"Giovanni Morrone" ha scritto nel messaggio
> Tizio è un produttore e Caio è un grossista. Concludono un contratto
> in cui Tizio vende a Caio un suo prodotto.
> In assenza di determinazione in merito, il prezzo convenuto è da
> intendersi IVA compresa o IVA eslcusa ?
iva esclusa
Il salomonico "Mr Mojo Rising" <anfass2003@yahoo.it> il Sat, 24 Jul
2004 19:30:28 +0200 sentenziò:
>> Tizio è un produttore e Caio è un grossista. Concludono un contratto
>> in cui Tizio vende a Caio un suo prodotto.
>>> In assenza di determinazione in merito, il prezzo convenuto è da
>> intendersi IVA compresa o IVA eslcusa ?
>>iva esclusa
"Giovanni Morrone" <-----------@libero.it> ha scritto nel messaggio
> >> In assenza di determinazione in merito, il prezzo convenuto è da
> >> intendersi IVA compresa o IVA eslcusa ?
> >> >iva esclusa
> In base a quale norma ?
> GM
Il salomonico "E. De Napoli" <ettden***@tin.it> il Sat, 24 Jul 2004
18:14:19 GMT sentenziò:
>> >> In assenza di determinazione in merito, il prezzo convenuto è da
>> >> intendersi IVA compresa o IVA eslcusa ?
>> >>> >iva esclusa
>>> In base a quale norma ?
>>> GM
>Nessuna !!
>Ci sono anche l' accordo/pattuizione verbale.
>Grazieee !!
????????????????
Avevo cheisto di sapere quale fosse la norma SUPPLETIVA, visto che mi
è stato risposto che in assenza di specifico accordo il prezzo si
intende IVA esclusa...
"Giovanni Morrone" <-----------@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:h7h6g052vdar823f2cqkmdcek3l9kuq7lt@4ax.com...
> Il salomonico "E. De Napoli" <ettden***@tin.it> il Sat, 24 Jul 2004
> 18:14:19 GMT sentenziò:
> Avevo cheisto di sapere quale fosse la norma SUPPLETIVA, visto che mi
> è stato risposto che in assenza di specifico accordo il prezzo si
> intende IVA esclusa...
può essere in base agli usi? vedi raccolta della cciaa.
"Giovanni Morrone" <-----------@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:dr65g0dlsfeqq8ufv47deuandcuolfnprd@4ax.com...
> Tizio è un produttore e Caio è un grossista. Concludono un contratto
> in cui Tizio vende a Caio un suo prodotto.
> In assenza di determinazione in merito, il prezzo convenuto è da
> intendersi IVA compresa o IVA eslcusa ?
> Esiste una norma suppletiva?
> GM
col consumatore finale sicuramente iva inclusa. col grossista direi
istintivamente iva esclusa perchè il valore della merce non ha nulla a che
vedere con l'IVA che è un'imposta che grava sul consumatore se non ha titoli
vari d'esenzione.
"Giovanni Morrone" <-----------@libero.it> ha scritto nel messaggio
> Avevo cheisto di sapere quale fosse la norma SUPPLETIVA, visto che mi
> è stato risposto che in assenza di specifico accordo il prezzo si
> intende IVA esclusa...
> GM
Se vai in quell'ipermercato nel regolamento interno c'è scritto che le merci
sono già "IVATE" in quell'altro "NO" perciò se non ci scrivi nel contratto
come viene trattato il prezzo delle merci la norma non te la troviamo !!
> Tizio è un produttore e Caio è un grossista. Concludono un contratto
> in cui Tizio vende a Caio un suo prodotto.
> In assenza di determinazione in merito, il prezzo convenuto è da
> intendersi IVA compresa o IVA eslcusa ?
Iva esclusa.
> Esiste una norma suppletiva?
Non serve alcuna norma.
Il prezzo è il corrispettivo della cessione del bene. Nei rapporti tra
imprenditori l'iva è una semplice partita di giro.
Cosa diversa nei rapporti con il consumatore finale, il quale deve
sopportare il carico dell'imposizione indiretta e nei confronti del quale
il prezzo è sempre inteso iva inclusa.
>Avevo cheisto di sapere quale fosse la norma SUPPLETIVA, visto che mi
>è stato risposto che in assenza di specifico accordo il prezzo si
>intende IVA esclusa...
dalla genericità delle risposte che hai ottenuto capirai tu stesso che
il caso deve essere definito sulla base dei principi generali dei
contratti tra le parti.
Se hai accettato di acquistare un prodotto ad un certo prezzo, e nulla
di più era stato definito con il venditore, quel SOLO importo devi
pagare e chi deve emettere il documento fiscale lo emettera'
considerando quell'importo comprensivo dell'imposta che non poteva NON
chiedere all'acquirente.
> dalla genericità delle risposte che hai ottenuto capirai tu stesso che
> il caso deve essere definito sulla base dei principi generali dei
> contratti tra le parti.
> Se hai accettato di acquistare un prodotto ad un certo prezzo, e nulla
> di più era stato definito con il venditore, quel SOLO importo devi
> pagare e chi deve emettere il documento fiscale lo emettera'
> considerando quell'importo comprensivo dell'imposta che non poteva NON
> chiedere all'acquirente.
Il prezzo di vendita *finale* è sempre comprensivo di IVA ed altre
imposte (D.lgs. 25 febbraio 2000, n. 84), ma questo *vale solo in favore
dei consumatori*.
Nei rapporti fra professionisti (i.e. non consumatori) il prezzo è
indicato IVA esclusa perché per loro l'IVA *non* è un costo ma una
semplice partita di giro (i.e. se la scaricano).
Il salomonico "E. De Napoli" <ettden***@tin.it> il Sun, 25 Jul 2004
08:13:36 GMT sentenziò:
>se non ci scrivi nel contratto
>come viene trattato il prezzo delle merci la norma non te la troviamo !!
Non parlo di norme autonome, da di norme eteronome suppletive, ossia
quelle che in caso di controversia inducono il giudice ad operare
delle integrazioni a clausole che non sono reglate contrattualmente.
Queste NORME DEVONO ESSERCI per il motivo che nel nostro ordinamento
giuridico il giudice civile non può sottrarsi ad emettere una
decisione.
Esse saranno o individuate da una disposizione espressa (che credo vi
sia data l'ovvietà della materia) oppure verranno individuate in sede
"esegetica" in base all'art. 1362 ss cc, ovvero ancora in sede
integrativa ex art. 1340 cc. Corretta l'ipotesi anche di quel lettore
che parlava di usi normativi praeter legem ex art. 8 preleggi.
"Giovanni Morrone" <-----------@libero.it> ha scritto nel messaggio
> Il salomonico "E. De Napoli" <ettden***@tin.it> il Sun, 25 Jul 2004
> 08:13:36 GMT sentenziò:
> >se non ci scrivi nel contratto
> >come viene trattato il prezzo delle merci la norma non te la troviamo !!
> Non parlo di norme autonome, da di norme eteronome suppletive, ossia
> quelle che in caso di controversia inducono il giudice ad operare
> delle integrazioni a clausole che non sono reglate contrattualmente.
> Queste NORME DEVONO ESSERCI per il motivo che nel nostro ordinamento
> giuridico il giudice civile non può sottrarsi ad emettere una
> decisione.
> Esse saranno o individuate da una disposizione espressa (che credo vi
> sia data l'ovvietà della materia) oppure verranno individuate in sede
> "esegetica" in base all'art. 1362 ss cc, ovvero ancora in sede
> integrativa ex art. 1340 cc. Corretta l'ipotesi anche di quel lettore
> che parlava di usi normativi praeter legem ex art. 8 preleggi.
> GM
Hai scritto di un contratto concluso per la fornitura dei beni. Giusto ?
Ti ho posto una precisa domanda: cosa reca il contratto circa il prezzo dei
beni ??
Se mi rispondi potremo continuare ad argomentare. CHIAROO !!!%IVA!! :-)))
"Giovanni Morrone" ha scritto nel messaggio
> Non parlo di norme autonome, da di norme eteronome suppletive, ossia
> quelle che in caso di controversia inducono il giudice ad operare
> delle integrazioni a clausole che non sono reglate contrattualmente.
> Queste NORME DEVONO ESSERCI per il motivo che nel nostro ordinamento
cercale e fammi sapere
attendo con ansia :-))
ciao
>Il prezzo di vendita *finale* è sempre comprensivo di IVA ed altre
>imposte (D.lgs. 25 febbraio 2000, n. 84), ma questo *vale solo in favore
>dei consumatori*.
>Nei rapporti fra professionisti (i.e. non consumatori) il prezzo è
>indicato IVA esclusa perché per loro l'IVA *non* è un costo ma una
>semplice partita di giro (i.e. se la scaricano).
La seconda osservazione è attenta ed interessante ma la sua
impostazione mi sembra poco giuridica e molto "commerciale" .
Non penso che, sulla base di tale osservazione, possa essere
giuridicamente risolta una controversia tra professionisti.
Anche tra loro valgono i principi generali dell'accordo sul prezzo di
una fornitura e quindi il prezzo sul quale si sono messi d'accordo
comprende tutto.
"Giovanni Morrone" <-----------@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:vsf7g01aeq9raa1h0ki26fagvdb6li6sj4@4ax.com...
> Non parlo di norme autonome, da di norme eteronome suppletive, ossia
> quelle che in caso di controversia inducono il giudice ad operare
> delle integrazioni a clausole che non sono reglate contrattualmente.
qui sta il tuo errore di impostazione.
Non c'è, infatti, alcun vuoto negoziale da colmare (e l'applicazione di una
"imposta" è, per definizione, sottratta alla volontà delle parti).
Le parti hanno determinato un corrispettivo?
Bene, in base all'art.13 legge 633/'72 esso costituirà l'"imponibile" sulla
base del quale dovrà essere applicata l'imposta, se dovuta.
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