Mi ritrovo un paio di professionisti con ingenti spese per vitto (
ristorante) e alloggio (Albergo) che superano ampiamente i limiti posti
dall' art 50 comma 5 del tuirr ( 2%)
Sono spese realmente sostenute, poiche entrambi si spostano e lavorano
presso i committenti ( multinazionali) in tutta italia e all'estero ( cee )
per periodi di tempo che possono variare da un paio di settimane a 6/7 mesi
La quota persa è ingente . ( in un caso si prevedono oltre 15000 euro di
spese di cui 13000 andrebbero persi in quanto eccedenti il 2% del
fatturato).
A parte una considerazione, sull' inquità di tale limite che sarebbe ora di
ritoccare ( in tempi di globalizzazione la mobilità si è notevolmente
accresciuta )
sorge la necessità di trovare una soluzione .
Capita anche a voi ?
ipotesi vagliate :
Per permanenze superiori ad un mese affittare un appartamento dichiarandolo
come ufficio ..... in effetti l'art. 50 letteralmente parla di " spese
relative a prestazioni ALBERGHIERE e a somministrazioni di alimenti e
bevande in PUBBLICI esercizi.." non cita residence o consumo pasti in un
proprio appartamento ...
mi sfugge qualcosa ?
Tale limite del 2% vale anche per l'estero ? o esiste una norma (
circolare ) che consenta di superarlo ?
"-D-G-" <studio.gallottiTOGLISPAM@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:c0si5l$1avpu6$1@ID-86538.news.uni-berlin.de...
> Mi ritrovo un paio di professionisti con ingenti spese per vitto (
> ristorante) e alloggio (Albergo) che superano ampiamente i limiti posti
> dall' art 50 comma 5 del tuirr ( 2%)
> Sono spese realmente sostenute, poiche entrambi si spostano e lavorano
> presso i committenti ( multinazionali) in tutta italia e all'estero (
cee )
> per periodi di tempo che possono variare da un paio di settimane a 6/7
mesi
Ho un caso analogo per un famoso DJ che esplica la sua attività presso le
discoteche di tutta Europa.
E' evidente che dormire in albergo è una necessita dovuta alla peculiarità
dell'attività.
Sto pensando di percorrere la strada del comma 8 dell'art. 37bis del 600/73.
Qualcuno ha mai utilizzato questo strumento per casi analoghi?
"Filippo Mangiapane" <drfilman@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:c0slp8$1aj5kj$1@ID-50819.news.uni-berlin.de...
> Sto pensando di percorrere la strada del comma 8 dell'art. 37bis del
600/73.
> Qualcuno ha mai utilizzato questo strumento per casi analoghi?
no
mi sembra interessante, con quali argomentazioni ?
disparità di trattamento rispetto ad un analogo lavoro svolto però sotto
forma di Impresa anzichè professinista ?
necessità ed indispensabilità delle spese ai fini della produzione del
reddito ?
e poi mi pare di capire che l'eventuale istanza di interpello richiamata dal
comma 8 dovrebbe contenere in allegato copia della documentazione (copia
delle fatture ?) e quindi sarebbe un richiesta post spesa con tempi di
risposta piuttosto lunghi ( 90 gg) mentre la necessità sarebbe quella di
avere un parere preventivo .
p.s .
Dove è possibile trovare sul web una lista completa degli interpelli ?
ciao
d-g-
Il Tue, 17 Feb 2004 10:16:46 +0100, "Filippo Mangiapane"
<drfilman@tin.it> scrisse:
>Sto pensando di percorrere la strada del comma 8 dell'art. 37bis del 600/73.
Potrebbe essere una strada, ma creo sia difficile avere una risposta
positiva, che aprirebbe la strada ad una "opinabilità" delle spese di
alberghi/ristorante molto pericolosa per l'erario.
Credo che si tratti comunque di una norma da cambiare; si potrebbe per
es. limitare la deducibilità, magari portandola all'1%, per le sole
prestazioni usufruite in provincia o in regione, consentendo invece
l'intera deducibilità per le prestazioni fuori regione e all'estero se
comprovate da idonea documentazione (notule a clienti nella zona,
ecc.).
Del pari è da eliminare l'assurda disposizione che limita per noi al
50% la deduzione per i corsi e convegni; limitazione nata per
contrastare la pratica dei congressi in Costa Azzurra o alle Maldive
per i medici e che ha avuto l'effetto di farci dedurre solo la metà
dell'importo anche se andiamo a 20 Km da casa per un corso sul
bilancio che costa 1.000 euro...
Ciao
Conte Oliver (che non risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
"-D-G-" <studio.gallottiTOGLISPAM@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:c0ss71$1b4rlp$1@ID-
> mi sembra interessante, con quali argomentazioni ?
> disparità di trattamento rispetto ad un analogo lavoro svolto però sotto
> forma di Impresa anzichè professinista ?
> necessità ed indispensabilità delle spese ai fini della produzione del
> reddito ?
La disparità di trattamento si può invocare, ma non mi sembra l'elemento
essenziale.
Se la limitazione dell'art. 50, 5 comma, (il 2%) è norma pensata per
limitare fenomeni elusivi, dovrebbe bastare il fornire la prova
dell'essenzialità delle spese alla produzione del reddito e quindi della
stretta correlazione delle stesse con la realizzazione dei compensi, per
vedersi riconosciuta la deduzione.
La norma, se letta in temini di presunzione assoluta, si presterebbe a
censure di costituzionalità.
Va quindi letta, a mio avviso, in termini di presunzione juris tantum,
superabile con onere a carico del contribuente.
Credo che l'art 37bis, 8/o comma, lo possa permettere.
Ragioniamoci su.
Per i casi come il mio DJ credo che valga la pena di tentare.
ho trovato una risoluzione ministeriale che dice che se il professionista
addebita al cliente le spese di vitto e alloggio allora non vale il limite
del 2%
peraltro è una ipotesi di lavoro condivisa anche da raffaello lupi (il
personaggio mi sembra che sia non discutibile)
quindi si tratterebbe ongi volta di fare un contratto o di rbaltare le spese
di vitto e alloggio in fattura... ;-)
ciao
roberto
p.s. se volete posso inviare gli estremi della risoluzione e anche qualche
pagina di dottrina
"Roberto Zappalà" <robezappCIAO@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:c0tea2$1bo9dj$1@ID-162123.news.uni-berlin.de...
> ho trovato una risoluzione ministeriale che dice che se il professionista
> addebita al cliente le spese di vitto e alloggio allora non vale il limite
> p.s. se volete posso inviare gli estremi della risoluzione e anche qualche
> pagina di dottrina
"Roberto Zappalà" <robezappCIAO@tin.it> ha scritto
> ho trovato una risoluzione ministeriale che dice che se il professionista
> addebita al cliente le spese di vitto e alloggio allora non vale il limite
> del 2%
> peraltro è una ipotesi di lavoro condivisa anche da raffaello lupi (il
> personaggio mi sembra che sia non discutibile)
> quindi si tratterebbe ongi volta di fare un contratto o di rbaltare le
spese
> di vitto e alloggio in fattura... ;-)
> ciao
> roberto
Riaddebito con iva ? o come ... mi sembrava assodato che le spese per la
produzione del reddito non possono essere addebitate ex art. 15/633 del tipo
spese ancipate in nome e per conto ...
>p.s. se volete posso inviare gli estremi della risoluzione e anche qualche
> pagina di dottrina
Mandami la circolare e se puoi anche la dottrina
GRAZIE
studio.gallottiTOGLI SPAM@tin.it
ne aprofitto per rispondere anche a
"Conte Oliver" ha scritto ,
> Credo che si tratti comunque di una norma da cambiare; si potrebbe per
> es. limitare la deducibilità, magari portandola all'1%, per le sole
> prestazioni usufruite in provincia o in regione, consentendo invece
> l'intera deducibilità per le prestazioni fuori regione e all'estero se
> comprovate da idonea documentazione (notule a clienti nella zona,
> ecc.).
concordo
> Del pari è da eliminare l'assurda disposizione che limita per noi al
> 50% la deduzione per i corsi e convegni;
"Roberto Zappalà" <robezappCIAO@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:c0tea2$1bo9dj$1@ID-162123.news.uni-berlin.de...
> -D-G- wrote:
> CUT
> ho trovato una risoluzione ministeriale che dice che se il professionista
> addebita al cliente le spese di vitto e alloggio allora non vale il limite
> del 2%
> peraltro è una ipotesi di lavoro condivisa anche da raffaello lupi (il
> personaggio mi sembra che sia non discutibile)
> quindi si tratterebbe ongi volta di fare un contratto o di rbaltare le
spese
> di vitto e alloggio in fattura... ;-)
> ciao
> roberto
> p.s. se volete posso inviare gli estremi della risoluzione e anche qualche
> pagina di dottrina
"David Romagnoli" <david.romagnoli.NONSPAMMATE.NOSPAM@quipo.it> ha scritto
nel messaggio news:wJvlc.136453$hc5.6041643@news3.tin.it...
> Invia ....sisisisisi
> David
> "Roberto Zappalà" <robezappCIAO@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:c0tea2$1bo9dj$1@ID-162123.news.uni-berlin.de...
> > -D-G- wrote:
> > > CUT
> > > ho trovato una risoluzione ministeriale che dice che se il
professionista
> > addebita al cliente le spese di vitto e alloggio allora non vale il
limite
> > del 2%
> > peraltro è una ipotesi di lavoro condivisa anche da raffaello lupi (il
> > personaggio mi sembra che sia non discutibile)
> > quindi si tratterebbe ongi volta di fare un contratto o di rbaltare le
> spese
> > di vitto e alloggio in fattura... ;-)
> > ciao
> > roberto
> > > p.s. se volete posso inviare gli estremi della risoluzione e anche
qualche
> > pagina di dottrina
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