Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
Vorrei porre dei quesiti a chi gentilmente vorra' rispondermi.
Perdonate le ingenuità.
Un libero professionista ha lavorato per un periodo di alcuni anni per
poche ore alla settimana (per ragioni sue: perché è agli inizi della
carriera, ha pochi clienti, stava completando la sua formazione, ecc.)
disponendo di mezzi e aiuti che gli consentivano di vivere.
Il suo reddito è basso agli occhi dell'AdE e, non essendosi adeguato
ai parametri (1999) né avendo effettuato condono (si tratta di persona
onesta che ha sempre dichiarato ogni reddito), riceve una lettera per
un accertamento dove l'Ufficio favoleggia entrate spropositatamente
più alte.
Di fronte alla netta conferma circa la veridicità di quanto
dichiarato, l'AdE farà una controproposta (sembra di essere al suk).
Ora vorrei chiederVi:
1) Quale strada conviene intraprendere e quale probabilità si ha di
dimostrare le proprie ragioni?
2) Quali argomentazioni/documentazioni si possono utilizzare?
3) Come può scegliere un commercialista che lo rappresenti visto che
dell'attuale ha perso fiducia?
4) Quale difesa ha il cittadino di fronte a personaggi che esercitano
la loro funzione in modo vessatorio e che l'anno prossimo potrebbero
sostenere: "lei ha guadagnato 10 volte tanto" Chi lo dice? "Lo dicono
i parametri e lo diciamo noi. Ci dimostri il contrario". E perché non
dimostrano loro quello che affermano?
5) Quale ingiusto costo (economico e di tempo) ha la dimostrazione
della propria verità? Oppure conviene dichiarare il falso ammettendo
un reddito non percepito, pagando imposte e sanzioni non dovute per
acquistare (?!) la tranquillità nello Stato di Diritto?
6) In generale vorrei capire che possibilità ha un libero
professionista di esercitare il proprio diritto di lavorare
"part-time" (per scelta o per necessità) senza essere perseguitato da
chi pregiudizialmente lo considera un evasore?
Ringrazio sentitamente chi vorrà gentilmente rispondermi o comunque
chi è arrivato a leggere fino a qui.
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
mr <####hm.ml####@tiscali.it> wrote:
>Un libero professionista ha lavorato per un periodo di alcuni anni per
>poche ore alla settimana (per ragioni sue: perché è agli inizi della
>carriera, ha pochi clienti, stava completando la sua formazione, ecc.)
>disponendo di mezzi e aiuti che gli consentivano di vivere.
>Il suo reddito è basso agli occhi dell'AdE e, non essendosi adeguato
>ai parametri (1999) né avendo effettuato condono (si tratta di persona
>onesta che ha sempre dichiarato ogni reddito), riceve una lettera per
>un accertamento dove l'Ufficio favoleggia entrate spropositatamente
>più alte.
>Di fronte alla netta conferma circa la veridicità di quanto
>dichiarato, l'AdE farà una controproposta (sembra di essere al suk).
>Ora vorrei chiederVi:
>1) Quale strada conviene intraprendere
Dipende dall'entita' delle cifre in ballo.
>e quale probabilità si ha di
>dimostrare le proprie ragioni?
E' impossibile rispondere senza conoscere i fatti.
>2) Quali argomentazioni/documentazioni si possono utilizzare?
Le hai scritte sopra: "perché è agli inizi della carriera, ha pochi
clienti, stava completando la sua formazione, ecc.) disponendo di
mezzi e aiuti che gli consentivano di vivere".
Il vero problema e' fornire le prove di quello che hai scritto.
>3) Come può scegliere un commercialista che lo rappresenti visto che
>dell'attuale ha perso fiducia?
Parlane con il tuo commercialista: se e' venuta a mancare la fiducia
conviene ad entrambi interrompere il rapporto.
>4) Quale difesa ha il cittadino di fronte a personaggi che esercitano
>la loro funzione in modo vessatorio e che l'anno prossimo potrebbero
>sostenere: "lei ha guadagnato 10 volte tanto" Chi lo dice? "Lo dicono
>i parametri e lo diciamo noi. Ci dimostri il contrario". E perché non
>dimostrano loro quello che affermano?
Perche' con l'applicazione dei parametri si inverte l'onere della
prova.
Le difese che puoi attuare sono scritte sopra.
>5) Quale ingiusto costo (economico e di tempo) ha la dimostrazione
>della propria verità? Oppure conviene dichiarare il falso ammettendo
>un reddito non percepito, pagando imposte e sanzioni non dovute per
>acquistare (?!) la tranquillità nello Stato di Diritto?
E' una valutazione di merito. A volte instaurare un contenzioso costa
di piu' delle somme (talvolta ingiustamente) richieste.
>6) In generale vorrei capire che possibilità ha un libero
>professionista di esercitare il proprio diritto di lavorare
>"part-time" (per scelta o per necessità) senza essere perseguitato da
>chi pregiudizialmente lo considera un evasore?
Devi essere in grado di dimostrare, con argomentazioni convincenti, il
motivo per cui lavori a part-time.
Ciao
--
Soldato Blu
(Rimuovi "Berlusconi_dal_Governo" per rispondermi)
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
"mr" <####hm.ml####@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4k7ne0ttev847b89r2cpfp3pntqbm4d2vv@4ax.com...
> Vorrei porre dei quesiti a chi gentilmente vorra' rispondermi.
> Perdonate le ingenuità.
> Un libero professionista ha lavorato per un periodo di alcuni anni per
> poche ore alla settimana (per ragioni sue: perché è agli inizi della
> carriera, ha pochi clienti, stava completando la sua formazione, ecc.)
> disponendo di mezzi e aiuti che gli consentivano di vivere.
> Il suo reddito è basso agli occhi dell'AdE e, non essendosi adeguato
> ai parametri (1999) né avendo effettuato condono (si tratta di persona
> onesta che ha sempre dichiarato ogni reddito), riceve una lettera per
> un accertamento dove l'Ufficio favoleggia entrate spropositatamente
> più alte.
> Di fronte alla netta conferma circa la veridicità di quanto
> dichiarato, l'AdE farà una controproposta (sembra di essere al suk).
Questa è la definizione gentile. Io lo chiamo "mercato delle vacche".
No: il fisco non ammette che uno faccia una libera professione per hobby o
quasi.
Chi ha partita Iva tot deve incassare e quindi tot deve pagare, giusto o
ingiusto che sia purtroppo così è.
Se poi vuoi un conforto sul fatto che sia ingiusto, concordo con te.
All'università anni fa mi hanno insegnato tante belle teorie sulla capacità
contributiva e sul concorso di tutti alle spese dello stato. Le imposte sul
reddito dovrebbero essere "sul reddito", cioè a fronte di un guadagno
***reale*** è giusto dare una parte di questo guadagno alla collettività.
Ritengo assolutamente non giustificabile invece dover versare una parte di
un guadagno che ***non ho*** realizzato (reddito catastale degli immobili,
minimum tax, parametri, studi di settore).
> 1) Quale strada conviene intraprendere e quale probabilità si ha di
> dimostrare le proprie ragioni?
Accertamento con adesione
> 2) Quali argomentazioni/documentazioni si possono utilizzare?
Tutto quello che vuoi, l'importante che siano dimostrabili
> 3) Come può scegliere un commercialista che lo rappresenti visto che
> dell'attuale ha perso fiducia?
Chiedendo a amici, parenti e conoscenti, nello stesso modo in cui ti informi
circa un buon medico specialista, un buon avvocato, un buon dentista, ecc...
> 4) Quale difesa ha il cittadino di fronte a personaggi che esercitano
> la loro funzione in modo vessatorio e che l'anno prossimo potrebbero
> sostenere: "lei ha guadagnato 10 volte tanto" Chi lo dice? "Lo dicono
> i parametri e lo diciamo noi. Ci dimostri il contrario". E perché non
> dimostrano loro quello che affermano?
Si chiama "inversione dell'onere della prova". Per la valutazione
***morale*** vedi sopra.
> 5) Quale ingiusto costo (economico e di tempo) ha la dimostrazione
> della propria verità? Oppure conviene dichiarare il falso ammettendo
> un reddito non percepito, pagando imposte e sanzioni non dovute per
> acquistare (?!) la tranquillità nello Stato di Diritto?
Assolutamente no.
> 6) In generale vorrei capire che possibilità ha un libero
> professionista di esercitare il proprio diritto di lavorare
> "part-time" (per scelta o per necessità) senza essere perseguitato da
> chi pregiudizialmente lo considera un evasore?
>>3) Come può scegliere un commercialista che lo rappresenti visto che
>>dell'attuale ha perso fiducia?
>Parlane con il tuo commercialista: se e' venuta a mancare la fiducia
>conviene ad entrambi interrompere il rapporto.
Data la condotta ambigua e, credo, incompetente ma soprattutto per la
mancanza di fiducia nella mia parola il rapporto si interromperà
presto.
>Perche' con l'applicazione dei parametri si inverte l'onere della
>prova.
[cut]
> A volte instaurare un contenzioso costa
>di piu' delle somme (talvolta ingiustamente) richieste.
[cut]
>Devi essere in grado di dimostrare, con argomentazioni convincenti, il
>motivo per cui lavori a part-time.
Sarò idealista (forse per questo non ho evaso) perciò faccio qualche
domanda stupida: questa "presunzione di evasione" a priori, questo
pretendere che il cittadino giustifichi le sue scelte non sono lesivi
della libertà individuale e dunque incostituzionali?
E' come se avendo io la patente e un auto, ogni anno la giustizia mi
chiedesse di dimostrare che non ho investito X persone di cui non si
conosce il responsabile: perché? Perché statisticamente esiste una
certa probabilità che io provochi incidenti. Senza altro indizio.
Intanto affronto il giusto processo, accollandomi le spese e i
fastidi, poi si vedrà.
Perchè devo pagare questo "pizzo" allo Stato che mi considera a priori
ladro o essere comunque obbligato a rivolgermi a un professionista che
con la sua competenza (che io ovviamente non possiedo), mi difenderà e
forse mi trarrà da questo impiccio ma che ovviamente e giustamente mi
chiederà un compenso per il suo lavoro?
Dunque la vessazione fiscale o le spese accessorie per difendersi
dalle accuse ingiuste sono costi obbligatori per la produzione?
>>Di fronte alla netta conferma circa la veridicità di quanto
>>dichiarato, l'AdE farà una controproposta (sembra di essere al suk).
>Questa è la definizione gentile. Io lo chiamo "mercato delle vacche".
>No: il fisco non ammette che uno faccia una libera professione per hobby o
>quasi.
>Chi ha partita Iva tot deve incassare e quindi tot deve pagare, giusto o
>ingiusto che sia purtroppo così è.
>Se poi vuoi un conforto sul fatto che sia ingiusto, concordo con te.
>All'università anni fa mi hanno insegnato tante belle teorie sulla capacità
>contributiva e sul concorso di tutti alle spese dello stato. Le imposte sul
>reddito dovrebbero essere "sul reddito", cioè a fronte di un guadagno
>***reale*** è giusto dare una parte di questo guadagno alla collettività.
>Ritengo assolutamente non giustificabile invece dover versare una parte di
>un guadagno che ***non ho*** realizzato (reddito catastale degli immobili,
>minimum tax, parametri, studi di settore).
Molte grazie per la risposta e per la solidarietà.
>> 1) Quale strada conviene intraprendere e quale probabilità si ha di
>> dimostrare le proprie ragioni?
>Accertamento con adesione
Perdona l'ignoranza, in che cosa consiste?
Nel fatto che io aderisca alla loro controproposta e mi dichiari
quindi evasore?
E poi nei prossimi anni si sentiranno autorizzati a tartassarmi
ulteriormente visto che una volta ho ammesso implicitamente un torto
per quanto non commesso?
Questo mi ripugna.
E se invece proseguo nel contenzioso quanto tempo in media può durare?
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
mr wrote:
> Un libero professionista ha lavorato per un periodo di alcuni anni per
> poche ore alla settimana (per ragioni sue: perché è agli inizi della
> carriera, ha pochi clienti, stava completando la sua formazione, ecc.)
> disponendo di mezzi e aiuti che gli consentivano di vivere.
> Il suo reddito è basso agli occhi dell'AdE e, non essendosi adeguato
> ai parametri (1999) né avendo effettuato condono (si tratta di persona
> onesta che ha sempre dichiarato ogni reddito), riceve una lettera per
> un accertamento dove l'Ufficio favoleggia entrate spropositatamente
> più alte.
Prima possibilità: se ci sono, per l'anno 99 appica gli Studi di settore. Se
sono più bassi avrai un beneficio.
Secondo: non è che in attività ci sono dei beni ammortizzabili inseriti per
qualsiasi motivo e magari acquistati con i soldi del lavoro dipendnete e
inseriti in contabilità per i benefici fiscali?
Ho avuto lo stesso caso: pensionato che con la liquidazione, dopo essere
divantato agente di commercio, si è comprato la macchina e l'ha messa in
contabilità. Risultato? Nel 1999 non congruo agli SDS e non si è voluto
adeguare (Disse: tanto ci penso io con l'AdE).
Lo hanno chiamato.... appena scaduto il condono. Risultato : su 15 milioni
di lire di adeguamento, ci si sta accordando alla metà.
> 4) Quale difesa ha il cittadino di fronte a personaggi che esercitano
> la loro funzione in modo vessatorio e che l'anno prossimo potrebbero
> sostenere: "lei ha guadagnato 10 volte tanto" Chi lo dice? "Lo dicono
> i parametri e lo diciamo noi. Ci dimostri il contrario". E perché non
> dimostrano loro quello che affermano?
Perchè loro come dimostrazione hanno i parametri.
Per il mio caso, per permettersi quell'auto avrebbe dovut avere un congruo
reddito ma non lo aveva.
Sui numeri avevnao ragione: era sulle modalità che non l'avevano. Ma sono
stati inflessibili.
> 5) Quale ingiusto costo (economico e di tempo) ha la dimostrazione
> della propria verità? Oppure conviene dichiarare il falso ammettendo
> un reddito non percepito, pagando imposte e sanzioni non dovute per
> acquistare (?!) la tranquillità nello Stato di Diritto?
Beh no, quello no
> 6) In generale vorrei capire che possibilità ha un libero
> professionista di esercitare il proprio diritto di lavorare
> "part-time" (per scelta o per necessità) senza essere perseguitato da
> chi pregiudizialmente lo considera un evasore?
Non so che tipo di lavoro tu abbia, ma molti Studi di settore prevedono di
indicare ore e settimane lavorative.
Verifica se è il tuo caso.
> Ringrazio sentitamente chi vorrà gentilmente rispondermi o comunque
> chi è arrivato a leggere fino a qui.
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
"mr" <####hm.ml####@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:fsine0l5jdaf2cvjk0v6bvm1sl3vq7ifpd@4ax.com...
> >> 1) Quale strada conviene intraprendere e quale probabilità si ha di
> >> dimostrare le proprie ragioni?
> > >Accertamento con adesione
> Perdona l'ignoranza, in che cosa consiste?
> Nel fatto che io aderisca alla loro controproposta e mi dichiari
> quindi evasore?
No: è la definizione giuridica del "mercato delle vacche".
Vai (tu od il tuo professionista di fiducia) e ***contratti*** il tuo volume
d'affari e di conseguenza il tuo reddito.
> E poi nei prossimi anni si sentiranno autorizzati a tartassarmi
> ulteriormente visto che una volta ho ammesso implicitamente un torto
> per quanto non commesso?
Questo da un punto di vista normativo non è assolutamente vero. Se poi
invece intendi che un funzionario può sapere che l'anno precedente hai
concordato un maggior reddito e quindi si forma la convinzione che
"sicuramente evade" se gli sta bene versare imposte su di un reddito non
conseguito, allora non ti posso dare torto.
Se invece sei convinto delle tue ragioni, ma soprattutto del principio che
sia ingiusto pagare quanto non dovuto, allora vai di contenzioso (ve ne sono
alcuni vinti proprio per accertamento in base a parametri); tra l'altro ti
ha risposto anche Soldato Blu, che sicuramente è la persona più indicata e
che possa consigliarti in tal senso, essendo unanimamente considerato un
mago del contenzioso.
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
mr <####hm.ml####@tiscali.it> wrote:
>Sarò idealista (forse per questo non ho evaso) perciò faccio qualche
>domanda stupida: questa "presunzione di evasione" a priori, questo
>pretendere che il cittadino giustifichi le sue scelte non sono lesivi
>della libertà individuale e dunque incostituzionali?
Le tue argomentazioni sono senza dubbio condivisibili.
Purtroppo l'accertamento in base ai parametri e' ritenuto legittimo
dalla giurisprudenza di grado piu' elevato.
Ti devi quindi difendere nel merito. Tieni conto di tutti i validi
suggerimenti che hai ricevuto in questo thread.
>Dunque la vessazione fiscale o le spese accessorie per difendersi
>dalle accuse ingiuste sono costi obbligatori per la produzione?
In teoria chi perde in contenzioso dovrebbe pagare le spese di
giudizio alla controparte.
In pratica la norma non sempre, forse raramente, viene applicata dalle
commissioni tributarie.
Ciao
--
Soldato Blu
(Rimuovi "Berlusconi_dal_Governo" per rispondermi)
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
mr <####hm.ml####@tiscali.it> wrote:
>E se invece proseguo nel contenzioso quanto tempo in media può durare?
Diversi anni, se dovrai percorrere tutti i gradi di giudizio.
Anche se ora in Comm. Trib. Provinciale i ricorsi vengono discussi
celermente.
Esempi:
Comm. Trib. Prov. di Padova: ricorso depositato a maggio 2004, udienza
il 5 ottobre;
Comm. Trib. Prov. di Vicenza: ricorso depositato a marzo 2004, udienza
il 23 settembre.
Ciao
--
Soldato Blu
(Rimuovi "Berlusconi_dal_Governo" per rispondermi)
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
On Wed, 7 Jul 2004 12:31:52 +0200, "Francesco...."
<colfranLE@TRACCEinvalid.email.it> wrote:
Mille grazie anche a te per le risposte e la solidarietà
>Prima possibilità: se ci sono, per l'anno 99 appica gli Studi di settore. Se
>sono più bassi avrai un beneficio.
Nel 99 non c'erano SDS per la mia professione ed ero in contabilità
forfetaria. Con gli studi attuali la congruità sarebbe raggiunta con
cifre meno assurde di quelle che quei signori mi imputano. Può
servire?
>Secondo: non è che in attività ci sono dei beni ammortizzabili inseriti per
>qualsiasi motivo e magari acquistati con i soldi del lavoro dipendnete e
>inseriti in contabilità per i benefici fiscali?
>Ho avuto lo stesso caso: pensionato che con la liquidazione, dopo essere
>divantato agente di commercio, si è comprato la macchina e l'ha messa in
>contabilità. Risultato? Nel 1999 non congruo agli SDS e non si è voluto
>adeguare (Disse: tanto ci penso io con l'AdE).
>Lo hanno chiamato.... appena scaduto il condono. Risultato : su 15 milioni
>di lire di adeguamento, ci si sta accordando alla metà.
Sono senza parole: come avrebbe potuto acquistare l'auto?
Avrebbe dovuto ricorrere a un prestito considerando le rate come
costi?
Se l'auto è acquistata con soldi non totalmente derivanti
dall'attività autonoma (es. proprio capitale che va a integrare i
proventi dell'attività e consente anche di sopravvivere) non deve
quindi essere considerata come costo (nè come quota ammortizzabile nè
le spese per benzina, ecc.) anche se l'auto viene utilizzata per
lavorare?
E se l'auto preesisteva all'attività come va considerata e come entra
nei parametri/SdS?
Tremo per gli anni successivi.
Anche a me hanno rimproverato di non aver fatto il condono.
Re: Lavoro autonomo, "part-time", parametri e contenzioso (lungo)
mr wrote:
> Nel 99 non c'erano SDS per la mia professione ed ero in contabilità
> forfetaria. Con gli studi attuali la congruità sarebbe raggiunta con
> cifre meno assurde di quelle che quei signori mi imputano. Può
> servire?
Si, può servire
Ricalcola con gli studi di settore se ti è possibile
Sei sicuro sul forfetaria?
I forfetari sono esclusi da SDS
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