Scusate se la domanda è banale ma è un concetto che mi sfugge.
Supponete che io sia un commerciante e che abbia venduto un
solo oggetto in un anno (per semplificare) del valore di 100euro.
Ricevo dall'acquirente 100euro e, naturalmente, dovrò versare
l'IVA (supponiamo 20%) allo Stato mediante apposita dichiarazione
IVA. Mi rimarranno in tasca 80euro che formeranno il mio reddito
per quell'anno.
A questo punto dovrò fare anche una dichiarazione dei redditi
e dovrò pagare l'IRPEF su quanto guadagnato, cioè sugli 80euro.
Supponendo una tassazione al 23%, dovrò pagare allo Stato ancora
18,4euro e mi rimarranno in tasca puliti puliti 61,6euro.
E' giusto questo ragionamento?
Se fossi, invece, un libero professionista la cosa non cambierebbe,
giusto? Cioè, se facessi una fattura per una prestazione del valore
di 100euro, dovrò comunque pagare 20euro di IVA allo Stato (supponendo
sempre IVA 20%) e dovrò poi dichiarare di avere un reddito di 80euro
su cui dovrò pagare 18,4euro di IRPEF. Mi rimarranno puliti puliti
61,6euro.
> Scusate se la domanda è banale ma è un concetto che mi sfugge.
> Supponete che io sia un commerciante e che abbia venduto un
> solo oggetto in un anno (per semplificare) del valore di 100euro.
> Ricevo dall'acquirente 100euro e, naturalmente, dovrò versare
> l'IVA (supponiamo 20%) allo Stato mediante apposita dichiarazione
> IVA. Mi rimarranno in tasca 80euro che formeranno il mio reddito
> per quell'anno.
> A questo punto dovrò fare anche una dichiarazione dei redditi
> e dovrò pagare l'IRPEF su quanto guadagnato, cioè sugli 80euro.
> Supponendo una tassazione al 23%, dovrò pagare allo Stato ancora
> 18,4euro e mi rimarranno in tasca puliti puliti 61,6euro.
> E' giusto questo ragionamento?
no, non e' giusto. contiene 2 0 3 errori
> Se fossi, invece, un libero professionista la cosa non cambierebbe,
> giusto? Cioè, se facessi una fattura per una prestazione del valore
> di 100euro, dovrò comunque pagare 20euro di IVA allo Stato (supponendo
> sempre IVA 20%) e dovrò poi dichiarare di avere un reddito di 80euro
> su cui dovrò pagare 18,4euro di IRPEF. Mi rimarranno puliti puliti
> 61,6euro.
> E tutto giusto o sbaglio qualcosa?
Sbagli tutto.
a) Dal punto di vista IVA: se quell'oggetto lo vendi a 100 in realta' fai
una fattura di 100+IVA ed incassi 120.
Se intendevi 100 IVA compresa, allora l'imponibile non e' 80 bensi' 83,33
e l'IVA al 20% e' pari a 16,67.
b) dal punto di vista delle imposte dirette, ammesso che l'aliquota sia il
23%, lo devi calcolare sull'utile, cioe' fra la differenza fra il costo di
quell'oggetto (diciamo 70) e il ricavo (diciamo 30).
Quindi il 23% lo applichi a (100-70).
c)L'esempio del professionista e' sbagliato per almeno tre ragioni:
c1) perche' i professionisti non vendono oggetti, prestano servizi;
c2) perche' le loro regole di determinazione del reddito sono diverse da
quelle delle imprese (per cassa anziche' per competenza);
c3) perche' subiscono una ritenuta d'acconto del 20% al momento
dell'incasso della loro fattura.
Ciao
"tango." <redlibertangoxx@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:d4tnik$fik$1@news.newsland.it...
> pozz ha scritto:
[...]
> Sbagli tutto.
Ooopsss... allora ho fatto bene a domandare )
> a) Dal punto di vista IVA: se quell'oggetto lo vendi a 100 in realta' fai
> una fattura di 100+IVA ed incassi 120.
> Se intendevi 100 IVA compresa, allora l'imponibile non e' 80 bensi' 83,33
> e l'IVA al 20% e' pari a 16,67.
Hai ragione. Se 100euro IVA compresa, l'IVA è 100*20/120=16,67euro mentre
se 100euro senza IVA, l'IVA è 100*0.2=20euro. Ho cannato ma la mia domanda
non
era proprio sui valori numerici ma solo sulla tipologia di tassazione.
> b) dal punto di vista delle imposte dirette, ammesso che l'aliquota sia il
> 23%, lo devi calcolare sull'utile, cioe' fra la differenza fra il costo di
> quell'oggetto (diciamo 70) e il ricavo (diciamo 30).
> Quindi il 23% lo applichi a (100-70).
Questo non mi è chiaro. Partiamo dall'oggetto che costa 100euro senza IVA.
Quindi incasso 120euro (100+IVA) e verso 20euro di IVA con apposita
dichiarazione
allo stato. A questo punto io incasso 100euro. Qual è il ricavo?
Probabilmente
tu consideri il costo di quell'oggetto all'ingrosso, dal mio fornitore.
Quindi se l'ho pagato dal fornitore 70euro e ci ho guadagnato 100euro,
ho un ricavo di 30euro. A questo punto pago 30*0,23=6,9euro di IRPEF
(considerando 23% come aliquota).
Se è così mi sfuggiva di considerare il costo originale dell'oggetto...
> c)L'esempio del professionista e' sbagliato per almeno tre ragioni:
> c1) perche' i professionisti non vendono oggetti, prestano servizi;
Si, infatti mi sono dimenticato di dire che stavo parlando, per il
professionista, di un servizio da 100euro.
> c2) perche' le loro regole di determinazione del reddito sono diverse da
> quelle delle imprese (per cassa anziche' per competenza);
E qui credo di non seguirti...
> c3) perche' subiscono una ritenuta d'acconto del 20% al momento
> dell'incasso della loro fattura.
Facciamo un caso concreto. Sono un libero professionista e riesco, nel 2004,
ad accaparrarmi un progetto da un cliente privato. Valuto questo progetto
per 100euro. Poiché mi tolgono una ritenuta (immagino che sia l'analogo
dell'IVA e che alla fine viene versata al fisco) faccio una fattura di
100euro+20euro di ritenuta d'acconto (supponendo 20% sull'imponibile netto).
A questo punto cosa succede?
Il cliente mi dà 100euro e versare 20euro al fisco per conto mio? Oppure
mi dà 120euro e sarò io a versare 20euro al fisco?
Tutto sommato, il mio reddito sarà di 100euro, giusto? A questo punto
devo pagare di IRPEF 100euro*0,23 considerando 23% di aliquota. Giusto?
Scusa per la banalità delle domande e grazie mille per la risposta.
> Se è così mi sfuggiva di considerare il costo originale dell'oggetto...
Hai capito, ma per esprimersi in termini corretti il ricavo e' 100,
l'utile e' 30
> > c)L'esempio del professionista e' sbagliato per almeno tre ragioni:
> > c1) perche' i professionisti non vendono oggetti, prestano servizi;
> c2) perche' le loro regole di determinazione del reddito sono diverse da
> > quelle delle imprese (per cassa anziche' per competenza);
> E qui credo di non seguirti...
per i professionisti da un punto di vista fiscale, si fa riferimento al
pagamento. Se il 31.12.2004emetto fattura per servizi svolti nel 2004 e la
incasso nel 2005, quella fattura concorre a formare il reddito del 2005.
Per le imprese non e' cosi', vale il criterio di competenza.
> > c3) perche' subiscono una ritenuta d'acconto del 20% al momento
> > dell'incasso della loro fattura.
> Facciamo un caso concreto. Sono un libero professionista e riesco, nel 2004,
> ad accaparrarmi un progetto da un cliente privato. Valuto questo progetto
> per 100euro. Poiché mi tolgono una ritenuta (immagino che sia l'analogo
> dell'IVA e che alla fine viene versata al fisco) faccio una fattura di
> 100euro+20euro di ritenuta d'acconto (supponendo 20% sull'imponibile netto).
> A questo punto cosa succede?
Non e' una specie di IVA. E' un acconto d'imposta IRE
Lasciamo perdere il cliente privato, parliamo di un'impresa committente.
Emetti una fattura di 100 piu' IVA=120. Te ne paga solo 100 e 20 il versa
all'Erario (la ritenuta d'acconto). Per te e' un acconto d'imposta che
detrarrai al momento di pagare l'IRPEF (o l'IRE) in sede di dichiarazione
dei redditi.
Ciao
"Tango." <redlibertangoxx@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:d512og$t97$1@news.newsland.it...
> pozz ha scritto:
[...]
> Non e' una specie di IVA. E' un acconto d'imposta IRE
> Lasciamo perdere il cliente privato, parliamo di un'impresa committente.
> Emetti una fattura di 100 piu' IVA=120. Te ne paga solo 100 e 20 il versa
> all'Erario (la ritenuta d'acconto). Per te e' un acconto d'imposta che
> detrarrai al momento di pagare l'IRPEF (o l'IRE) in sede di dichiarazione
> dei redditi.
Quindi quell'acconto è relativo al reddito del libero professionista, non
è una tassa a parte come l'IVA.
La cosa che non mi torna è che il commerciante deve pagare l'IVA più le
tasse dovute al reddito. Il libero professionista paga solo le
tasse dovute al suo reddito ma niente di più...
> Quindi quell'acconto è relativo al reddito del libero professionista, non
> è una tassa a parte come l'IVA.
si', e' un acconto relativo alle imposte sul reddito.
> La cosa che non mi torna è che il commerciante deve pagare l'IVA più le
> tasse dovute al reddito. Il libero professionista paga solo le
> tasse dovute al suo reddito ma niente di più...
Ma no! Allora non hai capito nulla!
Dal punto di vista IVA sono commerciante e professionista sono
identici!!!: entrambi addebitano l'IVA al cliente, la incassano e la
versano allo Stato con le regole vigenti da circa 33 (trentatre) anni. Non
si puo' spiegarne il funzionamento in poche righe, mi spiace Pozz.
Ciao
"Tango." <Redlibertangoxx@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:d539cm$og3$1@news.newsland.it...
> pozz ha scritto:
> > La cosa che non mi torna è che il commerciante deve pagare l'IVA più le
> > tasse dovute al reddito. Il libero professionista paga solo le
> > tasse dovute al suo reddito ma niente di più...
> Ma no! Allora non hai capito nulla!
> Dal punto di vista IVA sono commerciante e professionista sono
> identici!!!: entrambi addebitano l'IVA al cliente, la incassano e la
> versano allo Stato con le regole vigenti da circa 33 (trentatre) anni. Non
> si puo' spiegarne il funzionamento in poche righe, mi spiace Pozz.
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