Una SpA concede ad un'altra Spa (sua controllata) un finanziamento pattuendo
un tasso d'interesse che viene regolarmente corrisposto e contabilizzato.
Quesito
Sugli interessi corrisposti dalla controllata va operata la ritenuta d'
acconto del 12,50% ai sensi dell'art. 26, 5° comma, del DPR nr. 600/1973,
tenuto conto che:
a) Tale ritenuta d'acconto va operata sui redditi di capitale corrisposti
dal sostituto d'imposta;
b) Gli interessi per loro natura oggettiva rientrano tra i redditi di
capitale;
c) L'art. 45 del TUIR qualifica gli interessi percepiti nell'esercizio di
impresa come "redditi d'impresa" anziché "di capitale".
E' sostenibile la tesi secondo la quale la società controllata eroga
interessi che per loro natura oggettiva si qualificano "redditi di capitale"
(e poiché il DPR 600 si rivolge al sostituto d'imposta, a nulla rileva la
qualificazione in capo al percipiente di "redditi d'impresa"?
O di contro, l'affermazione contenuta nel 2° periodo dell'art. 26, 5° comma,
del DPR 600, testuale "Se i percipienti non sono residenti nel territorio
dello Stato o stabili organizzazioni di soggetti non residenti la predetta
ritenuta è applicata a titolo d'imposta ed è operata anche sui proventi
conseguiti nell'esercizio d'impresa commerciale", fa ritenere che se il
percipiente è un'impresa residente non si rende applicabile alcuna ritenuta
d'acconto per effetto del citato art. 45 del TUIR?
"Giovanni Durante" <giodur@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:NxSpb.90463
> E' sostenibile la tesi secondo la quale la società controllata eroga
> interessi che per loro natura oggettiva si qualificano "redditi di
capitale"
> (e poiché il DPR 600 si rivolge al sostituto d'imposta, a nulla rileva la
> qualificazione in capo al percipiente di "redditi d'impresa"?
Secondo me no.
Il DPR 600 non si rivolge solo al sostituto d'imposta. Detta le regole in
materia di accertamento delle imposte sui redditi.
A mio modesto avviso la ritenuta non è dovuta se per il percipiente
l'interesse costituisce reddito d'impresa.
> O di contro, l'affermazione contenuta nel 2° periodo dell'art. 26, 5°
comma,
> del DPR 600, testuale "Se i percipienti non sono residenti nel territorio
> dello Stato o stabili organizzazioni di soggetti non residenti la predetta
> ritenuta è applicata a titolo d'imposta ed è operata anche sui proventi
> conseguiti nell'esercizio d'impresa commerciale", fa ritenere che se il
> percipiente è un'impresa residente non si rende applicabile alcuna
ritenuta
> d'acconto per effetto del citato art. 45 del TUIR?
Secondo me questa.
In base al medesimo principio in base al quale se paghi una prestazione di
natura professionale ad un soggetto societario non operi la ritenuta non
trattandosi di reddito da lavoro autonomo (oggettivamente) ma reddito
d'impresa (in base al soggetto che lo percepisce)
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