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  #1  
Vecchio 10-11-2005, 15.31.52
Massimo Martini
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Predefinito Inps artigiani: riflessioni.

Mi e' arrivato un preavviso telematico relativo ad un artigiano a cui viene
contestato il mancato versamento del contributo a percentuale Inps dovuto
alla gestione artigiani (Unico 2004). Il soggetto in questione, per l'anno
oggetto della contestazione, ha lavorato soltanto 4 mesi (ha iniziato
l'attivita' soltanto nel settembre del 2003) e sull'avviso bonario, tra i
redditi imponibili ai fini previdenziali, sono confluiti quelli derivanti
dalla propria attivita' come impresa individuale (quadro G) nonche' quelli
derivanti dalla partecipazione nell'impresa artigiana del padre, in qualita'
di collaboratore (quadro H), anche se il relativo onere contributivo
graverebbe sul titolare dell'impresa artigiana e non sul collaboratore (il
titolare poi puo' rivalersi sul collaboratore per la quota di spettanza di
quest'ultimo). Il totale dei redditi imponibili ai fini previdenziali e' di
fatto al di sotto del reddito minimale Inps pertanto il contributo dovuto e'
pari ad almeno la contribuzione fissa dovuta per l'anno 2003 (2.115 euro).
Non solo, dato che il soggetto ha iniziato l'attivita' lavorativa nel corso
dell'anno, la normativa mi dice che il contributo fisso deve essere
riproporzionato su base mensile (2.115:12x4=705) e va bene. Ora, che il
contributo fisso, calcolato sul reddito minimale, sia dovuto anche in
assenza di reddito e' sacrosanto. Ma che il contributo sul reddito che
eccede il minimale non sia dovuto solo sul reddito effettivamente percepito
ma su quello "presunto" calcolato riporporzionando a 12 mesi quello
percepito nel periodo inferiore all'anno, mi sembra una follia. Si' perche'
l'Inps (attraverso l'AdE) cosi' ha ragionato: mi fa pagare il contributo a
percentuale non sul reddito effettivo percepito in 4 mesi di attivita'
(5000), ma su quest'ultimo riparametrato ad anno (5000:3x12=20.000). Che si
debba pagare un contributo fisso (chiamiamolo di entrata), riparametrato a
mese in caso di periodo di attivita' inferiore all'anno, mi pare giusto. Ma
che debba pagare il contributo a percentuale sul reddito eccedente, non su
quanto effettivamente percepito ma su un reddito fittizio riparametrato ad
anno mi sembra un comportamento non perfettamente in linea con la
Costituzione Italiana di cui all'art. 53:" tutti sono tenuti a concorrere
alla spesa pubblica in ragione della loro capacita' contributiva"...
effettiva, aggiungo io...

Saluti.
MM


Alt 10-11-2005, 15.31.52
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  #2  
Vecchio 10-11-2005, 15.49.22
Stefania Parmesani
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.


"Massimo Martini" <m_martini65@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:PCIcf.434$k85.3@tornado.fastwebnet.it...

Ma
> che debba pagare il contributo a percentuale sul reddito eccedente, non su
> quanto effettivamente percepito ma su un reddito fittizio riparametrato ad
> anno mi sembra un comportamento


sono assolutamente d'accordo con te, ma al momento non vedo vie d'uscita se
non instaurare un contrenzioso basato sulla illegittimità costituzionale
della norma.
ciao
Stefania


  #3  
Vecchio 10-11-2005, 17.34.05
Massimo Martini
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.

Grazie per il conforto morale. Speravo tanto anche in un conforto di tipo
"normativo" per poter impugnare in qualche modo la richiesta dell'AdE. Come
al solito cercano di dare un'interpretazione trasversale della norma, in
modo da poter avere un ulteriore ritorno in termini economici. "Il reddito
minimale rapportato a mese per periodi di attivita' inferiori all'anno"
viene interpretato si' come riduzione del contributo fisso, ma anche come
abbattimento fittizio del reddito minimo su cui poter chiedere il contributo
a percentuale. Quando poi dovranno liquidare la pensione considereranno solo
i contributi settimanali per 4 mesi e di certo non riparametreranno nulla ad
anno. Che vergogna...
Grazie comunque.
Ciao.
MM

"Stefania Parmesani" <stefiinvalid@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:dkvmm5$6t7$1@area.cu.mi.it...
> "Massimo Martini" <m_martini65@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:PCIcf.434$k85.3@tornado.fastwebnet.it...
> Ma
> > che debba pagare il contributo a percentuale sul reddito eccedente, non

su
> > quanto effettivamente percepito ma su un reddito fittizio riparametrato

ad
> > anno mi sembra un comportamento

> sono assolutamente d'accordo con te, ma al momento non vedo vie d'uscita

se
> non instaurare un contrenzioso basato sulla illegittimità costituzionale
> della norma.
> ciao
> Stefania



  #4  
Vecchio 10-11-2005, 19.16.27
Antonio Nieddu
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.

Massimo Martini ha scritto:
Ma
> che debba pagare il contributo a percentuale sul reddito eccedente, non su
> quanto effettivamente percepito ma su un reddito fittizio riparametrato ad
> anno mi sembra un comportamento non perfettamente in linea con la
> Costituzione Italiana di cui all'art. 53:" tutti sono tenuti a concorrere
> alla spesa pubblica in ragione della loro capacita' contributiva"...
> effettiva, aggiungo io...


La cosa è corretta. Infatti il reddito che tu dichiari per 4 mesi è già
proporzionato di per sè, mentre il contributo proporzionale è riferito
all'anno. Per cui per poter avere un metro di calcolo omogeneo si deve
riportare ad anno il reddito della frazione di esercizio, altrimenti il
primo anno, se i calcoli fossero effettuati sul valore assoluto del
reddito e non su quello riproporzionato, non si pagherebbero contributi a
percentuale in quanto il reddito è spesso al di sotto del minimale.
Otterresti lo stesso risultato se proporzionassi il minimale (al di sopra
del quale calcolare i contributi a percentuale) in base ai mesi di
attività. O riporti il reddito "parziale" a reddito annuo, oppure calcoli
la frazione del minimale in base ai mesi lavorati.
Saluti
Antonio Nieddu

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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  #5  
Vecchio 11-11-2005, 13.09.40
Massimo Martini
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.


"Antonio Nieddu" <antonionieddunospam@nospamlibero.it> ha scritto nel
messaggio news:dl02pr$mkf$1@news.newsland.it...

> La cosa è corretta. Infatti il reddito che tu dichiari per 4 mesi è già
> proporzionato di per sè, mentre il contributo proporzionale è riferito
> all'anno. Per cui per poter avere un metro di calcolo omogeneo si deve
> riportare ad anno il reddito della frazione di esercizio, altrimenti il
> primo anno, se i calcoli fossero effettuati sul valore assoluto del
> reddito e non su quello riproporzionato, non si pagherebbero contributi a
> percentuale in quanto il reddito è spesso al di sotto del minimale.
> Otterresti lo stesso risultato se proporzionassi il minimale (al di sopra
> del quale calcolare i contributi a percentuale) in base ai mesi di
> attività. O riporti il reddito "parziale" a reddito annuo, oppure calcoli
> la frazione del minimale in base ai mesi lavorati.
> Saluti
> Antonio Nieddu


Che il concetto non faccia una grinza per cio' che riguarda la posizione
dell'Inps, e' fuori dubbio. Pertanto non inoltrero' alcuna istanza.
Io stavo facendo una riflessione in merito alla ragionevolezza della
richiesta. Io non dichiaro un reddito per 4 mesi, ma il reddito totale che
deriva dalla mia attivita' per l'anno 2003 (che casualmente in questo caso
e' iniziata nel mese di settembre dell'anno di riferimento). La presunzione
di un reddito fittizio calcolata moltiplicando per n.n. mensilita' l'importo
relativo ad un singolo mese, non mi sembra sia molto ragionevole
(soprattutto alla luce del dettato Costituzionale). Il contributo fisso
(seppur calcolato su un minimale) e' un importo certo, aggiornato
annualmente, fisso e quindi facilmente riparametrabile (verso il basso) in
funzione del periodo di attivita' (se ovviamente questo e' inferiore
all'anno). Il contributo a percentuale e' invece un importo calcolato sul
reddito (eccedente il minimale) effettivamente conseguito. Riparametrare
quest'ultimo verso l'alto, in funzione dei mesi in cui l'attivita' e' stata
svolta, non mi sembra sia molto corretto. Anche perche' il reddito presunto,
diversamente dal contributo fisso, non e' certo; difatti non e' detto che se
io incasso 100 per un mese di attivita', virtualmente mi debbano essere
attribuiti ricavi fittizi per 1.200 su base annuale.

Ciao.
MM


  #6  
Vecchio 11-11-2005, 14.47.29
Antonio Nieddu
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.


"Massimo Martini" <m_martini65@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:vD%cf.2181$k85.1555@tornado.fastwebnet.it...
> Che il concetto non faccia una grinza per cio' che riguarda la posizione
> dell'Inps, e' fuori dubbio.


Il concetto non fa una grinza ma non solo per l'INPS.



> Io stavo facendo una riflessione in merito alla ragionevolezza della
> richiesta. Io non dichiaro un reddito per 4 mesi, ma il reddito totale che
> deriva dalla mia attivita' per l'anno 2003 (che casualmente in questo caso
> e' iniziata nel mese di settembre dell'anno di riferimento). La
> presunzione
> di un reddito fittizio calcolata moltiplicando per n.n. mensilita'
> l'importo
> relativo ad un singolo mese, non mi sembra sia molto ragionevole
> (soprattutto alla luce del dettato Costituzionale). Il contributo fisso
> (seppur calcolato su un minimale) e' un importo certo, aggiornato
> annualmente, fisso e quindi facilmente riparametrabile (verso il basso) in
> funzione del periodo di attivita' (se ovviamente questo e' inferiore
> all'anno). Il contributo a percentuale e' invece un importo calcolato sul
> reddito (eccedente il minimale) effettivamente conseguito. Riparametrare
> quest'ultimo verso l'alto, in funzione dei mesi in cui l'attivita' e'
> stata
> svolta, non mi sembra sia molto corretto. Anche perche' il reddito
> presunto,
> diversamente dal contributo fisso, non e' certo; difatti non e' detto che
> se
> io incasso 100 per un mese di attivita', virtualmente mi debbano essere
> attribuiti ricavi fittizi per 1.200 su base annuale.



La ragionevolezza sta in questo. Tu devi ragionare al contrario, come ti ho
detto. Anzichè individuare questo reddito fittizio, derivante dal
riproporzionamento ad anno, devi solo rovesciare il problema. Prendi il
minimale annuo e calcolane una frazione corrispondente ai mesi lavorati.
Ecco che ci siamo.
Tu mi dirai: però non è vero che se io lavoro 4 mesi e guadagno 1000, se
lavoro 12 mesi guadagno 3000. E hai ragione. Infatti il calcolo deriva dal
minimale riproporzionato, e non dal reddito conseguito ragguagliato ad anno.
E proporzionare il minimale (che si riferisce ad un anno) rispetto ai mesi
lavorati, devi convenirne con me, è una cosa correttissima.
Saluti
Antonio Nieddu


  #7  
Vecchio 11-11-2005, 17.23.51
Massimo Martini
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.


"Antonio Nieddu" <antonionieddu@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4374a0ee$0$13254
> La ragionevolezza sta in questo. Tu devi ragionare al contrario, come ti

ho
> detto. Anzichè individuare questo reddito fittizio, derivante dal
> riproporzionamento ad anno, devi solo rovesciare il problema. Prendi il
> minimale annuo e calcolane una frazione corrispondente ai mesi lavorati.
> Ecco che ci siamo.
> Tu mi dirai: però non è vero che se io lavoro 4 mesi e guadagno 1000, se
> lavoro 12 mesi guadagno 3000. E hai ragione. Infatti il calcolo deriva

dal
> minimale riproporzionato, e non dal reddito conseguito ragguagliato ad

anno.
> E proporzionare il minimale (che si riferisce ad un anno) rispetto ai mesi
> lavorati, devi convenirne con me, è una cosa correttissima.
> Saluti
> Antonio Nieddu


Comprendo e condivido perfettamente la tua spiegazione!
L'inversione nell'esempio che ho fatto io era voluta per far capire come
l'interpretazione delle parole e dei concetti possa essere forviante. Ed in
questo caso secondo me l'Inps negli ultimi anni in qualche modo "ci ha
marciato sopra" per portare "acqua al proprio mulino" senza dar adito ad
incomprensioni. Non a caso sono spariti dai loro libretti informativi,
nonche' dal loro sito internet, i concetti di contributo fisso e contributo
a percentuale sul reddito imponibile (concetto peraltro ancora preso in
considerazione in parecchie fattispecie, per esempio per la stesura delle
deleghe di pagamento - CF e CP) in luogo del "nuovo" concetto di "contributo
a percentuale calcolato sul minimale di reddito" e "contributo a percentuale
calcolato sul reddito a eccedente il minimale". Secondo questa "nuova
visione" dell'imposizione contributiva, quello che sostieni tu e'
sacrosanto. Se ho lavorato soltanto 1 mese, riproporziono a mese il minimale
ed assoggetto ad aliquota contributiva il reddito effettivamente percepito,
avendo l'accortezza di pagare in ogni caso il contributo calcolato sul
minimale riproporzionato, anche nel caso in cui il reddito percepito sia
inferiore a quest'ultimo. Secondo invece la precedente interpretazione, il
"contributo fisso" lo riproporziono secondo i mesi di effettiva attivita'
svolta e lo pago a prescindere dal reddito totale conseguito. Il "contributo
a percentuale" invece lo calcolo con le opportune aliquote sul reddito
realmente percepito, al di la' del numero dei mesi di attivita', solo se
questo eccede il minimale annuo (mi fate pagare il contributo a percentuale
se sono al di sotto del minimale annuo di reddito???). Questo se avessero
voluto assumere un atteggiamento di maggior favore verso quei soggetti che,
o perche' hanno appena iniziato l'attivita', o perche' l'hanno cessata in
corso d'anno, si sono trovati nelle condizioni per percepire un minor
reddito rispetto ad altre annualita', diciamo ordinarie. Ferma restando
tutto sommato l'iniquita' del concetto di contributo fisso (o sul reddito
minimale), vista anche la qualita' delle prestazioni
erogate dal nostro ente previdenziale obbligatorio (come faccio a pagare
obbligatoriamente 2000 e rotti all'anno, se per quell'anno ho incassato solo
100??? Fammi pagare meno ed al momento dell'erogazione della prestazione mi
garantirai di meno...), direi che un atteggiamento socialmente piu'
"ragionevole" verso i soggetti di cui sopra (ribadisco le volonta' espresse
dai nostri padri fondatori nella stesura dell'art 53 della nostra Carta
Costituzionale) sarebbe stato piu' corretto.
Questa e' la mia opinione.
Ciao.
MM


  #8  
Vecchio 11-11-2005, 18.44.31
Antonio Nieddu
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Inps artigiani: riflessioni.


"Massimo Martini" <m_martini65@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:Ol3df.2595$k85.695@tornado.fastwebnet.it...
direi che un atteggiamento socialmente piu'
> "ragionevole" verso i soggetti di cui sopra (ribadisco le volonta'
> espresse
> dai nostri padri fondatori nella stesura dell'art 53 della nostra Carta
> Costituzionale) sarebbe stato piu' corretto.
> Questa e' la mia opinione.


Che è una opinione correttissima. Però purtroppo manca la volontà di aiutare
chi inizia e le necessità di cassa degli enti sono tante ..... pazienza.
Ciao
Antonio Nieddu


 

Tags
artigiani, inps, riflessioni
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