Per un impresa le marche da bollo diventano costo quando le compero o quando
le annullo?
Quando compero faccio:
cassa valori bollati A cassa (per l'importo 100)
e solo quando "consumo" 10 valori bollati faccio:
imposta di bollo (costo) A cassa valori bollati (per l'importo di 10)
Giusto?
E se a comperarli è un professionista fanno costo quando li compero e basta
in base al principio di cassa oppure quando li usa?
Imho, per un professionista (parlo per me), fanno costo quando le
compro. Primo in omaggio al criterio di cassa, secondo perchè quando
le uso, attaccandole ad un contratto, ad un inventario, un libro
sociale o altro, le addebito al cliente in fattura (art. 15) e quindi
mi diventa un ricavo, sui generis ma sempre un ricavo.
Io faccio cosi'.
"Simone" <spetr72_forum@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:1133521487.152557.48180@g44g2000cwa.googlegro ups.com...
>Imho, per un professionista (parlo per me), fanno costo quando le
>compro. Primo in omaggio al criterio di cassa, secondo perchè quando
>le uso, attaccandole ad un contratto, ad un inventario, un libro
>sociale o altro, le addebito al cliente in fattura (art. 15) e quindi
>mi diventa un ricavo, sui generis ma sempre un ricavo.
Noto una piccola incongruenza.
Affermi di addebitarle ex art. 15, quindi quali somme anticipate in nome e
per conto del cliente (come è giusto) e poi le tratti come un compenso
(ricavo).
Per me non sono costi quando le acquisti, né compensi quando le addebiti.
Si tratta pur sempre di un imposta (di bollo) che deve gravare direttamente
sul soggetto inciso dal tributo (il cliente).
Per noi non è un costo inerente l'attività. Non è un costo nostro, né siamo
responsabili d'imposta ex art 64
"Luke" <luke.cassoni@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:4390354c$0$13261$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> a meno che non le compro per me, allora le faccio passare come costo.
Beh, ovvio.
In tal caso il soggetto tenuto a corrispondere l'imposta di bollo sono io,
quindi se relativa ad un atto inerente la professione (es contratto utenza
Enel studio) è deducibile.
Non lo è se la marca finisce sul contratto di locazione dell'appartamento
dell'amante :-)
Come costo le tratto perchè magari ne acquisto una cinquantina tutte
insieme, mica ogni volta vado dal tabaccaio.
Ricavo sui generis appunto perchè di fatto è un riaddebito sul quale
ovviamente non grava nè IVA nè CAP.
Faccio male?
"Simone" <spetr72_forum@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:1133525196.009544.176960@g44g2000cwa.googlegr oups.com...
>Come costo le tratto perchè magari ne acquisto una cinquantina tutte
>insieme, mica ogni volta vado dal tabaccaio.
>Ricavo sui generis appunto perchè di fatto è un riaddebito sul quale
>ovviamente non grava nè IVA nè CAP.
>Faccio male?
Forse sono io troppo rigoroso, ma seguo questa logica (probabilmente un
retaggio del mio passato da giudice tributario):
- risaliamo alla natura del costo. Se si trattasse di semplici valori
bollati (francobolli) non avrei dubbi sulla contabilizzazione per cassa
della spesa.
Ma si tratta di marche da bollo. Ossia quei valori che consentono la
corresponsione nei modi straordinari dell'imposta di bollo.
Dobbiamo quindi domandarci perchè in quel momento stiamo acquistando le
marche.
Se lo facciamo per regolarizzare atti per i quali noi siamo tenuti ad
assolvere l'imposta, nessun problema. E spesa inerente.
Ma se le acquistiamo per assolvere una obbligazione tributaria altrui stiamo
semplicemente anticipando dei soldi a qualcuno.
Per me la spesa difetta di inerenza.
E' sì vero che il tuo modo di contabilizzazione sterilizza nella sostanza
l'impatto reddituale dell'acquisto, ma in casoi di verifica temo che possa
essere disconosciuto il costo.
>Ma se le acquistiamo per assolvere una obbligazione tributaria altrui stiamo
>semplicemente anticipando dei soldi a qualcuno.
>Per me la spesa difetta di inerenza.
D'accordissimo al 100% con FM! Dire che le spese art.15 addebitate ai
clienti in fattura sono dei ricavi è eresia. Sono solo delle spese
anticipate: non sono costi quando noi paghiamo, non sono ricavi quando
le riaddebitiamo.
Un po' come le raccomandate che facciamo ai clienti: se spediamo a
nome nostro, diventa un costo per noi e il riaddebito diventa un
ricavo (quindi NIENTE art.15); se le intestiamo direttamente al
cliente, per noi non è un costo e non è nemmeno un ricavo quando le
inseriamo in parcella (stavolta SI' ART.15), allegando copia della
ricevuta a dimostrazione dell'avvenuto sostenimento della spesa in
nome e per conto.
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Antonino Sollena
Dottore Commercialista
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Grazie
Gia