto in forma libera, ma di renderlo in ogni caso a
prescindere dai volumi delle entrate e delle uscite e dalla loro natura
commerciale o no.
"MENTADENT" <MENTADENT@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:do0o9h$1h3$1@news.newsland.it...
> Stefano Ravo ha scritto:
> > > direi sempre di ricordarsi di fare un bilancio annuale, in qualsiasi
> > > forma. Cosa che viene speso dimenticata.
> > > Se non cito a sproposito (verificare i numeri) la crcolare 124/E del
1998
> > > affermava l'obbligatorietà della redazione di questo documento
contabile,
> > > perché l'unico che consente di appurare la sussistenza dei parametri
di
> > > non commercialità.
> > Non trovo quel passaggio, mi suona strano però.
> Tutta colpa dell'articolo 8 del Decreto Legislativo del 4.12.1997 n. 460
> , che ha modificato l'articolo 20 del D.P.R. 29.9.1973 n. 600, che
> riguarda le scritture contabili degli enti non commerciali.
> Successivamente è intervenuto un chiarimento ministeriale, attraverso la
> C.M. Min. Fin. Dip. Ent. D. C. Aff. giur. e cont. trib. 12-05-1998, n.
> 124/E/1998/38995, nella quale è stato affermato "Viene imposto alle
> associazioni ammesse a fruire del regime agevolativo in argomento
> l'obbligo di redigere e approvare annualmente un rendiconto economico e
> finanziario riferito sia all'attività istituzionale sia a quella
> commerciale eventualmente esercitata, indipendentemente dal regime
> contabile, ordinario o semplificato, adottato dall'ente non commerciale.
> Si chiarisce che la redazione del bilancio soddisfa tale obbligo"
Certamente.
Ma imho il punto fermo è che per un ente associativo (non onlus o altre
categorie particolari) l'obbligo (fiscale) delle scritture contabili nasce
quando viene esercitata una attività commerciale.
Pertanto se l'ente pone in essere occasionalmente una attività commerciale
non vi è obbligo di scritture contabili.
Personalmente non mi è mai capitato, ma sarei curioso di vedere che tipo di
verifica possono fare nei confronti di quelle numerose associazioni che si
limitano a riscuotere le quote associative, a organizzare gratuitamente
qualche evento aperto a non soci, o a pubblicare la rivista distribuita
gratuitamente.
Si limiterebbero a prendere atto che l'ente associativo non svolge attività
commerciale, e finirebbe lì.
Certo, quando vedo che l'associazione fa qualcosa di "strano" mi si drizzano
le orecchie e li informo sugli obblighi che ne possono derivare.
Ciao
Mah , pensavo invece che controllassero se i presenti in sede fossero
iscritti nel libro soci, il libro delle asssemblee ed il bilancio.
"MENTADENT" <MENTADENT@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:do0omh$2c0$1@news.newsland.it...
> Gilmour ha scritto:
>> l'obbligo del bilancio annuale è stabilito espressamente solo per le
>> onlus,
>> da approvare entro 4 mesi dalla chiusura dell'esercizio. per gli ENC in
>> generale, che svolgono solo attività istituzionale non esiste tale
>> obbligo.
> in fase di accertamento il rischio è che in assenza di un rendiconto non è
> possibile accertare i requisiti di non commercialità. Ciò potrebbe avere
> effetti devastanti.
> Almeno così io ho inteso la circolare 124/E del 1998, che peraltro non
> obbliga a redigere il bilancio, ma afferma che se l'ENC redige un
> bilancio, questo assolve all'obbligo di rendere il conto delle attività
> commerciali e non commerciali. L'obbligo contabile è pertanto quelle di
> rendere un conto in forma libera, ma di renderlo in ogni caso a
> prescindere dai volumi delle entrate e delle uscite e dalla loro natura
> commerciale o no.
> --
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