Un mio nuovo cliente sta aprendo un negozio di videonoleggio, all'interno
del quale intende attivare un punto di raccolta rullini fotografici da far
poi sviluppare ad un laboratorio esterno.
Il comune ha voluto che si iscrivesse come agenzia d'affari, depositando
cauzione ed attivando un apposito registro di PS.
Mi domando (visto che non ho mai avuto il caso):
- è proprio necessaria questa complicazione? Ogni rullino una annotazione?
Pazzesco!
- come conciliare la fatturazione (scontrino al cliente per l'intero incasso
dello sviluppo e stampa o solo per l'intermediazione?
- immagino che il laboratorio fatturerà periodicamente le prestazioni. Ma se
si tratta realmente di intermediazione (come l'agenzia d'affari lascerebbe
intendere) non dovrebbe fatturare direttamente al cliente finale?
- Come fanno gli altri?
"Filippo Mangiapane" <drfilmanLEDITADALNASO@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:bmo895$p8eb6$1@ID-50819.news.uni-berlin.de...
> Un mio nuovo cliente sta aprendo un negozio di videonoleggio, all'interno
> del quale intende attivare un punto di raccolta rullini fotografici da far
> poi sviluppare ad un laboratorio esterno.
> Il comune ha voluto che si iscrivesse come agenzia d'affari, depositando
> cauzione ed attivando un apposito registro di PS.
> Mi domando (visto che non ho mai avuto il caso):
> - è proprio necessaria questa complicazione? Ogni rullino una annotazione?
> Pazzesco!
> - come conciliare la fatturazione (scontrino al cliente per l'intero
incasso
> dello sviluppo e stampa o solo per l'intermediazione?
> - immagino che il laboratorio fatturerà periodicamente le prestazioni. Ma
se
> si tratta realmente di intermediazione (come l'agenzia d'affari lascerebbe
> intendere) non dovrebbe fatturare direttamente al cliente finale?
> - Come fanno gli altri?
non so se puo' esserti d'aiuto :-)
ciao
Titolo : SPECIALE - LE METODOLOGIE DI CONTROLLO DEL FISCO - Ministero
delle Finanze - Dipartimento delle entrate - Circolare 30 dicembre 1998 n.
295/E. - ATTIVITA' DI SERVIZI
Data : 24/02/1999 Pag: 6
LABORATORI E STUDI FOTOGRAFICI - Codici attivita': 74.81.1 - 74.81.2
(omissis)
3.2 Il controllo del volume d'affari
3.2.1 - Gli indizi d'evasione
Il controllo dovra' puntare sulle incongruenze di carattere
documentale e contabile. Particolare attenzione dovra' essere posta
all'attendibilita' delle correlazioni che vengono a stabilirsi tra i
consumi di materiali (carta per stampa, acidi per sviluppo e stampa,
ecc.) ed i corrispettivi dei servizi contabilizzati.
I piu' frequenti indizi di evasione riscontrabili nel settore sono:
consistenza di cassa superiore al totale degli importi registrati.
Occorre confrontare il denaro e gli altri valori rilevati al momento
dell'accesso con gli scontrini emessi a partire dal giorno
dell'ultimo versamento in banca. Una piccola differenza puo' essere
giustificata da esigenze di funzionamento della cassa che richiedono
una giacenza minima (per dare il resto, per esigenze improvvise,
ecc.); ad ogni assegno rinvenuto o ricevuta di carta di credito
dovrebbe invece corrispondere uno scontrino di pari importo;
anomalie nei tempi di emissione degli scontrini (dal giornale di
fondo) e nella contabilizzazione dei corrispettivi. La concentrazione
dei corrispettivi negli ultimi giorni del periodo di liquidazione IVA
ovvero l'emissione di molti scontrini nell'orario di chiusura o per
cifre tonde sono il sintomo di aggiustamenti a posteriori del totale
degli incassi;
la presenza di materiale in magazzino non coperto da fatture;
giacenze effettive di magazzino inferiori a quelle che risultano
contabilizzate;
finanziamenti del titolare o dei soci alla propria impresa che
possono trarre origine da corrispettivi non contabilizzati.
Per l'attivita' di realizzazione di servizi fotografici, solitamente
svolta al di fuori dei locali aziendali, non essendo riscontrabili
dall'esame della documentazione contabile particolari indizi di
evasione, verra' posta particolare cura nella raccolta e nell'analisi
della documentazione extracontabile reperita in sede di accesso.
Infine, per l'attivita' di sviluppo e stampa di fotografie ovvero di
altre particolari lavorazioni, la ricostruzione dei relativi ricavi
potra' prendere spunto dai consumi delle materie prime.
3.2.2 - Elementi da considerare ai fini della ricostruzione del
volume di attivita' svolta
Per verificare la congruita' del volume d'affari dichiarato puo'
essere utile analizzarne separatamente la componente derivante da
attivita' di tipo prettamente commerciale e quella che ha origine
dalle prestazioni di servizi:
Sviluppo e stampa di rullini e sviluppo di diapositive:
Per la ricostruzione dei ricavi derivanti da tale servizio occorre
distinguere tra le imprese che si servono di laboratori esterni e
quelle che dispongono di apposite apparecchiature.
Nel primo caso lo studio fotografico provvede al ritiro dei rullini
e li invia a laboratori esterni per la lavorazione. In genere il
laboratorio di appoggio e' unico ed emette fattura al negozio con uno
sconto variabile dal 40% al 50% sui listini dei prezzi. Il negoziante
potrebbe rinunciare a parte dello sconto concedendone a sua volta una
parte alla clientela. Gli indicati valori percentuali costituiscono
utile riferimento per i verificatori.
Nel caso l'azienda utilizzi apparecchiature Mini-Lab di proprieta'
ovvero concesse in locazione, il ciclo produttivo avviene interamente
all'interno dell'impresa e, di conseguenza, la ricostruzione dei
ricavi dovra' essere realizzata tramite l'analisi dei costi di alcune
materie prime utilizzate nel ciclo di lavorazione.
Le apparecchiature piu' comuni utilizzano prodotti chimici per lo
sviluppo dei negativi nonche' per la stampa delle foto su carta. Le
bobine della carta da stampa (della lunghezza variabile da 80 a 170
mt.) sono difficilmente acquistabili senza fattura, essendo fornite
dalle stesse imprese venditrici delle apparecchiature, ovvero da
distributori specializzati.
Dall'esame dei consumi delle bobine di carta e' possibile
quantificare il numero di foto stampate, riconoscendo uno scarto
medio del 10%. A questo punto e' possibile ricostruire il volume
d'affari derivante dallo sviluppo e stampa di foto, attraverso
l'applicazione dei prezzi rilevati al momento dell'accesso od in
contraddittorio con la parte tenuto conto che, in questi casi, la
percentuale di ricarico risulta decisamente piu' elevata (sino al
100%).
Per avvalorare la ricostruzione induttiva operata sulla base del
consumo di carta da stampa, puo' essere utile valutare anche il
consumo dei prodotti chimici necessari allo sviluppo e alla stampa
(acidi, fissante, ecc.) essendo questi prodotti soggetti alla
normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali, sara' possibile
rilevare le quantita' consumate dall'esame del registro di carico e
scarico e, di conseguenza, stabilire la quantita' di negativi
sviluppati e di fotografie stampate (occorrera' acquisire in
contraddittorio con la parte le rese dei prodotti chimici
utilizzati).
Servizi fotografici in genere (cerimonie, pubblicita', ecc.):
La ricostruzione di questa tipologia di ricavi potra' essere
supportata solo in minima parte dall'esame dei documenti contabili:
e' il caso dei servizi resi a privati in occasione di cerimonie. Per
questo motivo assume rilevante importanza la documentazione
extracontabile ed il materiale rinvenuto al momento dell'accesso nei
locali di cui dispone l'azienda (agende, quaderni, archivio negativi
e contenuto dei supporti informatici possono fornire indicazioni sul
numero delle prestazioni rese).
Un contributo a tale quantificazione sara' fornito sia dal
contraddittorio con la parte, sia eventualmente utilizzando lo
strumento dei questionari (allegato 1) redatti ai sensi dell'art. 32,
comma 8-bis, del D.P.R. 29/9/1973, n. 600, per la determinazione dei
corrispettivi percepiti.
Non va infatti dimenticato che e' usuale in tali tipi di servizi, il
pagamento attraverso successivi acconti ed il versamento del saldo al
momento della consegna delle foto o della/e videocassetta/e. Tale
modalita' puo' comportare l'emissione del solo scontrino per il saldo
e la mancata registrazione degli acconti.
Servizi di fototessera:
Attualmente tutti gli studi fotografici espletano tale servizio.
L'utilizzo di apposite apparecchiature, infatti, consente di fornire
fotografie formato tessera in tempi rapidi (pochi minuti) e di ottima
qualita'. Le pellicole utilizzate (colour instant pack film),
consistono in caricatori da 10 lastre (ogni lastra permette di
ottenere 4 foto). Il consumo di queste pellicole, desumibile dalle
fatture di acquisto, permette di ricostruire la quantita' di foto
effettuate, riconoscendo uno scarto massimo del 20%. E' quindi
possibile ricostruire induttivamente l'ammontare dei ricavi
conseguiti, nella considerazione che il prezzo medio al pubblico di
n. 4 foto-tessera varia da Lit. 10.000 a Lit. 15.000.
Attivita' di vendita:
L'attivita' di vendita degli studi fotografici risulta solitamente
meno remunerativa rispetto a quella di prestazione di servizi, a
causa della presenza sul mercato di altri operatori commerciali che
offrono la merce a prezzi maggiormente competitivi.
La vendita di rullini fotografici, esclusi particolari tipi di
pellicole, e' usualmente effettuata in supermercati, tabaccherie
ecc.; la stessa circostanza si verifica per la vendita di
videocassette da registrare e per l'oggettistica accessoria alla
fotografia. La commercializzazione di apparecchi audio-foto-cine-
video sconta la forte concorrenza delle aziende specializzate nella
distribuzione di elettrodomestici, radio, TV ecc.; inoltre, l'elevato
costo di acquisto ed il veloce processo di obsolescenza di tali
apparecchiature costringono lo studio ad acquistarne un quantitativo
limitato, che non consente economie di scala nell'acquisto dal
distributore.
Notevole rilevanza assume la circostanza che, nella maggior parte
dei casi, la consegna dello scontrino a fronte della vendita di
materiale foto - video, perfeziona la garanzia contro
malfunzionamenti dovuti a difetti di fabbricazione: pertanto, per
tale tipologia di merce, il fenomeno evasivo risulta molto contenuto.
A titolo puramente indicativo si fa presente che le percentuali
medie di ricarico si collocano attorno ai seguenti valori:
* pellicole fotografiche 20% - 30%;
* pile per apparecchi fotografici 70%;
* apparecchiature fotografiche 17% - 22%;
* album porta foto 50%.
Non di rado lo studio fotografico, per ogni rullino portato a
sviluppare, offre in omaggio un nuovo rullino di cui si dovra' tener
conto nella determinazione dei consumi.
La ricostruzione indiretta del volume d'affari per questa tipologia
di attivita' sara' eseguita con le stesse modalita' applicate per le
attivita' di commercio al dettaglio, gia' esposte in precedenti
metodologie.
Come e' noto, il "ricarico" e' la maggiorazione che il commerciante
applica al prezzo di acquisto per determinare il prezzo di vendita.
Sulla base dei dati indicati nel Conto Economico o nella
dichiarazione dei redditi (per le imprese in contabilita'
semplificata), la percentuale media di ricarico puo' essere cosi'
calcolata:
% di ricarico = Ricavi Costo del venduto : Costo del venduto x 100
Costo del venduto = Giacenze iniziali + Acquisti - Rimanenze finali
Una delle difficolta' del controllo del ricarico risiede nella
estrema diversita' dei prodotti trattati, a ciascuno dei quali puo'
corrispondere una diversa maggiorazione di vendita.
La circostanza non deve essere trascurata in sede di accertamento
giacche' la ricostruzione induttiva del giro di affari puo' superare
il vaglio del contenzioso soltanto se si fonda su una percentuale
media ponderata del ricarico che tenga conto della diversita'
qualitativa e quantitativa dei beni scambiati.
Negli esercizi di piccole dimensioni e' forse possibile ricostruire
analiticamente, articolo per articolo, le quantita' vendute
rilevandole dalle fatture di acquisto e tenendo conto delle
variazioni inventariali, in aumento o in diminuzione, verificatesi
nel tempo.
Nelle attivita' di maggiori dimensioni, tuttavia, tale operazione
potrebbe rivelarsi troppo complessa anche con l'ausilio di procedure
informatiche.
In tal caso il ricarico puo' essere calcolato con riferimento ad un
campione significativo di articoli individuati, anche in
contraddittorio con il contribuente, non tanto in base alla tipologia
merceologica quanto piuttosto in base alla percentuale di ricarico
praticata.
Un metodo alternativo potrebbe essere quello di calcolare il
ricarico sulle rimanenze di merce rilevate al momento dell'accesso
nel presupposto, generalmente accettato, che la composizione del
magazzino sia sufficientemente rappresentativa, quanto a varieta'
degli articoli trattati e relative incidenze sul totale, dei consumi
di merce dell'esercizio.
Il ricarico medio ponderato puo' essere calcolato come segue:
(la formula non e` riproducibile nel presente archivio)
Ad esempio, nel caso di un campione composto di 3 articoli a, b, c,
che presentano ciascuno un ricarico, rispettivamente, del 100%, 150%,
200% ed un'incidenza sul costo del venduto totale (del campione) del
30%, 50% e 20%, il ricarico medio ponderato e' uguale a:
(la formula non e` riproducibile nel presente archivio)
Quanto ai prezzi di vendita da utilizzare per il calcolo del
ricarico, essi saranno rilevati dai cartellini applicati sugli
articoli rinvenuti al momento dell'accesso, oppure da listini interni
ad uso dei commessi ovvero in contraddittorio con la parte.
Nel caso si ritenga di dover calcolare percentuali di ricarico
diverse per ciascuno degli anni oggetto di controllo, i prezzi di
vendita correnti rilevati al momento dell'accesso potranno essere
rettificati proporzionalmente alle variazioni nel frattempo
intervenute nei prezzi di acquisto.
A giustificazione dei bassi ricarichi viene spesso indicata la
concessione di sconti. Posto che quasi nessun commerciante si avvale
della possibilita' di far risultare direttamente sugli scontrini
fiscali tali diminuzioni di prezzo, se l'entita' fosse dell'1-2%
(corrispondente al cosiddetto sconto cassa, che viene sovente
barattato nel caso in cui il cliente rinunci ad utilizzare per
esempio la carta di credito a favore di altri mezzi di pagamento meno
onerosi per il commerciante) l'affermazione puo' essere ritenuta
attendibile.
"Filippo Mangiapane" ha scritto nel messaggio
CUT
a memoria...
anche se occorre la licenza di P.S. non mi sembra si tratti di un'agenzia
d'affari; pertanto si fattura (scontrina) l'intero importo.
L'alternativa (se non ricordo male) era aprire un laboratorio artigiano, non
soggetto a questa normativa, ma penso che non si possa fare nel tuo caso, in
quanto l'attività di sviluppo è materialmente affidata a terzi.
Ciao
Foto esclusiva !
Stardust®: Foto: http://tinyurl.com/38vz7l
Didascalia: Ore 20:30 - Sciortista overnight da un'occhata al monitor.
(il nick non posso dirlo, per la privacy)
Borsa
4
14-03-2007 20.40.12
[OT] Le foto di Ely...
asterisco.cancelletto: Cara Ely ti scrivo... così mi distraggo un po'.
E siccome la tua casella email è piena, proprio qui ti scriverò ! (dove mai
potresti essere altrimenti !?)
Da quando è partito c'è una grande...
Borsa
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01-04-2005 19.41.30
Sviluppo sw
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