Cessazione attività e autofatturazione (lunghetto)
Il caso è questo: un imprenditore agricolo in regime IVA ordinario, effettua
un investimento chiededo rimborso IVA, correttamente erogato. Per motivi non
dipendenti dalla sua volontà (svolgeva anche attività di lavoro dipendente
presso un consorzio andato in liquidazione, per cui la P. IVA avrebbe
precluso l'erogazione delle indennità per la perdita del lavoro) si trova a
dover chiudere la partita IVA (in effetti si tratterebbe di una sospensione
dell'attività), ma non vuole autofatturarsi i beni e quindi non versa l'IVA
da autoconsumo. In fase di controllo del rimborso l'ufficio naturalmente
controlla che ci sia stata l'autofatturazione, e vuole recuperare l'IVA.
Però veniamo al perchè il contribuente non ha voluto autofatturarsi il bene.
Il bene non è autoconsumabile in quanto, costruito con contributi pubblici,
è vincolato all'attività, per cui non potrebbe avere nessun utilizzo al di
fuori di questa, neppure come autoconsumo da parte dell'imprenditore (non
potrebbe passare alla sua sfera privata se non dopo trascorsi i 10 anni del
vincolo).
Cosa ne pensate?
Saluti
Antonio Nieddu
Re: Cessazione attività e autofatturazione (lunghetto)
Ritengo che debba autofatturarsi e corrispodere l'Iva, in quanto mi
sembra evidente che il tuo cliente voglia capra e cavoli a spese della
collettività, quindi anche nostre.
Re: Cessazione attività e autofatturazione (lunghetto)
"Capitano" <ptaiari@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:1124879043.725675.8890@z14g2000cwz.googlegrou ps.com...
Ritengo che debba autofatturarsi e corrispodere l'Iva, in quanto mi
sembra evidente che il tuo cliente voglia capra e cavoli a spese della
collettività, quindi anche nostre.
Hai ragione su tutto. E' ciò che gli ho detto io. Però: se un bene è
vincolato (nella fattispecie è un fabbricato che non può essere venduto se
non dopo 10 anni), che valore si mette nelle autofatture? Attualmente non ha
alcun mercato perchè non può essere utilizzato in nessun modo nè venduto ad
alcuno, nè utilizzato personalmente dal soggetto. Non ha valore normale nel
senso di valore in comune commercio, perchè non ha un commercio, essendo per
legge bloccato.
Grazie,
Antonio Nieddu
Re: Cessazione attività e autofatturazione (lunghetto)
Bisogna verificare se il vincolo esiste in funzione del contributo
ricevuto. In tal caso, in caso di cambio destinazione il tuo cliente
semplicemente dovrebbe restituire il contributo.
Se l'iva da autofatturazione (a valore di mercato che proverai con
perizia, anche sommaria purché giurata, non necessaria ma molto utile
specie se il valore é basso) ed il contributo sono rilevanti, non
escluderei di rinunciare alla cessazione dell'attività a scapito però
della indennità per la perdita del lavoro dipendente.
E' una opinione personale.
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